[Redditolavoro] CRONACA DI LOTTA DI CLASSE IN GRECIA: dal 30 giugno al 2 luglio giorno per giorno

Partito Comunista dei Lavoratori pclavoratoribologna at gmail.com
Fri Jul 3 14:17:43 CEST 2015


 La battaglia per il referendum in Grecia
 30 Giugno 2015

​

Lunedì 29 giugno 2015. Più di duecentomila persone si sono riunite in
piazza Syntagma, davanti al Parlamento greco, in uno straordinario raduno
di massa per il "no" al prossimo referendum del 5 luglio, seguito
all'ultimatum di Unione Europea, BCE e FMI alla Grecia per accettare un
nuovo ciclo di misure di cannibalismo sociale o per essere sfrattati prima
dall'eurozona (la famigerata "Grexit") e poi dall'UE. Tornano i giorni
della storica mobilitazione popolare degli anni 2010-2012, quando per la
prima volta la troika UE/BCE/FMI, con il volontario appoggio dei governi
greci borghesi, imposero i tristemente noti "programmi di salvataggio"
legati al memorandum di misure draconiane di "austerity" per salvare le
loro banche affamando il popolo di una Grecia in bancarotta.

Negli ultimi cinque anni, la polarizzazione e la radicalizzazione sociale
hanno prodotto un enorme svolta a sinistra, che ha infine portato alla
vittoria elettorale della sinistra riformista di Syriza il 25 gennaio 2015,
sull'aspettativa che essa avrebbe posto fine all'austerità. Cinque mesi di
infruttuosi "negoziati" dell'europeista Syriza con l'ostile troika sono
alla fine crollati. Il 22 giugno, un disperato governo Tsipras, sotto il
ricatto di condizioni di asfissia finanziaria imposto dalla BCE, era sul
punto della capitolazione totale, nel momento in cui si disponeva ad
accettare un nuovo programma di austerità, peggiore perfino rispetto ai
precedenti che i governi neoliberali del PASOK e di Nuova Democrazia
(destra) hanno imposto fra il 2010 e il 2014. Ma all'ultimo momento, il 24
giugno, il FMI ha introdotto negli accordi nuove barbariche misure. In quel
momento, i segnali di una capitolazione di Syriza già iniziavano a produrre
l'effetto di un vasto malcontento popolare e di una vera ribellione nelle
fila della stessa Syriza. Tornando ad Atene il 26 giugno, Tsipras deve
affrontare il dilemma di un suicido politico suo e del suo governo oppure,
in alternativa, di compiere una nuova svolta. Quindi annuncia che
l'ultimatum della troika sarebbe stato sottoposto a referendum, e la sua
accettazione decisa dallo stesso popolo greco con un "sì" o con un "no".

Questa svolta causa una vera isteria in tutti i centri del capitale
globale: Bruxelles, Berlino e Washington innanzitutto. I leader delle
istituzioni imperialiste esprimono la loro ira chiedendo ai greci di votare
"sì" e di cambiare governo. I collaboratori della troika in Grecia, i
partiti dell'opposizione borghese (incluso il nazista Alba Dorata) mettono
in scena una reazionaria mobilitazione anticomunista della classe media,
chiamata "Stiamo in Europa", che risveglia i ricordi del Cile di Allende
nel 1973.

Lo stalinista Partito Comunista di Grecia (KKE), vergognosamente, boicotta
il "no" al referendum, sostenendo che un no alla chiara e diretta domanda
"Accetti i termini di UE/BCE/FMI, sì o no?" significherebbe
indirettamente... un sì al piano di austerità del governo. Stampando e
distribuendo una scheda elettorale con il nome del Partito Comunista e i
suoi slogan (ovviamente non valida, e quindi considerata nulla), gli
stalinisti promuovono un "astensionismo" a tutto favore dei partiti
capitalisti e del sistema.

Il Partito Rivoluzionario dei Lavoratori (EEK), nonostante critichi le
politiche di collaborazione di classe e di adattamento all'Unione Europea
di Syriza così come l'intera logica dei falsi "negoziati", sta attivamente
facendo campagna per il "no" al referendum, avanzando allo stesso tempo un
programma transitorio di cancellazione del debito, nazionalizzazione delle
banche sotto il controllo dei lavoratori, riorganizzazione dell'economia su
nuove basi socialiste, rottura con l'Unione Europea imperialista e
unificazione socialista europea.

