[aha] I will prefer not to - "Non pagheremo noi la crisi"

lo|bo lo_bo at ecn.org
Mon Oct 20 16:13:06 CEST 2008


A me sembra strano che si parli delle mobilitazioni in questi termini. 
Posso comprendere che sia capitato a molti di essere delusi perchè 
alcune mobilitazioni a cui hanno partecipato non hanno ottenuto nessun 
risultato, ma è il risultato che conta? davvero? Non credo che la gente 
si mobiliti con questa prospettiva cosi produttivistica. Naturalmente la 
cosa che si richiede è essenzialmente un risarcimento, ma ci sono tanti 
e diversi aspetti delle mobilitazioni che non si riducono a "non abbiamo 
ottenuto niente"

Erano 15 anni che non si vedevano mobilitazioni così. Si, perchè 15 anni 
fa le manifestazioni erano contro la legge Iervolino, solo un pallida 
imitazione della riforma di adesso. Allora quella legge fu bloccata, per 
poi ricomparire magicamente sotto il fantastico governo D'Alema. La 
gente si sentiva delusa stanca, guardava alle sorti della 
globalizzazione, per poter manifestare contro quello che ci ha portato 
ad adesso. Sono anni che la gente pratica quel fantastico e affascinante 
esodo di cui stiamo parlando. Certo anche a me piace vivere pensando di 
poter seguire un passionale “I will prefer not to” fino alla morte 
sociale o anche alla morte fisica. Ma anche a me dispiace dirlo, non è 
possibile, non lo è stato dal quel maledetto momento in cui ho 
pronunciato la mia prima parola che sia stata “mamma” o “esodo”. Sono 
inevitabilmente parte di un gruppo, posso fare finta di no, o vivere 
surfando sulle diverse regole, ma sinceramente non credo che funzioni 
granchè.
Alla fine sei comunque allineato , raggruppato ma le regole le hanno 
decise gli altri. Non sono così ingenua da pensare che sia possibile 
cambiare tutte le regole.
Inoltre, decisamente non credo ad un aspetto evoluzionistico della 
storia o degli ecosistemi, mi sembra un tantino positivista se non dire 
quasi marxista. Non credo che ci sarà una forma sociale a cui il mondo è 
destinato, vi prego non posso pensarlo. Sento parlare spesso di 
ecosistema, ma di che ecosistema si sta parlando? I ragazzi che 
protestano non fanno parte di un ecosistema? E se una parte adesso sta 
urlando un motivo ci sarà?
Scusate condivido parte delle cose dette a riguardo dell’argomento 
ecosistema, che trovo molto interessante, ma non credo di comprendere la 
profondità di tutto il discorso, colpa mia ma anche delle email. Per 
adesso penso che nella mia testa ci sia molta confusione su quello che 
effettivamente significa, eppure io le 39 pagine le ho lette :-D.

Si pensa che queste cose siano eventi eccezionali, probabilmente è così 
per la grande folla. Ma se si osservano attentamente i due siti che ho 
mandato in lista, si vede che i ragazzi che portano avanti il progetto 
Uniriot e Uninomade fanno esattamente quello che mi sembra sia stato 
predicato come migliore. Per loro non sono eventi sporadici ne 
eccezionali, ogni settimana in diverse parti di Italia organizzano TAZ, 
parola che piace tanto ma poi quando si incontra qualcuno che la fa non 
lo si riconosce. Ci sono dibatti, conferenze autonome dal sistema 
universitario, manifestazioni, workshop, un ambiente davvero stupendo 
che la gente costruisce a poco a poco senza implicazioni partitiche e 
cercando di combattere qualsiasi strumentalizzazione. Sono un gruppo che 
non dimentica però di fare parte di un sistema o di un ecosistema e che 
cerca di esprimere dei desideri e dei corpi che vanno molto al di là 
dell’alta finanza. Vi posso assicurare che ogni anno la gente cerca di 
organizzarsi in protesta,  penso che sarebbe un mondo davvero triste se 
non fosse così. E non si tratta della protesta per il gusto di 
protestare, o di indossare la maglia dell’attivista, quei ragazzi non se 
lo pongono nemmeno il problema, se sono o meno attivisti.

Non credo che queste manifestazioni riguardino esclusivamente gli 
studenti. Sarebbe interessante discutere sullo slogan che utilizzano 
“Non la pagheremo noi la crisi”, chi la pagherà questa crisi? 
Soprattutto di chi è esattamente questa crisi? È la crisi dell’economia 
immateriale?
Per adesso sono andati a bussare alla porta della istruzione e della 
ricerca. Ma state sicuri che busseranno a tante altre porte e anche alle 
nostre.

Scusate la lunghezza, c’erano tante email che avevo letto a cui volevo 
rispondere, ho fatto un po’ un mix, spero solo di non aver confuso 
maggiormente gli argomenti :-D


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     [IIIII]   lo|bo
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