[Redditolavoro] Germania e Italia in autunno_ Novembre 1974 - 1975 anche in PDF.

clochard spartacok at alice.it
Thu Nov 25 12:31:19 CET 2010


Ancora alcuni materiali d'archivio dei compagni del circolo Giancarlo 
Landonio.

e





           CIRCOLO DI INIZIATIVA PROLETARIA GIANCARLO LANDONIO
VIA STOPPANI,15 -21052 BUSTO ARSIZIO –VA-
(Quart. Sant’Anna dietro la piazza principale)
    -- a poca strada dall'uscita autostrada A8 Laghi –
e-mail:  circ.pro.g.landonio at tiscali.it
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Archivio documenti.
 Novembre+1974+-1975.pdf  ( 555 Kb )





                                                                             
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ELIMINATO IN CARCERE HOLGER MEINS





Holger Meins
Sabato scorso [9 novembre 1974] è morto in carcere l’anarchico tedesco 
Holger Meins, esponente della “Frazione Armata Rossa”, un gruppo di sinistra 
a sfondo terroristico. Detenuto da più di due anni, in attesa di processo, 
in cella di isolamento e sottoposto a torture psico-fisiche. Meins aveva 
iniziato da due mesi lo sciopero della fame per ottenere la fissazione del 
processo, alto  mt.1,85 si era ridotto a 42 kg. La sua morte, le cui 
circostanze ci restano ignote, è un vero e proprio assassinio politico da 
parte della socialdemocrazia tedesca.

Abbasso la brutale socialdemocrazia tedesca! Solidarietà per gli anarchici 
della “Frazione Armata Rossa” di fronte alla marcia borghesia tedesca! Essa 
dovrà pagare caro questo crimine, come già ha cominciato con l’uccisione, 
domenica del più alto magistrato di Berlino ovest, rivendicata dall’”Organizzazione 
per la ricostruzione della Frazione Armata Rossa”.   Gli altri esponenti del 
gruppo, Baader e Meinhof, nonché tutti gli altri anarchici incarcerati, 
hanno subito reagito a questo assassinio, unendo allo sciopero della fame 
anche quello della sete.
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Tratto integralmente da LOTTE OPERAIE Suppl. murale al Bollettino sindacale 
dei Comunisti Internazionalisti Nr. 63 del 15/11/1974.



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Edizione a cura di: RIVOLUZIONE COMUNISTA
SEDE CENTRALE: P.za Morselli, 3 - 20154 Milano-