Oggi abbiamo partecipato, sotto le nostre bandiere, a questa enorme
manifestazione in piazza Syntagma, e organizzeremo un raduno davanti alla
vecchia università per mercoledì 1 luglio, il giorno successivo al termine
finale del pagamento di 1,5 miliardi all'FMI. Altre assemblee pubbliche
dell'EEK si terranno nei prossimi giorni in tutte le città greche. Il
segretario dell'EEK, Savas Michael-Matsas, ha rilasciato oggi un'intervista
al principale notiziario radiofonico dell'ERA presentando le posizioni e
l'analisi del partito trotskista e criticando il tentativo del governo di
usare il referendum come carta negoziale per un'impossibile
ricontrattazione con l'UE. Il maggior quotidiano pro-Syriza, Efsyn, ha
pubblicato la risoluzione del Comitato Centrale dell'EEK sul referendum.

Un nuovo capitolo della crisi capitalista mondiale esplosa nel 2007-2008 si
è aperto. La resistenza popolare greca, che ha imposto il referendum
sull'ultimatum imperialista, ha già prodotto uno tsunami globale in tutti i
centri finanziari, e ha portato il panico fra gli stessi imperialisti, che
sono all'opera per cercare di realizzare un colpo di stato postmoderno allo
scopo di stabilire ad Atene un governo di fiducia di servili tirapiedi.
Merkel, Junker, Hollande, il Presidente del Parlamento Europeo Schulz, i
leader socialisti europei, stanno intervenendo senza mezzi termini,
quotidianamente, per chiedere la vittoria del "sì" e il "regime change".

Questa è guerra di classe. Nonostante le difficoltà, la confusione, il
panico causati dal "corralito" greco imposto dalla BCE, stiamo lottando con
tutte le nostre forze, con tutto il nostro impegno, con tutta la nostra
fiducia in una vittoria finale della classe lavoratrice nello scontro
infinito fra rivoluzione e controrivoluzione.
Savas Michael-Matsas - EEK

​
La battaglia per il referendum in Grecia. Secondo giorno.
 1 Luglio 2015

Martedì 30 giugno. Si intensifica ogni giorno di più la battaglia delle
masse impoverite greche, come unica forma per "evitare" il collasso e il
Grexit dopo la decisione del referendum del 5 luglio per un "sì" o un "no"
alle nuove barbariche misure di austerità volute dal recentissimo ultimatum
di FMI/UE/BCE.

Le linee di demarcazione di classe, nello scontro, si sono manifestate
molto chiaramente. Tutti i leader del mondo imperialista - Obama, Merkel,
Hollande, Renzi, Rajoy, Cameron, etc., tutte le istituzioni del capitale
finanziario e i loro mezzi di comunicazione del pianeta stanno aumentando
le loro minacce ed intimidazioni mentre tentano senza successo di
"minimizzare" i pericoli per l'economia capitalista mondiale. Obama, nella
sua ultima dichiarazione, ha affermato che un eventuale Grexit non avrà
effetti sull'economia degli Stati Uniti, anche se la maggior parte degli
analisti borghesi ha un'opinione contraria, incluso il suo ministro delle
finanze Jack Lew, che molte volte ha avvertito l'UE sul fatto che il Grexit
rappresenterebbe «un rischio sistemico globale».

In Grecia, tutti i partiti dell'opposizione borghese, i rappresentanti dei
governi locali di destra e di "estremo centro" (Il Fiume), i proprietari
delle grandi imprese e quasi tutte le tv, radio, giornali e altri media si
uniscono non solo al fine di terrorizzare la popolazione e cercare di
estorcere il "sì", ma anche al fine di mobilitare una "società civile" che
consiste nel movimento reazionario piccolo-borghese pro-UE "Stiamo in
Europa", che ha come modello, come essi stessi dicono, quello "europeo"
dell'Ucraina.

