[Redditolavoro] Fw: SICUREZZA SUL LAVORO: KNOW YOUR RIGHTS ! "LETTERE DAL FRONTE" DEL 22/06/12

bastamortesullavoro@domeus.it cobasta at libero.it
Sat Jun 23 07:53:59 CEST 2012





SICUREZZA SUL LAVORO: KNOW YOUR RIGHTS ! "LETTERE DAL FRONTE" DEL 22/06/12



INDICE



Mai più ThyssenKrupp maipiuthyssenkrupp at hotmail.it

RASSEGNA STAMPA PRESIDIO EX LAVORATORI THYSSENKRUPP TORINO DAVANTI AL COMUNE
VENERDI' 15 GIUGNO



Alteralias alias.alter at gmail.com

LIVORNO: CONTROCONVEGNO 23 GIUGNO



Grillo Peppone grillo at macchinistiuniti.it

MALORE DEL MACCHINISTA. UN ALTRO CASO IN PIEMONTE SULLA CUNEO - LIMONE -
VENTIMIGLIA. ANCHE OGGI E' ANDATA BENE....



Fondo Comunista Firenze fondocomunistafirenze at gmail.com

ROMPIAMO L'ISOLAMENTO



A.I.E.A. Paderno Dugnano a.i.e.a.padernodugnano at fastwebnet.it

PRIMA PROIEZIONE DVD SULLA TRAGEDIA DELL'EURECO



Gino Carpentiero ginocarpe at teletu.it

UNA SENTENZA ORIGINALE:LA CONDANNA DI ALDO



Confederazione Cobas Pisa confcobaspisa at alice.it

MORTE SUL LAVORO A PISA



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From: Mai più ThyssenKrupp maipiuthyssenkrupp at hotmail.it

To:

Sent: Monday, June 18, 2012 4:31 PM

Subject: RASSEGNA STAMPA PRESIDIO EX LAVORATORI THYSSENKRUPP TORINO DAVANTI
AL COMUNE VENERDI' 15 GIUGNO



Inoltriamo la Rassegna Stampa del presidio degli ex lavoratori ThyssenKrupp
di Torino del 15 giugno davanti al Comune di Torino per ricordare al Sindaco
Fassino la promessa fatta il 30 giugno scorso: un lavoro sicuro e dignitoso
per tutti i lavoratori ancora in mobilità.

Ringraziamo giornalisti, cronisti, bloggers, tutti coloro che ci hanno
espresso la loro solidarietà e soprattutto coloro che hanno preso parte al
presidio.

Torino, 18 giugno 2012



Il Fatto Quotidiano - Immagini realizzate da Mauro Ravarino

http://tv.ilfattoquotidiano.it/2012/06/16/torino-lavoratori-thyssen-siamo-discriminati/199733/

Torino, ex lavoratori Thyssen: "Siamo discriminati"
Quattordici operai della ThyssenKrupp, a quasi cinque anni dal rogo del
dicembre 2007 sono ancora senza lavoro, "discriminati per aver avuto il
coraggio di partecipare al processo, dove ci siamo costituiti Parte Civile".
Ieri mattina sono stati in presidio davanti al comune di Torino: chiedono al
sindaco Piero Fassino di trovare una soluzione. Il comune infatti, in
accordo con sindacati e azienda, si era assunto l'impegno di ricollocarli.
"Vogliamo solo un lavoro dignitoso per uscire dalla crisi e dal buio della
mobilità. Il sindaco ci aveva promesso una ricollocazione nelle
municipalizzate", spiegano i lavoratori, delusi dall'esito dell'incontro con
il vice sindaco Tom de Alessandrini: "Non ci ha fatto nessuna risposta
concreta. Abbiamo quindi deciso di chiedere un incontro al presidente della
Repubblica".

di Mauro Ravarino



Articolotre

http://www.articolotre.com/2012/06/ex-dipendenti-thyssenkrupp-delusi-dal-sindaco-fassino/93564

Ex dipendenti ThyssenKrupp delusi dal sindaco Fassino
Davide Pelanda - 16 giugno 2012

Dopo mille promesse di ricollocazione degli ex dipendenti ThyssenKrupp -
fatte nel luglio 2011 da parte del neo sindaco appena eletto Piero Fassino
che all'epoca esprimeva il dovere assoluto di prendersi in carico la
questione dei suddetti lavoratori e di garantire loro, all'interno della
mobilità, una ricollocazione nelle municipalizzate quali GTT, Amiat e Smat -
ad oggi si registra un nulla di fatto, nulla di concreto. In sostanza
"nessun lavoratore è stato mai contattato per una possibile ricollocazione,
nonostante le nostre pressioni per ricordare gli impegni presi" scrivono in
un comunicato gli ex dipendenti ThyssenKrupp.

Gli stessi poi rincarano la dose di critiche agli amministratori pubblici
della città di Torino denunciando il fatto che "il Comune anziché garantire
maggiori servizi (di cui c'è gran bisogno) creando così posti di lavoro
(unica misura per contrastare gli effetti devastanti della crisi),
preferisce diminuire i servizi (come trasporto pubblico e asili) e aumentare
le tariffe di quelli esistenti (biglietti GTT) a danno dei cittadini".

