[Redditolavoro] Fw: Enichem Ravenna: siglato un altro accordo neocorporativo. Anche la CGIL in aiuto al fascismo padronale

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Tue Jul 5 10:57:37 CEST 2011



Enichem Ravenna: siglato un altro accordo neocorporativo. Anche la CGIL in 
aiuto al fascismo padronale



dalla corrispondenza di un operaio dell'Enichem di Ravenna



Il primo di luglio si è tenuta presso la sala Mattei della Polimeri Europa l’assemblea 
dei dipendenti Eni di Ravenna sull’accordo siglato il 26 maggio u.s. tra Eni 
e sindacati confederali CGIL CISL UIL. All’assemblea erano presenti circa 70 
persone, tra i relatori, oltre ai 3 distaccati di stabilimento delle triade 
confederale, il segretario generale dei chimici della Femca-CISL, Sergio 
Gigli.

Gigli ha “spiegato” le varie parti dell’accordo per lo sviluppo e 
competitività ed il nuovo modello di relazioni industriali in sintesi un 
piano Marchionne da applicare agli stabilimenti Eni sul territorio 
nazionale. L’accordo prevede un peggioramento dei diritti dei lavoratori tra 
cui l’incremento dello straordinario di ulteriori otto giornate su base 
annua, la decurtazione progressiva del premio di partecipazione in base alle 
giornate di malattie annue (superiori alle 8 giornate annue comincia la 
decurtazione ad esclusione di periodi continuativi superiori ai 15 giorni 
consecutivi), l’introduzione della “ottimizzazione” dell’assetto produttivo, 
in pratica il pieno utilizzo degli impianti in periodi di vendite e il 
ricorso a strumenti gestionali quali CIG e azzeramento di ferie e/o permessi 
in periodi di “ crisi”. L’accordo prevede una nuova gestione delle relazioni 
industriali in tempi brevi (20 giorni) e con l’introduzione dei comitati 
paritetici per le relazioni industriali formati da tre rappresentanti 
aziendali e tre sindacali (ovviamente uno ciascuno per CGIL CISL UIL e gli 
altri sindacati non possono aver voce in capitolo) ed un altro comitato per 
gli scenari economici con 12 rappresentanti di cui 6 aziendali e 6 sindacali 
(questa volta due per sigla ma sempre CGIL CISL UIL per gli altri sempre 
zero per la regola della nuova  rappresentatività del terzo millennio).

Questi sono i punti salienti dell’accordo che per dover di cronaca prevede 
anche degli investimenti per il periodo 2011-2014 di circa 53 miliardi di € 
ma di cui solo 15 in Italia, ma pare che per poter investire in Italia o si 
tagliano diritti ai lavoratori o non si può far nulla per le “imprese” 
altrimenti gli azionisti restano scontenti. Durante il dibattito ci sono 
state voci contrarie all’accordo puntualmente messe in minoranza dagli 
interventi mirati di lavoratori impartiti dai confederali dei buoni 
propositi e del futuro radioso dell’accordo.

Qui alla Polimeri Europa di Ravenna va di moda il metodo telegiornalistico 
del panino ovvero esposizione dei sindacalisti dal palco, qualche voce “ 
illuminata” della platea sulla bontà dell’accordo, in mezzo le voci 
dissidenti e contrarie e chiusura da parte sempre di voci  “illuminate” e 
conclusione dei sindacalisti di mestiere dal palco.

Oltre a esprimere tutto lo sdegno nella discussione da parte delle voci 
contrarie a termine dell’incontro si è proceduta alla votazione dei 
presenti, dell’accordo già ratificato, quindi di fatto una non 
votazione(anche in caso di vittoria del no come fanno a rimangiarsi la firma 
resta un mistero) e alla contrarietà del referendum da tenersi tra tutti i 
lavoratori (circa 800 di cui parecchi impegnati a lavoro poiché gli impianti 
sono in marcia). La netta contrarietà al referendum è stata portata avanti 
con maggior veemenza proprio dal delegato della CGIL che in altre occasioni 
aveva speso parole a sostegno della consultazione referendaria dei 
lavoratori, ma i tempi cambiano e soprattutto nella CGIL visto l’ultimo 
accordo confederale dei  giorni scorsi. La cosa che più salta agli occhi è 
lo strisciante avanzamento del fascismo padronale e il corporativismo della 
triade confederale che è partecipe e responsabile in primis dell’avanzata 
del fascismo in fabbrica.

Solo la presa di coscienza dei lavoratori e la lotta autorganizzata possono 
fermare il fascismo dei padroni.




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