[Redditolavoro] dai blog maoisti - Usa : le masse si ribellano

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Sun Jul 10 08:50:27 CEST 2016


PCm Italy condivide questa posizione



Usa : le masse si ribellano contro il genocidio imperialista contro i più poveri dei poveri nella stessa metropoli imperialista



mostra quanto violentemente si stia sviluppando la situazione rivoluzionaria nella stessa metropoli della superpotenza egemonica unica, l'imperialismo yankee, come il popolo si ribelli al vile e indiscriminato assassinio delle masse , come dice Lenin. 

“Per grande che sia, non sempre l’oppressione origina una situazione rivoluzionaria in un paese. Perché esploda la rivoluzione di solito non è sufficiente che gli oppressi non vogliano continuare a vivere come prima. Occorre anche che chi ha il potere non possa continuare ad amministrare e governare come prima”. 

Pertanto, ciò che richiede lo sviluppo ineguale della situazione rivoluzionaria, ciò che le masse richiedono, è che il proletariato guidi la ribellione. Perché il proletariato le diriga occorre che questo ricostituisca il suo Partito comunista nel mezzo della lotta di classe e in una lotta mortale contro l'opportunismo e revisionismo. Quando le masse si ribellano, i revisionisti si trincerano a curare le loro biblioteche, per il timore della ribellione delle masse. 
Ecco in breve la notizia: 

Reuters

Cinque poliziotti morti a Dallas negli scontri contro la violenza razzista

Le manifestazioni contro l’uccisione di neri degenerano in violenze

"Cinque poliziotti sono caduti colpiti da armi da fuoco durante una manifestazione contro la violenza della polizia a Dallas (Texas). Lo miccia è stata accesa dalla morte di due uomini di colore per mano della polizia nelle ultime 48 ore in due episodi di estrema violenza che sono stati videoregistrati, e la cui diffusione ha provocato indignazione di massa. La polizia di Dallas ha dichiarato che ci sono anche sei agenti feriti, di cui due in condizioni "critiche" e due che stanno subendo un intervento chirurgico.

Proteste e manifestazioni spontanee si stanno diffondendo in diverse città anche in seguito alla morte di degli afro-americani Philando Castile, in Minnesota, e Alton Sterling, in Louisiana. Gli scontri a fuoco a Dallas fanno temere nuovi disordini simili a quelli che sono visti a Ferguson (Missouri), due anni fa, quando Michael Brown, un ragazzo disarmato di 18 anni, fu ucciso dai colpi esplosi da un poliziotto bianco.

Questi episodi dimostrano come i crimini razziali siano problemi ancora irrisolti. Lo stesso governatore del Minnesota, Mark Dayton, nel pomeriggio ha ammesso di fronte alla stampa di vedere un pregiudizio razzista nel caso e che pensava che "sarebbe finita diversamente se fossero stati dei bianchi." 

Mercoledì, Castile, 32 anni, è stato colpito da un poliziotto che lo aveva arrestato perché la sua auto aveva un fanale posteriore rotto. Il video chi la sua ragazza ha diffuso in diretta, lo mostra agonizzante mentre la polizia gli punta ancora contro le armi e la donna racconta la sua versione dei fatti. Il giorno prima, Alton Sterling, è stato ucciso a Baton Rouge, Louisiana, colpito da due agenti che gli hanno sparato quando si era già arreso.

Qualche ora prima degli rivolte, da Varsavia, il presidente Barack Obama ha commentato le uccisioni: "troppo spesso abbiamo visto tragedie come queste", ha dichiarato il presidente in un albergo nella capitale polacca, dove parteciperà a un vertice dei capi di Stato e di governo della NATO. "non è un problema solo dei neri. Non è solo un problema solo per gli ispanici. È un problema americano e tutti dovrebbero farsene carico."

L’imperialismo Yankee, più degli altri imperialismi, per la sua stessa condizione egemonica, affonda sempre più. La sua natura imperialista e, in particolare, per mantenere la sua egemonia, è costretto a condurre diverse guerre allo stesso tempo, oltre ad essere presente militarmente in tutti i continenti del mondo, e, inoltre deve condurre anche una guerra interna genocida contro il proletariato e il popolo degli Stati Uniti.

È un costo enorme, che si aggiunge a quello per sostenere della grande macchina militare e di spionaggio in stato guerra; ai costi delle guerre di aggressione ai paesi in rivolta, per gli "aiuti ai veterani" e agli interessi dei crediti di guerra; senza contare il costo sociale provocato all’interno dal disprezzo per la vita e la dignità delle masse di popolazioni indifese di fronte ai genocidi che, come parte del piano imperialista per sottometterle, sono perpetrati nei paesi che subiscono aggressione. 

