[aha] Ventenni

xDxD xdxd.vs.xdxd at gmail.com
Tue Oct 14 17:58:46 CEST 2008


ellò!

traum_a at humanoid.net ha scritto:
> mi becco questa signora, che a okkio&croce avrà avuto una 
> settantacinquina d'anni,che si lamentava dei figli che per il 
> compleanno le hanno fatto il cellulare, perchè lei voleva il computer, 
> e ci giurava che l'avan fatto per non consentirle di essere informata 
> sulle ultime notizie(ve lo giuro su Neuromante, avrei voluto 
> filmarla). Presa dalla curiosità mi fermo ad ascoltare e lei inizia a 
> sragionare, dicendo che se ci fosse stato internet al posto delle 
> bombe nei tanto discussi '70 adesso il mondo sarebbe un posto 
> migliore. Il bello è che tutto ciò che lei diceva scatenava negli 
> astanti incontrollati risolini, e sgomitatine con battute del tipo "ma 
> guarda 'sta vekkina ikkè c'ha in capo"..beh, mi è sembrato un ottimo 
> suggerimento per tutta la discussione sulle età personali, le età e le 
> stagioni collettive, le multietà e via discorrendo.

:)

che poi il dire "giovani" e "vecchi" è un giochino semantico, 
naturalmente. perchè non penso che nessuno qui si stia riferendo 
veramente al numerello che c'è scritto su quel libricino che ti danno i 
messeri burocrati per identificarti.


> ci pieghiamo alla società che ci vuole tutti inquadrati nel nostro 
> puntualissimo "lifestyle", ovviamente questo ci spezza un po' dentro, 
> ci fa star male..forse son un po' naive, però mi sembra che strappare 
> una manciata di minuti al proprio planning giornaliero per consegnarla 
> a quelle persone che ci illuminano i giorni e la testa, ma che in quel 
> momento stanno magari un po' maluccio, se in una società ideale è 
> semplicemente un'atto di coerenza,  nella nostra diventa (ripeto, a 
> mio personalissimo e probabilmente erroneo parare) un atto 
> coraggiosissimo di impegno politico. Nel senso che come tante cose se 
> fossimo in tanti a farle la cosa passerebbe un po' più su un altro 
> livello. Alla fine son i sassolini nello stivale piombato del 
> capitalismo, no?:-)
questo è quello che ci chiediamo continuamente con madamigella 
penelope.di.pixel quando ci troviamo in mezzo alle varie discussioni.

ingenuamete: si parla di multividui, di multisessualità, di etensioni di 
corpi e menti, ma siam circondati di gente il cui tempo, la cui 
alimentazione, le cui modalità di vita eccetera son definite (meglio 
"delimitate", forse) da un sacco di cose come il lavoro, il lifestyle, i 
mezzi di trasporto, l'energia, i negozi dove compri le cose.....  ma 
'ndo stanno tutte queste mirabolanti possibilità che la tecnologia, la 
nuova architettura, dovrebebro portare a persone, relazioni, ambiente?

meno ingenuamente(?): forse ci sono diversi livelli da osservare, e 
quello "possibilistico" è forse quello più interessante (non foss'altro 
perchè impedisce a un sacco di gente di impiccarsi)

nel senso che c'è una distorsione di fondo che è come una gabbia e la 
cui tendenza è quella all'assorbimento e all'omogeneizzazione. i 
"globali", i "poteri", amano i grandi numeri, che, per essere gestiti, 
devono essere, in qualche modo, categorizzati e armonizzati.

in qualche modo quando, chessò, la Nike sembra che parli "proprio a te", 
quando dice "non stai indossando una scarpa, stai assumendo un modo di 
vita", non ti sta vendendo le scarpe, la sta buttando "sul personale".

e questo vale benissimo un po' per tutto. è l'idea del call center, 
della customer satisfaction, delle procedure di interazione con il 
cliente (guai a chiamarlo "persona" o "essere umano"). è una nuova 
burocrazia "personale" dedicata a te, che parla solo con te, che ti 
isola, ti mette dietro uno schermo, dietro un telefono, dietro un tipo 
che manco lo sa chi è che gestisce realmente il tuo problema telefonico 
o della tua carta di identità o dell'assicurazione della tua macchina.

strati e strati di realtà virtuale aggiunti per separarti dalla realtà, 
e per renderti, così, bello controllabile, gestibile e modellabile.

"mi dispiace, la procedura è questa, arrivederci. Grazie per averci 
chiamato."

chi gli risponde?!?!?  e cosa?!? e, poi, perchè, visto che pure quello 
che te la dice 'sta cosa è  uno a cui dicono la stessa cosa per altri 
motivi, che segue un manualetto, che è un manualetto in cui viene 
descritto il "design dell'interazione con il cliente".

quindi distanza, distanziare, aggiungere strati, allontanare l'analogico 
e avvicinare il digitale. in senso burocratico: allontanare dalla 
percezione (semplicemente, di "normalità") quello che è poco 
inquadrabile nelle "procedure", e avvicinare i "processi", le 
"procedure", i "modelli" e i "moduli".

e vale sia per, che ne so, la produzione (in cui la donzella che respira 
merda nella fabbrica oramai la devi andare a cercare in cina), per 
l'energia (per cui oramai ti sembra una magia che la macchina cammini, 
che il riscaldamento riscaldi e che l'acqua esca dal rubinetto), ma 
anche per le relazioni, ad esempio (vai su 'sto sito, metti i parametri 
e ti esce una lista di persone che sta facendo la stessa identica 
procedura dall'altro lato, sperando di trovare una serie di "buchi" 
collegati da una manciata di tendini e di ossa, e sperando che le foto 
corrispondano, quantomeno, alla persona - o, per i più smielati, 
sperando di trovar persone che amino gli stessi gattini, gli stesi 
fiocchetti rosa, gli stessi cuoricini, torte, passeggiate sulla spiaggia 
e tramonti, tanto che tanti oramai manco si sprecano più e nelle "cose 
che mi piacciono" ci mettono direttamente il "sunset" che ti danno per 
default con windows).

ecco, quella sarebbe una strada interessante da seguire: il togliere strati.

usando il design, la tecnologia, le sberle :)   quello che ci pare.

a me per esempio e forse l'unica cosa che interessa: smontare il 
"lifestyle", e ricondurre una serie di cose al corpo (come con il 
OneAvatar con cui mi son "suicidato", per esempio).


ciauuuuuuuuuuuu!
xDxD


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