[Ezln-it] A. Cegna: AMLO, Ultima Speranza

Annamaria maribel_1994 at yahoo.it
Tue Jul 3 11:06:07 CEST 2018


AMLO,ULTIMA SPERANZA 

Obrador potrebbe essere permovimenti sociali radicali, l’inaspettato volto del cambiamento oppure saràl’altro volto dello stato al servizio della speculazione, degli equilibrisecondo cui il capitale domina sull’umanità. Sarà la fine della speranza che qualcunoancora coltiva, che attraverso l’alternanza elettorale ci possa essere uncambiamento. https://www.qcodemag.it/indice/interventi/amlo-ultima-speranza/ 


Q Code Magazine. AndreaCegna, 3 luglio 2018. Il trionfo di Andrés Manuel López Obrador, nuovopresidente del Messico. La sua coalizione JuntosHaremos Historiaè avanti alla camera e al senato. A Città delMessico ci sarà una donna, per la prima volta, come sindaca, Claudia Sheinbaum.Anche lei di MoReNa il partito fondato da AMLO nel 2012.

MoReNa vince anche diversidegli otto stati dove si votava per cambiare governatore. Il PRI, il partitostato che ha governato senza pause fino al 2000 e poi nuovamente dal 2012 è alminimo storico.

Il trionfo di AMLO è ilfallimento dei partiti di potere, della politica messicana, della corruzione,della svendita della vita umana nel nome del profitto. Carlos Fazio, sulla Jornada,oggi riassumeva anni del paese in maniera magistrale e scrivendo “comeha ricordato Gilberto Lopez y Rivas, su queste pagine, questo conflitto armato,mai riconosciuto come tale, è la dimensione repressiva che William I Robinsondefinisce ‘accumulazione militarizzata’. La finalità è l’occupazione ericolonizzazione integrale di vasti territori rurali e urbani volta alsaccheggio e la spogliazione delle risorse geostrategiche, il tutto attraversouna violenza esponenziale che altro non è che lo spettro complessivo checaratterizza l’attuale paradigma del capitalismo; il conflitto e la repressionealtro non sono che il mezzo di accumulazione della plutonomia”

Quindi più che il programma,AMLO, uomo nato dentro i partiti e già sindaco della capitale, ha vinto perchéè riconosciuto come politico senza macchia. Un paese stanco di violenza, diprivilegi e di falsità ha deciso di sfiduciare gli unici due partiti che hannogovernato il Messico dalla fine della rivoluzione di Zapata e Villa.

No, non si tratta di unarivoluzione. AMLO e MoReNa per vincere hanno ceduto a molti compromessi. Ilprogramma di AMLO è meno radicale di quello con cui perse nel 2006 subendo unafrode elettorale pari a quella del 1988. Forse per la paura di esserenuovamente scippato della vittoria, o forse per volontà di potere, la coalizione JuntosHaremos Historia è stata formata aggiungendo al Movimento diRigenerazione Nazionale, il Partito dei Lavoratori e gli antiabortisti ultrareligiosi del PES, Partito di Encuentro Social. Non solo. Come ricordava JuanVilloro intervistato da Luca Martinelli per il Manifesto “Ilsuo grande problema è che per raggiungere il potere ha rinunciato a esserediverso, stringendo alleanza con politici che sono l’opposto delle idee che luidovrebbe rappresentare. Stanno dalla sua parte ex membri reazionari del PAN(Espino, Germán Martínez, Gabriela Cuevas), leader sindacali corrotti (NapoleónGómez Urrutia, Elba Esther Gordillo), evangelici e pentecostali del partitoPes, ex membri del Pri (Esteban Moctezuma e Manuel Bartlett, quest’ultimoresponsabile della frode elettorale del 1988).”

No, non è una coalizione disinistra, non è una coalizione che ha a cuore i diritti sociali e civili. Leporte girevoli del partito movimento hanno trasformato il volto di MoReNa.

Domenica durante il voto sonostati riscontrati comunque migliaia di irregolarità. Gruppi armati nei seggi,schede rubate, omicidi, arresti pretestuosi, compravendita di voti, seggichiusi per ore e tante altre storie che ci dicono come la macchina dellamanipolazione del voto era attiva. Ma la grande sfiducia generalizzata suigovernati non dava spazio ad una nuova frode. Così Obrador ha vinto.

Uno dei nodi del governo diAMLO sarà quindi quello di tenere assieme una coalizione ampia, e disalvaguardare la sua figura di uomo contro la corruzione. Nonostante pezzidella storia corruttiva del paese sono entrati dentro il suo partito. Ma anchecome non tradire i sogni della speranza che ha spinto la cavalcata del nuovopresidente.

