[Redditolavoro] ancora sentenze anti fiat a torino

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Sun Jun 24 12:49:40 CEST 2012


Comunicato stampa

SEQUESTRI OPERAI SUI C/C TORINESI : COMINCIA LA "DEBACLE GIUDIZIARIA" PER LA 
FIAT

ASSEGNATI ALTRI 51.374,20 EURO DAL GIUDICE DELLE ESECUZIONI MOBILIARI DI 
TORINO A UN  OPERAIO DI POMIGLIANO. ATTESA A GIORNI L'ASSEGNAZIONE AD UN 
ALTRO DI 250.000 EURO

NUOVO RICORSO AL TRIBUNALE D'APPELLO DI NAPOLI PER IL RIENTRO A POMIGLIANO 
DEI 316 DEPORTATI AL CONFINO DI NOLA (LA FIAT BARO' IN PRIMO GRADO)

Dopo la precedente assegnazione ad opera del giudice dell'esecuzione del 
Tribunale di Torino a Rosario Monda di un'analoga cifra pignorata sul conto 
corrente bancario torinese di Intesa San Paolo della Fiat, oggi è la volta 
di Francesco Manna che recupera 52.000 euro di maltolto, sempre con la 
stessa procedura e con sentenza del Tribunale di Torino. L'atto, con titolo 
esecutivo, è stato depositato in cancelleria lo scorso 2 giugno dal  giudice 
delle esecuzioni mobiliari e ritirato l'altro giorno dall'avv. Arcangelo 
Fele dello Slai cobas. A giorni si aspetta l'assegnazione, questa volta di 
ben 250.000 euro - già pignorati alla Fiat sempre sul c/c Fiat di Intesa San 
Paolo Torino - a Pasquale Russo. Si tratta di operai di Pomigliano già 
licenziati ingiustamente dalla Fiat per evidenti motivi di discriminazione 
antisindacale e reintegrati dal giudice del lavoro cui la Fiat si era finora 
rifiutata di versare il risarcimento del danno economico subito violando le 
sentenze della magistratura. Per Manna e Monda, inoltre, sono già stati già 
pignorati  alla Fiat - dall'autorità giudiziaria - altri 10.000 euro per 
ciascuno dei lavoratori a completamento della somma definitiva da 
recuperare.

Lo scorso 17 febbraio la Corte di Cassazione - in definitivo accoglimento 
del ricorso contro il rifiuto aziendale di accettare il versamento delle 
quote sindacali tramite cessioni di credito allo Slai cobas - ha condannato 
la Fiat per discriminazione antisindacale intimandogli di "operare le 
trattenute delle quote sindacali a favore del sindacato scelto dal 
lavoratori e con le modalità della cessione di credito". La sentenza - in 
ultimo grado di giudizio e non più appellabile - non solo vieta l'estromissione 
dello Slai cobas dalle fabbriche del gruppo, ma ha rafforza anche la Fiom 
contro la pretesa di Marchionne di versare le trattenute solo ai sindacati 
firmatari degli accordi <stile Pomigliano>. Sulla scia di questa sentenza 
oggi anche la Fiom può citare in giudizio la Fiat.

Innumerevoli sono le sentenze della magistratura che, su ricorsi dello Slai 
cobas, nell'ultimo anno hanno reintegrato in fabbrica a Pomigliano una 
decina di operai licenziati senza "giusta causa" (iscritti e non al 
sindacato di base). Queste sentenze evidenziano di fatto la drammatica 
attualità delle politiche autoritarie in atto del governo Monti che, con la 
controriforma del lavoro e dell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori, 
vorrebbero concedere a Marchionne ed ai  suoi "emuli" il libero arbitrio di 
licenziare anche ingiustamente.

Nei giorni scorsi lo Slai cobas ha depositato in corte di appello del 
Tribunale di Napoli il ricorso contro il trasferimento, del maggio 2008, al 
reparto confino di Nola di 316 lavoratori (di cui oltre 100 iscritti allo 
Slai cobas) con la richiesta di condanna della Fiat per discriminazione 
sanitaria (la metà dei trasferiti risulta invalida o con ridotte capacità 
lavorative) e discriminazione sindacale. All'epoca il Tribunale di Nola 
rigettò il ricorso dello Slai cobas a seguito della dichiarazione Fiat - 
verbalizzata negli atti processuali - che definiva l'unità Logistica di Nola 
quale "parte integrata del G.B. Vico di Pomigliano". Dopo la causa l'azienda 
ha separato il reparto di Nola da quello di Pomigliano. Tali contraddizioni 
sono state poste da Slai cobas nel ricorso d'appello che, a giorni, è in 
attesa dell'assegnazione al giudice.

La sentenza del Tribunale che ieri, su ricorso Fiom anche a Roma, ha 
condannato la Fiat per discriminazione antisindacale nelle assunzioni 
'selettive' in newco consolida quella 'slavina giudiziaria' che rischia di 
travolgere l'autoritarismo di Marchionne ed i collegati 'piani' del governo 
Monti, suo 'ex collega' in Fiat.
Slai cobas Fiat Alfa Romeo e terziarizzate - Pomigliano d'Arco, 22/6/2012 



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