Così, anche negli Stati Uniti la guerra torna a casa. Come abbiamo già detto, è impossibile che non abbia ripercussione sul popolo di questo e degli altri paesi imperialisti ciò che è ormai parte della cultura dominante, della morale di chi ha l potere, per cui è giusto che il presidente, in questo caso il genocida stampa Obama, possa ordinare di premere un pulsante perché uno dei loro "droni" spari e bombardi massicciamente "obiettivi" nel mezzo di aree densamente popolate. Poi sui media questi genocidi sono esaltati come "grandi vittorie nella lotta contro il terrorismo". Poi appaiono immagini di scene apocalittiche di devastazione e corpi straziati, che si viene a sapere appartenevano a bambini, anziani e civili, come accade ogni giorno.

È impossibile che ci sia una risposta contro i crimini quotidiani commessi dalla repressione di stato delle masse (come quelli riferiti dall’agenzia) guidati dal genocida Obama, che cinicamente li definisce "tragedie" 

E, come abbiamo già detto: lo fanno impunemente, non ci sono né leggi né giudici contro di loro, neppure i tribunali nazionali o internazionali . Ecco perché ribadiamo che: solo il popolo, con la guerra popolare, può fare giustizia! 
E con la ribellione delle masse, scatenata dalla repressione sanguinaria dell'imperialismo, la guerra imperialista necessariamente torna a casa. Ed è già a casa. 

Ma ciò che è principale, è che il movimento contro la guerra imperialista crescerà sommandosi al sempre maggiore sfruttamento della classe e alla crescente miseria delle masse del proprio paese e tutto questo, accentuerà ulteriormente l'intensificazione della lotta classi negli Stati Uniti, come sta accadendo anche negli altri i paesi imperialisti, in altre parole, causando l’ulteriore aggravamento della seconda contraddizione, quella tra proletariato e borghesia. Eccone la prova, anche se è solo l'inizio. 



Ribellarsi è giusto!







2016-07-08 12:56 GMT+02:00 maoistroad <maoistroad a gmail.com>:

  Dallas - ESTADOS UNIDOS: LAS MASAS SE LEVANTAN CONTRA EL GENOCIDIO IMPERIALIASTA 






  ESTADOS UNIDOS: LAS MASAS SE LEVANTAN CONTRA EL GENOCIDIO IMPERIALIASTA CONTRA LOS MÁS POBRES DE LOS POBRES EN SU PROPIA METRÓPILIS IMPERIALISTA


  En concreto: la noticia del día muestra como se está desarrollando violentamente la situación revolucionario en la propia metropolis de la superpotencia hegemónica única, el imperialism yanqui, como al asesinato cobade e indiscriminado contra las masas más pobres el pueblo se rebela, como nos dice Lenin.
  "La opresión, por grande que sea, no siempre origina una situación revolucionaria en un país. Para que estalle la revolución no suele bastar con que los de abajo no quieran seguir viviendo como antes. Hace falta además, que los de arriba no puedan seguir administrando y gobernando como hasta entonces".
  Por tanto lo que el desarrollo desigual de la situación revolucionaria demanda, lo que las másas demandan, es que el proletariado dirija la rebellión. Para que el proletariado dirija este necesita reconstituir su Partido Comunista en medio de la lucha de clases y la lucha a muerte contra el oportunismo y el revisinismo. Revisionistas que cuando las masas se rebelan se atrincheran para cuidar sus librerias ante el temor a la rebelión de las masas.
  Aquí en resumén la noticia:
              
