[Redditolavoro] Impedire la democrazia in Italia

fra frengo at anche.no
Sat May 30 19:51:24 CEST 2009


estratto da una vecchia intervista a Noam Chomsky (dal libro "Capire il 
potere")


Noam, visto che ha parlato di come gli USA hanno osteggiato le 
democrazie popolari e sostenuto organizzazioni di tipo fascista in 
Spagna e ad Haiti, vorrei ricordare che è successo anche in Italia, 
Francia, Grecia e altri paesi occidentali nostri alleati dopo la guerra. 
Negli ultimi cinquant'anni c'è stata una lunga storia di sabotaggi 
americani alla democrazia e di aiuto agli elementi fascisti anche nelle 
ricche società europee.



Esatto, infatti è stato questo il primo grande impegno postbellico degli 
Stati Uniti: distruggere la resistenza antifascista in tutto il mondo 
per rimettere al potere organizzazioni più o meno fasciste, e anche 
molti collaboratori del fascismo. E' successo dappertutto: da paesi 
europei come Italia, Francia e Grecia fino a posti come la Corea e la 
Thailandia. E' il primo capitolo della storia del dopoguerra: come 
abbiamo frantumato i sindacati italiani, francesi e giapponesi e 
sventato la concretissima minaccia della democrazia popolare che stava 
crescendo in tutto il mondo alla fine della guerra.

Il primo grosso intervento americano fu in Italia nel 1948, quando 
interferimmo nelle elezioni, e si trattò di un'operazione di rilievo. 
Vedete, gli strateghi statunitensi temevano che le elezioni democratiche 
sfociassero in una vittoria del movimento antifascista, e questa 
possibilità doveva essere scongiurata per la solita ragione: gli 
interessi degli Stati Uniti non vogliono al governo gente con il tipo 
sbagliato di priorità. E nel caso dell'Italia fecero un enorme sforzo 
per impedire che le forze democratiche popolari che avevano condotto la 
resistenza antifascista vincessero le elezioni del dopoguerra. 
L'opposizione americana alla democrazia italiana è giunta al punto di 
sponsorizzare un colpo di stato militare verso la fine degli anni 
sessanta per tenere fuori i comunisti (cioè i partiti operai) dal 
governo. Ed è probabile che quando tutti i documenti interni americani 
saranno rivelati al pubblico scopriremo che l'Italia è stata il 
bersaglio principale delle operazioni della CIA per anni. A quanto pare, 
lo è stata fino al 1975, cioè fin dove arrivano i documenti declassificati.

[...]

L'Italia era un problema particolarmente spinoso perchè lì la resistenza 
antifascista era fortissima, estremamente popolare e rispettata. La 
Francia aveva un sistema di propaganda molto migliore dell'Italia, 
perciò sappiamo molto più della resistenza francese rispetto a quella 
italiana, ma in realtà la resistenza italiana fu di gran lunga più 
significativa di quella francese. La gente che si impegnò nella 
resistenza francese era coraggiosissima e lodevolissima, ma costituiva 
un settore limitato della società: durante l'occupazione nazista la 
Francia nel suo complesso era stata per lo più collaborazionista. Invece 
l'Italia era un caso diverso: la resistenza italiana era talmente forte 
che in pratica aveva liberato da sola l'Italia del Nord e teneva 
bloccate sei o sette divisioni tedesche; il movimento operaio era molto 
organizzato, con un forte appoggio da parte della popolazione. Quando 
gli eserciti americano e britannico arrivarono al Nord, furono costretti 
a rovesciare il governo che era già stato insediato dalla resistenza in 
quelle regioni e a sabotare i numerosi progressi fatti verso il 
controllo operaio delle industrie. E rimisero al posto di comando i 
vecchi padroni, dal momento che la rimozione di questi collaboratori del 
fascimo era stata una "destituzione arbitraria" dei legittimi 
proprietari: usarono proprio questa espressione. Quindi sabotammo anche 
le procedure democratiche perchè era evidente che le elezioni successive 
sarebbero state vinte dalla resistenza e non dagli screditati 
conservatori. In Italia c'era il pericolo che vincesse la democrazia - 
il governo statunitense la definiva tecnicamente "comunismo" - e come al 
solito bisognava impedirlo.

[...]

