[Redditolavoro] termini imerese

CobasSindacatodiClasse cobasta at libero.it
Sat Feb 13 07:52:53 CET 2010


Chi salverà gli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese?

È chiaro che il baricentro degli affari della multinazionale Fiat si sta 
spostando sempre più verso gli Stati Uniti dove il 21 aprile sarà presentato 
il piano di rilancio della Fiat-Chrysler. e a farne le spese per primo, in 
Italia, è lo stabilimento di Termini Imerese! Il manager Marchionne e il 
presidente Montezemolo sostenuti dalla Marcegaglia in nome di Confindustria 
sono stati molto chiari e netti: la produzione cessa alla fine del 2011 
perché il sito non è abbastanza produttivo da stare sul mercato.
Ma anche se chiude Termini e anche senza incentivi, che, comunque, non 
bastano, dice Marchionne, perché invece "serve una forte e seria politica 
industriale" (e cioè più soldi direttamente alla sua azienda), la Fiat 
promette di aumentare la produzione nel 2012 portandola a 900.000 auto all'anno 
(dalle attuali 600.000). Sembra più un'affermazione di incoraggiamento che 
serve a tenere buoni tutti visto l'attuale stato dell'economia mondiale.
E per aggiungere un segnale di "buonismo" al governo e all'opinione pubblica 
la Fiat ha deciso di spostare la produzione della Panda dalla Polonia a 
Pomigliano, "Una decisione che razionalmente non prenderebbe nessuno. E 
chiediamo un impegno sulla flessibilità" ha detto Marchionne. Quindi anche 
Pomigliano è a rischio dato che si tratta di una scelta "sociale" e non 
economica e allora non si capisce perché ciò che può essere fatto per 
Pomigliano non si possa fare per Termini dato che Rebaudengo, direttore 
delle relazioni industriali Fiat, dice che "hanno valutato il danno sociale 
che provocherebbe la chiusura del sito"! Ma per Termini Montezemolo ha 
dichiarato solo di voler accompagnare gli operai alla pensione, tanto quasi 
la metà avrebbe già i requisiti per accedere alla mobilità lunga (800 circa 
su 2000 compreso l'indotto). "Hanno trovato il modo di mettere gli operai 
Fiat contro quelli dell'indotto" ha commentato un operaio.
Ma dopo tutto questo "buonismo", tanto per far capire chi comanda davvero in 
questo paese, la Fiat ha deciso di mettere in cassa integrazione circa 
30.000 operai del gruppo tra febbraio e marzo di quest'anno.

Il governo Berlusconi, tramite il ministro Scajola che aveva definito da 
folli l'idea di chiudere Termini, prima ha usato parole di fuoco e ha fatto 
la voce grossa sugli incentivi ma poi si è piegato e rassegnato alla 
chiusura, chiedendo però alla Fiat di dare una mano nel mantenimento di una 
produzione industriale nel momento del passaggio di consegna. Consegna di 
cosa? Se la Fiat smantella si vorrà portare via i macchinari, è logico. Il 
ministro dà l'impressione di agitarsi per trovare una soluzione e prende 
tempo per valutare le proposte che si spera arriveranno; il tutto da 
discutere il prossimo 5 marzo in un nuovo incontro con tutte le parti a 
Roma.
Le proposte fino a questo momento sembra siano una decina e, tra queste, 
quella che sembra a tutti più interessante è quella del finanziere siciliano 
Cimino, che con il fondo Cape Natixis detiene circa il 50% del fondo "Cape 
Regione Siciliana" della Regione Sicilia, che vorrebbe costruire auto 
elettriche in accordo con la Reva indiana con la quale è già stato firmato 
un memorandum, "Sunny car in Sicily", che darebbe lavoro a 3.500 operai.

