[Redditolavoro] Bnl - Truffa a mille tra disoccupati e precari

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Wed Jul 25 09:39:35 CEST 2012


La "stilista" Livia Di Verniere, nota fascista con atelier in Via Ludovisi
in Roma.

Nel 1998 promuoveva “crociate” contro prostituzione e “scambisti”,
definendosi addirittura “la spada di Cristo” :

http://archiviostorico.corriere.it/1998/febbraio/24/Spada_Cristo_denunceremo_vescovo_Frascati_co_10_9802244390.shtml

Tra il 2010 ed il 2012 ha truffato oltre mille precari e disoccupati,
estorcendo denaro con la promessa di assunzione in Bnl :

http://www3.lastampa.it/cronache/sezioni/articolo/lstp/462781/

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Quando Bnl e Fondo Pensioni facevano il “recupero crediti” per la “stilista
nera” di Via Ludovisi

Mentre tutte le gazzette di regime ospitano nello stesso giorno lo stesso
medesimo articolo celebrativo ( chiaramente una velina dell’Ufficio Stampa
Bnl, persino alcuni errori di battitura sono comuni a tutti i giornali) sul
palazzo in costruzione di Via Tiburtina in Roma, noi vogliamo occuparci di
cose apparentemente più piccole, ma assai significative.

E quindi dobbiamo tornare alla vicenda della “truffa” delle false assunzioni
in Bnl.

Che, come noto, ha visto l’arresto ai domiciliari di una collega e di una ex
collega ora in pensione nonché quello, direttamente nelle celle del reparto
femminile di Rebibbia, della “stilista” Livia Di Veniere, esponente storica
della estrema destra cattolico/tradizionalista romana al punto da
autodefinirsi negli anni novanta “la spada di Cristo” e già implicata negli
anni scorsi in altre truffe ed addirittura in una evasione dagli arresti
domiciliari.

Già qualcuno ha fatto notare che il circoscrivere la vicenda soltanto a
queste tre donne non convince, il fatto veramente allucinante che una parte
delle false “prove attitudinali” cui venivano sottoposti i giovani truffati
avveniva in locali Bnl, il dato che è difficile non mettere in relazione,
anche per forti elementi di “vicinanza” con la collega arrestata ancora in
servizio, dell’improvvisa sostituzione del Gestore Risorse Umane dell’Area
Lazio/Sardegna, proprio a ridosso dell’esplosione giudiziaria della vicenda,
e – dulcis in fundo – il fatto che entrambe le colleghe venissero proprio da
significative carriere nell’ ambito Risorse Umane e dintorni, una proprio
direttamente dall’Ufficio Assunzioni, sono tutti elementi che fanno pensare
a responsabilità oggettive, magari non direttamente implicate nella “truffa”
vera e propria, ma in ogni caso più larghe e ramificate nell’ambito
aziendale.

Altri hanno ricordato le ripetute sfilate di moda realizzate, in occasione
di Telethon, dalla “stilista nera” nella “splendida cornice dei palazzi Bnl
di Via Veneto”, avvenimenti mondani con tanti di invitati eccellenti muniti
di “fascia tricolore” o coi colori comunali, di cui si trova ancora ampia
traccia e pure qualche fotografia su internet. Nonché il fatto che la tizia
fosse usa entrare negli uffici Bnl della zona Ludovisi come fosse di casa,
al punto che qualcuno l’aveva spesso scambiata per una dirigente della Bnl.

Ma noi vogliamo andare ancora più a fondo e quindi siamo andati ad indagare,
aiutati in questo dalla memoria fine di qualche collega in pensione, su
altri avvenimenti,più o meno a cavallo tra il 2004 ed il 2005, e che hanno
visto il Fondo Pensioni Bnl ed il 48° Settore della allora Filiale
Roma-Bissolati della Bnl mobilitati addirittura per fare opera di “recupero
crediti” a favore della stilista di Via Ludovisi.

Tanto più che la cosa avviene nello stesso identico periodo in cui ne
avviene un’altra, sempre nell’ambito degli anticipi sugli “zainetti” del
Fondo Pensioni, storia che ha portato recentemente ad un licenziamento, per
noi del tutto POLITICO, e ad alcuni pesanti provvedimenti disciplinari nei
confronti di colleghi condannati in primo grado a pene oltretutto
infinitesimali nella quantità e comunque provvisorie e non definitive.