"Delusi dall'abbandono da parte del Comune sulla questione del lavoro, ci
vediamo costretti - scrivono gli ex dipendenti ThyssenKrupp - a rivolgerci
ad istanze superiori, non escludendo una richiesta di incontro con il
Presidente G. Napolitano affinché, come massima carica dello Stato e Garante
del rispetto della Costituzione italiana, prenda posizione e si impegni
concretamente a favore della ricollocazione dei lavoratori. Per questo siamo
pronti a recarci a Roma per incontrarlo di persona".



Blitzquotidiano

http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/thyssen-gli-ex-lavoratori-chiedono-un-incontro-a-napolitano-1271691/

Thyssen, gli ex lavoratori chiedono un incontro a Napolitano
Gli ex lavoratori della ThyssenKrupp di Torino, dopo un presidio davanti al
Comune e un incontro con il vicesindaco Tom Dealessandri, si dicono molto
delusi del comportamento del Comune di Torino circa la loro ricollocazione e
vorrebbero chiedere un incontro al presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano.

In una nota gli ex operai della Thyssen, sopravvissuti al rogo del dicembre
del 2007, spiegano di aver già espresso al presidente Napolitano il loro
disagio nei confronti del Comune per le promesse non mantenute.

''Nel luglio 2011 - si legge - il neo eletto sindaco Fassino esprimeva il
dovere di prendersi in carico la questione degli ex lavoratori Thyssen e di
garantire loro, una ricollocazione nelle municipalizzate quali GTT, Amiat e
Smat. Si conveniva tra le parti che tale percorso sarebbe iniziato. Ad oggi,
ad un anno esatto, nessun lavoratore è stato contattato''.

''Il Comune - affermano ancora gli ex dipendenti Thyssen - anziché garantire
maggiori servizi (di cui c'è gran bisogno) creando così posti di lavoro
preferisce diminuire i servizi, come trasporto pubblico e asili e aumentare
le tariffe di quelli esistenti, come i biglietti GTT a danno dei
cittadini''.



Nuova Società

http://www.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.nuovasocieta.it%2Ftorino%2Fitem%2F33048-torino-presidio-dei-lavoratori-della-thyssen-davanti-al-comune.html&h=KAQEuyYfz

Torino, presidio dei lavoratori della Thyssen davanti al Comune
di E.B.

Tutto è pronto per il presidio dei lavoratori della Thyssenkrupp davanti al
Comune di Torino. Venerdì 15 giugno alle nove e mezza gli ex dipendenti
dell'azienda in cui sette uomini trovarono la morte nel rogo del 6 dicembre
2007 si riuniranno per manifestare davanti a Palazzo Civico. Con un solo
obiettivo: "Ricordare al sindaco e all'amministrazione gli impegni presi e
l'obiettivo di ricollocarci tutti", spiegano. Sì, perché sono ancora
quattordici gli operai che, dopo la cassa integrazione, sono in mobilità. Un
provvedimento che per quasi tutti scadrà a settembre. Per questo hanno
deciso di alzare la voce.

"Dopo un anno dall'incontro con il sindaco, che si era detto pronto a
impegnarsi per dare un lavoro certo e sicuro a questi lavoratori ci
ritroviamo nella stessa situazione di incertezza e preoccupazione per il
futuro" dicono ancora i lavoratori della Thyssen.



Resistenza Internazionale (Blog degli italiani all'Estero)
http://pagelleresistenzainternazionale.blogspot.it/2012/06/fassino-non-vogliamo-che-ripeta-lanno.html

Perché è già un anno che il sindaco di Torino viene meno alle promesse di
ricollocazione fatte agli ex- lavoratori Thyssenkrupp. Ciò che un anno fa
Fassino definì come "dovere assoluto" ora pare un'imbarazzante patata
bollente, che aggiunge al danno (e al dolore) di queste persone la beffa.



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From: Alteralias alias.alter at gmail.com

To:

Sent: Monday, June 18, 2012 7:13 PM

Subject: LIVORNO: CONTROCONVEGNO 23 GIUGNO



Car*

con preghiera, se potete, di pubblicazione sulle Vs testate online

Grazie in anticipo

A.Floridi

Comitato RifiutiZeroTMB Livorno e Medicina Democratica



Senza il PD la rinascita di Livorno.

Controconvegno autogestito sui temi del lavoro, casa e ambiente

Sabato 23 Giugno dalle ore 11 presso l'ex caserma occupata Del Fante

via Adriana 16, Livorno


Livorno che guarda oltre.

Questo è il nome del convegno programmatico del Partito Democratico
Livornese in programma dal 28 al 30 Giugno al teatro Goldoni e alla
Goldonetta

Un nome ambizioso per un gruppo di potere che ormai da decenni ( sotto vari
nomi) governa Livorno come fosse un feudo e i "suoi" cittadini come fossero
sudditi.