e-mail: rivoluzionec at libero.it
http://digilander.libero.it/rivoluzionecom/



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Il terrorismo politico tedesco in un documentario
24 novembre 2008
Vicende che ancora infiammano discussioni in Germania, tornate alla ribalta 
anche grazie al cinema (si pensi al recentissimo  La banda Baader Meinhof): 
è la storia del  terrorismo politico in Germania, una storia che vede i suoi 
inizi negli anni Settanta, la storia della  RAF (Rote Armee Fraktion).
Gerd Condradt, regista che ha vissuto quegli anni in prima persona, ha 
deciso di raccontare quei fatti, ricostruendo la figura di uno dei leader 
dell’organizzazione,  Holger Meins, nome di battaglia  "Starbuck".
Ne è nato un documentario  Starbuck – Holger Meins, che vedremo  domani, 
martedì 25 novembre alle ore 22.15 al Cinema Lumière di Bologna, in versione 
originale con sottotitoli italiani: un accurato percorso storico per cercare 
di comprendere fatti che hanno avuto riflessi così vicini a quelli di casa 
nostra.
Martedì 25 novembre, ore 22.15, Cinema Lumière
STARBUCK – HOLGER MEINS  (Germania/2002) di Gerd Conradt
Versione originale sottotitoli italiani
Starbuck è il nome del timoniere della nave Pequod in  Moby Dick  di 
Melville ma era anche il nome di battaglia di Holger Meins, membro del 
gruppo della Raf, morto il 9 novembre 1974 dopo uno sciopero della fame 
durato 50 giorni contro l’isolamento durante la detenzione preventiva (dal 
1972) per presunta partecipazione in un attentato. Chi è questo ex-studente 
di cinema (espulso con altri 17 nel 1968 per occupazione del rettorato), 
obiettore di coscienza, pittore, fotografo, grafico, "guerrigliero" armato 
di cinepresa, dapprima nel gruppo SDS (Sozialistischer Deutscher 
Studentenbund, l’organizzazione più a sinistra nel movimento studentesco) e 
poi nel gruppo Baader-Meinhof? Il cineasta amico Conradt indaga con 
materiali d’archivio e interviste ad altri amici, tra cui i registi Harun 
Farocki (per cui Meins aveva curato la fotografia di due corti nel 1968) e 
Peter Lilienthal, il direttore della fotografia Michael Ballhaus, Gretchen 
Dutschke, Margrit Schiller, e il commissario di polizia Alfred Klaus. Ne 
esce un mosaico che va oltre il semplice ritratto di Holger Meins e si fa 
ritratto di quel periodo storico.
Gerd Conradt   è nato nel 1941, studi alla DFFB (66-68) e dal 1982 collabora 
liberamente con varie tv. Tra i suoi film che lui considera "ritratti 
abbozzati di personaggi e periodi storici", citiamo  Der Videopionier  (84), 
premiato in Canada e alla Photokina di Colonia,  Fernseh-Grüsse von West 
nach Ost  (t.l. Saluti televisivi dall’ovest verso l’est, 85),  Heavy User 
(89) e  blick.berlin.dok  (2000). Un primo ritratto di Holger Meins fu 
realizzato (da lui e Hartmut Jahn) già nel 1982:  Über Holger Meins  (A 
proposito di HM). Nel marzo 2001 era uscito il libro  Starbuck-HM  che 
raccoglie testimonianze e materiali fotografici. Il lavoro più recente (era 
alla Berlinale 2008) è un film sulla vita di un fiume come metafora della 
vita di una persona, di storia che scorre, della trasformazione continua: 
Die Spree – Sinfonie eines Flusses  (Spree, sinfonia di un fiume).
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altra vittima di quella catena ormailunga di assassinii compiute dalle forze dell’ordine in questi ultimi dueanni. Vittima inevitabile e non casuale, frutto della licenza di uccidere edei pieni poteri alla polizia. E’ un assassinio del blocco d’ordinedemocratico. Ne traggano le giuste conseguenze i giovani e tutti gli elementi seri percondurre la lotta politica sulla base dei metodi proletari, senzadilettantismo e avventurismo con la consapevolezza che lo Stato democraticoattuale è un concentrato di violenza reazionaria. Il nostro più profondosdegno contro questo vile assassinio. Onore all’ucciso. Avanti nellacostruzione del fronte proletario contro il blocco reazionario. Rafforziamol’autodifesa e l’autonomia proletaria: costruiamo il Partito Rivoluzionario.” Tratto integralmente da LOTTE OPERAIE Suppl. murale al Bollettino sindacaledei Comunisti Internazionalisti Nr.100 del 30/11/1975                                          Edizione a cura di: RIVOLUZIONECOMUNISTA  
