[Redditolavoro] (no subject)

procomta ro.red at libero.it
Sat Oct 2 10:33:27 CEST 2010


La manifestazione del 16 ottobre indetta dalla Fiom, da un lato conserva la 
sua importanza di manifestazione che chiama in piazza, pensiamo e speriamo, 
decine di migliaia di operai metalmeccanici ben decisi a respingere la 
disdetta del contratto nazionale, gli accordi separati, il loro contenuto 
strategico espresso dal piano Marchionne, il ruolo organico del governo a 
questo piano, il collegato lavoro, ecc.; dall'altro ogni giorno che passa 
diventa però ambigua per i segnali che vengono dal gruppo dirigente della 
fiom e sul ruolo effettivo che questa manifestazione viene a svolgere.
Il gruppo dirigente Fiom sembra puntare a ricucire con il gruppo dirigente 
della Cgil, punta e valorizza la co-adesione della Cgil alla manifestazione 
stessa, accentua il carattere di manifestazione nazionale di "tutti" per i 
diritti e la democrazia, che lungi dall'essere un allargamento, la fa 
rientrare nell'alveo tradizionale - e qui l'aggettivo ha un senso negativo - 
di una manifestazione che snatura il ruolo della classe e gli obiettivi 
della classe, dentro un alveo programmatico e perfino culturale e ideologico 
apertamente riformista.

Il movimento operaio e popolare ha bisogno di qualcosa di più che una nuova 
grande manifestazione di centinaia di migliaia di lavoratori chiamati a Roma 
di sabato. Questo tipo di manifestazioni dà lustro a chi le organizza ma non 
porta effettivi risultatoi agli operai e lavoratori, né sul terreno della 
contesa particolare dalla quale nasce, né su quello della prospettiva 
generale del cambiamento dei rapporti di forza per rovesciare il piano dei 
padroni, il governo dei padroni...
Su questo non esiste consapevolezza sufficiente tra gli operai in lotta e le 
loro avanguardie, e risulta tragicamente codista, di pura apologia del ruolo 
della Fiom, il ruolo di forze classiste e pur di orientamento comunista.

A Roma bisogna esserci con le speriamo centinaia di migliaia di operai per 
alimentare la lotta di classe e l'antagonismo di classe; a Roma per 
sviluppare la contraddizione tra operai Fiom e sindacalismo del padrone - 
sarebbe giusto che la protesta di massa arrivi alle sedi nazionali di Cisl e 
Uil - a Roma per alimentare la contraddizione tra gli operai Fiom e la Cgil 
dei Sì al referendum di Pomigliano e alla nuova concertazione di 
Epifani/Camusso; a Roma per contribuire a rovesciare il governo Berlusconi 
antioperaio, moderno fascista e razzista, e accentuare il contrasto tra 
operai e riformismo e parlamentarismo e non per ricucirlo.
A Roma per valorizzare la necessità della lotta e dell'autorganizzazione di 
classe.
A Roma per un reale fronte proletario per il lavoro, il salario garantito, 
la fine della precarietà,i diritti e le libertà ecc.
Questo serve... non altro.

proletari comunisti
2 ottobre 2010
Pubblicato dal blog di proletari comunisti 2 ottobre 


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