[Redditolavoro] Grecia ed Europa: il punto di vista dell’EEK

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Tue Sep 15 12:58:20 CEST 2015


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Grecia ed Europa: il punto di vista dell’EEK
Un'intervista a Michael-Matsas Savas, segretario dell'EEK (Partito
Rivoluzionario dei Lavoratori), a cura di Stefano Macera, pubblicata su "Il
pane e le rose". (http://www.pane-rose.it)
14 Settembre 2015



*L'EEK (Partito Rivoluzionario dei Lavoratori) è un'organizzazione
rivoluzionaria, trotskista, sezione greca del Coordinamento per la
Rifondazione della Quarta Internazionale (CRQI). È stato fondato nel 1963
con il nome di EDE (Lega Internazionalista dei Lavoratori), diventato EEK
nel 1985. Per oltre cinque decenni l'EEK è stato ed è attivo nel movimento
operaio, tra i giovani e i movimenti sociali, a livello nazionale e
internazionale, ininterrottamente prima, durante e dopo la dittatura
militare (1967-1974) fino ad oggi. A partire dal 1977 ha partecipato con i
suoi candidati alla maggior parte delle elezioni parlamentari, locali ed
europee. Da quando la crisi capitalista mondiale scoppiata nel 2007/2008 ha
colpito con un impatto devastante la Grecia, l'Europa e le regioni del
Medio Oriente e del Nordafrica, l'EEK ha ospitato tre Conferenze
internazionali euro-mediterranee, ad Atene, convocate dal Centro Socialista
dei Balcani "Christian Rakovsky", dal sito RedMed e dalle sezioni europee
del CRQI. Alle conferenze hanno partecipato decine di organizzazioni dei
lavoratori di diversi paesi e di tutti i continenti, e appartenenti a
differenti tradizioni della sinistra rivoluzionaria, al fine di esaminare
la situazione politica ed esplorare le possibilità di azioni comuni a
livello internazionale. La prima Conferenza euro-mediterranea - giugno 2013
- si è tenuta all'indomani della ribellione di Gezi Park; la seconda -
marzo 2014 - nel bel mezzo degli sconvolgimenti in Ucraina; la terza, nel
luglio 2015, al culmine della crisi dell'eurozona e nel momento della
capitolazione di Tsipras e del governo di Syriza al terzo, nuovo programma
di selvagge misure di austerità imposto da UE, BCE e FMI ad un già
depredato popolo greco. Nella conversazione con Michael-Matsas Savas,
segretario dell’EEK, siamo partiti proprio da quest’ultima Conferenza, dal
suo significato politico generale e dalle prese di posizione ad essa
legate. Salvo entrare, poi, nel merito della situazione politica
delineatasi in Grecia negli ultimissimi mesi, foriera di molte opportunità
per chiunque non intenda accettare le compatibilità sistemiche. Del resto,
nella scelta del nostro interlocutore ha pesato, oltre al rifiuto di logore
opzioni riformiste, la convinzione che non è possibile intervenire
seriamente in uno scenario come quello greco – rivelatore della natura
stessa dell’UE capitalista ed imperialista – senza dotarsi di chiavi di
lettura che includano le vicende nazionali in un quadro più ampio e
ponendosi al di fuori di una stabile rete di rapporti con altre realtà
della sinistra di classe a livello europeo e globale.*