La realtà infatti è ben altro: cementificazione selvaggia di ogni spazio
disponibile e desertificazione del centro , disoccupazione a livelli
altissimi, posti di lavoro che negli ultimi vent'anni si sono volatilizzati,
a fronte di un aumento esponenziale di case sfitte migliaia di sfratti per
morosità incolpevole e ancora raddoppio dell'inceneritore esistente,
discarica a Limoncino e rigassificatore Offshore...

Tutti i tentativi di partecipazione diretta e democratica, come ad esempio
il mancato referendum sull'offshore e quello boicottato sull'ospedale, sono
sempre stati soffocati in maniera arrogante e dispotica da parte della casta
dei politici Livornesi.

A dispetto di ciò negli ultimi anni sono state decine le esperienze di lotta
autogestite e autorganizzate: dai comitati ambientalisti e per la difesa dei
beni comuni agli spazi liberati e occupati, le lotte dal basso nei posti di
lavoro e per il diritto alla casa.

Il convegno programmato per fine giugno è l'ennesima beffa ai danni della
cittadinanza livornese e migrante: dare la parvenza di discutere di tutto
per non cambiare assolutamente niente.

Da sempre, ma in particolar modo in tempi di crisi come questi, crediamo che
l'unica vera opposizione concreta ed efficace sia quella organizzata dal
basso, diretta, conflittuale, fuori dal sistema partitico elettorale che dia
la possibilità a tutte e a tutti di poter esprimere le proprie idee e le
proprie istanze.

Il giorno 23 Giugno abbiamo deciso di organizzare un controconvegno
autogestito.

Chiediamo la partecipazione di tutti i singoli cittadini, comitati, gruppi
autorganizzati, sindacati di base e collettivi che da anni cercano di
opporsi al sistema di potere esistente.

Il nostro intento è quello di discutere del futuro di Livorno dall'unico
punto di vista giusto, concreto possibile, quello dei cittadini e delle
cittadine, dei lavoratori e delle lavoratrici.

Il nostro punto di vista è lontano anni luce dalla casta di politici e
affaristi che si riunirà in pompa magna al teatro Goldoni ed è per questo
che il giorno 29 saremo presenti in piazza davanti al Teatro livornese per
occupare simbolicamente quella piazza con una assemblea aperta ed un corteo.

E' ora di far vedere ai nostri "sovrani" che Livorno è un'altra cosa e che
non siamo più disposti ad accettare decisioni sopra la nostra testa.



ORE 11 - TAVOLO AMBIENTE E BENI COMUNI

Livorno: sole, mare, vento e tramonti mozzafiato dal lungocosta del
Romito...

Un'emozionante immagine da cartolina con la vocazione da "distretto
energetico" di tutta la Toscana: vi si produce il 75-80% dell'energia della
regione e viene considerata la seconda provincia più inquinata d'Italia dopo
Taranto, con le inevitabili conseguenze in

termini sanitari per la popolazione (soprattutto tumori e malattie
cardiovascolari ma anche infortuni e malattie professionali di vario
genere).

A tutto ciò si aggiungono gli effetti del traffico veicolare privato,
destinati ad aggravarsi in presenza di una politica di liquidazione del
trasporto pubblico, e quelli dell'inquinamento dovuto alla presenza di navi
in porto che per la mancata elettrificazione delle banchine tengono i motori
accesi per tutta la durata dello stazionamento.

In campagna elettorale l'attuale presidente della regione Toscana Rossi ha
ben pensato però di proporre, come rimedio al calo occupazionale, una
soluzione ottimale: ospitare le industrie più inquinanti e nocive, cioe'
rendere livorno un distretto energetico e dei rifiuti.

Rossi ha citato esplicitamente, come esempio virtuoso, l'affare delle navi
dei veleni Karin B e Deep Sea Carrier, che alla fine degli anni '80
trovarono la disponibilità a trattare il loro carico di rifiuti tossici solo
nel nostro porto.

Torniamo però al significato reale dell'espressione "distretto
energetico"...

"Distretto energetico" significa:

AUTORIZZAZIONE per due centrali a biomasse in zona Leonardo da Vinci.
centrali ad alta emissione di polveri sottili per cui non e' stato nemmeno
previsto l'obbligo del filtro e destinate a bruciare oli provenienti da
Paesi poveri, per la cui produzione verrebbero sottratte vaste aree alla
coltivazione di alimenti per la popolazione locale;

NOTEVOLE INCREMENTO delle attività legate al trattamento e all'incenerimento
dei rifiuti: la terza linea dell'attuale inceneritore o la costruzione di un
nuovo impianto che a seguito di un accordo tra le province dovrebbe bruciare
i rifiuti dell'intera Area Vasta costiera, disattendendo la delibera Rifiuti
Zero approvata dal Consiglio Comunale l'8 giugno 2010 (di oggi la notizia
che Livorno è al quartultimo posto nella raccolta differenziata con comitati
ambientali di tutta la regione sul piede di guerra e volontà di chiedere un
risarcimento danni);

LA DISCARICA DEL LIMONCINO e il mantenimento nell'ambito di zone densamente
abitate di industrie (Ra.Ri docet) che trattano rifiuti pericolosi, perfino
radioattivi, provenienti da diverse regioni.

