[Ezln-it] Per comprendere la violenza antizapatista

Annamaria maribel_1994 at yahoo.it
Wed Jan 23 15:18:12 CET 2019


Messico - Per comprendere la violenzaantizapatista

19 gennaio 2019

Para entender la violenciaantizapatista
di PeterRosset*


Gli indigenisono violenti? Gli zapatisti sono violenti? C'è molta confusione riguardo alla violenza in Chiapas. 
Qui provo a offrire una breve guida per la sua interpretazione.

La controinsurrezionein Chiapas si basa, in parte, sull'attuazione di politiche volte a frammentare leorganizzazioni contadine, indigene e comunitarie, creando fazioni sempre più piccole,settarie, opportunistiche e manipolabili. Ciò si ottiene offrendo risorse ai leaderlocali e regionali per progetti produttivi e di assistenza, candidature, posti nellapubblica amministrazione, ecc., facendo perno su bisogni oggettivi delle loro basie sul loro opportunismo, sulla gelosia e sul risentimento.

Queste offertesono condizionate esplicitamente o implicitamente al loro allontanamento dallo zapatismo.Il suo obiettivo è isolare politicamente i ribelli. Queste risorse e posizioni sonoanche usate per provocare un conflitto aperto, sia con la violenza che senza diessa, contro le basi e le comunità zapatiste. 
Per stimolare la violenza, vengono usati problemi e dispute locali, spesso preesistenti,che spesso non sono neppure legati allo Zapatismo in quanto tale. Questi sono conflittiche sono comuni, e anche normali, nella società rurale, all'interno e all'esternodel Chiapas.

Tra questi tipidi problemi ci sono le dispute sui confini terrieri, specialmente in contesti incui alcuni vogliono regolarizzare il possesso della terra e altri no; accesso ocontrollo sulle risorse locali, come acqua, alberi da legname, terreni adatti allosviluppo urbano e cave di sabbia e ghiaia; differenze familiari e religiose; rappresentanzedi partiti politici; la disputa per accaparrarsi i progetti produttivi o di assistenza;dispute sul protagonismo e l'interlocuzione con lo stato, così come l'avidità, irancori, i risentimenti e le gelosie storiche, ecc. 
L'azione dello stato manipolatore può trasformare qualsiasi problema latente preesistentein una frattura aperta.

Tuttavia, sarebbeun errore vedere lo stato come una entità monolitica. Al suo interno ci sono entrambele fazioni che cercano di incoraggiare la violenza al massimo e le forze che cercanodi moderarla, in modo da non spaventare gli investitori e i turisti. Ciò fa sì che,da un lato, la violenza antizapatista venga promossa attraverso premi (progetti,post, candidature) e, dall'altro, si provi a risolvere il conflitto. Questo provocache gruppi contadini prima ricevano aiuti e poi per un certo tempo smettano di averlifino a quando non vengono attaccati. 
Questi gruppi che aggrediscono le comunità in resistenza si alternano nel loro lavorodi attacco.
Le ostilità contro gli zapatisti sono spesso riportate nei mezzi di comunicazionetradizionali con un pregiudizio razzista e classista. 

Sono presentaticome meri conflitti locali o scontri e/o litigi tra contadini, derivanti dal fattoche gli indigeni sono violenti di loro e che i poveri passano il loro tempo uccidendosia vicenda. Questa violenza serve come giustificazione per le forze dell'ordine peragire contro le basi di appoggio zapatiste.

Spesso le organizzazionicontadine nazionali si dissociano dai loro affiliati locali quando commettono attiviolenti. 

I gruppi localiappartenenti alle organizzazioni nazionali si formano, si dividono, si ricompongonoe si uniscono molto rapidamente. 

Molte volte ileader nazionali non sono nemmeno aggiornati su ciò che accade tra le loro basi.Ma la loro decisione di tracciare un confine tra loro e i loro ex membri non significache non siano appartenuti in passato a quell'organizzazione nazionale e che, infuturo, non potrebbero ancora esserlo.

A volte le spiegazionidei leader nazionali sono un pretesto; tuttavia, accade anche che semplicementeignorano ciò che sta succedendo con le loro basi.

La controinsurrezionein Chiapas utilizza i conflitti locali come parte centrale della sua strategia.

I problemi localipreesistenti sono gli alberi, la politica controinsurrezionale è il bosco. 

Bisogna vedereentrambi gli aspetti contemporaneamente. L'importante è capire e non dimenticareche il bosco è formato dall'insieme degli alberi.

Infine, c'è unulteriore elemento da non perdere di vista. 

Nei territoricontesi in Chiapas predominano due visioni.

Una, quella zapatista,è la costruzione graduale dell'autonomia territoriale, indigena e contadina, l'educazioneautonoma, la salute e la giustizia, l'agroecologia e l'autogoverno. 

È una visioneche sta diventando realtà, a poco a poco. 

L'altra è piùmeschina, a breve termine, vicino al potere, alla ricerca di benefici individualie immediati.

Coloro che siidentificano in basso e a sinistra preferiscono la visione zapatista e voglionoche sia in grado di consolidarsi sempre di più come alternativa ed esempio. 

Per questo, ènecessario il totale ripudio di tutte le aggressioni contro lo zapatismo. 

(*) Esperto in questioni rurali, professoredell'Università del Michigan. Tra i suoi libri c'è Promised Land: VisionsCompeting of Agrarian Reform.

 

Testooriginale https://www.jornada.com.mx/2014/05/10/opinion/020a1pol

L'articolo èdel 2014 ma le attuali condizioni sono le medesime. 

Traduzione CooperazioneRebelde Napoli
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