[Redditolavoro] il fascismo padronale in azione alla fiat sata

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Fri Jun 8 16:57:36 CEST 2012


Melfi, operai Fiat licenziati
e reintegrati restano fuori
anche con ufficiale giudiziario



MELFI (POTENZA) - La direzione dello stabilimento di Melfi (Potenza) della 
Fiat non ha concesso a Giovanni Barozzino, Antonio Lamorte e Marco 
Pignatelli - i tre operai licenziati nel luglio del 2010 perchè accusati di 
aver interrotto le produzioni durante uno sciopero interno - di tornare oggi 
sulle linee di produzione, nonostante i legali della Fiom-Cgil avessero 
ottenuto la presenza di un ufficiale giudiziario del Tribunale di Melfi.

La scelta di giungere ai cancelli della fabbrica con un ufficiale 
giudiziario è stata fatta per "far valere" la sentenza favorevole ai tre 
operai emessa dalla Corte di appello di Potenza il 23 febbraio scorso: 
"L'azienda - ha spiegato l'avvocato Lina Grosso, che rappresenta la 
Fiom-Cgil - ha ribadito che non intende fare entrare i tre lavoratori in 
fabbrica, ricordando che comunque continua a retribuirli regolarmente. 
Sembra quindi che la Fiat non sia per niente intenzionata ad ottemperare 
alla sentenza della Corte di appello". I legali della Fiom-Cgil, nei mesi 
scorsi, avevano presentato un atto di precetto per ottenere l'esecuzione 
della sentenza della Corte di appello, intimando "all'azienda di adempiere a 
quel pronunciamento". "L'ufficiale giudiziario - ha evidenziato Grosso - 
purtroppo ha ritenuto che non sussistessero i presupposti per obbligare la 
Fiat a far tornare i tre in fabbrica con l'uso della forza pubblica. Quello 
di oggi - ha concluso Grosso - è però soltanto un primo passo formale: 
presto ci rivolgeremo al giudice dell'esecuzione per promuovere un nuovo 
giudizio".

"Siamo venuti qui con l'ufficiale giudiziario, perchè speravamo che la 
sentenza della Corte di appello di Potenza, a noi favorevole, venisse 
rispettata, invece continuiamo ad incontrare il muro di opposizione dell'azienda, 
che insiste nell'affermare che pagandoci lo stipendio è come se ottemperasse 
a quel dispositivo".

Lo ha detto all'ANSA Marco Pignatelli, uno dei tre operai dello stabilimento 
di Melfi (Potenza) della Fiat, che da circa due anni vogliono tornare in 
fabbrica. "La Fiat - ha aggiunto Pignatelli - vuole tenerci a casa senza far 
niente, ma questo per noi è offensivo". La "delusione per non aver ottenuto 
il rispetto della sentenza", caratterizza anche i commenti degli altri due 
lavoratori al centro della battaglia giudiziaria tra Fiat e Fiom-Cgil: "Sono 
nuovamente deluso - ha detto Antonio Lamorte - e mi dispiace prendere atto 
per l'ennesima volta, che la Fiat non rispetta le leggi, mentre noi lo 
abbiamo fatto, rimanendo a casa quando in primo grado ebbe ragione l'azienda".

"Speravo in qualcosa di diverso, perchè credo che qualsiasi decisione di un 
giudice non sia una cosa da sottovalutare", ha sottolineato Giovanni 
Barozzino, secondo il quale "in questo momento, le istituzioni politiche 
dovrebbero farsi carico di quello che sta avvenendo. Non chiediamo molto - 
ha concluso - ma soltanto di tornare al lavoro, che non è non certo 
privilegiato".





07 Giugno 2012
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