[Cslist] [Fwd: I: [C_RAP] comunicato stampa :BASTA MORTI INVISIBILI E TORTURE: CHIUDIAMO SUBITO GLI OPG!!]

telviola at ecn.org telviola at ecn.org
Tue Mar 22 09:26:00 CET 2011


---------------------------- Original Message ----------------------------
Subject: I: [C_RAP] comunicato stampa :BASTA MORTI INVISIBILI E TORTURE:
CHIUDIAMO SUBITO GLI OPG!!
From:    "giovanni ventura" <losgarden at yahoo.it>
Date:    Mon, March 21, 2011 2:59 pm
To:      a
         laboratiozeta at yahoo.it

         telviola at ecn.org
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--- Dom 20/3/11, antipsichiatriapisa at inventati.org
<antipsichiatriapisa at inventati.org> ha scritto:


Da: antipsichiatriapisa at inventati.org <antipsichiatriapisa at inventati.org>
Oggetto: [C_RAP] comunicato stampa :BASTA MORTI INVISIBILI E TORTURE:
CHIUDIAMO SUBITO GLI OPG!!
A: C_rap at yahoogroups.com
Data: Domenica 20 marzo 2011, 18:25


 



BASTA MORTI INVISIBILI E TORTURE: CHIUDIAMO SUBITO GLI OPG!!
a proposito degli internati nell' OPG e di quello che è successo nei
giorni scorsi..
Trent'anni dopo la riforma che porta il nome di Franco Basaglia, non
tutti i manicomi hanno chiuso i battenti. Vengono chiamati ospedali
psichiatrici giudiziari ma sono i manicomi criminali di una volta. Per
l’esattezza gli internati sono 1535 (1433 uomini e 102 donne) nei sei
ospedali psichiatrici giudiziari italiani (Aversa, Montelupo fiorentino,
Napoli Sant’Eframo, Reggio Emilia, Castiglion delle Stiviere e
Barcellona Pozzo di Gotto).
Martedì 8 marzo un ragazzo di 29 anni G.D., di origini genovesi, viene
ritrovato morto nella sua cella dell’ospedale psichiatrico di Montelupo
fiorentino. Il giovane era arrivato nella struttura nell’ottobre del
2010. Il cadavere è stato trovato nel bagno della cella, a scoprirlo
sono stati gli agenti. Accanto all’uomo, che era stato internato a causa
di episodi di aggressioni in famiglia, è stata trovata una bomboletta di
gas in dotazione ai detenuti. Sul caso è stato aperto un fascicolo da
parte della Procura della Repubblica di Firenze. La salma è stata
trasferita al reparto di medicina legale di Careggi per essere
sottoposta ad autopsia.
Negli opg avvengono anche atti di violenza sessuale. È di giovedì 10
marzo la notizia che due agenti di polizia penitenziaria dell’Ospedale
psichiatrico giudiziario di Aversa sono stati arrestati con l’accusa di
avere costretto in più occasioni un giovane transessuale, internato
nella struttura, ad avere rapporti sessuali. Sempre ad Aversa, dopo che
si sono verificate 14 morti in 14 anni, 14 persone sono state iscritte
nel registro degli indagati per omicidio colposo, tra cui parte del
personale in servizio in reparto: medici, psichiatri e i dirigenti della
struttura. Questi episodi vanno contestualizzati in uno scenario più
ampio di abusi, violenze e di condizioni detentive inumane e degradanti
che emergono anche dal rapporto del Comitato per la prevenzione della
tortura, organismo del consiglio di Europa, che si è recato in visita
ispettiva negli opg italiani.
Gli opg sono inutili luoghi di soprusi, isolamento prolungato,
condizioni igieniche indecenti, di contenzione abituale e di trattamenti
totalmente lesivi della dignità umana.
L'opg è un limbo, un luogo di totale non diritto. In questi luoghi vige
l'incertezza della pena e  non esiste  proporzionalità della pena
rispetto al reato. In queste strutture vengono internate persone che,
dopo aver commesso un reato, vengono dichiarate tramite una perizia
totalmente o parzialmente incapaci di intendere o volere ma che a causa