A partire dal progetto del rigassificatore Offshore fino alla costruzione
del nuovo tratto autostradale, passando per lo smantellamento dell'ospedale
e l'affaire Fusti Tossici, le amministrazioni locali e regionali hanno
mostrato benissimo il loro volto lobbistico, l'incuria per la salute e la
salvaguardia di cittadinanza e territorio e una prepotente volontà di
schiacciare chi a queste logiche si oppone (come spiegare sennò la nomina di
un assessore all'ambiente, o meglio un commissario fiorentino, da sempre in
lotta con i comitati ambientalisti?)...

L'unica risposta possibile a questo modello di sviluppo e crescita che
insegue le logiche del profitto è una netta presa di posizione da parte
della cittadinanza che mostri di volersi riappropriare del proprio
territorio attraverso una gestione partecipata e realmente ecologica delle
proprie vite...

Interventi di:

ore 11 Introduzione su Livorno polo delle nocività: Sara Belleggia (Ex
Caserma Occupata)

ore 11.15 Le vertenze ambientali a Livorno: a cura di Vertenza Livorno

ore 11.30 Rifiuti Zero vs Inceneritori: situzione livornese e report
incontro dei comitati nazionali a cura di Amanda Floridi di Medicina
Democratica

ore 11.45 La discarica del Limoncino: aggiornamenti da parte del comitato
contro la discarica del Limoncino

ore 12.00 Energie inquinanti: Rigassificatore e Centrale a Biomasse:
contributo di Maurizio Zicanu esponente del comitato No Offshore e di
Medicina Democratica

ore 12.15 No Hub: militarizzazione e la trasformazione del territorio tra
Pisa e Livorno a cura di Ruggero Rognoni di Vertenza Livorno

ore 12.30 La Sat:perché non costruirla..interviene Alessandro Lucibello del
Coordinamento Territoriale No Sat www.nosat.it/

ore 12.45 L'ospedale di Livorno:partecipazione boicottata, cemento e Lobby a
cura di Vincenzo Baggiani della PPL

A seguire dibattito e proposte operative



Ore 13:30 Pranzo sociale ( Vegan)



ORE 15 - TAVOLO LAVORO, DISOCCUPAZIONE E DEBITO

Il tessuto industriale livornese è ormai un ricordo.

La vocazione verso l'industria, autentico serbatoio di lavoro per il nostro
territorio, grazie anche alla cantieristica navale ed al diportismo
appartiene ad una stagione economica superata. I dati sulla disoccupazione,
mai allarmanti come in questi ultimi anni, specie per la componente giovane
della popolazione, ci riportano con la memoria ad un periodo lontano della
nostra storia, al dopoguerra, quando la situazione era tragica per i
lavoratori livornesi e l'economia restava bloccata.

Dati di una gravità come quelli attuali, forse li si ritrovano con pari
acutezza solo in quelli anni. Con un'aggravante però per la situazione
odierna, ossia le scelte scellerate di chi ci governa. Oggi non usciamo da
una guerra mondiale, eppure il contesto è difficile e drammatico come
allora. Possibile che si debba imputare la pressione subita dai nostri
redditi esclusivamente a congiunture di carattere internazionale o
nazionale, senza fermare mai lo sguardo sulle scelte di politica economica
della nostra amministrazione? Forse, come soluzione, questa è comoda e
facile, ma dal nostro punto di vista insufficiente a dare una spiegazione di
quanto è accaduto sul nostro territorio. A monte della fuga di investimenti
dalla nostra città, caratterizzata tra l'altro

da una presenza sindacale confederale molto debole ed accomodante, dunque da
una forza lavoro che si vede erodere progressivamente sempre più diritti, il
modo infelice con cui si è proceduto alla trasformazione dell'inclinazione
produttiva della città da industriale in turistica, con una predilezione per
il terziario. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, pagine su pagine
di letteratura sono state spese sulla relazione che lega il settore
terziario ai lavori a bassissima professionalità, dunque anche a redditi
deboli, sia per la qualità delle retribuzioni sia per la precarietà di
questi lavori. basti pensare che che a fronte di ripetute chiusure di
industrie manifatturiere con centinaia di addetti, le risposte di lavoro
numericamente più consistenti sono state il call center Telegate (ora People
Care) e l'Ipercoop la cui quasi totalità di lavoratori ha contratti
part-time da 700-800 euro. I nostri governanti però, è evidente, leggono
poco e si informano ancora meno. Senza considerare che i principali
investimenti turistici altro non si sono rivelati che speculazioni edilizie,
come ad esempio quella Porta a Mare dove Azimut è già rientrato del suo
investimento semplicemente vendendo la sua quota edilizia e dove per anni le
amministrazioni comunali che si sono succedute hanno bluffato sul mito della
"terza gamba" produttiva accanto a villette e lusso.

Gli episodi su cui la nostra attività si è soffermata impostando percorsi di
lotta sono numerosi. Con Telegate, anni fa, quando a questa azienda fu
permesso di investire nel nostro territorio concedendole la possibilità di
assumere con contratti esclusivamente a progetto. oppure a Starweb, azienda
che si occupa di promozioni delle offerte Fastweb e situata esattamente
sopra la sede della Cgil, dove centinaia di giovani lavorano per tre euro
l'ora senza la minima garanzia di protezione sindacale, con un turn over
spaventoso che esercita un ricatto insostenibile per i giovani telefonisti.