Oggi, queste forze reazionarie della classe dominante hanno organizzato la
loro manifestazione in appoggio del "sì" in piazza Syntagma. Le imprese,
nello stesso momento in cui non pagano i propri lavoratori, incolpano «il
governo comunista che ha fatto chiudere le banche», e hanno ricattato i
loro lavoratori per farli partecipare alla manifestazione di oggi,
«altrimenti i loro posti di lavoro saranno in pericolo».
La manifestazione per il "sì" è stata enorme, ma ovviamente meno
partecipata della mobilitazione popolare per il "no" di ieri. D'altra
parte, come un ateo ben noto ha detto: "nemmeno Dio sta con la destra,
perché durante la loro manifestazione è cominciata una pioggia torrenziale
estiva, che ha disperso i guerrieri piccolo-borghesi riuniti!"

Nel frattempo, dietro le quinte, le febbrili negoziazioni segrete fra
l'Unione Europea e il governo di Tsipras sono ricominciate, per cercare un
accordo dell'ultimo istante. La mobilitazione di ieri delle masse popolari
contro la troika - rivivono i ricordi del 2011 e del 2012 - ha spaventato
tanto le istituzioni imperialiste che il governo, che non smette di
ripetere che "una vittoria del "no" non significa una rottura, ma un nuovo
round di negoziati con l'UE" (!!), quando il referendum, da ogni punto di
vista, è stata una chiara espressione della pressione stessa delle masse
contro la capitolazione del governo.

Una proposta precedente di Junker, resuscitata e presentata ora dal governo
greco, chiede un nuovo prestito di due anni al Meccanismo Europeo di
Stabilità (ESM), attraverso termini più leggeri di austerità per evitare un
collasso totale dell'economia greca, dalle conseguenze incontrollabili in
Europa e al livello internazionale.

Il "programma di salvataggio" della troika è scaduto oggi, 30 giugno, e la
Grecia è ufficialmente priva di qualsiasi "cintura di sicurezza". Il
pagamento dei 1500 milioni di euro di debito al FMI non c'è stato - per la
prima volta in un paese europeo. L'azzardo più grande per le istituzioni
sarà il probabile mancato pagamento, il 20 luglio, di 3500 milioni di euro
alla BCE.

L'EEK continua la sua campagna per il "no" in tutto il paese. Una nostra
manifestazione a Volos si è tenuta a partire dalla parola d'ordine "Non
pagheremo la crisi dei capitalisti". Domani terremo una manifestazione nel
centro di Atene. Speriamo non piova.
Savas Michael-Matsas - EEK

​
L'EEK indica la soluzione operaia e anticapitalista alla crisi greca
 1 Luglio 2015


*Pubblichiamo, tradotto in italiano, il volantino distribuito dal Partito
Rivoluzionario dei Lavoratori (EEK in greco), partito fratello del PCL in
Grecia: per un'alternativa alle linee politiche, entrambe disastrose in
modi diversi, di Syriza e del Partito Comunista di Grecia (KKE). *











*LE BANCHE IN MANO AL POPOLO, NON AI BANCHIERI DELLA TROIKA! Controllo dei
lavoratori su di esse e sul flusso di capitali all'estero! Nessuna perdita
di salari e pensioni! NAZIONALIZZAZIONE DIRETTA DELLE BANCHE SOTTO IL
CONTROLLO DEI LAVORATORI E DEI POVERI! Guerra di classe contro la guerra
"non convenzionale" della troika UE/BCE/FMI e la troika nazionale Nuova
Democrazia/PASOK/Il Fiume (fangoso)! Votare NO al referendum! NO ai ladri
di FMI/UE/BCE! NO ai collaboratori greci della troika ND, Il Fiume, PASOK!*



*​*

Con un ulteriore giro di vite e sulla base dello stop al flusso di credito
attraverso ricatti e ultimatum, gli usurai internazionali di UE, BCE e FMI,
con i loro organi all'interno della Grecia (banchieri delle principali
banche, i pappagalli dei media e le loro marionette politiche in Nuova
Democrazia, PASOK e Il Fiume-fangoso), hanno portato il paese a dichiarare
una rovinosa bancarotta e il popolo al disastro. Una guerra non
convenzionale, un golpe politico-economico postmoderno è in corso. Non
vogliono semplicemente cacciare il governo. Vogliono terrorizzare e mettere
in ginocchio un intero popolo, il popolo greco, e in questo modo dare un
messaggio agli altri popoli d'Europa che si stanno ribellando all'austerità
permanente e ad una disoccupazione mostruosa.