Sulle politiche economicheObrador ha deciso di difendere il NAFTA. Non solo ha proposto di trasformarlo eallargarlo creando tra Messico, Usa e Canada non solo un’area di liberoscambio, ma un’area senza confini, di fatto attaccando le politicheanti-migranti di Trump ma senza trasformare le condizioni materiali che generanola povertà nel paese. L’entrata in vigore del NAFTA fu il detonatore dellarivoluzione Zapatista dell’EZLN. Le donne e gli uomini con il passamontagnascesero in armi e in azione proprio il 1° gennaio del 1994 per mostrare, anchefisicamente, l’altro Messico. Il Messico povero che sarebbe diventato piùpovero. Il Messico dimenticato che subiva il razzismo classista del modo divita urbano e che poteva trovare un posto al sole solo smettendo di essereindigeni e facendosi assoggettare dal paradigma del capitalismo. AMLO difendeil NAFTA e quindi esprime una lontananza sistemica con l’EZLN e con le tanteforme di opposizione al capitalismo che vivono in rivolta nel paese.

Che la vittoria di AMLO nonsia rivoluzione e non faccia paura agli equilibri continentali o globali èesplicitato dalle congratulazioni ricevute dal neo-presidente, con Trump tra iprimi a complimentarsi.

Il Congresso NationaleIndigeno e l’EZLN, presentando la “folle” idea di partecipare come indipendentialle elezioni e così provando a raccogliere le firme necessarie per candidareMarichuy, scrissero “non abbiate dubbi, andremo avanti sututto, perché sappiamo che ci troviamo di fronte forse all’ultima occasione,come popoli originari e come società messicana, di cambiare pacificamente e radicalmentele nostre forme di governo, rendendo la dignità l’epicentro di un nuovo mondo.”.Se la proposta di EZLN e CNI aveva una portata rivoluzionaria quella di AMLOcertamente no. Obrador è uno dei tanti volti del riformismo. Non è nemmenoassimilabile alle sperimentazioni dei governi “progressisti” che hannogovernato in latino America senza successo.

Ma, certamente chi ha votatoAMLO ha votato per la speranza di un cambiamento pacifico e democratico delpaese. Quindi parafrasando il documento di EZLN e CNI, AMLO è l’ultima speranzaper quei milioni di messicani che l’hanno votato, per vedere attraverso il votoun cambiamento, anche magari limitato, del paese. PAN e PRI sarebbero stati lacontinuità. La certezza che lo stato criminale avrebbe continuato a generareviolenza raccontando di essere stato sconfitto dai narcos e di essere incapacedi controllare lo scontro di potere per il controllo del territorio. E avendodalla loro parte giornalisti di mezzo mondo pronti a mostrare il lato assassinodel crimine organizzato, le poche parti della politica comprate dai narcos comemele marce, insomma tutto il coté comunicativo buono ad assolvere presidenti,governi, forze di polizia ed esercito.

Abbiamo visto e sentitoentusiasmo nel paese per la vittoria di AMLO. Anche da parti che storicamentenon si “scaldano” per i risultati elettorali. Forse nulla di piùdell’entusiasmo sfrenato per il nuovo presidente rappresenta lo stato di guerrae di oppressione in cui il Messico ha vissuto negli ultimi 12 anni, con governicorrotti e pronti a tutto per tenere e conservare il potere.

Certo il voto del 1° luglio èun momento storico per il Messico. Non perché ha vinto la supposta sinistra.Non perché la rivoluzione bussa alle porte a sud degli USA. Perché da oggi inpoi non ci sarà ritorno: se AMLO non opererà nessun cambiamento, se saràcoinvolto in giochi di potere e corruzione, se sarà attore di una nuovaversione dello stato criminale, se asseconderà le perverse logiche delcapitalismo estrattivo e dei mega progetti, e/o non garantirà indigeni,campesinos e poveri, allora la sua vittoria altro non sarà che lalegittimazione della violenza dello stato, che si dà un volto di democraziafacendo vincere il “presunto uomo di sinistra”. In queste ore in Messico inmoltissime e moltissimi festeggiano. Obrador potrebbe essere per movimentisociali radicali, l’inaspettato volto del cambiamento oppure sarà l’altro voltodello stato al servizio della speculazione, degli equilibri secondo cui ilcapitale domina sull’umanità. Sarà la fine della speranza che qualcuno ancoracoltiva, che attraverso l’alternanza elettorale ci possa essere un cambiamento.


 
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