di una presunta pericolosità sociale (definita in riferimento alla norma
vigente che risale al codice Rocco del 1930, nostra pesante eredità
fascista) vengono ugualmente rinchiuse e allontanate dalla società.
Per le persone prosciolte per totale incapacità mentale l’opg si
presenta nella sua dimensione peggiore, l’ergastolo bianco:
l’internamento viene stabilito dal giudice di due, cinque o 10 anni ma
la durata effettiva del provvedimento è ad assoluta discrezionalità del
magistrato, che può prorogarlo all'infinito ogni due,cinque o dieci
anni; con questo meccanismo alcune persone hanno scontato più di
trentacinque anni di reclusione e si perde il conto di quanti sono morti
avendo scontato molti anni in più della reale pena correlata al reato
commesso. Diverso è il caso della seminfermità mentale: la capacità di
intendere e di volere, per quanto ridotta, sussiste. La persona perciò è
imputabile e viene sottoposta al processo. In caso di condanna vi sarà
la diminuzione di un terzo della pena. Se riconosciuta anche socialmente
pericolosa la persona verrà inviata in opg, dopo aver scontato la pena
detentiva in carcere, senza sapere quanto dovrà restarci.
In opg possono anche  finire  individui che  vengono  trasferiti dal
carcere conseguentemente ad una misura disciplinare e  per un tempo
indefinito (il tempo che un detenuto passa in opg non gli viene
conteggiato come pena effettivamente scontata e quando verrà
ritrasferito in carcere dovrà scontare anche il periodo non
conteggiatogli).
In questi manicomi le persone continuano  a morire così come nelle
carceri vere e proprie.
Nei primi due mesi del 2011 sono morte 12 persone tra carcere e opg, di
cui sei sono “morti da bomboletta”. Le bombolette del gas vengono date
in dotazione dal carcere ai detenuti per poter cucinare.  La cucina
rappresenta  l'unico strumento che la persona ristretta ha a
disposizione per svolgere un'attività in autonomia, per costruire e
vivere piccoli  momenti di socialità e condivisione con altri detenuti.
Le bombolette vengono anche utilizzate da alcuni come meccanismo di
“evasione” per non pensare, in quanto la loro inalazione provoca
stordimento simile a quello indotto da assunzione di droghe leggere o di
psicofarmaci. La concessione  massiccia di psicofarmaci è fortemente
appoggiata dall'amministrazione carceraria in un’ottica contenitiva in
quanto detenuti chimicamente sedati sono sicuramente più gestibili, meno
indotti a creare problemi e più propensi a sopportare l'alienazione
della carcerazione.
E così per le bombolette. Sta diventando pratica sempre più diffusa e
strumentalmente usata dalle amministrazioni carcerarie utilizzare  le
bombolette come pretesto per giustificare le morti scomode senza dover
mettere in discussione il totale degrado, sovraffollamento ed incurie in
cui riversano quelle discariche sociali chiamate carceri ed ospedali
psichiatrici giudiziari. Con queste “morti da bomboletta” si continuerà
così facilmente a giustificare la tragica e insensata fine di altri
G.D., altri Ciprian Florin (morto l’8 febbraio 2011 a Genova, anche lui
presumibilmente per inalazione di gas), altri Yuri Attinà (morto a
Livorno il 5/1/2011), altri Jon R. (morto a Pavia per inalazione di gas
l'11/2/2011).
Queste morti provocate o meno da inalazione di butano sono vere e
proprie morti di Stato.
Lo Stato prende in custodia il corpo e l'anima di una persona e a
questa dovrebbe garantire l’incolumità.

Collettivo Antipsichiatrico A.Artaud -Pisa
Zone del silenzio-Pisa


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