L'arroganza palese dei manager Fiat che hanno avuto la sfacciataggine di 
dire che non hanno mai preso soldi pubblici ha fatto indignare, naturalmente 
in maniera ipocrita e demagogica, tutti: i politici locali, da Lombardo a 
Micciché, dicono che la Fiat sbaglia, che è solo una presa in giro perché 
vuole più soldi e che bene farebbe a lasciare tutto nelle mani della Regione 
che saprà come risolvere il problema. hanno già trovato 350 milioni di euro, 
più altri soldi con incentivi vari.
Anche i sindaci e alcuni preti dei paesi vicini a Termini Imerese si sono 
ritrovati insieme davanti alla fabbrica per solidarizzare con gli operai.
I sindacalisti, Cgil Cisl e Uil, insieme, dicono di essere ancora più 
indignati e promettono iniziative che mantengano viva l'attenzione mediatica 
sugli operai di Termini Imerese e infatti hanno già organizzato per il 18 
febbraio delle fiaccolate nei vari paesi e il 27 febbraio un'altra 
manifestazione davanti ai cancelli dello stabilimento (in attesa del 5 
marzo!).
E, infatti, a parte un accenno-minaccia della Fiom, subito rientrato, di 
occupazione della fabbrica, la "mobilitazione" si risolve appunto in tante 
chiacchiere, brevi vampate di indignazione con qualche ora di sciopero da 
parte degli operai (che da mesi perdono soldi scioperando e subendo cassa 
integrazione), e attese di una soluzione che altri devono prendere. con la 
lodevole eccezione dei 18 operai della Delivery Email che sono rimasti per 
giorni sul tetto di un capannone Fiat e che alla fine sono riusciti, grazie 
alla perseveranza e all'aiuto dei loro familiari, ad ottenere la cassa 
integrazione in deroga fino al 31 dicembre!

È chiaro che gli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese si 
trovano in una condizione piuttosto difficile, dove tutti sembrano 
interessati alla loro sorte mentre rischiano davvero di rimanere senza 
lavoro.
 E fino a quando gli operai delegheranno altri, non vorranno prendere nelle 
proprie mani la lotta e il loro destino e continueranno a stare dietro a 
sindacati e politici che non hanno l'interesse a risolvere davvero il 
problema, che li rimpallano tra una speranza e l'altra di una soluzione 
qualsiasi, il posto di lavoro è in pericolo sul serio.

La continua emorragia di posti di lavoro persi in fabbrica (e non solo) per 
chiusura o spostamento ad altri siti della produzione, insomma una vera e 
propria progressiva desertificazione industriale di tutta la Sicilia, 
spingerà gli operai che vorranno trovare un lavoro in fabbrica ad emigrare 
al sud? Ad andare a lavorare nei paesi del Nord Africa, una zona che si sta 
sempre più industrializzando grazie alla manodopera a basso costo, con meno 
diritti e meno resistenza operaia? Senza contare che da quest'anno prende 
corpo l'Euromediterraneo, la zona di libero scambio dei paesi che si 
affacciano sul Mediterraneo che aumenterà la concorrenza in generale tra 
Stati e imprese e abbasserà ulteriormente i salari della classe operaia.

L'unico vero interesse a che lo stabilimento non chiuda è degli operai.

Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese non deve chiudere!
Nessuno stabilimento Fiat deve chiudere, nessun operaio deve essere 
licenziato.
Contro l'ennesima ristrutturazione della Fiat, che già dichiara conti in 
regola e profitti, a spese degli operai.
Serve una lotta unitaria di tutti gli operai del gruppo per togliere dalle 
mani del padrone l'arma del ricatto e della divisione degli operai e 
spezzare la pratica di sindacati confederali della divisione tra 
stabilimenti e operai (che dura da decenni ormai) per una vera solidarietà;
Gli operai devono "approfittare" della crisi per rilanciare l'unità e la 
lotta di tutto il gruppo Fiat creando un vero o proprio evento, mostrando 
una grande forza che possa rimettere al centro la questione operaia in 
maniera non episodica;

Fermare la chiusura dello stabilimento di Termini Imerese come primo passo 
per salvare gli altri stabilimenti produttivi: se si vince a Termini Imerese 
si può vincere il tutto il gruppo.

È necessaria una manifestazione nazionale a Termini Imerese di tutti gli 
operai del gruppo Fiat!

Palermo, 9/2/2010

***
Comitato di sostegno alla lotta degli operai Fiat di Termini Imerese
c/o Slai Cobas per il sindacato di classe - Via G. Del Duca, 4 Palermo
telfax 091/203686 - 338.7708110  e-mail: cobas_slai_palermo at libero.it

Slai Cobas per il sindacato di classe
Coordinamento nazionale - cobasta at fastwebnet.it 


-- 
Io utilizzo la versione gratuita di SPAMfighter. Siamo una comunità di 6 milioni di utenti che combattono lo spam. 
Sino ad ora
 ha rimosso 3735 mail spam. 
 Gli utenti paganti non hanno questo messaggio nelle loro email .
 Prova gratuitamente SPAMfighter qui:http://www.spamfighter.com/lit




More information about the Redditolavoro mailing list