[Redditolavoro] [Noconfini] SGOMBERO AL GHETTO DI RIGNANO: DOPO IL CORTEO, I MORTI DI STATO

mfpr nazionale mfpr.naz at gmail.com
Fri Mar 3 14:22:19 CET 2017


Siamo profondamente addolorati e infuriati.
Maledetto Stato, maledetta polizia!
Dal dolore per i nostri fratelli e sorelle uccisi, sgomberati con la 
violenza e ora anche con gli incendi, traiamo nuova ribellione e nuova 
forza per lottare, contro il nostro imperialismo assassino, il governo 
del fascista Minniti!
Un forte abbraccio a tutti i migranti, le migranti di Rignano e alle 
compagne e compagni che stanno resistendo!

Slai cobas sc Taranto
I migarnti autorganizzati

Il 03/03/2017 12.55, Campagne In Lotta ha scritto:
> Ciao
> data l'estrema gravità di ciò che sta succedendo a Rignano, dove due 
> persone sono morte stanotte e non c'è fine alle azioni criminali dello 
> Stato, vi preghiamo di dare massima diffusione e pubblicazione al 
> comunicato di cui alleghiamo anche il link.
>
> http://campagneinlotta.org/sgombero-al-gran-ghetto-di-rignano-dopo-il-corteo-i-morti-di-stato/ 
> <http://campagneinlotta.org/sgombero-al-gran-ghetto-di-rignano-dopo-il-corteo-i-morti-di-stato/>
>
> Questa notte un nuovo gravissimo episodio è accaduto al Ghetto di 
> Rignano. Due persone sono morte in un incendio. Dalla notte del 28 
> Febbraio è in atto una maxioperazione di sgombero che sta coinvolgendo 
> più di 700 persone. Dopo la prima giornata, in cui 100 persone sono 
> state deportate in due strutture site nel territorio del comune di San 
> Severo, la polizia ha avuto difficoltà a procedere con lo sgombero. 
> Nonostante i tentativi di deportazione forzata, e le false promesse di 
> documenti e lavoro a chi avesse lasciato volontariamente il Ghetto, i 
> lavoratori e le lavoratrici lì presenti non hanno accettato di 
> lasciare le loro case senza una reale alternativa immediata e 
> praticabile. Intanto perché i posti disponibili nelle due strutture 
> non sono sufficienti per tutte e tutti, e poi perché senza un sistema 
> di trasporto da e per i luoghi di lavoro abbandonare il ghetto 
> significa perdere qualsiasi possibilità di sostentamento, per quanto 
> misera. Per non parlare della condizione delle donne, che hanno ancora 
> meno opportunità di reddito al di fuori del sistema dei ghetti. Ma a 
> tutti coloro che sono rimasti è stato impedito di accedere alle loro 
> case, anche solo per recuperare gli effetti personali, ed hanno 
> passato notti all’addiaccio. Per questo nella giornata di ieri, 2 
> marzo, si è mosso un corteo spontaneo che dal Ghetto ha raggiunto la 
> Prefettura al centro di Foggia. I manifestanti hanno ottenuto che una 
> delegazione fosse ricevuta dai rappresentanti del governo e della 
> polizia, ma l’esito dell’incontro è stato negativo, e la Prefettura ha 
> confermato la volontà di procedere allo sgombero. Stanotte ci sono 
> state nuove tensioni, fino ad arrivare allo scoppio di alcuni incendi. 
> In uno di questi sono morte carbonizzate due persone, ancora da 
> identificare.
>
> L’incendio, secondo i tanti lavoratori lì presenti che ce l’hanno 
> testimoniato, è stato appiccato dalle forze dell’ordine, con la 
> finalità di intimorire ulteriormente i presenti a lasciare quel posto. 
> E’ praticamente impossibile in queste ore documentare quanto sta 
> accadendo, perché è impossibile a chiunque superare i cordoni di 
> sicurezza della polizia. Nemmeno la stampa ha facoltà di esercitare il 
> diritto/dovere di cronaca. Ma gli abitanti del ghetto si rifiutano di 
> consegnare i loro morti alle autorità fino a quando non emergerà la 
> loro versione dei fatti.
>
> Si continua poi a sostenere, in malafede, che ci sono sistemazioni 
> alternative per tutti. E non riusciamo a toglierci dalla testa che 
> dopo un inverno in cui le persone sono state abbandonate a loro 
> stesse, in balia delle intemperie e degli incendi, a primavera e in 
> concomitanza con la campagna elettorale di Michele Emiliano per la 
> scalata a quel che resta del PD si proceda con un’operazione che ha 
> sapore di propaganda, ma che evidentemente è sfuggita di mano. A 
> pagarne le conseguenze, però, sono sempre coloro che il sistema 
> vorrebbe deboli e muti.
>
> Questi morti, gli ennesimi che siamo costrett* a piangere, sono sulle 
> coscienze di chi sfrutta le persone a fini politici, di chi le sfrutta 
> sul lavoro, di chi ne fa un fenomeno da baraccone, di chi con leggi 
> criminali crea marginalità, segregazione, ricatto. Nessuno si azzardi 
> a dire che è colpa loro, che l’incendio è stato appiccato da qualche 
> abitante del ghetto, che le persone si sono rifiutate di andarsene 
> nonostante gli sia stata offerta un’alternativa. Quell’alternativa è 
> un’invenzione, qui si gioca con la vita delle persone, una vita che 
> evidentemente non conta nulla. I responsabili hanno nomi e cognomi – e 
> la lista è lunga. Siedono alla presidenza della Regione Puglia, al 
> Ministero dell’Interno, nelle Questure e in tutti i palazzi del 
> potere, ma anche nei posti di comando delle loro aziende, con sede in 
> mezzo mondo.
>
> Il vostro Made in Italy è sporco del nostro sangue!
>
> Questi morti gridano giustizia. E finché giustizia non sarà, non potrà 
> esserci pace.
>
>
> Comitato lavoratori delle campagne
>
> Rete campagne in lotta
>
>
>
>





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