[Redditolavoro] val susa - dal blog di proletari comunisti

procomta ro.red at libero.it
Mon Jul 4 19:15:58 CEST 2011


La grande manifestazione e l'assedio della Val Susa ha realizzato ieri una 
pagina entusiasmante e importante di questa battaglia e dell'intero 
movimento di lotta di questi ultimi tempi. Come il 14 dicembre del movimento 
studentesco, il 3 luglio della Val Susa ha dimostrato che le masse e le loro 
organizzazioni sono in grado di resistere e opporre al governo della 
devastazione ambientale, dell'attacco alle condizioni di vita delle masse, 
dello Stato di polizia, una grande resistenza che si sviluppa in forme di 
attacco e che è in grado di mettere in scacco i piani del governo e dello 
stato e di rappresentare pienamente le esigenze e gli interessi popolari.
Imporre con la violenza, con l'occupazione militare del territorio un'opera 
del profitto, della speculazione, contro la volontà delle popolazioni in 
tutte le sue diverse articolazioni, è una forma di dittatura, di fascismo, è 
una dichiarazione di guerra alle masse popolari, alla democrazia che 
richiede necessariamente l'opposizione, la resistenza e il massimo di 
esercizio legittimo della forza. E in Val Susa questo è stato fatto.
Circa 100 mila persone in tutte le forme si sono mobilitate in questa 
giornata. Questi sono i veri numeri della giornata di ieri. Certo c'è chi ha 
sfilato pacificamente, e chi giustamente ha cercato di raggiungere 
l'obiettivo, comune, di tutta la manifestazione. Il rappresentante 
riconosciuto del movimento NoTav aveva chiamato a questa manifestazione 
dicendo: "Riprendiamoci La Maddalena", dopo l'odiosa violenza con cui il 
governo e le sue forze repressive avevano occupato la valle e imposto il 
cantiere. E a questa parola d'ordine si è attenuto tutto l'intero fronte di 
mobilitazione e tutti erano e sono uniti nel rivendicarla, e tutti hanno 
fatto il loro meglio, secondo le loro possibilità e convinzioni, per 
tradurre questa indicazione in un fatto concreto.
Il governo, la falsa opposizione, le amministrazioni del PD della zona, in 
testa Fassino e Chiamparino, la stampa, oggi danno una rappresentazione 
falsa della situazione, al servizio degli interessi della speculazione, del 
profitto e della mafia. Non ci sono maggioranze "pacifiche" e minoranze 
"violente", vi è un intero movimento in tutte le sue espressioni che ha 
rivendicato la stessa cosa, che ha risposto alla violenza sistemica con cui 
si vuole imporre questa decisione e alla violenza organizzata, strutturata 
di sbirri che hanno affrontato questa battaglia come fossimo in Afghanistan, 
laser, radar, reparti speciali, gas, proiettili di gomma, ferendo, 
rischiando di uccidere e scrivendo una pagina infame e vergognosa che ha 
ricordato le immagini di Genova 2001.
Ma questo apparato della violenza di Stato non ha intimidito i manifestanti 
e ha visto migliaia di giovani e meno giovani rispondere colpo su colpo. Gli 
oltre 200 feriti tra i manifestanti sono veri, le cifre di poliziotti feriti 
sono false, anche se è vero che, quando è stato possibile, i manifestanti 
son o riusciti a infliggere colpi a sbirri che hanno fatto dei loro 
bardamenti e dei loro armamenti, del loro monopolio della violenza e della 
loro impunità scudo per commettere violenze.
Ma, appunto, agivano come truppe di occupazione, mentre la popolazione 
resistente agiva come un "esercito" di liberazione e le realtà più 
organizzate e combattive, provenienti anche da altre città, hanno agito come 
pesci nell'acqua, confortati e sostenuti da chi manifestava ma anche da chi 
assisteva.
Ognuno dei 10 mila che hanno opposto la più forte resistenza e incisiva 
azione per riprendersi il cantiere può raccontare episodi in cui la 
popolazione era dalla parte loro e gli sbirri insultati per la vergognosa 
azione che conducevano.
Per questo ieri il movimento nel suo insieme ha vinto e lo Stato e il 
governo hanno ricevuto una sconfitta. Dovranno mantenere per sempre questo 
esercito di occupazione nel tentativo di realizzare quest'opera inutile e 
dannosa alle masse e alla valle.

Le reazioni dei massimi rappresentanti dello Stato, del governo, della 
opposizione governante, di tutta la variegata stirpe dei partiti 
parlamentari, delle caste politiche e affariste, dei ladri di Stato, proprio 
perchè hanno ricevuto ieri una pesante risposta, reagiscono con l'isteria, 
con la corsa a criminalizzare questo movimento popolare, definendo tutti i 
resistenti black block, chiamando le masse resistenti "terroriste", 
minacciandole di reprimerle in tutti i modi con denunce, persecuzioni, 
processi che ricordano il fascismo che già dovette sopportare e soccombere 
contro la grande resistenza partigiana della Valle.
E in effetti ai partigiani, senz'armi, si può paragonare la battaglia 
condotta da decine di migliaia di giovani e popolo il 3 luglio.

Proletari comunista è stata parte chiaramente fino in fondo, con le sue 
poche forze disponibili , di questa battaglia. Ora il movimento e tutte le 
espressioni organizzate devono innanzitutto difendere, con la 
controinformazione, la continuità della mobilitazione sul territorio e a 
livello nazionale, la giornata di lotta, diffondendo verità e inchiodando 
governo, Stato, partiti, stampa alla loro disinformazione da regime 
fascista. E tutti noi siamo impegnati sin da questi giorni nelle piazze, sui 
posti di lavoro, nell'insieme degli altri movimenti di lotta, per gridare 
forte
NO alla TAV! - LIBERTA' PER LA VAL SUSA! - VIA IL GOVERNO DELLA 
REPRESSIONE! - LIBERTA' PER I COMPAGNI ARRESTATI! AUTONOMIA DEL MOVIMENTO DI 
LOTTA DAGLI SCIACALLI DEL GIORNO DOPO!

Siamo a 10 anni da Genova 2001, governo, Stato e sistema hanno voluto 
celebrare il decennale nella Valle con caratteristiche dello stesso tipo; 
l'impunito sbirro di Genova 2001, Mortola, ora è il Questore di Torino, a 
dimostrazione di quale feccia ha guidato la repressione di ieri.
Ma allora, a Genova, come oggi le masse hanno resistito e contrattaccato. 
Continuare questa battaglia fino in fondo è il modo migliore per celebrare e 
riappropriarsi dei valori della battaglia di Genova e per tornare a Genova 
nei giorni di luglio e affermare:
E' GIUSTO RIBELLARSI!
LE IDEE DI RIVOLTA NON SONO MAI MORTE!
NO ALLA VIOLENZA DI STATO, AL MODERMO FASCISMO, ALLO STATO DI POLIZIA! NO 
ALL'IMPUNITÀ DI STATO, ALLA REPRESSIONE!
VIA IL GOVERNO BERLUSCONI-MARONI E OGNI GOVERNO DEI PADRONI, DELLA 
DEVASTAZIONE AMBIENTALE, DELLA REPRESSIONE!
NON ABBIAMO CHE DA PERDERE LE NOSTRE CATENE E ABBIAMO UN MONDO DA 
CONQUISTARE!

Proletari comunisti 4 luglio 2011 



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