[Ezln-it] Auditorium Che Guevara: in difesa degli spazi autonomi

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Tue Jul 8 20:48:58 CEST 2008



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Auditorium Che Guevara: in difesa degli spazi autonomi

Ai popoli del mondo

Ai media liberi ed indipendenti

Ai giornalisti con dignità riguardo i mezzi di comunicazione di massa

Noi, collettivi, gruppi, organizzazioni politiche e sociali, sindacati e
individui qui firmanti ribadiamo il nostro appoggio affinché l'Auditorio
Che Guevara rimanga autonomo, autogestito ed indipendente dalle autorità
universitarie e dallo Stato Messicano. Repsingiamo le minacce di sgombero
da parte del Rettorato, che per 40 anni hanno accompagnato le lotte
studentesche e popolari.
Sosteniamo nel proseguimento della lotta i differenti gruppi, collettivi,
cooperative e progetti di lavoro che convergono nel "Che Guevara", che,
nonostante le differenze politiche al loro interno, continuano a portare
avanti una lotta autonoma e autogestita.
Riteniamo responsabili le autorità universitarie per quanto riguarda il
danno fisico e o emozionale che potranno subire i compagni che lavorano nel
"Che Guevara", così come per i danni alle infrastrutture e agli strumenti
di lavoro.
Ci opponiamo alla serie di attacchi che hanno intrapreso i gruppi più
retrogradi della destra messicana contro il "Coordinamento Anticapitalista
Che Guevara" ed i gruppi e i collettivi che la integrano, che hanno
ricevuto minacce dagli antri del "Consiglio cittadino di sicurezza pubblica
e giustizia penale A.C.".
Dai notiziari televisivi e dalla stampa fa eco la voce minacciosa dei PGR,
sbandierando che la denuncia dei fatti presentata dal signor José Antonio
Ortega Sànchez ha preso il suo corso e che le investigazioni richieste
alle autorità sono state aperte. Cominceremo azioni in difesa dei
compagni, affinché non siano vittime di intimidazioni nel loro lavoro.
Le minacce di chi accusa altri statisti di proibire, limitare e controllare
i mezzi di comunicazione le possiamo vedere e ricevere solo da chi fa uso
di una doppia morale ipocrita e che lotta nei tribunali e nei congressi
dell'Unione, affinché la voce dei media liberi sia zittita e distrutta.
Tale è il caso della radio indipendente "Tierra y Libertad" nella città
di Monterrey, dove è stato violato il diritto che ha il popolo di
ascoltare le voci di tutti gli attori sociali e non solo la voce di chi,
nascondendosi nelle sfere del potere, minaccia con cavilli legali o con il
potere delle armi del paramilitarismo chi eserciti liberamente il suo
diritto d'informare con obiettività, come il caso delle compagne
Felícitas Martínez e Teresa Bautista, annunciatrici e reporter de "La voz
que rompe el silencio", assassinate in un'imboscata lo scorso 7 Aprile, in
un attentato contro il diritto dei popoli indios alla propria autogestione
sociale all'elementare diritto d'informarsi ed informare. Facciamo appello
affinché si rafforzino le attività convocate nel "Che Guevara" e
affinché si organizzi più lavoro politico, culturale e pedagogico,
nonostante le differenti visioni del Popolo Lavoratore.
Convochiamo tutte e tutti, in qualunque parte del mondo si trovino, a
realizzare azioni di protesta nel momento in cui le autorità si
pronunceranno in forma ufficiale riguardo la situazione del "Che Guevara".
Chiediamo al Rettorato di riparare i danni causati dalla Polizia Federale
Preventiva (PFP), che entrò nell'auditorio il 6 di febbraio del 2000,
rubando impianti audio e d'illuminazione, gli impianti di ventilazione e
smantellando le poltrone e il palco. Lo stesso discorso vale per i danni
causati dalle amministrazione universitarie passate (che tapparono con
pietre e cemento lo scarico del tetto dell'auditorio), per le le strutture
danneggiate dai porros (provocatori pagati dal governo, ndt) e riparate dai
differenti gruppi che lavorano nel "Che Guevara", nonché per gli strumenti
di lavoro sabotati dagli agenti.
Esigiamo dalla classe politica che non inquinino più con la loro violenza
verbale e la loro demenza senile la comunità universitaria, di per sé
già in conflitto. I movimenti dei “porros” degli ultimi mesi si devono
alle connivenze con i partiti politici, che nei prossimi comizi elettorali
del 2009 si contenderanno non solo la UNAM (Università Nazionale Autonoma
del Messico).
A questo clima si sommano gli intellettuali mediocri che si dicono di
sinistra, che deviano la discussione reale di cui necessita l'Università
sulla creazione di maggiori spazi per giovani ed adolescenti che si vedono
umiliati e costretti a lavori da fame, al sottoimpiego, in poche parole per
strada, affinché il crimine organizzato, cioè lo Stato Messicano li usi
come poliziotti, miliari o come sicari e narcotrafficanti, affinché
continui a vivere la tragicommedia messicana. Nemmeno si preoccupano della
creazione di nuove relazioni di rispetto ed impegno tra la UNAM e la
società, della progettazione da parte di ricercatori e gli scienziati
sociali di soluzioni reali ai problemi che affliggono l'umanità. Infine,
gli intellettuali della sinistra elettorale hanno sulla propria coscienza
l'essere stati anticamera della violazione dell'autonomia universitaria e
della repressione della Polizia Federale Preventiva verso il movimento
studentesco negli anni 99-2000.
La guerra intrapresa nello Stato Messicano contro il Popolo lavoratore e le
sue organizzazioni cerca i sterminare tutti i bastioni della lotta come
l'auditorium “Che Guevara”, il degno popolo di Oaxaca, il popolo di
Atenco, così come le lotte contro i megaprogetti come quello della diga di
La Parota contro la Commissione Federale per l'Elettricità e del popolo di
Zimapán in difesa dell'ambiente, di quelli che si oppongono alla miniera
di San Javier, quelli che esigono il riscatto dei propri familiari a Pasta
de Conchos [miniera messicana nella quale nel 2006 si verificò un disastro
che causò la morte di 65 minatori, ndt], quelli che lottano per
miglioramenti salariali e per una sicurezza sociale giusta e degna.
Contro il corporativismo e il “charrismo” sindacale [l'alleanza di
fatto tra sindacati e apparati governamentali e padronali, ndt]. 

