[aha] Media, New Media, Postmedia (Postmediabooks 2010)

Luigi Pagliarini luigi a artificialia.com
Ven 3 Dic 2010 07:55:05 CET


hey Domè!
bhé che dirti, sai, qui non c'è chi ha ragione e chi ha torto, ma è una questione di ruoli, punti di vista e prospettive (artisti, curatori, giornalisti, ecc).
gli artisti reali (oserei dir regali! :-) ce mettono l'anima e il colore del  "anima" non s'accosta bene con quello di "commercializzazione", "istituzionalizzazione", ecc. hai voglia a predicà!!  :))
del resto avanguardia vorrà pur dire guardare avanti e rivolgere l'attenzione altrove rispetto a tante cose: mercato compreso? ;^)
Abbraccio!

> eilà! vedo che qui si sta discutendo :-)
> 
> mi spiace di non poter contribuire come vorrei in questi giorni,  
> magari cerco di farlo nel weekend. Mi limito ad aggiungere due note a  
> margine a un paio di concetti che ritornano spesso:  
> commercializzazione (Luigi), istituzionalizzazione (Bertram, Marco),  
> nicchie (Marco). Sulla prima, c'è molto nel libro: il mercato è un  
> attore molto importante nel mondo dell'arte contemporanea, e del tutto  
> assente in quello della new media art. ed è un attore molto  
> importante, perché gioca un ruolo decisivo (per molti, superiore a  
> quello che dovrebbe giocare) nel processo di riconoscimento e  
> storicizzazione. Personalmente, non lo demonizzo (non avrei lavorato  
> per una fiera), non solo perché è un bellissimo sistema da hackerare,  
> ma anche perché costituisce la forza conservatrice che costringe  
> l'opera d'arte ad assumere una forma che gli consenta di sopravvivere  
> al tempo.
> 
> Quanto all'istituzionalizzazione, vorrei insistere su un punto:  
> "istituzionalizzato" non è solo il mondo dell'arte contemporanea, ma  
> anche quello della new media art. Anzi, nel secondo le istituzioni  
> sono ancora più forti, in quanto unico responsabile del  
> riconoscimento. Ars Electronica è un pachiderma, come e più del moma.  
> Non illudiamoci di essere underground, mentre "loro" sono mainstream:  
> siamo entrambi due nicchie, popolate da pachidermi obsoleti e da  
> realtà dinamiche e innovative, baronati e zone temporaneamente  
> autonome. Solo che la "loro" nicchia è un po' più grande, e gestisce  
> una storia che è "la" storia, quella in cui gli artisti vogliono  
> entrare.
> 
> Sulla nicchia: Marco, ma esiste ancora il mainstream? Persino il  
> cinema si rivolge, ormai, a nicchie più o meno ampie di pubblico.  
> Certo, i capolavori della net art (roba tipo la Toywar o Vote Auction)  
> sono arrivati alla "gente comune", ma quanti di quelli che li hanno  
> vissuti attraverso giornali e telegiornali se ne ricorda più? E  
> quanti, ricordandosene, saprebbero distinguerli dall'ultimo meme di  
> 4chan, o dal ciclone wikileaks. Se quella è arte, è in una nicchia (o,  
> bleah, in una "elite") che deve cercare la sopravvivenza.
> 
> Entrambe le nicchie hanno pregi e difetti. Il problema più grande è  
> che, per ora, sono vasi non comunicanti. Chiunque, come Otolab,  
> continua a fare il proprio lavoro non disdegnando di collaborare con  
> una galleria privata sa di cosa parlo. Da un lato sei un nume guardato  
> con venerazione, dall'altro sei un esordiente, per di più  
> anagraficamente vecchio. è questa situazione che mi piacerebbe, nel  
> mio piccolo, sanare. chi se ne fotte (Marco) del "riconoscimento  
> istituzionale" :-)
> 
> Un abbraccio a tutti,
> d
> 
> ---
> 
> Domenico Quaranta
> 
> web. http://domenicoquaranta.com/
> email. info at domenicoquaranta.com
> mob. +39 340 2392478
> skype. dom_40
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> 
> Il giorno 02/dic/10, alle ore 18:23, Luigi Pagliarini ha scritto:
> 
>> 
>> Bertram, son in buona parte d'accordo con la tua analisi e le tue  
>> conclusioni, anche se su alcuni punti la penso diversamente.
>> Non credo, ad esempio, che l'artista venga necessariamente da un  
>> "underground" e, altresì, non credo debba necessariamente passare  
>> per il "mainstream". Mi sembrano due posizioni "cieche" (ma forse tu  
>> intendevi altro con queste parole: giusto?
>> Forse (ci dovrò pensare) non son nemmeno d'accordo che si debba  
>> attraversare le fasi (fossilizzazioni, denominazioni,  
>> posizionamenti, ecc.) che descrivi, viceversa son d'accordo sul  
>> fatto che il sol emergere di una galassia d'eventi di una  
>> determinata tipologia comunichi la morte effettiva di una (ex!)  
>> avanguardia.
>> Purtroppo non ho tempo ora per protrarmi oltre ma trovo parimenti  
>> interessante la questione e parimenti disgustosa una certa  
>> situazione (geo)politico/artistica(?) e spero ci sia modo di  
>> continuar la discussione in un luogo più materico e con più tempo a  
>> disposizione.
>> Ciao!
>> Luigi
>> 
>> 
>> 
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