*Il 18-20 luglio, ad Atene, si è tenuta la terza Conferenza internazionale
euro-mediterranea: ce ne puoi spiegare, intanto, gli obiettivi di fondo? *
La domanda centrale, come sottolineato nel titolo dell'appello della
conferenza, è stata: "Quale Europa?". L'inasprimento drammatico della crisi
fra UE/BCE/FMI da un lato e Grecia dall'altro, nel giugno-luglio 2015, e la
successiva capitolazione finale del governo di "sinistra" di Tsipras, sono
stati oggetto di un attento approfondimento. Nella risoluzione finale,
unanimemente approvata, si è insistito sul fatto che non si è trattato
solamente di un momento dello sviluppo della vicenda greca, ma di una
svolta cruciale in ciò che è accaduto dopo la crisi capitalistica globale
del 2008, con specifico riferimento al fallimento dell'intero progetto di
integrazione dell'Unione Europea. Gli obiettivi e lo scopo della terza
Conferenza, in questo senso, erano: a) discutere come questa svolta
influenzi, in modi, forme e gradi diversi, le condizioni di vita e le lotte
della classe lavoratrice e delle masse impoverite d'Europa, del Medio
Oriente e del Nordafrica; b) sviluppare ed allargare ulteriormente la rete
internazionale delle organizzazioni dei lavoratori partecipanti alle
conferenze; c) elaborare un programma comune di rivendicazioni transitorie;
d) esplorare le possibilità di pianificare azioni comuni internazionali; e)
riflettere sulla questione del tipo di organizzazione rivoluzionaria
necessaria per l'oggi.

*Qual è stata la sua articolazione concreta? *
Ci sono state sessioni plenarie con relazioni e dibattiti, e il lavoro di
alcune commissioni per la risoluzione presentata l'ultimo giorno della
Conferenza e sottoposta a discussione, emendamenti e voto finale.

*Perché si è deciso di tenere la Conferenza, per la terza volta
consecutiva, in Grecia? *
Oltre a motivi logistici e organizzativi, è evidente che Atene sia il luogo
ideale e più indicato per una conferenza che si tiene nel momento in cui la
Grecia è diventata il punto focale della crisi globale e dell'attenzione
politica mondiale.

*Alla fine dell'appello di indizione della Conferenza vi è una piattaforma,
che ha tra i suoi punti qualificanti parole d'ordine comuni a gran parte
della sinistra di classe a livello continentale: la cancellazione del
debito, il rifiuto dei piani di austerità della trojka e l'eliminazione
della NATO ecc. In quale progetto complessivo, però, s'inseriscono queste
rivendicazioni e, soprattutto, chi sono i soggetti sociali e politici che
le debbono portare avanti? *
Proprio perché i punti programmatici avanzati sia nell'appello iniziale che
nella risoluzione finale sono comuni a molte organizzazioni a livello
internazionale, è più che necessario e urgente, oggi, un fronte unico di
lotta e di solidarietà di queste collettività. Un fronte che può e deve
includere organizzazioni di classe e di sinistra, movimenti che combattono
contro tutte le forme di oppressione e discriminazione, collettivi e gruppi
di lavoratori come quelli che portano avanti l'occupazione delle fabbriche
e dei posti di lavoro e che sperimentano forme di autogestione... ecc.


*Dalla Conferenza sono usciti – oltre ad appelli – anche proposte di
campagne politiche da portare avanti a livello continentale? *
Alcune decisioni e passi iniziali sono stati presi per una campagna
internazionale contro la disoccupazione e l'austerità e per la solidarietà
agli immigranti contro la fortezza Europa, oltre che per una conferenza
contro la guerra da tenere nel 2016.

*Oggi, nella sinistra di classe greca ed internazionale, vi è un serrato
dibattito sulle scelte di Tsipras, che ha capitolato di fronte ai diktat
della trojka. La Conferenza come si è rapportata a questa discussione: in
particolare, quale messaggio ha lanciato a tanti militanti, legati in
particolare a Syriza, che si sono sentiti traditi? *
C'è stata un'ampia e ricca discussione sull'intera, contraddittoria
esperienza di Syriza, da forza politica sostenuta e portata al governo
dall’aspettativa popolare di mettere fine all'austerità, fino alla
capitolazione alla troika del gruppo dirigente legato a Tsipras, contro la
volontà popolare espressa nel modo più forte dalla spettacolare vittoria
del "no" al referendum del 5 luglio. Non ignoriamo affatto i combattivi
militanti di Syriza che si sono sentiti traditi, e abbiamo fatto appello a
loro non solo affinché rompano con i capitolatori, ma anche perché traggano
insieme a tutti i militanti combattivi del movimento operaio e della
sinistra rivoluzionaria la lezione necessaria che deriva da questa vicenda,
per procedere verso un'autonoma direzione rivoluzionaria e
internazionalista. La "Dichiarazione di solidarietà al popolo greco contro
il terzo pacchetto di austerità" pubblicata e fatto circolare dopo la
Conferenza, firmata da centinaia di intellettuali e attivisti politici di
sinistra e dei movimenti di tutto il mondo, è stata una forte risposta
politica non solo alla capitolazione di Tsipras e degli intellettuali a lui
vicini a livello internazionale, ma anche al memorandum stesso.

