[Ezln-it] SubMoises-SupGaleano: 300. Seconda Parte

Annamaria maribel_1994 at yahoo.it
Fri Aug 24 14:44:07 CEST 2018


300.

Seconda parte:

UN CONTINENTE COME CORTILE,UN PAESE COMO CIMITERO, UN PENSIERO UNICO COME PROGRAMMA DI GOVERNO, ED UNAPICCOLA, MOLTO PICCOLA, PICCOLISSIMA RIBELLIONE.

 Dal mondo scendiamoal continente.

Se guardiamo in alto…

Vediamo gliesempi di Ecuador, Brasile ed Argentina, dove non solo si spodestano i governi chesi presumono progressisti, ma si perseguono anche giuridicamente ed al loroposto ascendono governi addestrati come buoni capisquadra, o capisquadraubbidienti al capitale (benché, siamo giusti, sono abbastanza rozzi anche nelloro cinismo) per il nuovo riaccomodamento della finca mondiale, che sono come Temer in Brasile, Macri in Argentina,ed in Ecuador quello che era bravo perché ce l'aveva messo l'adesso perseguitoCorrea (quello della "rivoluzione civica" - "di sinistra",così lo vendette l'intellighenzia progressista -) e che ora risulta essere didestra, Lenin Moreno - paradossalmente si chiama Lenin -.

Sotto lavigilanza dello Stato che si è trasformato nel poliziotto della regione - laColombia - e da cui si minaccia, si destabilizza e si programmano provocazioniche giustifichino invasioni di "forze di pace", in tutto ilSudamerica si torna ai tempi brutali della Colonia, ora col "nuovo" estrattivismo che non è altro chel'ancestrale saccheggio delle risorse naturali, tipificate come "materieprime", e che nei governi progressisti della regione si avalla e sipromuove come "estrattivismo disinistra" - che è qualcosa come un capitalismo di sinistra o una sinistracapitalista o vai a sapere che cosa vuole dire -, ma ugualmente distruggono espogliano, ma è per una "buona causa" (?). Qualunque critica omovimento di opposizione alla distruzione dei territori degli originari ècatalogata come "promossa dall'Impero”, "di stampo conservatore",ed altri equivalenti a "è un complotto della mafia del Potere".

Insomma, nelcontinente il "cortile" del Capitale si estende fino a Capo Horn.

Ma seguardiamo in basso…

Vediamoribellioni e resistenze, prima di tutto dei popoli originari. Sarebbe ingiustonominarli tutti perché si correrebbe il rischio di ometterne alcuni. Ma la loroidentità risalta nella loro lotta. Lì dove la macchina incontra resistenza alsuo avanzare predatorio, la ribellione si veste di colori nuovi tanto antichi eparla lingue "strane". La depredazione, anche mascherata di redditodella terra, vuole imporre la sua logica mercantile a chi si rapporta allaterra come la madre.

Questeresistenze sono accompagnate da gruppi, collettivi ed organizzazioni che, senzaessere propriamente degli originari, condividono con loro impegno e destino,cioè, cuore. Per questo subiscono calunnie, persecuzioni, incarceramenti e, nonpoche volte, la morte.

Per lamacchina, gli originari sono cose, incapaci di pensare, sentire e decidere; cosicchénon è aliena alla sua logica automatizzata il pensare che questi gruppi inrealtà "dirigono", "usano" e "male orientano"quelle "cose" (gli originari) che si rifiutano di abbracciare l'ideache tutto è una merce. Tutto, incluso la loro storia,lingua, cultura.

Per ilsistema, il destino degli originari è nei musei, nelle facoltà di antropologia,i mercati artigianali, e l'immagine della mano tesa che chiede l'elemosina.Deve essere esasperante per i teorici ed avvocati della macchina,quell'analfabetismo che non capisce le parole: "consumo","profitto", "progresso", "ordine","modernità", "conformismo", "compra-vendita","rendimento", "resa". Per alfabetizzare questi riluttantialla civilizzazione, vanno bene i programmi assistenziali che dividono e creanoscontri, le sbarre della prigione, il piombo e la sparizione. E sì, c'è chi sivende e consegna i suoi al boia, ma ci sono comunità ancora ribelli perchésanno di essere nate per la vita, e che le promesse di "progresso"nascondono la morte peggiore: l'oblio.

