[Redditolavoro] India. Le autorità devono aprire un'inchiesta sugli atti di tortura,

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Mon Nov 15 14:46:01 CET 2010


Documento - India. Le autorità devono aprire un'inchiesta sugli atti di 
tortura,
le violenze sessuali e la detenzione illegale degli adivasi nello 
Chhattisgarh
AMNESTY INTERNATIONAL
Dichiarazione pubblica
Indice AI: ASA 20/026/2010 (pubblico)
14 settembre 2010
Amnesty International questo martedì 14 settembre ha dichiarato che le 
autorità indiane devono
ordinare al più presto l'apertura di un'inchiesta imparziale e indipendente 
sui casi di tortura,
maltrattamenti, stupri e altre violenze sessuali, che sono state segnalati 
ai danni degli adivasi
(indigeni) detenuti illegalmente nello Chhattisgarh.
Gli adivasi dei villaggi di Pachangi e Aloor, nel distretto di Kanker, hanno 
rivelato ad Amnesty
International che paramilitari delle forze di sicurezza delle frontiere 
(BSF) e poliziotti dello Stato
dello Chhattisgarh il 5 e il 6 settembre hanno arrestato 40 indigeni dei 
loro villaggi, li hanno fatti
spogliare e li hanno bastonati. Cinque uomini - Narsingh Kumra, Sukram 
Netam, Premsingh Potayi,
Raju Ram e Bidde Potayi sarebbe stati stuprati con i bastoni e sarebbero 
tutt'ora in cura presso
l'ospedale governativo di Kanker.
Queste violenze hanno avuto luogo a seguito di un'imboscata tesa ad una 
pattuglia della polizia
delle frontiere (BSF) da parte di membri del Partito comunista indiano 
(maoista) durante la quale tre
membri delle BSF e due poliziotti sono stati uccisi.
Diciassette persone di due villaggi diversi sono stati arrestate. Dopo aver 
messo loro una benda
sugli occhi, queste persone sono state divise in più gruppi e portate presso 
il campo BSF di
Durgkondal su autocarri chiusi. Amnesty International ha appreso che almeno 
due delle persone
interrogate - Dhansu Khemra e Sarita Tulavi - erano giovani donne di 16 anni 
mentre altre quattro
erano donne e ragazze tra i 16 e i 20 anni.
Durante la loro detenzione, le persone arrestate sono state picchiate dalle 
forze di sicurezza che
volevano estorcere loro una confessione di appartenenza al movimento maoista 
e di implicazione
nell'imboscata del 29 agosto. Scosse elettriche sono state usate dagli 
interroganti su almeno 10
prigionieri e due donne sono state vittime di abusi sessuali.
Secondo gli indigeni, la polizia di Kanker ha liberato una donna detenuta, 
Surita, la mattina del 7
settembre, perché soffriva di malaria. Suo padre, Punnim Tulavi, maestro di 
scuola è stato liberato
lo stesso giorno, ma altri due uomini sono stati arrestati.
Le altre cinque detenute sono state portate dinanzi ad un tribunale locale 
insieme a due degli uomini
adivasi l'8 settembre, mentre i restanti 10 uomini adivasi sono stati 
processati il 10 settembre. Tutti
gli adivasi sono accusati di complicità nell'imboscata del 29 agosto tesa 
dal gruppo maoista illegale
e si trovano ora nelle prigioni di Kanker e Jagdalpur, essendo stata loro 
rifiutata la libertà dietro
cauzione.
Secondo il diritto indiano, ogni persona arrestata deve essere processata 
entro le 24 ore che seguono
il suo arresto. Per tentare di eludere questa norma, la polizia ha affermato 
che i due gruppi di
prigionieri erano stati arrestati alla vigilia della loro comparsa in 
tribunale.
Gli atti di tortura, i trattamenti, le punizioni crudeli, inumane e 
degradanti, ivi comprese le violenze
sessuali, sono vietati in qualsiasi circostanza, anche in tempo di guerra o 
in situazioni di emergenza,
dal diritto internazionale e in particolare dal Patto internazionale 
relativo ai diritti civili e politici e
dalla Convenzione di Ginevra. L' India è altresì firmataria della 
Convenzione delle Nazioni Unite
contro la tortura e il Parlamento indiano sta per votare una nuova legge 
contro la tortura
conformemente alle disposizioni della Convenzione prima della sua ratifica.
Amnesty International fa appello alle autorità indiane affinchè:
. Procedano quanto prima all'apertura di un'inchiesta , imparziale, 
indipendente ed effettiva
sui casi di tortura, maltrattamenti e abusi sessuali, come pure sulla 
detenzione illegale degli
adivasi. Le persone sospettate di avere avuto un ruolo in questi abusi, in 
particolare le
persone che occupano un posto di responsabilità nella catena di comando, 
devono essere
immediatamente sospese da qualsiasi incarico che permetterebbe loro di 
ripetere tali
violenze e devono essere assicurate alla giustizia;
. Accordino alle vittime di tortura e altri abusi dei risarcimenti 
esaustivi; e provvedano in
particolare a che tutte le vittime di tortura e altri abusi, con particolare 
riguardo alle violenze
sessuali, ricevano cure mediche adeguate, sia fisiche che psicologiche, da 
parte di
professionisti formati e sensibilizzati a trattare questo tipo di vittime
. Provvedano a che i minori di 18 anni, qualora siano imprigionati, vengano 
detenuti
separatamente dagli adulti e trattati conformemente alla legge indiana 
relativa ai minori in
detenzione ed alla convenzione delle Nazioni Unite relativa ai diritti del 
bambino che l'India
ha ratificato.
Nel corso degli ultimi cinque anni, lo Chhattisgarh ha conosciuto 
un'escalation di violenza tra i
gruppi armati maoisti illegali che affermano di combattere per gli adivasi e 
le forze paramilitari
indiane. Almeno 600 persone sono state uccise e circa 30.000 adivasi sono 
stati costretti ad
abbandonare le loro terre.
Nota: traduzione a cura dell'ASP 


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