Il porto come il cantiere, sbandierati per anni come polmoni occupazionali
cittadini, stanno subendo la più dura contrazione della loro storia,
lasciando una pesante e pessimistica ombra sui nostri futuri.

Le aziende storiche chiudono o ridimensionano gli addetti, abusando di uno
strumento come la cassa integrazione, che senza un'opposizione sociale forte
andrà presto sparendo, ovviamente con il beneplacito sul territorio
nazionale del Pd, di cui sono militanti ed esponenti alcuni dei principali
riformatori del mercato del lavoro.

La soluzione turistica, scritto in tutta franchezza, non può reggere in una
provincia sempre più impegnata nella costruzione di mostri ecologici come
l'offshore. Sembra assurdo che le scelte dei turisti si orientino verso una
città che consta delle peggiori soluzioni ecologiche della Toscana. Negli
ultimi 20 anni, inoltre, il volano dell'economia livornese e' stata
l'edilizia che ha visto una continua cementificazione di varie zone della
città a fronte di una popolazione sempre minore e a migliaia di giovani in
fuga. e adesso inizia a scricchiolare anche tutto il mondo delle aziende
partecipate e la giungla di cooperative e aziende legate agli appalti al
ribasso del comune, altra fucina di bassi salari e precarietà.

Di fronte a ciò, lo smarrimento ed il pessimismo diventano il minimo comune
denominatore emotivo per i livornesi.

Occorre un cambiamento, urge un blocco sociale forte che sappia recuperare
con campagne mirate, sul reddito come sull'occupazione, il terreno perso in
questi ultimi anni. Una reazione al deserto che ci stanno stendendo davanti
è l'impegno che ci assumiamo, la collaborazione di tutti è il dovere che
ognuno deve a se stesso in un'epoca di redditi assenti, siano essi legati o
meno ad un lavoro.

Interventi di:

ore 15 Introduzione al Dibattito: Proposte per una campagna cittadina su
Welfare e reddito di Diego Sarri, Ex-Caserma Occupata

0re 15.15 Livorno: crisi economica, mutazioni sociali, declino istituzionale
a cura della redazione di Senza Soste

ore 15.30 Lavorare a Livorno dopo la Riforma Fornero a cura di Omar Franconi
del Comitato per la difesa dell'articolo 18

ore 15.45 La situazione delle aziende partecipate livornesi fra
privatizzazione e rischio occupazionale : Franco Lovascio USB

ore 16.00 Difendiamoci da Equitalia: Assemblea spazi autogestiti Lucca

ore 16.15 Esperienze di lotte dal basso, cronache da Napoli: Silvio Deluca
per Zero 81 Napoli

A seguire dibattito e proposte



ORE 17 - TAVOLO CASA: URBANISTICA E DIRITTO ALL'ABITARE

La Livorno degli anni 80 non esiste più da tempo.

Questa banale premessa serve per smontare quel

immaginario che spesso ancora oggi viene utilizzato dai nostri
amministratori per descrivere una politica abitativa che non esiste più.

Eravamo sicuramente una delle città più virtuose in fatto di edilizia
popolare: dagli oltre ventimila alloggi siamo arrivati alle poche migliaia
degli ultimi anni.

La gestione privata del patrimonio pubblico non ha di certo migliorato
questo contesto.

Casalp ( la società a maggioranza pubblica che gestisce gli immobili) ha da
sempre portato avanti politiche rivolte più alla vendita che alla nuova
costruzione che di fatto hanno ridotto enormemente il patrimonio.

Contemporaneamente Livorno è diventata terreno fertile per una enorme
speculazione immobiliare privata.

Grazie a varianti urbanistiche e concessioni è stato possibile costruire
decine di nuovi complessi sia abitativi che commerciali che hanno portato ad
un innalzamento degli affitti privati e ad una cementificazione selvaggia
del nostro territorio.

La cosidetta "fascia grigia" ,di cui ne fanno parte immigrati, precar* e
disoccupat*, ceti popolari e ceti medio/bassi caduti in povertà si trovano a
dover convivere con disagi abitativi enormi.
La mancanza di lavoro e reddito ha prodotto un'ondata di sfratti e
pignoramenti senza precedenti: l'unico strumento che sembra essere valido e
che soddisfa il proprio bisogno imminente di una abitazione è l'occupazione
di un alloggio e la pressione politica in gruppi autorganizzati per la
richiesta di maggiori diritti e servizi.

Esistono ancora decine di immobili tenuti sfitti (sia pubblici che privati)
che potrebbero tamponare almeno in parte questa situazione ai limiti del
collasso.

I piani comunali per fronteggiare il problema abitativo non sono sufficienti
neanche ad arginarlo.

La nostra amministrazione ha sempre dichiarato di muoversi su tre fronti per
fronteggiare l'emergenza: progetti di costruzione alloggi pubblico\privata,
dove una parte di essi sarebbe stata adibita ad affitto concordato, Agenzia
dell'affitti e contributo regionale all'affitto.