Proseguiamoin Centroamerica (dove in Nicaragua si riedita Shakespeare, e la coppiaMacbeth, Daniel e Rosario, si chiede “Chi si immaginava che il vecchio (Sandino)avesse così tanto sangue in corpo?” mentre tenta, invano, di ripulirsi le mani nellabandiera rosso-nera) che si sta trasformando da un territorio dimenticato (dopouno spietato saccheggio), in un problema per il grande capitale perché è unimportante fornitore e trampolino di migranti, ma il ruolo di muro passerà al Messico,ed in concreto al sudest messicano.

E vogliamoincludere il Messico nell'America Centrale perché la sua storia lo richiamaall'America Latina, ed anche sui mappamondi l'America Centrale è il braccio chesi tendono coloro che sono gemellati dal dolore e dalla rabbia.

Ma aidiversi governi che hanno subito e subirà questo paese, ed alla sua classepolitica, la vocazione straniera li porta ad ammirare, imitare, servire eprocacciare “l'annessione dei popoli della nostra America al Nord sregolatoe brutale che li disprezza” (José Martí, “Lettera a Manuel Mercado”, 18 maggio 1895).

QuandoDonald Trump dice di voler costruire il muro, tutti pensano al Río Bravo, ma ilcapitale pensa al Suchiate, all'Usumacinta e al fiume Hondo. In realtà il murosarà in Messico per fermare quelli che provengono dall'America Centrale e forsequesto può aiutare a capire perché Donald Trump, il 1° luglio, si ècongratulato con il Juanito Trump peraver vinto le elezioni in Messico.

Il senso diun muro lo dà la sua contrapposizione a "qualcosa". Tutti i muri sierigono contro "qualcosa"; si chiamino zombi, extraterrestri,criminali, clandestini, migranti, "sanspapiers", illegali, alieni. I muri non sono altro che la porta e lefinestre chiuse di una casa che così si protegge dallo straniero,dall'estraneo, da quell'Alien che conla sua diversità porta con se la promessa dell'apocalisse finale. Una delleradici della parola "etnia" riporta a "la gente straniera".

Nei pianidel capitale, il muro contro l'America Latina avrà la forma dell'impossibilecornucopia dell'abbondanza e si chiamerà "Messico".

Nellaregione sudorientale, come abbiamo già detto, si costruisce la prima tappa delmuro di Trump. L'ufficio "nazionale" di Migrazione continuerà acomportarsi come subordinato della BorderPatrol, e Guatemala e Belize sono l'ultima stazione prima di entrare nelladogana del Nord-America. Questo trasforma il sudest messicano in una dellepriorità di conquista e di gestione.

Per questonei nuovi piani "geopolitici" si propone di creare un"cuscinetto", un "ammortizzatore", un filtro che riducadrasticamente la migrazione. Si offre così un placebo per alleviare l'incubodel capitale: un'orda di zombi (cioè, di immigranti) ai piedi dei suoi muri cheminacciano il suo stile di vita e "tracciano" sull'indifferentesuperficie di ferro e cemento il graffito che dice:

“Il tuo benessere è costruito sulla mia disgrazia”.
.....proseguire la lettura:  http://chiapasbg.com/2018/08/24/300-seconda-parte/
(Continua…)

Traduzione “Maribel” - Bergamo

Testo originale: http://enlacezapatista.ezln.org.mx/2018/08/21/300-segunda-parte-un-continente-como-patio-trasero-un-pais-como-cementerio-un-pensamiento-unico-como-programa-de-gobierno-y-una-pequena-muy-pequena-pequenisima-rebeldia-subcomandante-insurgent/


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