[Redditolavoro] Fw: DERAGLIAMENTO PIACENZA: ANCORA UN ASSE CHE SI SPEZZA, DISASTRO MANCATO

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Tue Sep 14 20:33:40 CEST 2010




DERAGLIAMENTO PIACENZA: ANCORA UN ASSE CHE SI SPEZZA, DISASTRO MANCATO


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*GIORNALE DI CULTURA, TECNICA E INFORMAZIONE POLITICO SINDACALE, DAL 1908
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*UN INTERESSANTE ARTICOLO APPARSO** OGGI **SUL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"*
*IN MERITO ALLO SVIO, PER ROTTURA ASSE DELLA LOCOMOTIVA, DEL TRENO
ESPRESSO 1910

QUESTO EPISODIO CI PREOCCUPA IN MODO PARTICOLARE PER IL FATTO CHE SUL
CONTROLLO DEGLI ASSI
 NON SI ADOTTA ANCORA IL DOVUTO RIGORE, NONOSTANTE I 32 MORTI DELLA
STRAGE DI VIAREGGIO

**

*
*Piacenza: **Sfiorato deragliamento. L'asse era appena uscito dal
controllo di Fs
Due ruote sono uscite dal binario. Si tratta di una serie di assili del
'94, difficile da controllare con il sistema ultrasuoni*
*
**di Cinzia Gubbini

ROMA - Un treno con 220 persone a bordo. Una frenata brusca: sono le
5,48 di lunedì 18 gennaio. Sulla linea Napoli-Milano, poco prima della
stazione di Piacenza, si sfiora il disastro. Un asse del locomotore si è
rotto. Solo uno, il terzo: due ruote del locomotore finiscono fuori dal
binario. Il treno sta viaggiando pianissimo, a 30 chilometri orari. Il
macchinista fa dunque in tempo a frenare e il treno non deraglia. Le
conseguenze sono pesanti soltanto per la circolazione: sei treni
cancellati di prima mattina, ritardi tra i 60 e gli 80 minuti per i
convogli a lunga percorrenza e di mezz'ora per quelli regionali. Nei
comunicati ufficiali diramati lunedì, Trenitalia non dà alcuna
spiegazione sulla natura del guasto. E interpellata sulla questione, non
ha nulla da dire.

Eppure la storia è preoccupante, perché l'asse che ha ceduto fa parte
della serie iniziale per gli E 402. Si tratta di assi omologati nel '94
e che via via sono stati sostiuiti. Sul locomotore sviato (l'E402a/027)
solo l'asse che si è rotto apparterebbe a questa serie, mentre tutti gli
altri sarebbero successivi. Secondo le informazioni raccolte la
caratteristica degli assili del '94 (e forse il motivo per cui,
Trenitalia, ha deciso in seguito di cambiarli) è che quando vengono
sottoposti agli esami ad ultrasuoni - analisi fondamentale per
individuare eventuali crepe, dette crettature - le sonde non riescono a
scannerizzare il pezzo in modo accurato. Proprio per questo Trenitalia
sottoporrebbe questo tipo di assi a controlli più frequenti rispetto a
quelli destinati agli altri assili. Ma quello che si è rotto, era appena
uscito dalla manutenzione. Quindi, come è possibile che si sia spezzato?
Forse nonostante le manutenzioni più frequenti questo tipo di assi può
produrre delle fratture «invisibili»? Oppure i controlli effettuati (a
quanto sembra dalle officine di Trenitalia) non sono stati realizzati
nel modo giusto?

Sulla questione sta indagando anche l'Agenzia nazionale per la sicurezza
ferroviaria: «Intanto abbiamo chiesto a Trenitalia di individuare tutti
gli assi ancora in circolazione della stessa serie di quello che si è
rotto - dichiara il direttore dell'Ansf, Alberto Chiovelli - e sono
stati sostiuiti. Per quanto riguarda la natura del guasto, l'istruttoria
è appena partita». Dunque, l'agenzia non ha ancora gli elementi per
stabilire cosa abbia determinato lo svio del treno.
Intanto il locomotore sviato era assegnato alla divisione Cargo, cioè ai
treni merci, e solo la sera di domenica era stato messo in composizione
al convoglio del treno passeggeri.

Quello di Piacenza non è l'unico guasto occorso negli ultimi giorni.
Martedì mattina, poco prima delle 8, un lungo treno merci si è
letteralmente spezzato in due nei pressi di Bologna. Il convoglio si è
rotto in due parti all'ingresso in stazione a Castel Bolognese. Il treno
era costituito da diciannove carri e trasportava zucchero. In questo
caso a rompersi è stato un gancio: «Si tratta di un guasto raro, ma non
imprevedibile - hanno spiegato le Fs - L'impianto frenante che agisce
sull'intero convoglio è infatti strutturato in modo tale da scattare e
fermare il treno quando sull'impianto stesso si verifica una perdita di
pressione nel circuito ad aria». Evidentemente la perdita c'è stata
vista la divisione del convoglio. Una squadra di tecnici dell ferrovie è
stata inviata sul luogo per assicurare che tutto fosse a posto. Ritardi
nella circolazione tra i 15 e i 30 minuti. A metà mattinata tutto è
tornato nella normalità.