Nessuna delle tre è stata mai intrapresa e portata avanti in maniera seria e
continuativa (anche il contributo regionale ha subito una flessione negli
ultimi anni)

Oltretutto queste sono "soluzioni" che vanno in maniera più o meno diretta
ad "finanziare" l'interesse privato.

La prima permette ai privati di costruire nuovi alloggi in cambio di un
numero irrisorio da destinare alla"fascia grigia" in affitto "calmierato".

La seconda è un'agenzia pubblica che dovrebbe servire a dare delle garanzie
all'affittuario privato ( senza imporgli praticamente nulla , neanche
l'obbligatorietà nell'accettare l'inquilino proposto).

La terza è un sostegno in denaro che si riversa indirettamente nell'affitto
e quindi nelle casse dei locatori.

In definitiva gli unici che guadagnerebbero qualcosa da queste politiche
sono sempre e solo i privati e i grandi proprietari di immobili.

Attualmente però , sui 2000 sfratti circa previsti nel 2012 l'unico edificio
adibito ad emergenza abitativa è stato l'ex caserma "la Marmora" con solo 39
alloggi...

In definitiva si può affermare che queste politiche si occupano parzialmente
delle cosidette emergenze e non mirano a risolvere il problema alla radice
(visto che per farlo si dovrebbe prendere in considerazione pure il problema
relativo all'occupazione lavorativa della "fascia grigia").
Oltretutto il comune preferisce abbattere edifici abbandonati non in stato
di degrado ,come le palazzine nel quartiere "Corea", ed appaltare la
costruzione di nuovi edifici ad imprese private quando potrebbe benissimo
adibire le strutture già presenti ad emergenza abitativa mettendo in atto
progetti di autorecupero per queste, miranti a creare occupazione e reddito
per gli appartenenti alla "fascia grigia".

Le nostre esperienze per fronteggiare concretamente il problema abitativo
negli ultimi mesi sono state due.

L'ex caserma Del Fante in Via Adriana, di proprietà del demanio e
completamente abbandonata da diversi anni ospita, oltre che ad attività
ricreative, sociali e politiche, alloggi per gli occupanti e per famiglie
sotto sfratto che si sono rivolte all'assemblea.

E' stato presentato un progetto di autorecupero alla regione e numerosi sono
stati i lavori quotidiani per rendere vivibili gli alloggi.

Occupazione della palazzina in via degli Asili da parte di 6 famiglie del
nostro comitato.

Per il momento non vi è nessun progetto di autorecupero e le richieste delle
famiglie al momento sono state il riconoscimento provvisorio
dell'occupazione da parte del comune e la richiesta di un alloggio popolare
vista la loro condizione.

C'è bisogno urgente di una nuova politica abitativa che sappia, da una parte
tamponare e risolvere le emergenze utilizzando strutture già esistenti (
anche private se necessario), e dall'altra ripensare il diritto all'abitare
in un momento di "crisi" come questo.

Servono nuove strutture popolari e nuovi bandi

E' il momento di porre un freno all'affitto privato e alle speculazioni
edilizie e immobiliari.

Interventi:

17.00 Introduzione al dibattito, La situazione abitativa a Livorno: Ceraolo
Giovanni dell'' Ex-Caserma Occupata

17.15 Esperienze di lotta e autorecupero a Firenze : Movimento di lotta per
la casa Firenze

17.30 L'edilizia popolare a Livorno: Daria Faggi dell' Unione Inquilini

17.45 Esperienze di lotta a Pisa, lo sportello contro il debito : Prendo
casa di Pisa

18 Osservatorio trasformazioni Urbane: presentazione dello studio sulla
riqualificazione delle caserme dimesse , elaborato dagli studenti di
architettura di Firenze coordinati dal professor Marchetta docente di
urbanistica.

18.15 Esperienze di lotta a Napoli: Silvio Deluca per Zero 81 Napoli

A seguire dibattito e proposte



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From: Grillo Peppone grillo at macchinistiuniti.it

To:

Sent: Sunday, June 17, 2012 11:34 PM

Subject: MALORE DEL MACCHINISTA. UN ALTRO CASO IN PIEMONTE SULLA CUNEO -
LIMONE - VENTIMIGLIA. ANCHE OGGI E' ANDATA BENE....



Egr. Rappresentanti dei Lavoratori

Oggi un collega macchinista ad Agente Unico/Solo si è sentito male durante
la condotta del treno partito da Cuneo alle 12 circa.

Sulla linea Cuneo - Limone - Ventimiglia è riuscito a fermarsi nella
stazione di Vievola e da lì è stato soccorso da ambulanza francese e
trasportato all'ospedale di Menton.

Vievola si trova subito dopo la galleria Tenda di 8.099 metri. Nella
galleria si trova il confine tra Italia e Francia. Le gallerie in territorio
francese, se non erro, non hanno il cavo fessurato...

Nonostante il malore, il collega macchinista è riuscito a condurre il treno
portandolo fuori dalla galleria e su un marciapiede della stazione.