Il che dimostra l’assoluta ipocrisia, anche un tantino mafiosetta, di certi
ambienti sindacali, in particolare della Fiba/Cisl, che hanno praticamente
plaudito a quel licenziamento POLITICO.

Insomma, tra il 2004 ed il 2005, la “stilista nera”, oltre ad organizzare
sfilate di moda nei palazzi Bnl e a girare da padrona negli stessi locali,
aveva l’abitudine di vendere a rate costosissimi capi di abbigliamento tra
le colleghe Bnl della zona Ludovisi e, sussurra qualcuno, in qualche caso di
fare anche “generosi” prestiti, sempre a colleghe e colleghi Bnl, a tassi
spesso superiori alle soglie consentite dalla legge.

Erano appunto i primi tempi nei quali si poteva accedere al capitale
maturato del Fondo Pensioni, ma non esisteva ancora la norma che permette di
accedere al 30% senza motivazioni e quindi le richieste potevano essere
fatte solo per acquisto o ristrutturazione di casa o per spese sanitarie.

Come noto scoppiò in Bnl, soprattutto nell’ambito romano ed in particolare
negli ambienti sindacali, una endemica epidemia che portò un mare di
colleghi ad avere immediata necessità di cure, soprattutto dentistiche, e ci
fu quindi un mare di richieste, più o meno ( molto più meno che non più)
accompagnate da documentazione che le giustificava.

Allora alla Fiba/Cisl – che all’epoca esprimeva il vicepresidente del Fondo,
personaggio tuttora presente come Sindaco negli organigrammi dell’ente – si
presentò una collega iscritta, fortemente indebitata in generale ma
soprattutto indebitata in particolare con la “stilista nera” di Via
Ludovisi, per somme che difficilmente potevano essere soltanto rate insolute
di acquisti di pur costosi capi di abbigliamento.

Come fu o come non fu, la collega riuscì in brevissimo tempo – quando i
tempi di attesa dei colleghi normali erano “biblici” – ad ottenere, senza
presentare documentazione alcuna, una grossa cifra, chiaramente non
destinata a cure dentistiche bensì appunto al togliersi una serie di grossi
debiti, gran parte dei quali, come dicevamo, con la citata “stilista” di cui
prima.

A parte quindi il fatto che per alcuni ed alcune, ben ammanicati, la
documentazione non era così necessaria, c’è poi anche la certezza assoluta
che quei soldi non andarono, nemmeno in minima parte, a soddisfare esigenze
di cure odontoiatriche.

E questo per il semplice fatto che la collega di quei soldi non vide passare
sul proprio conto corrente nemmeno un euro che è uno.

Furono invece affidati dal Fondo Pensioni direttamente al 48° Settore che
allora gestiva il credito ai bancari romani della Bnl, 48° Settore che si
prese il compito, quantomeno inconsueto, di saldare direttamente i numerosi
debiti della collega, gran parte dei quali appunto contratti con la
“stilista nera” di Via Ludovisi.

E dato che, in questa operazione, il compito dei contatti con la “stilista
nera” lo prese proprio la collega/quadro, ora in pensione ed agli arresti
domiciliari per questa nuova vicenda, che allora lavorava proprio presso il
48° Settore, non è nemmeno escluso, secondo voci di corridoio in Bnl, che il
sodalizio tra le due tizie possa essere nato proprio in quell’occasione.
Qualcuno, più maligno, esprime il sospetto che anche in quella vecchia
vicenda non fossero assenti “creste” e “percentuali” nei confronti di chi si
era occupato di questo anomalissimo “recupero crediti”, tanto più che la
dinamica sembra sia stata poi allargata, sia pure per somme minori e non
necessariamente sempre attingendo agli “zainetti” del Fondo, anche ad altri
debitori, e soprattutto debitrici, della “stilista nera”.

Che dire di tutto questo ? Due sole considerazioni.

Innanzitutto, riferendoci anche al licenziamento ed alle sospensioni
recenti, l’evidentissimo uso di pesi e misure differenti, cosa storicamente
reiterata in Bnl, a seconda dell’appartenenza sindacale più o meno
“subalterna” alla Direzione Risorse Umane della Bnl ed in particolare
“supina” nei confronti di chi gestisce le relazioni sindacali in questa
banca.

Sull’ipocrisia moralistica, a tratti anche mafiosetta, di certi “preti
spretati” abbiamo già detto precedentemente. Evidentemente in Bnl, pure se
non ufficialmente schierati su posizioni di estrema destra, abbiamo avuto, e
purtroppo abbiamo ancora, anche noi qualche sedicente “spada di Cristo” che
poi, nella pratica quotidiana di potere, meriterebbe invece i peggiori
gironi dell’ Inferno dantesco.