   SEDE CENTRALE: P.za Morselli, 3 - 20154 Milano-e-mail: rivoluzionec at libero.ithttp://digilander.libero.it/rivoluzionecom/-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------piero bruno18 anni studente e militante di Lotta ContinuaRoma 22 novembre 1975Il 22 novembre 1975 si svolge a Roma una grande manifestazione per chiedereil riconoscimento da parte dell'Italia della Repubblica Popolaredell'Angola, appena liberatasi dal colonialismo portoghese.Mentre il corteo si snoda per va Labicana, una decina di manifestanti sistacca, all'altezza dell'Ambasciata dello Zaire, con l'intenzione dicompiere un'azone dimostrativa contro un regime attivo nell'aggressioneimperialista in Angola.Appena affacciatosi in largo Mecenate, il gruppo ha chiaro sentore d unatrappola.Dopo aver lanciato alcune molotov per coprirsi la fuga, i giovani iniziano acorrere.Contro di loro poliziotti e carabinieri scatenano un vero
 e proprio tiro albersaglioPiero Bruno, 18 anni, studente dell'ITIS Armellini e militante d LottaContinua, crolla sull'asfalto, raggiunto alla schiena da un proiettileesploso dal carabiniere Pietro Colantuono.Altri due giovani sono colpiti di striscio alla testa ma non si fermano.Verso il ferito, che giace a terra agonizzante, e un suo compagno che provaa tirarlo via, un poliziotto in borghese, poi identificato nella guardia diPS Romano Tammaro, spara di nuovo a breve distanza.Piero viene colpito alla gamba destra, mentre il soccorritore è raggiunto aun braccio.Quindi l'agente si avvicina a Piero, lo strattona, lo insulta, gli punta lapistola alla tempia e preme il grilletto dell'arma ormai scarica. Persimulare un'inesistente situazione di pericolo, le forze di poliziatrascinano il ferito verso l'ambasciata.Piero morirà il pomeriggio successivo, piantonato in ospedale.Mentre tutta l'Italia è attraversata da una forte mobilitazione contro ilregime democristiano, il governo Moro e l
a Legge Reale, appena entrata invigore; le indagini prendono avvio fra dichiarazioni contraddittorie,ritardato o mancato sequestro di armi e gravi manomissioni di prove.Nessuno dei membri delle forze dell'ordine presenti, agli ordini delvicequestore Ignazio Lo Coco, fu arrestato.Oltre a Colantuono e Tammaro, ad aprire il fuoco fu certamente anche ilsottotenente dei CC Saverio Bossio.Nel dicembre 1976 il giudice istruttore Lacanna, sulla base delleargomentazioni del sostituto procuratoreVecchione, emise la sentenza diarchiviazione.Nell'ordinanza di proscioglimento scriverà:"se per la difesa dei superiori interessi dello Stato, congiuntamente alladifesa personale,si è costretti ad una reazione proporzionata alla offesa,si può compiangere la sorte di un cittadino la cui vita è stata stroncatanel fiore degli anni ma non si possono ignorare fondamentali principi didiritto.La colpa della perdita di una vita umana è da ascrivere allairresponsabilità di chi,insofferente della civile vi
ta democratica,semina odio tra i cittadini ".Nel settembre 1977  Fabio Agostini, uno dei tre feriti curatisi fuori dastrutture pubbliche per evitare l'arresto, si è tolto la vita.PieroCrescevi insieme a noiimparavamo tuttivolevamo vivere e provareriunirci e parlareamare e lottareed eravamo liberici sentivamo benee volevamo crescereci sentivamo forti,più forti del padrone.Ma il buio s'avvicina.il coro s'allontanala scalinata in corsaun braccio che si tende,di fronte c'è la morte,la mano preparatala volontà omicidala crudeltà inumana,un foro che si espande,un tuffo in mezzo al sangueun grido disperatoil baratro e la fine:è "morto partigiano".Crescevi insieme a noie questo disturbavail lurido padrone che guardava,la sua mano potenteti ha colpito a mortecolpendo tutto quanto il movimento.Ma lui certo non sache vivi più che maie lotti più di primaancora insieme a noinon sa che un giorno luiun giorno creperà,per mano dell'ideache non si può ammazzareper mano di chi ha piantoe vuo
le vendicare,per la liberazionedi tutti noi sfruttati,in nome di qualcosaper cui tu sei morto.II nome è "comunismo "la via " rivoluzione " Fabio A.TRATTO DA : la storia, quella VERA, di Piero Brunoass-pierobruno.lestintorecheamleto.--------------------------------------------------------------------------------------------------------


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