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Sat Sep 8 11:16:16 CEST 2012


straordinaria conferenza internazionale ad amburgo a sostegno della guerra 
popolare in india il 24 novembre


campagna nazionale in italia per organizzare la delegazione di massa


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¡Appoggiare la guerra popolare in India!

I padroni del sistema imperialista mondiale portano avanti un'offensiva 
contro i popoli del mondo. Guerre di aggressione imperialiste come quelle 
contro Iraq, Afghanistan e Libia hanno segnato l'inizio del secolo e stanno 
preparando la prossima guerra contro la Siria, l'Iran o chissà chi altro, 
perché una cosa è certa, non si fermeranno per loro volontà. Allo stesso 
tempo, scaricano sui popoli le conseguenze della crisi, specie sui popoli 
delle nazioni oppresse, ma anche negli stessi paesi imperialisti, dove la 
classe operaia è costantemente calpestata e i suoi diritti fondamentali 
vengono rapidamente cancellati. In questa situazione, il fascismo non è una 
minaccia vaga, ma una forza agente.
Allo stesso tempo, gli imperialisti distruggono sistematicamente il pianeta. 
Tutto ciò è ben noto. Dimostra che l'imperialismo è reazione su tutta la 
linea, dimostra che l'imperialismo non è compatibile col progresso dell'umanità 
e neppure con la sopravvivenza di una parte sempre più grande della 
popolazione mondiale. "La fine della storia" che gli imperialisti hanno 
annunciato a gran voce dalla degli anni novanta è un inferno per il 
proletariato e dei popoli del mondo, ma più oppressione catena più 
resistenza, e così, dal Perù alle Filippine, dalla Gran Bretagna alla Cina, 
dalla Colombia al Kurdistan, dalla Nigeria alla Grecia, i paesi in tutto il 
mondo vogliono l'indipendenza, le nazioni la liberazione, e i popoli la 
rivoluzione.
Questa è la base di una corrente che seppellirà l'imperialismo, ma il 
problema è che in molti casi la lotta contro imperialismo si limita alla 
sola resistenza senza altra prospettiva che la propria sopravvivenza. 
Perciò, per sviluppare queste lotte come una poderosa ondata di lotta 
antimperialista e rivoluzionaria, occorre un fattore cosciente e organizzato 
che sia in grado di dirigere conseguentemente la lotta fino a stabilire il 
Potere popolare. Per questo vale la pena di rivolgere lo sguardo all'India.

L'India, e quello che le classi dominanti presentano cinicamente come la 
"Via indù" è un esempio di quello che porta lo "sviluppo" dell'imperialismo, 
un paradiso per i ricchi e l'inferno per il popolo. I patrimoni delle 53 
persone più ricche del paese è pari al 31% del PIL, mentre il 77% della 
popolazione vive con meno di 20 rupie al giorno (circa 50 centesimi di 
euro). Ogni giorno 5.000 bambini muoiono per fame e malnutrizione, quasi due 
milioni di bambini morti all'anno. La percentuale delle persone che soffrono 
la fame è superiore a quella dell'Etiopia. La crisi agraria, conseguenza 
diretta della politica imperialista, è sempre causa di estrema misera per i 
contadini e di un'ondata di suicidi di centinaia di migliaia di contadini 
disperati che si tolgono la vita. "La più grande democrazia del mondo" è un 
paese in cui la grande borghesia e i latifondisti fanno ciò che vogliono. Un 
paese dove il sistema delle caste è ancora intatto. Le diverse minoranze, 
nazionalità e popoli diversi devono sopportare di vivere in una "prigione 
dei popoli".
Per incrementare lo sfruttamento imperialista sono state istituite le Zone 
Economiche Speciali, dove le cosiddette "multinazionali" sono libere di 
operare senza vincoli. Decine di milioni di persone sono costrette a 
diventare profughi nel loro paese, espulsi dalla terra dove i loro antenati 
hanno sempre vissuto, per permettere al capitale di razziare le materie 
prime. Potremmo fare molti altri esempi, fino a riempire un libro, ma la 
questione è chiara: la rivoluzione antimperialista e antifeudal è una 
necessità per la stragrande maggioranza del popolo dell'India.