L’altra considerazione, più direttamente legata alla vicenda specifica delle
“false assunzioni”, è che tutta questa storia può facilmente prefigurare
responsabilità dirette ed indirette ben più larghe e pesanti all’interno
della Bnl che non solo quella circoscritta delle due colleghe poste ai
domiciliari.

Ma siamo pronti a scommettere che non c’è alcuna volontà di fare chiarezza
totale. Tuttaltro.

22 Luglio 2012

Il Collettivo Redazionale di InfoAut Bnl

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Qualche chicca dal forum http://forum.jobcrawler.it/

Quanto scritto dal collettivo relazionale di InfoAut BNL apre uno scenario
plausibile e del tutto fondato, ragazzi dobbiamo formulare delle accuse
dobbiamo Provare a mettere luce su questa vicenda Perché da come sembra ci
sono molte persone coinvolte tra i poteri forti.
Anche perché senno come si spiega il fatto che alla luce del giorno per un
periodo lungo più di dieci mesi centinaia di persone entravano ed uscivano
dagli uffici BNL PIAZZA ALBANIA ROMA, senza destare alcun sospetto.
Selezioni del genere così artefatte bene sono impossibili da portare avanti
x così tanto tempo, ci sono TROPPE PERSONE CHE AVRANNO COPERTO IN BNL
secondo me. La storia dei debiti maturati con la di Veniere è chiara, quella
era la cravattara che per anni ha tenuto sotto scacco tutti.

Raga tocca trova un avvocato con le palle e gli facciamo il culo !

See85

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Ragazzi buonasera,

Con estremo rammarico ho appena letto l’articolo bnl su virgilio e mi sono
iscritta al forum.
Come potete immaginare sono l’ennesima persona truffata.
Per parlarci chiaro ho consegnato 3500euro (ritenuto un acconto) al famoso
signore proprietario dell’autoscuola.
L’agonia e’ iniziata il 16/06/2010 con test e colloqui vari, sia a p.za
Albania sia all’hotel in centro..
Sto provando a contattare il "procacciatore" ma come potete immaginare il
tel e’ staccato.
In settimana passero’ in autoscuola.
Non possiamo rimanere inermi..riuniamoci tutti insieme, chiamiamo le iene
striscia o chi sia!!
L’unione fa la forza non lasciamo correre!

Alll

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che la banca abbia un coivolgimento credo sia evidente....
inoltre siamo in tanti a sostenere che siamo entrati negli uffici di bnl
essendo ricevuti e assistiti dai dipendenti in occasione dei colloqui, e
questo gia si commenta da solo....
inoltre mi pongo una domanda, anzi la vorrei porre alla banca :

come faceva la banca a non sapere di nulla quando bastava girare una
qualsiasi edicola per leggere del concorso indetto dalla bnl per reclutare
giovani diplomati in tutt’ Italia ? e premetto che non parlo di edicole solo
a roma, ma credo in gran parte d’italia..... se non in tutta !!
io ho anche una fotografia del manifesto che feci per gioco, ma ora si
rivela un’ulteriore prova!!!

e la banca non puo’ dire che si tratta di un altro concorso, perche’ e’
proprio quello fatto da noi, stesse date e stessi requisiti....

Zero86

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ciao compagno di sventura!! credo che la cosa migliore per noi sia riunirci
in un comitato assistito da un avvocato con i cosiddetti c.... e costituirci
come parte lesa... penso che l’istituto sia in parte responsabile di tutto
questo non avendo verificato ciò che succedeva nella propria sede di piazza
Albania!! Non possono dire che erano all’oscuro di tutto... non verifichi
chi entra e chi esce? il servizio reception non è attivo? i documenti non
dovevano essere consegnati all’ingresso ed inseriti in un data base
dell’istituto e consegnato un "PASSI" per accedere agli uffici interni? O la
sede della BNL è un porto di mare??? questi interrogativi meritano una
risposta secondo me e ce la deve dare l’istituto...

romy60

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E cmq sn dell’idea che in BNL sapevano e come ... ma ti pare che l’usciere
non vedeva arrivare ste 70 persone che entravano e uscivano nelle famose
stanze? per non parlare delle ragazze alla reception che segnavano i nomi di
chi arrivava e ti dividevano nei vari gruppi... ma va va...

princessmilla
 
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