[Redditolavoro] R: TARANTO Somministrati ilva al 4° giorno di lotta e di sciopero della fame

usiait1 at virgilio.it usiait1 at virgilio.it
Sun Nov 21 10:16:20 CET 2010


Ai lavoratori e lavoratrici di Taranto, in lotta e in sciopero della fame
Non vi chiamiamo "somministrati" ma LAVORATORI-TRICI,
perchè questa dicitura, che si usa in termini tecnici, sembra quasi un insulto e
un modo dispregiativo di considerare il lavoro e chi lo fa una..merce da pochi soldi,
VOI SIETE PERSONE, NON MERCI E RICORDATELO SEMPRE NELLE VOSTRE RICHIESTE.  
Siamo vicini a chi lotta come voi, anche con forme estreme come lo sciopero della fame,
per ribadire che il lavoro a condizioni dignitose e redditi certi, è un
diritto e non è una elemosina o una concessione. Forza, non siete soli
perchè in altri luoghi, in altre città, in altri settori, ci sono lavoratori e
lavoratrici che resistono e si mobilitano, con rivendicazioni e obiettivi simili ai vostri .
"GENTE COME NOI NON MOLLA MAI...". Saluti 
Esecutivo nazionale Unione Sindacale Italiana Usi Ait usiait1 at virgilio.it
sito www.usiait.it

  

----Messaggio originale----
Da: cobasta at libero.it
Data: 21-nov-2010 8.49
A: <redditolavoro at lists.ecn.org>
Ogg: [Redditolavoro] TARANTO Somministrati ilva al 4° giorno di lotta e di sciopero della fame

TARANTO - Continua a Taranto la protesta di alcune decine di ex dipendenti 
dell'Ilva, assunti con contratto di somministrazione e poi licenziati, che 
da giovedì scorso presidiano il ponte sulla Statale Appia che porta ai 
cancelli della direzione centrale. Una quindicina di manifestanti sta 
facendo anche lo sciopero della fame e ieri uno di loro ha avvertito un 
malore.

«La protesta - è detto in una nota - prosegue a nome dei circa 750 
lavoratori messi fuori dall'azienda del Gruppo Riva». «Chiediamo risposte 
vere - dicono - mentre le speranze di un loro ritorno in fabbrica vengono 
vanificate dal niente posto dall'azienda che pure registra un 
sottodimensionamento del proprio personale».

«Non andremo via di qui finchè non le otterremo quelle risposte», dice Nico 
Leggieri, portavoce del Comitato spontaneo nato proprio dalla coesione degli 
ex somministrati. Per lunedì prossimo i manifestanti, con le loro famiglie, 
hanno convocato una conferenza stampa per spiegare le ragioni della loro 
protesta.

«Ci aspettiamo la vicinanza di quanti credono nella nostra rivendicazione e 
di quanti credono ancora nel diritto-valore del lavoro - spiegano - per 
questo al nostro incontro con i giornalisti sono invitate le istituzioni, le 
associazioni, gli enti, gli stessi operai con contratto a tempo determinato, 
quelli in mobilità o con contratti precari in scadenza e tutti i cittadini 
che vorranno farci sentire la loro vicinanza. Abbiamo bisogno di sapere che 
la città è con noi».





20 Novembre 2010









3° GIORNO DI SCIOPERO DELLA FAME DEGLI OPERAI SOMMINISTRATI ILVA.

Gli operai sono decisi a resistere, hanno convocato una conferenza stampa
per lunedì prossimo alle ore 16 presso il loro presidio sulla scalinata
vicino alla Direzione dell'Ilva.
Dopo di lunedì se non ci dovessero essere segnali positivi, potrebbero
essere decise anche altre le iniziative.
Uno degli operai sta molto debole, ma non vuole lasciare i suoi compagni,
benchè la situazione cominci a diventare difficile, soprattutto di notte, e
con il poco spazio che hanno a disposizione.

Anche stamattina una delegazione dei Disoccupati Organizzati e dello Slai
cobas per il sindacato di classe è andata al presidio a portare una
solidarietà concreta: Lo Slai cobas ha investito la città con manifesti, le
portinerie dell'Ilva e delle Ditte; sta portando quotidianamente la lotta
dei somministrati a livello nazionale, tanto che cominciano a giungere
messaggi di solidarietà da altre città e realtà lavorative; messaggi che
domenica porteremo al presidio.

Questa solidarietà concreta serve la protesta degli operai.
Non serve ora la solidarietà ipocrita - anche chi è responsabile di accordi
che hanno permesso all'Ilva di usare, sfruttare senza rispetto di diritti
contrattuali, di norme di sicurezza i somministrati per anni e poi buttarli
fuori, ora deve cambiare atteggiamento e sostenere questa lotta; nè la
solidarietà di assessori al lavoro degli enti locali  che non possono venire
al presidio per dire che loro non possono fare nulla o i parlamentari fare
solo i presenzialisti - servono fatti e non parole!
Questa lotta ora ha bisogno di fare un salto sia nei contenuti che nelle
forme.
Dato lo sciopero della fame in corso, molto pesante per i lavoratori
impegnati, bisogna chiedere un anticipazione del tavolo nazionale tra OOSS e
Ilva del 9 dicembre, vincolare i sindacati a precisi obiettivi e a
organizzare altre iniziative di lotta sopratutto se c'è un nulla di fatto o
un altro rinvio
Occorre chiedere alle Rsu dell'Ilva che convochino una riunione
straordinaria e urgente da tenersi sotto il presidio dei somministrati Ilva,
e qui ogni delegato ci deve "mettere la sua faccia", sia come forma di
solidarietà, sia come innalzamento della pressione verso l'Azienda

La linea non può essere un accordo che "permetta di ritornare a lavorare se
pure alla fine della crisi" che lascia di fatto il coltello in mano a Riva,
visto che per l'azienda, come sta dimostrando con la cassintegrazione (che
doveva già essere terminata secondo i precedenti impegni), la crisi ha
sempre una proroga e quindi così non ha mai fine - di fatto Riva, come tanti
grandi padroni, ha trovato il "filone d'oro" per continuare a scaricare ogni
difficoltà sugli operai, liberarsi di alcuni e supersfruttare chi resta,
negare diritti, ecc.

Nelle forme, la lotta per il lavoro è una sola! Per questo occorre
collegarsi a chi sta anche lottando per il lavoro, in primis i Disoccupati
Organizzati in lotta, collegarsi e chiamare tutti lavoratori che hanno perso
o stanno perdendo il lavoro, in primis quelli dell'appalto Ilva; insieme
fare anche altre iniziative di lotta che non lascino in pace l'azienda e
impongano con la lotta dura provvedimenti concreti delle Istituzioni.
Se l'Ilva e le Istituzioni non temono la lotta dei lavoratori, non faranno
nulla!

MARTEDI' 23 NOV. VIENE A TARANTO LA MARCEGAGLIA AD INCONTRARSI CON RIVA. LO
SLAI COBAS SARA'  PRESENTE E CHIEDE A TUTTI A UTILIZZARE ANCHE QUESTA
OCCASIONE PER SOSTENERE LA LOTTA DEI SOMMINISTRATI, nel quadro della
denuncia della politica generale di Riva fino all'attuale grave cassa
integrazione in deroga:

Slai cobas per il sindacato di classe
Taranto v. Rintone, 22 3471102638 - cobasta at libero.it - T/F 0994792086

TA. 20.11.10




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