[Ezln-it] Minacce di morte a un difensore dei diritti umani a Comitan

Annamaria maribel_1994 at yahoo.it
Sun Jan 10 09:54:27 CET 2010





La Jornada –
Sabato 9 gennaio 2009

 

Minacce di morte a un
difensore dei diritti umani a Comitán

 

Hermann Bellinghausen, inviato San Cristóbal de las
Casas, Chis., 8 gennaio. Dopo essere stato "cercato" al suo
domicilio dalla polizia statale, senza che se ne conoscesse il motivo, il
difensore dei diritti umani Adolfo Guzmán Ordaz ha ricevuto minacce di morte a
casa sua, nella città di Comitán. I fatti sono avvenuti questo martedì. 

 

Il Centro dei Diritti Umani Fray Bartolomé de Las Casas
(CDHFBC) e l’organizzazione civile Enlace, Comunicación y Capacitación (ECC),
al quale appartiene Guzmán Ordaz, manifestano preoccupazione per "azioni
che mettono a rischio la sua integrità e sicurezza personale e della sua
famiglia”.

 

Il 6 gennaio, alle 17:45 circa, l'attivista e la sua
famiglia sono rincasati ed aprendo la porta hanno trovato una scritta tracciata
con inchiostro rosso che diceva: "morte, morte, morte". Guzmán Ordaz
ha avvertito Pedro Raúl López Hernández, responsabile della Procura
Specializzata nella Protezione degli Organismi non Governativi per la Difesa
dei Diritti Umani, che dipende dalla Procura Generale di Giustizia dello Stato
(PGJE).

 

Ore prima, in mattinata, elementi della polizia statale
preventiva erano andati al domicilio di Guzmán Ordaz chiedendo di lui.
"Non trovandolo se n'erano andati, e al pomeriggio è apparsa la
scritta", riferiscono il CDHFBC e l'ECC.

 

Solo il 25 dicembre scorso, all’1 di notte circa, al rientro
a casa della famiglia Guzmán dopo i festeggiamenti per il Natale, il telefono
aveva squillato ed una voce aveva detto: “Buon Natale, perché questo sarà il
tuo ultimo Natale”.

 

Malgrado esista una denuncia formale presso la procura
specializzata, in seguito alla quale la PGJE ha aperto l'indagine preliminare
0004/FEPONGDDH/M1/2009, e che il governo statale sia a conoscenza dei fatti,
"non sono state svolte con la necessaria sollecitudine le indagini per
fare luce e fermare le minacce", sostiene la denuncia, che aggiunge:

 

"Il ritardo nelle indagini e la conseguente
identificazione e punizione degli aggressori si deve alla negligenza del
pubblico ministero di distretto Fronterizo-Sierra, José Luis Gómez Santaella
".

 

Nonostante le denunce, "il governo messicano non ha
svolto un'indagine efficace e urgente per portare all'arresto degli aggressori,
permettendo in questo modo che le minacce proseguissero".  

  

Nel novembre scorso, La Jornada aveva riferito che
l'abitazione dell'attivista era stata brutalmente perquisita da poliziotti
ministeriali che avevano terrorizzato i figli piccoli di Guzmán Ordaz, senza
dare spiegazioni né presentare alcun mandato di perquiizone. http://www.jornada.unam.mx/2010/01/09/index.php?section=politica&article=008n2pol

(Traduzione “Maribel” – Bergamo http://chiapasbg.wordpress.com )




      
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