Bisogna scendere tutti nelle strade, tutti alla lotta. Per rovesciare i
piani della troika, internazionale e domestica. Per fermare tutti coloro
che - anche dentro ministeri chiave - stanno preparando soluzioni contro il
popolo.

È questo il momento del popolo, e non solamente quello delle elezioni, ma
innanzitutto quello delle strade e della lotta per la libertà, per la
giustizia sociale e per l'emancipazione. Il popolo, guidato dalla classe
lavoratrice e dai giovani, può e deve essere mobilitato per strappare gli
ultimatum e tutti i memorandum, vecchi e nuovi!

Bisogna rompere con il capitalismo e con l'Unione Europea qui e adesso! Per
prendere le nostre vite, il benessere sociale e il potere nelle nostre
mani!

Il tempo della verità ci ha raggiunto. Tutti i compromessi con i
capitalisti, dentro e fuori il paese, che il gruppo dirigente di Syriza ha
fatto - con la destra nazionalista di Kammenos, con la destra di Karamanlis
sul Presidente della Repubblica, con l'associazione degli industriali
greci, con le cosiddette "istituzioni" dell'imperialismo in Europa e negli
USA - non solo sono fallite, ma hanno reso i capitalisti e i meccanismi
dell'UE e dell'FMI anche più aggressivi.

Chiediamo ai membri e alle forze in lotta che sostengono Syriza di imporre
alla loro leadership di tagliare i ponti della collaborazione di classe con
le istituzioni imperialiste, l'UE e l'FMI, con i capitalisti stranieri e
locali, e con i loro agenti politici.

Chiediamo ai dirigenti del KKE di smetterla di coprire con una fraseologia
di sinistra la collaborazione con la troika domestica. La posizione di un
voto di protesta al referendum - in pratica, di invalidare il voto -
rafforza le forze borghesi più reazionarie.

Un congresso nazionale dei rappresentanti eletti dell'intero movimento
operaio, dei movimenti sociali, degli autorganizzati, dev'essere preparato
al più presto, per discutere un programma alternativo di uscita dalla
crisi. Per impedire a chiunque altro di decidere per noi senza di noi.

È necessario un fronte unico di classe di tutte le organizzazioni politiche
e sociali, dei movimenti, dei collettivi, delle masse lavoratrici e degli
strati popolari, organizzati e non, contro il nemico di classe dentro e
fuori il paese.

No ai governi di "unità nazionale". Per un governo dei lavoratori, per un
potere dei lavoratori.

Il gioco è finito: cancellazione del debito!


*BANCHE E SETTORI ECONOMICI STRATEGICI NELLE MANI DELLA SOCIETA'. LA
PRODUZIONE E IL POTERE NELLE MANI DEI LAVORATORI. *
Per un governo dei lavoratori, per un potere dei lavoratori


*CONTRO L'UE IMPERIALISTA! EUROPA ROSSA E SOCIALISTA!*

EEK (Ergatiko Epanastatiko Komma, Partito Rivoluzionario dei Lavoratori)

​
La battaglia per il referendum in Grecia. Terzo giorno.
 2 Luglio 2015

Mercoledì 1 luglio. La tensione e le pressioni crescono ogni giorno. Il
Consiglio europeo ha provato, senza successo, ad impedire il referendum
sull'ultimatum UE in quanto... "illegale". Ma le pressioni contro il
referendum vengono anche da dentro il paese. Non solo dalla destra e dagli
altri piccoli partiti dell'opposizione borghese, ma anche dall'interno di
Syriza, da suoi dirigenti ben conosciuti, da suoi europarlamentari (il
"verde" K. Chrysogonos e il giornalista St. Kouloglou) e intellettuali di
sinistra, come il terzomondista Kostas Vergopoulos, ben noto in Francia e
in America Latina.

Si rafforza la campagna di intimidazione a favore del "sì", portata avanti
dai capitalisti, dai media, dai politici borghesi e dalla burocrazia
sindacale del quasi inesistente GSEE, sindacato scomparso dalle scene per
molti mesi, specialmente dopo le elezioni di gennaio 2015. La confusione e
l'insoddisfazione si diffondono, per effetto della chiusura delle banche e
della preoccupazione dei pensionati per la loro misera pensione.