Da Vievola il collega è stato trasportato in un ospedale francese a Menton,
dopo circa 60 km.

Da informazioni avute, il collega sta meglio e dovrebbe essere dimesso tra
poche ore.

Da anni si sta denunciando la "potenziale pericolosità" dei treni condotti
dal macchinista unico/solo.

In tale Organizzazione del Lavoro oggettivamente non è garantito un
tempestivo pronto soccorso, se l'unico/solo macchinista dovesse essere colto
da malore improvviso durante la condotta del treno.

ANCHE OGGI E' ANDATA BENE.......

LA RESPONSABILITA' PENALE E' SEMPRE INDIVIDUALE. MA ESISTE ANCHE UNA
RESPONSABILITA' MORALE!!!!!!!

DOVESSE SUCCEDERE QUALCOSA DI GRAVE IN FUTURO SU TUTTO IL TERRITORIO
NAZIONALE, GLI RLS/RSU DEI MACCHINISTI RITERRANNO MORALMENTE RESPONSABILI
TUTTI QUELLI CHE FINORA SI SONO COMPORTATI COME GLI STRUZZI!!!!!

SI CONTINUA A TENERE LA TESTA SOTTO LA SABBIA, NONOSTANTE IL LEGISLATORE
ITALIANO HA DICHIARATO CON UN DECRETO INTERMINISTERIALE CHE BISOGNA
GARANTIRE UN SOCCORSO QUALIFICATO SU TUTTI I PUNTI DELLA RETE FERROVIARIA
NEI TEMPI PIU' RAPIDI POSSIBILI!!!

Buonanotte

Giuseppe Grillo

RLS



P.S.

In poco più di 2 anni in Italia ci sono stati 11 casi di malore del
macchinista unico/solo. QUANTO BISOGNA ASPETTARE PER APRIRE GLI OCCHI??????

FAR LAVORARE DI PIU' E RIPOSARE DI MENO POTREBBERO FAR AUMENTARE I CASI DI
MALORI IMPROVVISI DEI MACCHINISTI UNICI/SOLI...



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Da: Fondo Comunista Firenze fondocomunistafirenze at gmail.com

Data: 20/06/2012 16.34

A:

Ogg: ROMPIAMO L'ISOLAMENTO


20 anni di socialità e lotta del Fondo Comunista giorno di festa e non solo



FONDO COMUNISTA

20 anni di attività, socialità e lotta



Sabato 23 giugno 2012

a partire dalle ore 16 al Fondo Comunista

via di Rocca Tedalda, 277 Firenze

bus 14 capolinea via Ripa

tel. 366 39 25 033



Decime di organismi di lotta, dai territori alla scuola, dalla fabbrica al
quartiere, tentano di resistere alle imposizioni di questo sistema oramai
marcio e alla frutta.

Ciò che ci impedisce di rompere l'oppressione, l'imposizione di sistemi di
vita legati al profitto e allo sfruttamento, è la condizione di isolamento
che questo sistema ha creato attorno ad ogni situazione ed organismo di
lotta.

L'unica uscita è rompere l'isolamento e farci costruttori di un futuro.

ORE 16.00 PARLIAMONE TUTTI ASSIEME.

Seguiranno

ORE 18.30 CONCERTO con HC, Skarnemurta, Kuarantena

ORE 19.30 CENA -BUFFET di solidarietà, euro 7,00



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Da: A.I.E.A. Paderno Dugnano a.i.e.a.padernodugnano at fastwebnet.it

Data: 20/06/2012 17.51

A:
Ogg: PRIMA PROIEZIONE DVD SULLA TRAGEDIA DELL'EURECO



Salve.

Siete tutti invitati alla prima proiezione pubblica del documentario di
Giuliano Bugani e Salvo Lucchesi sulla Tragedia dell'Eureco di Paderno
Dugnano dal titolo "Uomini da bruciare".

L'iniziativa si terrà giovedì 28 giugno alle ore 21:00 presso la Biblioteca
Tilane in Piazza della Divina Commedia 3/5 a Paderno Dugnano

Partecipate numerosi e vi preghiamo di dare massima diffusione
all'iniziativa.

Grazie

Lorena Tacco



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Da: Gino Carpentiero ginocarpe at teletu.it

Data: 21/06/2012 0.50
A:
Ogg: UNA SENTENZA ORIGINALE:LA CONDANNA DI ALDO



Una sentenza degna dei tribunali del Socialismo Reale quella che condanna a
4 mesi e ad un'ammenda Aldo M. tecnico della Prevenzione presso la ASL.

Il reato: abuso d'ufficio per aver fatto (tentato di far) rispettare la
normativa di salute e sicurezza e sul lavoro al DG della ASL (oggi promosso
Assessore alla Salute).

Sarà interessante leggere le motivazioni della sentenza, quale fosse il
vantaggio personale per Aldo; in realtà la Magistratura fiorentina si è
ancora una volta dimostrata prona al potere politico regionale (PD).

Colpire un tecnico della prevenzione che si occupa di problematiche mobbing
correlate e dell'organizzazione del lavoro è un fatto gravissimo e
rappresenta una grave intimidazione nei confronti di tutti gli operatori che
d'ora in poi proveranno ad occuparsi di organizzazione del lavoro.

