[Redditolavoro] I NOSTRI POLITICI SONO I CAMERIERI DI CHI ? E BRUXELLES A FAVORE DI CHI LAVORA ?

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Mon Oct 4 15:54:56 CEST 2010


Se in companheros non cominciano ad occuparsi di questo tema, qualcun 
altro lo fara' e non sara' piacevole:

di: Ugo Gaudenzi

Lo conclamiamo su queste pagine da ben oltre un decennio.
I popoli europei sono schiavi di Usura.
Le misure lacrime e sangue imposte da quella lobby atlantica europea 
chiamata “Ue” sono dettate esclusivamente dall’obbligo che Bruxelles ha 
contratto con i suoi padroni, i Signori del denaro.

I prestiti da costoro imposti agli Stati più deboli – i “pigs”, i porci, 
all’inglese… – devono essere costantemente, sempre, per l’eternità, ben 
remunerati.
Mentre l’Italietta, questo mercoledì, era occupata – per sadismo, per 
masochismo, per asservimento – ad assistere alla farsa di Palazzo sulla 
fiducia parlamentare ad un governo che non governa (o, se governa, 
governa male, come accade per ogni esecutivo di questa Repubblica, 
suddito delle banche e degli angloamericani, di qualunque colore si 
travesta), a Bruxelles, invasa dai lavoratori che protestavano per i 
tagli all’occupazione e agli stipendi, si perfezionava il cappio di 
questa usura.

Come fortemente voluto dal mandatario tedesco di Frau Merkel nel 
governicchio Ue, Herr Olli Rehn, la “Commissione” (termine che, tradotto 
correttamente in italiano, è “la Cupola”) ha varato un paio di nuovi 
strumenti jugulatorii contro i cittadini e gli Stati d’Europa.
E cioè: una “central authority” veglierà per rafforzare il rigore dei 
bilanci degli Stati europei (traduciamo: imporrà tasse e tagli ai 
redditi, alle pensioni, ai bilanci delle comunità nazionali) e imporrà 
sanzioni e penalità (traduciamo: aggravando ancora di più i deficit dei 
Paesi “indisciplinati”); il varo di un programma “per punire le nazioni 
che ignoreranno le ingiunzioni imposte da Bruxelles per farla finita con 
i conti in rosso nelle loro politiche sui redditi e gli stipendi dei 
cittadini, in materia fiscale e in materia di spese macroeconomiche”.

Come illustrato dall’esimio don Josè Manuel Barroso, presidente della 
Cupola, in questo modo, dal 2012, Bruxelles “tirerà il freno a mano 
prima che la macchina rotoli giù dalla collina”.
Il problema nostro, quello di tutti i popoli dell’eurozona o comunque di 
questa stolida “Unione europea”, è che questi Signori non sono altro che 
i camerieri delle banche centrali e delle banche d’affari atlantiche, e 
la “macchina” descritta da don Josè non è la comunità dei popoli, dei 
cittadini europei, ma la loro personale cupola artificiosamente 
costruita su una “collina” chiamata Bruxelles (o Lussemburgo, o 
Strasburgo), non a caso prossima alla artefatta collina di Waterloo.
E’ il loro tornaconto di stipendiati dai poteri forti che è in gioco, 
non quello dei popoli europei.
Che sia così è un fatto, una dura realtà, una constatazione.
Una minima controprova di queste ore?
Sempre questo mercoledì – dedicato, lo ricordiamo, nel-l’Italietta, 
invece, alle orazioni pro-contro la garconniere monegasca della famiglia 
Fini-Tulliani – il governo di Francia ha varato un mega-piano ventennale 
di riduzione del deficit, da portare già nel 2011 dal 7,7 al 6% rispetto 
al prodotto interno lordo. E quale motivazione per giustificare una tale 
cura da cavallo che taglierà i redditi delle famiglie francesi ha 
graziosamente offerto il ministro delle finanze di Pari, Madame 
Christine Lagarde? Sentiamola: “Gli investitori che finanziano il nostro 
indebitamento sono estremamente attenti ai programmi fiscali e di 
contenimento della spesa che stiamo adottando per contenere il deficit”. 
E, ha concluso, “faremo ciò che serve”.

Qui non c’è nulla da tradurre. E’ tutto chiaro e da tempo. La finanza 
usuraia presta denaro agli Stati (e questo già è uno scandalo: uno Stato 
si può obbligare verso i propri cittadini, non con gli speculatori 
internazionali), non per ripianare il deficit di spesa pubblica, ma per 
ricevere i profitti, gli interessi che la stessa finanza usuraia intende 
continuare a lucrare per sempre sul denaro raccolto da una nazione, 
frutto dell’opera – delle braccia e dei cervelli – di tutti i suoi 
lavoratori.
E i loro camerieri, la Cupola di Bruxelles, i ministri dei singoli 
Stati, i liberaldemocratici di tutti i colori, si preoccupano non dei 
popoli, del loro benessere, dei loro redditi, ma di assicurare i 
profitti degli speculatori.

E i loro informatori asserviti, lavapiatti dei camerieri, completano il 
tutto con un martellante lavoro di disinformazione, bombardando lettori, 
spettatori, cittadini, con preoccupati allarmi sul deficit, sul pil, 
sulle zigzagate delle scommesse in borsa.

Nessuno di costoro pensa allo Stato come ad uno strumento del popolo, ma 
come a un pascolo per foraggiare la propria piccola-grande “cupola”, la 
propria piccola “collina”.
Una Waterloo, appunto. I bonapartisti, gli sconfitti, siamo noi.

Per qualche tempo ancora. Poi impareremo sulla nostra stessa pelle che 
basta un cambio di valuta – via l’euro, insomma… – e un ribaltamento, 
soprattutto, di regime – come accaduto in Argentina, per esempio – per 
mandare in bancarotta non uno Stato, un popolo, ma gli usurai, gli 
speculatori internazionali, le loro cupole, i loro camerieri… e i loro 
lavapiatti.
Ugo Gaudenzi

Fonte: http://www.stampalibera.com/?p=16572#more-16572


 
 
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