Invece in Italia fu sufficiente organizzare forme di sovversione, 
compito che gli Stati Uniti presero molto sul serio. Così abbiamo 
fondato logge massoniche di estrema destra e gruppi paramilitari 
terroristici, abbiamo riportato i crumiri e la polizia fascista, gli 
abbiamo tolto il cibo, abbiamo fatto in modo che la loro economia non 
funzionasse. Il primo memorandum del Consiglio di sicurezza nazionale, 
NSC 1, parla dell'Italia e delle elezioni italiane e afferma che se i 
comunisti prendono il potere con le elezioni in maniera legittima e 
democratica gli Stati Uniti devono dichiarare l'emergenza nazionale, la 
Sesta flotta nel Mediterraneo dev'essere messa in stato d'allerta e si 
devono avviare attività sovversive in Italia allo scopo di rovesciare il 
governo e piani di contingenza in vista di un intervento militare 
diretto: ripeto, se la resistenza avesse vinto elezioni democratiche legali.

E non era tanto per ridere, niente affatto, c'era gente ai massimi 
livelli del governo statunitense che assumeva posizioni anche più 
estreme di queste. Per esempio, il già citato George Kennan, che viene 
reputato un grande spirito umanitario, riteneva che dovessimo invadere 
l'Italia ancora prima delle elezioni senza nemmeno permettere che 
succedesse una cosa del genere, ma poi fu trattenuto da altri che 
sostenevano che forse potevamo influenzare le elezioni minacciando di 
farli morire di fame e con ampio utilizzo di terrorismo e sovversione, 
una tattica che alla fine si è rivelata efficace.

Una politica simile era seguita dagli Stati Uniti ancora negli anni 
settanta, quando si fermano i documenti che sono stati declassificati. 
La documentazione di cui disponiamo finora arriva fino al 1975, quando 
il rapporto della commissione Pike della Camera fornì parecchie 
informazioni sulle attività sovversive americane, ma chissà se tali 
attività non sono continuate anche dopo.

[...]

Gli Stati Uniti hanno anche resuscitato la mafia come parte dello sforzo 
per spaccare il movimento dei lavoratori europei dopo la guerra. La 
mafia era stata praticamente eliminata dai fascisti, che in genere non 
accettano alcuna concorrenza e sono molto rigidi. Hitler e Mussolini 
avevano praticamente eliminato la mafia, ma quando l'esercito di 
liberazione americano attraversò la Sicilia e l'Italia del Sud fino alla 
Francia la resuscitò come strumento per impedire gli scioperi. Vedete, 
gli Stati Uniti avevano bisogno di gorilla per spezzare le ginocchia 
agli scioperanti: e dove la trovate gente del genere? La risposta fu: 
nella mafia. In Francia la CIA, in collaborazione tra l'altro con i capi 
del movimento sindacale americano, fece risorgere la mafia corsa. E i 
mafiosi non lo fanno solo per divertirsi, sapete: forse se la spassano 
anche, ma vogliono qualcosa in cambio. In cambio della repressione del 
movimento sindacale francesse hanno ottenuto il permesso di far 
ripartire il traffico di eroina, che sotto i fascisti era stato 
praticamente ridotta a zero. Ecco l'origine della famosa "French 
Connection", la principiale struttura del narcotraffico del dopoguerra.

In quel periodo ci furono anche operazioni clandestine che coinvolgevano 
il Vaticano, il dipartimento di Stato americano e i servizi segreti 
britannici e americani, operazioni tese a salvare e utilizzare molti dei 
peggiori criminali di guerra nazisti, impiegandoli esattamente nello 
stesso genere di attività per cui li usavano i nazisti, contro la 
resistenza in Europa occidentale e poi all'Est. Per esempio, il tipo che 
aveva inventato le camere a gas, Walter Rauff, fu fatto entrare in 
clandestinità perchè organizzasse le attività antiinsurrezionali in 
Cile. Il capo dei servizi segreti nazisti sul fronte orientale, Reinhard 
Gehlen, si unì ai servizi americani per fare lo stesso lavoro 
nell'Europa dell'Est. Il "macellaio di Lione", Klaus Barbie, lavorò per 
gli americani spiando i francesi fino a quando non furono costretti a 
evacuarlo attraverso la "rotta dei topi", gestita dal Vaticano, verso 
l'America Latina, dove finì la sua carriera. Anche questo faceva parte 
del complessivo sofrzo postbellico degli Stati Uniti per distruggere 
ogni prospettiva di democrazia indipendente, ed è andata come speravamo.


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