Ovviamente l'augurio che faccio ad Aldo anche a nome di Medicina Democratica
è quello di vincere in appello (Ci sarà pure un giudice a Firenze).

Credo che i giudici che hanno condannato Aldo meritino in premio questa
splendida canzone di Fabrizio De Andrè, su testo di Brassens: IL GORILLA

Saluti

Gino Carpentiero



* * * * *



IL GORILLA

Sulla piazza di una città la gente guardava con ammirazione un gorilla
portato là dagli zingari d'un baraccone.
Con poco senso del pudore le comari di quel rione, contemplavano l'animale,
non dico come, non dico dove.
Attenti al gori-i-i-i-i-lla
D'improvviso la grossa gabbia dove viveva l'animale, s'aprì di schianto non
so perché, forse l'avevano chiusa male.
La bestia uscendo fuori di là disse:"quest'oggi mela levo" parlava della
verginità di cui ancora viveva schiavo.
Attenti al gori-i-i-i-i-lla
Il padrone si mise ad urlare: "il mio gorilla, fate attenzione, non ha
veduto mai una scimmia, potrebbe fare confusione"
Tutti i presenti a questo punto fuggirono in ogni direzione, anche le donne
dimostrando la differenza tra idee ed azione.
Attenti al gori-i-i-i-i-lla
Tutta la gente corre di fretta, di qua e di là con grande foga; s'attardano
solo una vecchietta e un giovane giudice con la toga. Visto che glia avevan
sguaiato il quadrumane accellerò e sulla vecchia e sul magistrato con
quattro balzi si portò.
Attenti al gori-i-i-i-i-lla
Bha! Sospirò pensando la vecchia "... ch'io fossi ancora desiderata, sarebbe
cosa alquanto strana più che altro non sperata..." ... "che mi si prenda per
una scimmia - pensava il giudice col fiato corto - non è possibile sono
sicuro..." il seguito prova che aveva torto.
Attenti al gori-i-i-i-i-lla
Se qualcuno di voi dovesse, costretto con le spalle al muro, violare un
giudice od una vecchia della sua scelta sarei sicuro; ma si da il caso che
il gorilla, considerato un grandioso fusto, per chi la provato però non
brilla né per lo spirito né per il gusto.
Attenti al gori-i-i-i-i-lla
Infatti lui sdegnata la vecchia si dirige sul magistrato, l'acchiappa forte
per un orecchio e lo trascina in mezzo al prato. Quel che successe tra
l'erba alta non ve lo dico per intero ma lo spettacolo fu avvincente e la
suspance ci fu davvero.
Attenti al gori-i-i-i-i-lla
Dirò soltanto che sul più bello dello spiacevole e cupo dramma, piangeva il
giudice come un vitello e negli intervalli gridava "MAMMA". Gridava "MAMMA"
come a quel tale cui il giorno prima come ad un pollo, con una sentenza un
po' originale aveva fatto tagliare il collo.
Attenti al gori-i-i-i-i-lla



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Da: Confederazione Cobas Pisa confcobaspisa at alice.it

Data: 21/06/2012 15.31

A:
Ogg: MORTE SUL LAVORO A PISA



La morte di Massimo Corsini non deve passare sotto silenzio. Verità e
giustizia per i morti sul lavoro



Lo scorso 9 giugno, un infermiere dell'azienda ospedaliera è morto durante
il turno notturno a Medicina Nucleare. Il corpo ormai senza vita di Massimo
è stato trovato molte ore dopo il decesso solo al momento del cambio turno.

L'autopsia ci dirà le cause del decesso di Massimo, un infermiere di 41 anni
impiegato nel turno di notte in una clinica dove i pazienti hanno bisogno di
particolari cure e attenzioni che un solo infermiere non può certo
garantire.

Noi non vogliamo parlare di fatalità perché le condizioni di lavoro
all'azienda ospedaliera sono disumane. A tutti sono noti i problemi di
organico e i carichi di lavoro imposti al personale ospedaliero.
Massimo avrebbe potuto essere soccorso se con lui fosse stato un collega, ma
i tagli alla sanità e una organizzazione del lavoro inaccettabile lasciano
in corsia un solo infermiere.

La morte di Massimo avrebbe potuto creare altre vittime visto che il suo
malore ha lasciato una corsia senza personale, degenti senza quel controllo
dei macchinari a cui sono collegati pazienti con gravi problemi di salute.

Ci rattrista non solo la morte di Massimo, ma il silenzio che l'ha
accompagnata, la disattenzione del sindacato assuefatto ad una
organizzazione del lavoro che si ripercuote negativamente sulla sicurezza
del personale e dei cittadini degenti.

Forse Massimo avrebbe potuto salvarsi se con lui ci fosse stato un collega.
Il corpo di Massimo è stato trovato ore dopo la sua morte, una tragica fine
sulla quale non far calare il silenzio ma aprire una inchiesta perché ogni
morte sul lavoro non è attribuibile al fato e al destino.



Sportello sicurezza nei luoghi di lavoro della Confederazione Cobas







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