[Ezln-it] Liberati i due zapatisti sequestrati

Annamaria maribel_1994 at yahoo.it
Mon Jun 27 12:31:44 CEST 2011



La Jornada – Domenica 26
giugno 2011

Liberati
i due indigeni basi di appoggio dell’EZLN; sono stati torturati e feriti

Hermann Bellinghausen. Inviato. Ocosingo, Chis.,
25 giugno. Torturati,
feriti e crudelmente vessati, i due indigeni basi di appoggio dell'Esercito
Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN), del municipio autonome Lucio
Cabañas, sono stati liberati giovedì dai loro sequestratori dell'Organizzazione
Regionale dei Coltivatori di Caffè di Ocosingo (Orcao) che li trattenevano dal
giorno 20. La situazione continua ad essere tesa nella regione Primero de
Enero, vicina a questa città, e le basi zapatiste stanno di guardia nella sede
autonoma.

La giunta di buon
governo (JBG) Corazón del arco iris de la
esperanza, nel caracol Torbellino de
nuestras palabras, nell’ejido Morelia, ha comunicato che Alberto e Pablo,
come si sono identificate le vittime, sono feriti. Il giorno 23 si sono
ammalati "e non hanno mai ricevuto un trattamento umano". Sono stati
sequestrati per ottenere la loro "resa".

Alberto presenta
"un taglio da bastonata dietro la testa e continua a sanguinare per i
colpi subiti, perde sangue da bocca e naso ed ha abrasioni e lividi su tutto il
corpo". E Pablo "è nelle stesse condizioni, perde sangue dalle
orecchie, ha il viso tumefatto, le labbra rotte, ha perso un dente e non può
parlare né camminare per i colpi subiti alle gambe".

Il 21 giugno, il
Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de las Casas (Frayba) aveva cercato di
vederli nel villaggio Patria Nueva, ma i loro sequestratori l'hanno impedito.
Con questi ostaggi, la Orcao pretendeva "fare pressione sulla JBG per
dialogare con i suoi leader". La giunta si domanda: "Di che cosa
vogliono che parliamo? La terra è recuperata dal 1994, la stiamo coltivando da
16 anni in tutta tranquillità".

I dirigenti della
Orcao, Antonio Suárez Cruz e Cristóbal López Gómez, "El Sadam", leader di Sibak já, "tentano di
nascondere i loro reati dicendo che il terreno dove lavorano i nostri compagni
sono stati concessi in amministrazione fiduciaria dal malgoverno", un
programma che risale al periodo di Roberto Albores Guillén (chiamato El Croquetas dagli zapatisti).
"Ricorderete la ferocia nel suo governo per smantellare i municipi
autonomi e distruggere i popoli zapatisti. Sulle ceneri create da Albores
Guillén arde il fuoco che oggi divampa".

Allora, aggiunge
la JBG, "subimmo provocazioni, intimidazioni, vessazioni… affinché la
nostra lotta sembrasse una lotta tra indigeni". Ora, con la presunta
"legalizzazione" governativa della terra, "sotto la farsa della
legge che loro si sono inventati" vogliono far passare gli zapatisti come
"provocatori".

Gli zapatisti
accusano di "riattivare la persecuzione" attraverso la Orcao, i
governi federale, statale e municipale, rispettivamente, Felipe Calderón
Hinojosa, Juan Sabines Guerrero ed Arturo Zúñiga Urbina (di estrazione
panista), che formano "una squadra di sobillatori, incominciando dagli
scagnozzi locali e regionali della Orcao chiaramente noti che obbediscono a
quello che dicono gli scagnozzi più in alto, attentatori dei nostri diritti
perché non condividiamo gli inganni che stanno facendo nel nostro paese".

La mattina del
giorno 23 giugno, davanti ai loro rapitori della Orcao, gli ostaggi hanno
raccontato di essere stati picchiati e derubati di mais, fagioli, canna da
zucchero, rotoli di filo spinato, materiali per il lavoro nei campi, coperte,
zaini e la loro casa è stata bruciata". Ciò nonostante, "il nostro
compagno si è reso conto che molti che militano nella Orcao vengono
ingannati"sui motivi dello scontro". Pablo ed Alberto "di giorno
erano rinchiusi nella prigione della comunità e di notte li portavano in una
sala della scuola, lontano dalla comunità, sorvegliati da 30 persone. Verso le
3 del mattino ritornavano in prigione. Non hanno mai ricevuto acqua, coperte ed
hanno sofferto le punture di zanzare e la fame".

Alla fine, quelli
della Orcao hanno obbligato gli ostaggi a firmare un documento sotto la
minaccia di essere nuovamente picchiati; poi li hanno lasciati andare.

 

In altro ordine,
il Comitato dei Diritti umani Oralia Morales, il Frayba ed il Movimento per la
Giustizia del Barrio hanno reso nota la liberazione senza accuse, lo scorso 6
giugno, di Patricio Domínguez Vázquez, base di appoggio zapatista dell'ejido
Monte Redondo, chi si trovava in carcere senza motivo a Motozintla dal 14
aprile, come aveva denunciato allora la JBG di La Realidad. Le organizzazioni
civili manifestano preoccupazione per l'integrità e la sicurezza di Bersaín
Palacios de León, anch'egli contadino di Monte Redondo (Frontera Comalapa) che
ancora si trova in prigione. http://www.jornada.unam.mx/2011/06/26/politica/019n1pol

Comunicato
completo della JBG di Morelia


(Traduzione
"Maribel" - Bergamo)

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