*



__________ Informazione NOD32 5012 (20100409) __________

Questo messaggio  è stato controllato dal Sistema Antivirus NOD32
http://www.nod32.it



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UN INTERESSANTE ARTICOLO APPARSO OGGI SUL QUOTIDIANO "IL MANIFESTO"
IN MERITO ALLO SVIO, PER ROTTURA ASSE DELLA LOCOMOTIVA, DEL TRENO ESPRESSO
1910

QUESTO EPISODIO CI PREOCCUPA IN MODO PARTICOLARE PER IL FATTO CHE SUL
CONTROLLO DEGLI ASSI
 NON SI ADOTTA ANCORA IL DOVUTO RIGORE, NONOSTANTE I 32 MORTI DELLA STRAGE
DI VIAREGGIO




Piacenza: Sfiorato deragliamento. L'asse era appena uscito dal controllo di
Fs
Due ruote sono uscite dal binario. Si tratta di una serie di assili del '94,
difficile da controllare con il sistema ultrasuoni

di Cinzia Gubbini

ROMA - Un treno con 220 persone a bordo. Una frenata brusca: sono le 5,48 di
lunedì 18 gennaio. Sulla linea Napoli-Milano, poco prima della stazione di
Piacenza, si sfiora il disastro. Un asse del locomotore si è rotto. Solo
uno, il terzo: due ruote del locomotore finiscono fuori dal binario. Il
treno sta viaggiando pianissimo, a 30 chilometri orari. Il macchinista fa
dunque in tempo a frenare e il treno non deraglia. Le conseguenze sono
pesanti soltanto per la circolazione: sei treni cancellati di prima mattina,
ritardi tra i 60 e gli 80 minuti per i convogli a lunga percorrenza e di
mezz'ora per quelli regionali. Nei comunicati ufficiali diramati lunedì,
Trenitalia non dà alcuna spiegazione sulla natura del guasto. E interpellata
sulla questione, non ha nulla da dire.

Eppure la storia è preoccupante, perché l'asse che ha ceduto fa parte della
serie iniziale per gli E 402. Si tratta di assi omologati nel '94 e che via
via sono stati sostiuiti. Sul locomotore sviato (l'E402a/027) solo l'asse
che si è rotto apparterebbe a questa serie, mentre tutti gli altri sarebbero
successivi. Secondo le informazioni raccolte la caratteristica degli assili
del '94 (e forse il motivo per cui, Trenitalia, ha deciso in seguito di
cambiarli) è che quando vengono sottoposti agli esami ad ultrasuoni -
analisi fondamentale per individuare eventuali crepe, dette crettature - le
sonde non riescono a scannerizzare il pezzo in modo accurato. Proprio per
questo Trenitalia sottoporrebbe questo tipo di assi a controlli più
frequenti rispetto a quelli destinati agli altri assili. Ma quello che si è
rotto, era appena uscito dalla manutenzione. Quindi, come è possibile che si
sia spezzato? Forse nonostante le manutenzioni più frequenti questo tipo di
assi può produrre delle fratture «invisibili»? Oppure i controlli effettuati
(a quanto sembra dalle officine di Trenitalia) non sono stati realizzati nel
modo giusto?

Sulla questione sta indagando anche l'Agenzia nazionale per la sicurezza
ferroviaria: «Intanto abbiamo chiesto a Trenitalia di individuare tutti gli
assi ancora in circolazione della stessa serie di quello che si è rotto -
dichiara il direttore dell'Ansf, Alberto Chiovelli - e sono stati sostiuiti.
Per quanto riguarda la natura del guasto, l'istruttoria è appena partita».
Dunque, l'agenzia non ha ancora gli elementi per stabilire cosa abbia
determinato lo svio del treno.
Intanto il locomotore sviato era assegnato alla divisione Cargo, cioè ai
treni merci, e solo la sera di domenica era stato messo in composizione al
convoglio del treno passeggeri.

Quello di Piacenza non è l'unico guasto occorso negli ultimi giorni. Martedì
mattina, poco prima delle 8, un lungo treno merci si è letteralmente
spezzato in due nei pressi di Bologna. Il convoglio si è rotto in due parti
all'ingresso in stazione a Castel Bolognese. Il treno era costituito da
diciannove carri e trasportava zucchero. In questo caso a rompersi è stato
un gancio: «Si tratta di un guasto raro, ma non imprevedibile - hanno
spiegato le Fs - L'impianto frenante che agisce sull'intero convoglio è
infatti strutturato in modo tale da scattare e fermare il treno quando
sull'impianto stesso si verifica una perdita di pressione nel circuito ad
aria». Evidentemente la perdita c'è stata vista la divisione del convoglio.
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assicurare che tutto fosse a posto. Ritardi nella circolazione tra i 15 e i
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