*Anche a sinistra, la vicenda greca è spesso interpretata come espressione
di uno scontro tra le nazioni ricche dell’Europa del Nord e le nazioni
povere dell’Europa del Mediterraneo, escludendo qualsiasi riferimento alla
lotta di classe a livello interno e continentale. C’è che si spinge a
proporre la costituzione di un blocco di Stati che faccia da contrappeso
all’arroganza della Germania, potenza egemone a livello continentale. Voi
cosa pensate di simili letture? *
L'EEK, così come tutti i partecipanti alla terza Conferenza
euro-mediterranea, si oppongono alla linea nazionalistica e reazionaria che
oppone le nazioni dell'Europa del sud alla Germania e al nord Europa. Ci
sono due Germanie, due Grecie, due Europe: la Germania e la Grecia dei
capitalisti, e la Germania e la Grecia dei lavoratori e delle classi
subalterne; così come un'Europa capitalista e imperialista ed un'Europa
degli sfruttati e degli oppressi. Il nostro obiettivo strategico è la
rottura dell'UE imperialista attraverso la mobilitazione di massa delle sue
vittime e l'unificazione su basi socialiste dell'Europa, da Lisbona a
Vladivostok.

*Sul finire di agosto Tsipras si è dimesso e sono state fissate elezioni
legislative per il 20 settembre. Qual è, secondo voi, il senso di questa
mossa del leader riformista e come vi rapporterete alla prossima scadenza
elettorale? *
Il governo Tsipras è collassato a causa dell'indignazione e della rabbia
popolare prodotte dalla sua capitolazione alla troika. Il gruppo dirigente
riunito intorno a Tsipras ha ignorato persino il suo stesso partito, i suoi
organi eletti, la possibilità di tenere un congresso straordinario per
discutere della firma al terzo memorandum ecc., e Syriza è implosa. Ne è
seguita una serie di scissioni alla sua sinistra, che sono ancora in corso:
l'ex Piattaforma di sinistra ha fondato Unità Popolare, alla quale si
stanno unendo ora l'ex Presidente del parlamento Zoe Konstantopoulou e i
suoi sostenitori in qualità candidati indipendenti nelle sue liste, alle
prossime elezioni. L'organizzazione giovanile di Syriza ha dichiarato che
appoggerà "tutte le liste radicali e anticapitaliste", e ha abbandonato a
sua volta Syriza sviluppando relazioni con la sinistra rivoluzionaria...
C'è un generale riallineamento di forze che parte da settori che hanno
lasciato Syriza e comprende pure una notevole minoranza della più radicale
Antarsya (Coalizione di sinistra anticapitalista), anch'essa confluita nel
blocco della sinistra riformista chiamato "Unità Popolare". Dal canto suo,
ridadendo l'opzione della totale indipendenza di classe, l'EEK ha formato
un blocco elettorale con la maggioranza della stessa Antarsya, insieme ad
altri militanti ed attivisti indipendenti della sinistra rivoluzionaria, e
si sta preparando per le decisive, storiche lotte che seguiranno le
elezioni anticipate e per opposi al prossimo governo pro-memorandum di
coalizione, non importa se guidato da Syriza o dalla destra.

Intervista a cura di Stefano Macera
www.pclavoratori.it  -  info a pclavoratori.it
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