[Redditolavoro] Per Sarah no silenzio, ma ribellione

CobasSindacatodiClasse cobasta at libero.it
Mon Oct 11 12:59:44 CEST 2010


----- Original Message ----- 
From: "udi di napoli" <udinapoli at gmail.com>
To: "MFPR" <mfpr at libero.it>
Sent: Monday, October 11, 2010 11:12 AM
Subject: Re: [Tavolo4flat] Per Sarah no silenzio, ma ribellione


Grazie per la restituzione del percorso femminile nel lutto e nella rabbia
per la soppressione femminicida di Sarah.
Grazie per essere state lì a nome di tutte. Non dimenticheremo nè Sarah nè i
complici della sua seconda uccisione, perchè contro la barbarie il primo
argine è la memoria. Ciao SC (UDI di Napoli)

Il giorno 10 ottobre 2010 17:11, MFPR <mfpr at libero.it> ha scritto:

> Ieri alle 15,30 si è mosso il lungo corteo che ha accompagnato Sarah, fino
> allo stadio dove per la grossa partecipazione della gente, circa 10 mila,
> si
> è tenuta la cerimonia funebre.
> Vi era il pensiero, la tristezza, il dolore, la rabbia, l'indignazione per
> l'uccisione e la violenza a Sarah, nei volti e negli occhi delle persone,
> circa 10 mila, e dei ragazzi. Purtroppo solo nei volti.
> Le compagne del Movimento Femminista Proletario Rivoluzionario, le
> lavoratrici e disoccupate dello slai cobas hanno portato all'interno del
> corteo lo striscione: PER SARAH, E' GIUSTO RIBELLARCI
> BASTA CON LE UCCISIONI/VIOLENZE CONTRO LE DONNE
> La gente di Avetrana lo ha accolto nel corteo, l'ha appoggiato. Come tante
> persone, soprattutto donne, giovani, hanno condiviso i manifesti che
> abbiamo
> messo lungo il percorso: "questo manifesto - ha detto una donna - lo
> dovevate fare molto ma molto più grande".
> All'arrivo al campo sportivo mentre andavamo ad appendere lo striscione
> vicino alle scalinate, tantissima gente lo ha applaudito.
> Per mostrare la solidarietà venuta da altre città, abbiamo posto
> all'ingresso del campo un tabellone dove abbiamo affisso i messaggi delle
> compagne che in questi giorni sono arrivati: da Bologna, Milano, Mantova,
> L'Aquila, Napoli, Palermo, ecc. Letti da tantissimi, fotografati da tante
> ragazze e ragazzi.
> E' come se quello striscione, quei manifesti, quei messaggi esprimevano i
> veri pensieri, la rabbia, la volontà - oltre l'emozione per la morte di
> Sarah, che è di tutti, che è nostra - di quelle donne, quelle ragazze,
> ragazzi, quelle persone che ora altri vogliono far rientrare nella
> "normalità".
>
> Perchè il resto è stato troppo silente, troppo controllato.
> La giusta rabbia che si era espressa nei due giorni prima, quando si è
> saputo che Sarah era morta, da parte soprattutto dei ragazzi, ieri non si 
> è
> potuta esprimere, quasi soffocata.
> Soprattutto la Chiesa, e poi il sindaco di Avetrana, altre istituzioni,
> hanno fatto di tutto perchè il funerale si svolgesse in un clima spento,
> pacificato.
> Il prete lo aveva detto, a premessa, il tema centrale della cerimonia
> doveva
> essere l'appello alla "non violenza". Quindi nessuna denuncia, nessun
> riferimento a quello che ha subito Sarah, della violenza all'interno della
> "sacra" famiglia; in stile 'Ratzinger' la religione è stata usata ancora
> una
> volta per soffocare la ribellione; fino a indicare la morte di Sarah come
> monito da ricordare e non la sua vita, come la vita di tante ragazze, con 
> i
> suoi desideri, la sua volontà di uscire dal chiuso del paese (tanto che il
> vicesindaco ha proposto di dedicare a Sarah un nuovo monumento centrale