Questa rivoluzione è in corso. Sotto la direzione del Partito Comunista 
dell'India (Maoista) si sta sviluppando una guerra popolare, definita dagli 
esponenti più importanti delle classi dominanti la più grande minaccia per 
il sistema. Nelle campagne ci sono migliaia di organizzazioni di vero potere 
popolare. Nei Comitati Popolari Rivoluzionari hanno iniziato a stabilire il 
loro Stato quelli che per secoli hanno avuto nulla. Organizzano con le 
proprie forze una società dove non c'è fame, dove ci sono istruzione e la 
salute, dove la terra è proprietà di chi lavora. Lì non ci sono più 
latifondisti né servi degli imperialisti, le esigenze delle masse sono la 
legge, vive la vera democrazia, la nuova democrazia del popolo. Nelle città 
le organizzazioni di massa avanzano per salti. A febbraio di quest'anno la 
classe operaia indiana ha realizzato il più grande sciopero della storia 
dell'umanità, con la partecipazione di 100 milioni di persone, e le classi 
dominanti sono terrorizzate dalla crescente influenza dei maoisti. La guerra 
popolare scuote la società dalle fondamenta più profonde.

Ovviamente le classi dirigenti e i loro padroni imperialisti non se ne 
stanno tranquilli a braccia conserte a guardare il movimento rivoluzionario 
che avanza. Agiscono come hanno fatto sempre e ovunque, cercando di 
soffocare nel sangue la lotta del popolo. "Specialisti" della lotta 
anti-sovversiva sono giunti dagli Stati Uniti e dal Mossad di Israele per 
collaborare sul campo con le forze repressive. Forze paramilitari dello 
Stato combattono quotidianamente contro la guerriglia, paramilitari 
organizzati e armati militarmente. Esercito e aviazione prendono sempre 
parte ai combattimenti. Lo stato reazionario ha scatenato barbare campagne 
quali, tra la altre, Salwa Judum, "Green Hunt", e applica una politica 
paragonabile alle campagne dei nazisti contro le resistenze antifasciste 
nella seconda guerra mondiale, praticando sistematicamente assassinii, 
torture e "sparizioni" contro i dirigenti rivoluzionari.

Ma il popolo non si fa schiacciare. La guerra popolare avanza senza fermarsi 
col chiaro obiettivo della presa del potere. Ciò è possibile in quanto quel 
fattore cosciente e organizzato di cui abbiamo parlato, esiste ed è in grado 
di dirigere coerentemente la lotta fino in fondo. La loro è una lotta giusta 
ed è un dovere internazionalista darle il nostro pieno e saldo appoggio. La 
guerra popolare in India deve fondersi con la lotta dei popoli di tutto il 
mondo ed essere parte della grande corrente rivoluzionaria che infine 
sconfiggerà l'imperialismo. Lo sviluppo di un movimento antimperialista 
conseguente in un paese di 1,2 miliardi di persone, farà sì che cambino i 
rapporti di forze tra imperialismo e popoli oppressi, e sarebbe perciò una 
grande spinta per le forze rivoluzionarie in tutto il mondo. Appoggiare 
questo movimento non significa solo osservare un dovere, ma serve anche a 
fare avanzare il movimento in tutti i paesi.

E' in questo senso che il 24 novembre di quest'anno organizziamo ad Amburgo 
una conferenza internazionale. ci aspettiamo che questa conferenza dia un 
impulso importante al movimento internazionale di sostegno alla Guerra in 
India. Delegazioni da diversi paesi vi parteciperanno e porteranno le loro 
esperienze e idee su come far crescere questa campagna a un livello 
superiore. Vogliamo che questa sia una conferenza in cui esprimano l'iniziativa, 
l'energia e la volontà antimperialista e rivoluzionaria, di proletari, 
donne, giovani, immigrati, artisti e intellettuali progressisti. Non 
vogliamo che sia solo un atto formale, ma una viva espressione di 
internazionalismo proletario, che possa servire a fare progressi concreti 
nella campagna di appoggio. La conferenza è aperta a tutte le forze 
coinvolte in questo obiettivo.
Perciò:

Tutti alla Conferenza Internazionale di Appoggio alla Guerra Popolare in 
India!




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