[Ezln-it] L'EZLN ha stravolto il mondo. Pochi hanno capito.

Annamaria maribel_1994 at yahoo.it
Sat Jan 2 15:11:44 CET 2010





La Jornada –
Sabato 2 gennaio 2010

 



Perseguitano gli zapatisti
perché rovinano gli affari a governo e partiti: dice la studiosa.

“L’attacco
contro gli zapatisti verrà da chi crede, nella sua miopia, che si possa
sradicare il loro esempio”

 

Hermann
Bellinghausen, inviato. San Cristóbal de las Casas, Chis. 1º gennaio.
Le istituzioni dello Stato messicano ed i partiti politici "non hanno
cessato di aggredire le comunità e municipi autonomi, in particolare gli
zapatisti, perché la loro pratica politica, la democrazia comunitaria,
evidenziano i loro veri fini, scoprono le loro bugie, mostrano le loro
contraddizioni, li mostrano in tutta la loro meschinità e, non ultimo, rovinano
loro gli affari nel monopolio istituzionale della rappresentazione politica
della sinistra", sostiene la ricercatrice Paulina Fernández durante il
Seminario internazionale di riflessione, convocato da Cideci-Unitierra in
questa città.

Questi "beneficiano e vivono alle spalle delle
istituzioni, sono le cinghie di trasmissione del capitalismo, del neoliberismo.
Per questo attaccano e tentano di distruggere tutto quello che impedisce loro
di dominare, di appropriarsi, di arricchirsi, di essere eterni nell'usufrutto
del potere".  

Una riflessione chiave attraversa questo incontro di
intellettuali ed accademici: "La rivoluzione di cui abbiamo bisogno non è
la stessa alla quale siamo abituati dal 1789 e che per tre secoli si è espressa
in molti modi", ha affermato Javier Sicilia, poeta ed editore della nuova
rivista Conspiratio, una delle cui preoccupazioni fondanti è pensare
questa rivoluzione.

Il fine dei paradigmi tradizionali della rivoluzione, come
cambio in favore delle maggioranze sfruttate, escluse e perseguitate, apre
strade molto diverse per riproporla, come dimostrano gli interventi in questo
seminario. Sergio Tischler, accademico dell'università di Puebla, ha percorso
la traiettoria del pensiero marxista e rivoluzionario che ha dovuto sempre
ceduto al "fascino per la forma Stato", la quale non "risolve
l'antagonismo sociale", e riproducendo le forme di dominazione inerenti
allo Stato si riduce, citando Max Horkheimer, "ad una strategia di
potere".

Rivedendo Lenin, Gramsci, lo stalinismo ed altre espressioni
della "rivoluzione" moderna, e guidato da Walter Benjamín, Tischler
ha illustrato lo sforzo che implica "pensare in altro modo" le
questioni chiave della sinistra anticapitalista storica. "Lo zapatismo è
la rottura del 'continuum' del pensiero di queste questioni" per andare
"oltre la dominazione".  

Per Sicilia i riferimenti sono altri, sempre disprezzati
dalla sinistra: Iván Ilich, Albert Camus, Gandhi. Ma le sue conclusioni
rispetto alla "altra" rivoluzione non sono molto diverse. Come
nemmeno, da una logica che sembrerebbe lontana anni luce dalle idee marxiste,
l'esperienza contemporanea ha gemellato inaspettatamente l'attivista e
pensatrice di origine indù, e tunisina d'adozione, Corinne Kummar.

Presentandosi come "pellegrina" arrivata qui per
"celebrare" lo zapatismo, "sotto l'influenza lunare" ed
illustrando una cornice referenziale femminile ed universale, Kummar ha detto
di concordare con chi considera lo zapatismo come "il movimento sociale
più importante del nostro tempo", poiché "osano sognare". Ha
elaborato in forma testimoniale e chiara il valore come paradigma dell'azione
delle donne, sempre escluse dai processi di potere e di cambiamento.  

Con le esperienze africane in mente e considerando l'America
Latina, ha sottolineato il "dialogo tra civiltà" che si svolge
attualmente, "da sud a sud", che può essere l'unico che possa salvare
il mondo. Un "nuovo universalismo basato sul particolare, sul
vernacolo".

Sicilia, che ha inviato il suo contributo che è stato letto
nel plenum, riflette sulla "proporzione" che deve determinare i
processi emancipatori e trova "questa verità, questa rivoluzione" nel
movimento zapatista, che è tornato alla "proporzione" (territorio,
governo, vita collettiva) e facendolo "ha provocato uno stravolgimento
mondiale", ma "molto pochi hanno compreso".

Paulina Fernández ha descritto con sobri dettagli il
funzionamento della democrazia e la rappresentazione nelle comunità zapatiste,
dove governare è una "scuola" affinché tutti possano governare. Ed ha
concluso citando John Berger nel libro Planeta Tierra: Movimientos
antisistémicos, la cui pubblicazione ha dato origine a questo seminario
internazionale: "Probabilmente gli zapatisti sono a rischio. Qualsiasi
possibile attacco contro di loro verrà da chi crede, nella sua miopia, che si
possa sradicare il loro esempio". http://www.jornada.unam.mx/2010/01/02/index.php?section=politica&article=005n1pol

(Traduzione “Maribel” - Bergamo http://chiapasbg.wordpress.com )




      
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