  “ REUTERS
  Cinco policías muertos en Dallas en las protestas contra la violencia racial
  Las manifestaciones por el fallecimiento de dos hombres negros derivan en altercados
  “Cinco policías han fallecido por disparos durante una manifestación contra la violencia policial en Dallas (Texas). La mecha ha prendido tras la muerte de dos hombres negros a manos de la policía en el transcurso de 48 horas, en dos actuaciones de extrema violencia grabadas en vídeo, que se han viralizado y desatado la indignación. Según informó la Policía de Dallas en un comunicado, también hay seis agentes heridos, dos en condición "crítica" y otros dos están recibiendo cirugía.
  Las protestas y manifestaciones se han ido sucediendo a lo largo del día en distintas ciudades de forma espontánea tras la muerte de los afroamericanos Philando Castile, en Minnesota, y Alton Sterling, en Luisiana. El tiroteo en la que ha derivado la concentración de Dallas hace temer nuevos disturbios como los que se generaron en Ferguson (Misuri), hace dos años, cuando Michael Brown, un chico de 18 años que iba desarmado, perdió la vida por los disparos de un policía blanco.
  Este tipo de casos muestra las heridas raciales de Estados Unidos, sus problemas aún por resolver. El propio gobernador de Minnesota, Mark Dayton, admitió ante la prensa por la tarde que veía un sesgo racista en el caso y que sentía que "hubiese acabo de un modo distinto si hubiesen sido blancos".
  Este miércoles, Castile, de 32 años, murió abatido por un agente de policía que lo había detenido porque su vehículo tenía un faro trasero roto. En el vídeo, que su novia transmitió en directo, se le ve agonizar mientras el policía sigue apuntando su pistola y la mujer relata su versión de los hechos. El día antes, Alton Sterling, se fue de este mundo en Baton Rouge, Luisiana, disparado por dos agentes que le dispararon cuando ya había sido reducido.
  Horas antes de los disturbios, desde Varsovia, el presidente, Barack Obama, se refirió a estas muertes: "Hemos visto tragedias como esta demasiadas veces”, dijo el presidente en un hotel en la capital polaca, donde participará en una cumbre de jefes de Estado y de Gobierno de la OTAN. “No es solo un problema negro. No es solo un problema hispano. Es un problema americano, y a todos debería preocuparnos”.
  Al imperialismo yanqui, más que a los otros imperialistas, su propia condición hegemónica lo hunde más. Por su propia naturaleza imperialista y para mantener su hegemonía, lo específico en su caso,  está obligado a llevar varias guerras al mismo tiempo, además de estar presente militarmente en todos los continentes del mundom, y (agregamos) tener que llevar al mismo tiempo una guerra genocida interna contra el proletariado y el pueblo de los Estados Unidos
  Es un  inmenso costo, aunado al sostenimiento de su inmensa maquinaria militar y de espionaje en estado de guerra; están los costos por los gastos ya hechos en las guerras de agresión y los emergentes, por la “ayuda a los veteranos” y los intereses de los créditos de guerra; sin contar el costo social que le ocasionan en su propio suelo el desprecio a la vida y la dignidad de las masas de poblaciones indefensas ante el genocidio que, como parte del plan imperialista de sojuzgarlas, aplican contra ellas en los países que sufren su agresión.
  Así, en los Estados Unidos, también la guerra está de vueolta a casa. Como dijimos: Como va a ser que no tenga ninguna repercusión en la población de ese y los demás países imperialistas, lo que ya es parte de la cultura dominante, de la moral de los gobernantes, según la cual es justo que el presidente, en este caso el genocida Obama, ordene pulsar un botón para que sus “droner” disparen fuego y acero masivo contra “objetivos” en medio de lugares densamente poblados; luego en los medios son ensalzados estos genocidios, como “gran éxito en la lucha contra el terror”. Después, en las imágenes que propalan aparece un escenario apocalíptico de destrucción y cadáveres destrozados, que luego se sabe pertenecen a niños, ancianos y población civil, como lo hacen a diario. 
  Cómo va a ser que no tenga ninguna respuesta los crímenes diarios que la represión estatal comete contra las masas (como las de las noticias) comandada por este genocida Obama, quién cínicamente las califica como “tragedias”
  Y como ya lo habiamos dicho: Y lo hacen con plena impunidad, contra ellos no hay ni leyes, ni jueces, ni tribunales nacionales o internacionales que valgan. Por eso nos reafirmamos en que:¡ sólo el pueblo con guerra popular hace justicia! 
  Y con la rebelión de las masas, acicateada por la represión sanguinaria del imperialismo, la guerra imperialista, necesariamente tiene que regresar a casa. Y ya está allí.
  Pero, lo que es principal, el movimiento contra la guerra imperialista irá en aumento y sumado a la mayor explotación de la clase y a la miseria creciente de las masas en el propio país, todo esto, acicateará de todas manera la agudización de la lucha de clases en los Estados Unidos, como también está sucediendo en todos los países imperialistas, es decir, causando una mayor  agudización de la segunda contradicción, la contradicción burguesía proletariado. Aquí esta la muestra, aunque sea sólo el comienzo.


  ¡La rebellion se justifica!



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