> all'ingresso del cimitero (!)).
> E poi tutto organizzato perchè ognuno svolgesse la sua parte e non 
> rompesse
> questo clima. L'unica in controtendenza è stata la madre che (sia pur per
> motivi anche legati alla sua appartenenza ad altra religione) è arrivata
> nel
> campo dopo che era finita la parte religiosa ed è andata via subito dopo
> che
> il funerale è finito.
>
> Ma altri hanno offeso Sarah. Le istituzioni venute a fare la loro presenza
> ipocrita, interessata, o quelle che invece non c'erano nemmeno, come il
> sindaco di Taranto di "sinistra" occupato, in pieno stile berlusconiano, a
> partecipare ad una  manifestazione "miss scooter", come qualche settimana
> fa
> a quella di "miss ambasciatrici di pace", in cui le ragazze sono oggetto 
> di
> contorno, con chiari allusioni sessuali.
> Ma anche tutte coloro, politiche, sindacaliste, democratiche, ecc., che a
> Taranto e in provincia, e al funerale si sono fatti sentire con un
> pesantissimo silenzio.
> L'unica realtà visibile, di lotta è stata quella del Mfpr; e questo ci dà
> più responsabilità affinchè, dopo alcuni altri giorni (dopo che la stampa,
> le Tv si sono sfogate, e ora si butteranno a speculare su un'altra realtà
> di
> dolore e lacrime) non si spenga tutto, per dare continuità, nella lotta
> alla
> rabbia e alla mobilitazione popolare e giovanile dei giorni scorsi, al
> dolore che ha lasciato un segno nelle coscienze di tanti.
> Per questo stiamo pensando di proporre anche alle altre realtà di 
> compagne,
> femministe, di organizzare in questa zona una manifestazione a novembre in
> occasione della giornata internazionale contro la violenza sessuale alle
> donne, e a tre mesi della uccisione di Sarah - negli stessi giorni poi vi
> sarà il processo per Carmela, l'altra ragazzina che nel 2007 per le
> ripetute
> violenze sessuali si uccise.
>
> Come abbiamo detto ieri, non si tratta di andare a scandagliare nella
> realtà
> di Avetrana, come hanno fatto stampa e televisione, nè si tratta di un
>  "orco", per esorcizzare la realtà di tante ragazze e tante donne. Quando
> gli "orchi" diventano tanti e sempre di più, soprattutto all'interno dei
> rapporti familiari, quando solo quest'anno vi sono 114 donne uccise, 
> allora
> vuol dire che questa società capitalista è un "mostro". E non si tratta,
> come anche hanno gridato ad Avetrana  alcuni compagni di Sarah nei giorni
> scorsi, di più repressione; certo anche noi vogliamo che vi sia una
> giustizia per Sarah e non vogliamo vedere dopo qualche anno il suo
> assassino
> in libertà, ma dobbiamo andare alle vere cause di questa guerra di bassa
> intensità contro le donne. E queste si chiamano moderno medioevo imposto 
> da
> Stato, governo, padroni, Chiesa, si chiamano negazione dei diritti, della
> libertà, soppressione dei desideri di un mondo diverso per imporre falsi,
> deviati bisogni individuali, si chiamano doppia oppressione imposta alle
> donne, si chiamano normalizzazione di un humus maschilista, fascista 
> contro
> le donne; si chiamano anche patriarcalismo nel sud, ma in una situazione 
> in
> cui le donne non accettano più, e per questo vengono uccise.
> Contro tutto questo è necessario che scateniamo la ribellione delle donne,
> che non può non essere rivoluzionaria, per rovesciare da cima a fondo
> questo
> moderno medioevo.
>
> MFPR - Taranto
>
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