[Redditolavoro] DALLA PARTE DELLA RIVOLTA DI TERZIGNO

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Tue Oct 26 12:15:53 CEST 2010


 DALLA PARTE DELLA RIVOLTA DI TERZIGNO

(25 Ottobre 2010)


La rivolta popolare di Terzigno contro la politica delle discariche ha il
pieno e attivo sostegno del Partito comunista dei lavoratori. Per decenni le
aziende del nord, la camorra, i comitati d’affari locali – protetti e
rappresentati da tutti i governi e da tutte le giunte-  hanno usato le terre
del Sud, ed in particolare della Campania, come discarica di rifiuti
tossici. Facendo oltretutto della stessa “emergenza rifiuti” una nuova fonte
di business, corruzione, malaffare. Ora un governo reazionario,
ridicolizzato dal fallimento delle sue promesse, vorrebbe piegare con la
forza militare la ribellione popolare alle discariche. Il PCL rivendica
apertamente il diritto di autodifesa popolare e di massa contro
l’aggressione poliziesca e le minacce del ministro Maroni ; impegna le
proprie strutture territoriali in Campania a sostenere la resistenza
popolare; chiede a tutte le sinistre politiche e sociali di mobilitarsi, non
solo a parole, al fianco del popolo di Terzigno e Boscoreale.
Il fallimento dei governi in materia di rifiuti è strettamente legato al
dominio degli interessi capitalistici. Gli ultimi 5 anni in Campania sono
eloquenti. Prima il connubio Prodi- De Gennaro con l’appoggio di tutte le
sinistre), poi quello Berlusconi- Bertolaso, hanno operato le stesse scelte
di fondo: privatizzazione progressiva della raccolta dei rifiuti urbani,
attraverso l’unificazione dei consorzi e l’accollamento dei loro debiti alle
Province; conseguente smantellamento delle stesse basi di una reale raccolta
differenziata, minata parallelamente dal sistematico taglio dei fondi ai
Comuni; rinuncia all’ utilizzo degli impianti di trattamento meccanico
biologico dei rifiuti, per servire il gruppo Impregilo, unicamente
interessato agli incentivi pubblici per la combustione ( nociva e fallita)
di rifiuti indifferenziati; aumento delle discariche per imboscare rifiuti
non trattati, sottraendoli agli sguardi indiscreti, e gridando al
“miracolo”. Questa operazione truffaldina ha incontrato sulla sua strada un
inconveniente: la ribellione popolare. Quella che ora si vuole intimidire
con polizia ed esercito.
La soluzione ecologica della questione rifiuti è inseparabile da una
battaglia anticapitalistica mirata a riorganizzare l’economia e la società.
Un piano di abbattimento verticale del volume dei rifiuti; di promozione
capillare di una vera raccolta differenziata generalizzata; di utilizzo di
rifiuti riciclabili; di recupero di energia da ciò che non si può riciclare;
di combustione delle frazioni residue in impianti che non siano
inceneritori, è perfettamente possibile da un punto di vista tecnologico. Ma
richiede un controllo interamente pubblico del ciclo dei rifiuti; un
investimento pubblico, sotto controllo popolare, pagato dai grandi profitti
e dalle grandi rendite; l’esproprio senza indennizzo dei terreni delle
discariche per procedere alla loro bonifica; una riorganizzazione ecologica
della produzione: un progetto complessivamente incompatibile col dominio
degli industriali e dei banchieri. Per questo solo un governo dei
lavoratori, e una riorganizzazione socialista dell’economia, possono andare
al fondo della questione rifiuti. Porre questa prospettiva nel movimento di
resistenza alle discariche, e più in generale nel movimento operaio e
ambientalista, è il compito del Partito Comunista dei Lavoratori.

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