Tsipras ha compiuto un disperato tentativo dell'ultimo minuto con una
lettera ai leader della troika Draghi, Juncker e Lagarde nella quale
accettava molte delle loro richieste dell'ultima versione dell'ultimatum,
ora sottoposto a referendum. Risulta evidente che l'obbiettivo della troika
è una vittoria del "sì" che conduca alla schiacciante sconfitta di Syriza e
alla cacciata del governo Tsipras, sostituito da «un nuovo governo che
abbia la necessaria credibilità per discutere con le istituzioni europee»,
come hanno dichiarato Schäuble e Juncker. La riunione d'emergenza
dell'Eurogruppo si è conclusa con il rinvio di qualsiasi discussione a dopo
il referendum.

«Ricattano il popolo greco per fargli dire sì all'orrore infinito
dell'austerity oppure, nel caso vinca il "no", per condannarlo ad una fine
orribile di caos economico e sociale», ha detto Savas Michael-Matsas,
segretario dell'EEK, nel suo intervento durante la riuscita manifestazione
pubblica del partito davanti al vecchio edificio dell'Università di Atene,
al centro della capitale greca. «Il nostro compito», ha aggiunto, «è quello
di sconfiggere sia l'orrore infinito dell'austerity sia un terribile caos
dovuto al default, ponendo fine alle devastazioni della bancarotta
capitalista e aprendo una via socialista per uscire da questo inferno.»

Tra le acclamazioni e gli applausi della folla, che includeva anche molti
militanti ed elettori di Syriza, Savas conclude: «Domenica prossima
dobbiamo respingere l'ultimatum imperialista con un "no" trionfante, un
"no" che sia l'inizio non di nuovi negoziati senza speranza, ma di una
lotta intransigente dei lavoratori e delle masse popolari per cancellare il
debito, nazionalizzare le banche e i settori strategici dell'economia sotto
il controllo dei lavoratori, prendere il potere e dare inizio a una
rivoluzione socialista in Europa. E in questo modo, fra due anni, celebrare
il 2017 come il centenario e il ritorno della grande rivoluzione socialista
dell'Ottobre 1917».
Savas Michael-Matsas - EEK

​
FONTE
www.pclavoratori.it
-------------- parte successiva --------------
Un allegato HTML � stato rimosso...
URL: <http://lists.ecn.org/pipermail/redditolavoro/attachments/20150703/e99052c6/attachment-0001.html>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale � stato rimosso....
Nome:        image.jpg
Tipo:        image/jpeg
Dimensione:  18639 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:         <http://lists.ecn.org/pipermail/redditolavoro/attachments/20150703/e99052c6/attachment-0007.jpg>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale � stato rimosso....
Nome:        eek_1.jpg
Tipo:        image/jpeg
Dimensione:  45840 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:         <http://lists.ecn.org/pipermail/redditolavoro/attachments/20150703/e99052c6/attachment-0008.jpg>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale � stato rimosso....
Nome:        simbPCL3x3celeste.jpg
Tipo:        image/jpeg
Dimensione:  28964 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:         <http://lists.ecn.org/pipermail/redditolavoro/attachments/20150703/e99052c6/attachment-0009.jpg>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale � stato rimosso....
Nome:        EEK_SYNT.jpg
Tipo:        image/jpeg
Dimensione:  57099 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:         <http://lists.ecn.org/pipermail/redditolavoro/attachments/20150703/e99052c6/attachment-0010.jpg>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale � stato rimosso....
Nome:        image.jpg
Tipo:        image/jpeg
Dimensione:  18639 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:         <http://lists.ecn.org/pipermail/redditolavoro/attachments/20150703/e99052c6/attachment-0011.jpg>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale � stato rimosso....
Nome:        image.jpg
Tipo:        image/jpeg
Dimensione:  18639 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:         <http://lists.ecn.org/pipermail/redditolavoro/attachments/20150703/e99052c6/attachment-0012.jpg>
-------------- parte successiva --------------
Un allegato non testuale � stato rimosso....
Nome:        image.jpg
Tipo:        image/jpeg
Dimensione:  18639 bytes
Descrizione: non disponibile
URL:         <http://lists.ecn.org/pipermail/redditolavoro/attachments/20150703/e99052c6/attachment-0013.jpg>


More information about the Redditolavoro mailing list