Per la difesa e la preservazione delle risorse naturali, per chi lotta per
il controllo operaio dell'industria e contadino della fabbrica. 

Per mezzi di comunicazione comunitari, liberi e indipendenti. 

Perché tutte queste sono le nostre lotte e le nostre trincee. 

Per questo non cederemo di nemmeno un passo. 

Alle basi di appoggio, miliziani, insurgenti e il comitato clandestino
rivoluzionario indigeno tutto il nostro sostegno e la nostra solidarietà
in questa offensiva dello Stato Messicano. Ripudiamo in maniera energica e
assoluta l'offensiva poliesco-militare contro le comunità zapatiste e
indigene, rinforzata dal governo del PRI di Sabines. La guerra contro il
narcotraffico è solo una presa in giro come ed è l'anticamera della
guerra occulta contro il popolo lavoratore, affinché il governo approvi le
riforme riguardanti lavoro, sicurezza sociale, possesso della terra,
dell'energia e della comunicazione. Il governo ha bisogno della borghesia
per affilare meglio i propri denti. Noi non abbiamo bisogno né di riforme
costituzionali, né di restare nelle condizioni attuali. Abbiamo bisogno si
spazi autonomi e di lavoro autogestito come l'auditorium Che Guevara per
coordinarci in un grande piano di lotta anticapitalista e antisistemica che
faccia convergere le nostre proposte e le converta in azione. Per delineare
soluzioni ai grandi problemi che affrontano i lavoratori e gli altri
settori del popolo organizzato. 

IL CHE VIVE 

Alto a la ofensiva militar en contra de las comunidades zapatistas

Abajo el fascismo

Respeto al trabajo de los medios Libres e independientes

No más ataques a los espacios autónomos

Stop all'offensiva militare contro le comunità zapatiste

Rispetto per il lavoro dei media liberi ed indipendenti

Basta con gli attacchi agli spazi autonomi

Firme:

Dal Messico

Grupo de Acción Revolucionaria, Frente Estudiantil Revolucionario FER,
Casa del Estudiante Joven Guardia Revolucionaria y Arturo Gamiz Garcia,
Amig at s de Mumia México, Colectivo espiral 7, Radio Tierra y Libertad, ...

Dall'America

MOVIMIENTO JUVENIL TIERRA FERTIL ECUADOR, BRIGADA SIMON BOLIVAR ECUADOR,
COORDINADORA CONTINENTAL BOLIVARIANA CAPITULO ECUADOR, colectivo La
libertaria (Venezuela), ...


Da altri luoghi:

Adesioni individuali

Enrique Maraver, Jesús Meza Serrano, Dott. Miriam Paulina Arcos Méndez

(tradotto da Nodo Solidale - http://www.autistici.org/nodosolidale/ )





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