[Redditolavoro] Strage di Viareggio: il capitalismo assolve se stesso
Partito Comunista dei Lavoratori
pclavoratoribologna at gmail.com
Tue Feb 7 12:56:25 CET 2017
Strage di Viareggio: il capitalismo assolve se stesso
Mercoledì 31 gennaio si è tenuta l’udienza conclusiva del processo sulla
strage di Viareggio. La sentenza di primo grado vede gli ex amministratori
delegati di FS e RFI Mauro Moretti e Mario Michele Elia colpevoli insieme
ad altri 21 dei 33 imputati nel processo, condannati a vario titolo per
disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo aggravato,
lesioni personali. La sentenza ha quindi dimostrato senza dubbio alcuno il
legame diretto fra la strage e le incurie e i tagli sulla sicurezza dei
materiali e strumenti utilizzati da FS. Moretti viene condannato a 7 anni
in primo grado.
Ciò che è accaduto quel 29 giugno 2009 si inscrive in un tristissimo quadro
più ampio in cui abbiamo assistito al susseguirsi di diverse tragedie (i
terremoti dell’Aquila, dell’Emilia, l’alluvione di Genova del 2014 e i
terremoti nell’Abruzzo e nelle Marche nel 2016) che potevano essere evitate
confermando ogni volta che la sicurezza non può essere subordinata a
logiche di profitto.
È emblematico dell’attitudine del Capitale ad autoassolversi il fatto che
lo Stato abbia “ricompensato” Mauro Moretti per la sua gestione di FS
nominandolo nel 2014 amministratore delegato di Finmeccanica (Leonardo
S.p.A.).
Il Partito comunista dei lavoratori esprime totale solidarietà alle
famiglie delle vittime della strage e a Riccardo Antonini, il ferroviere
licenziato perché si è schierato con i familiari delle 32 vittime violando
il “codice etico aziendale” e ci uniamo a loro nella richiesta di
dimissioni immediate per Moretti e Margarita poiché riteniamo un insulto
inaccettabile che continuino a ricoprire cariche di Stato. Le dimissioni di
Mauro Moretti non sono solo il minimo significativo e doveroso atto di
giustizia verso i familiari delle vittime, verso la città ferita da un
disastro prevedibile ed evitabile, verso i lavoratori delle ferrovie
umiliati e vessati in questi anni per aver lottato per la verità nascosta
dietro questa tragedia. Tale richiesta assume anche un preciso atto
politico di lotta contro il capitalismo. Mauro Moretti alla fine degli anni
80 è stato segretario della CGIL Trasporti. Non è stato un momentaneo
passaggio sindacale: per quattro anni ha rappresentato i diritti dei
lavoratori dei trasporti dentro questo sindacato. È passato inoltre
attraverso l’esperienza di sindaco in un piccolo comune del Centro Italia
dal 2004 al 2014, ma pochissimi cittadini lo hanno visto in quegli anni,
poiché l’ex sindacalista era impegnato in una sua scalata personale e
politica dentro i più prestigiosi settori del capitalismo industriale
italiano. Nel 2006 viene nominato dal governo Prodi amministratore delegato
di Ferrovie dello Stato e viene incaricato del suo risanamento, che ha
ottenuto attraverso la soppressione di linee locali destinate in
particolare ai pendolari, ai tagli alla qualità complessiva dei servizi FS,
al taglio di personale e ad una riduzione dell'investimento nella
manutenzione e sicurezza. Il capitalismo e il potere politico italiano
hanno visto in lui il “cavallo” giusto per lanciare il grande progetto
dell’alta velocità, progetto stimato inizialmente in circa 20 miliardi solo
per il Nord Italia e il ben noto scempio della Val di Susa.
Il 29 giugno 2009, giorno della tragedia di Viareggio, è da considerarsi
dunque come data simbolo del compimento di quella strategia di tagli anche
alla sicurezza, al personale e alla manutenzione. Moretti in udienza in
tribunale quasi con fastidio definisce la strage come "spiacevolissimo
episodio", ma intanto il suo sguardo è rivolto oltre: verso le prospettive
che potrebbero pervenire dallo sviluppo capitalistico dell’apparato
militare industriale italiano gestito dal fiore all’occhiello di un azienda
di Stato come Finmeccanica/Leonardo. Un’amministrazione la sua che taglia
tutto quello che ha a che fare con la produzione nei settori dei trasporti
per rivolgere l’attenzione sullo sviluppo della produzione del settore dei
sistemi di difesa ed armamenti sofisticati come quello delle missilistica.
Una strategia politico militare che parla di imperialismo, di guerre e di
interessi del capitalismo politico italiano verso i conflitti locali o più
complessi dello scontro tra i vari blocchi mondiali.
*Le dimissioni di Moretti quindi devono rappresentare un passaggio della
lotta di classe in questo paese. Non solo in nome delle vittime della
strage di Viareggio, ma per ribadire che non esiste alcun capitalismo
buono, che anzi questo gronda di sangue dalle mani dei suoi uomini più
rappresentativi come Mauro Moretti. *
È inoltre necessaria una battaglia per la nazionalizzazione sotto controllo
dei lavoratori di tutto il settore dei trasporti, nonché un grande piano di
investimenti infrastrutturali per la messa in sicurezza del sistema
ferroviario, da ottenere attraverso il rifiuto del debito pubblico alle
banche, accompagnata dalla loro nazionalizzazione, e con la cancellazione
delle regalie fiscali ai capitalisti.
*Tutte queste istanze non potranno essere varate certo dai comitati
d'affari della classe capitalistica, a partire dal governo Gentiloni. Solo
un governo dei lavoratori, capace di rompere con gli interessi padronali,
può risanare il territorio mettendo in sicurezza l’intero sistema
ferroviario finalmente pubblico e efficiente, tutelando le vite e la
dignità dei lavoratori e dei cittadini, nell’orizzonte della
riorganizzazione radicale dell'intera società in base al primato dei
bisogni.*
Chiara Mazzanti - Ruggero Rognoni
Comitato Centrale
Partito Comunista dei Lavoratori
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