[Redditolavoro] Alle precarie, alle lavoratrici della scuola in lotta

Tavolo4 4 tavolo4 at gmail.com
Tue Mar 3 12:41:03 CET 2009


Alle precarie, alle lavoratrici della scuola in lotta il 4 marzo a Milano e
a Palermo
vogliamo innanzitutto mandarvi la nostra solidarietà e dirvi che siamo con
voi, al vostro fianco.

 La Gelmini, con il suo decreto taglia posti di lavoro - sopratutto
femminile - nella scuola pubblica favorendo la scuola privata, ma attacca,
al contempo, tutte le donne, ricacciandole a casa, con l'eliminazione del
tempo pieno, del tempo scuola, rendendo sempre più difficile conciliare
lavoro con la cura dei figli.


Ma non possiamo dimenticare il ruolo  degli attacchi del ministro Brunetta
contro i "fannulloni" della pubblica amministrazione -prevalentemente donne-
che hanno "legittimitato" non solo la mannaia dei licenziamenti, ma anche
tutta una serie di peggioramenti che rendono più difficile e dura la vita
delle lavoratrici- ultimo la proposta dell'allungamento dell'età
pensionabile.


Ma l'attacco alla vita delle donne, delle lavoratrici è doppio, non solo
economico, ma anche ideologico e a rafforzare la condizione di oppressione
ricacciandoci in una famiglia che il sistema vuole sempre più come
"ammortizzatore sociale" ma che si trasforma quotidianamente in luogo
principale di violenza e di uccisioni di donne.

Come lavoratrici, precarie, disoccupate, studentesse, delegate del
tavolo 4 "lavoro/precarietà/ reddit
della Rete nazionale Sommosse nell'icontro nazionale del 24 gennaio a Roma
abbiamo lanciato la proposta di uno sciopero delle donne: Vi invitiamo a
raccoglierlo e ad organizzarci per realizzarlo.



Alleghiamo l'appello "per uno sciopero delle donne"



un forte saluto di lotta!


Tavolo 4 "Lavoro/precarietà/reddito"della Rete sommosse

per aderire all'appello scrivere a scioperodelledonne at gmail.com


per contatti:tavolo4flat at inventati.org<contatti%3Atavolo4flat at inventati.org>-
3475301704


visita il blog:  htpp://femminismorivoluzionario.blogspot.com/

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PER UNO SCIOPERO DELLE DONNE!

I provvedimenti a raffica di questi mesi, la recente proposta di
innalzamento dell'età pensionabile, la legge Gelmini contro lavoratrici
della scuola, madri e studentesse, gli accordi discriminatori su salari
all'insegna "a pari lavoro, meno salario", sulle assunzioni, le illegali
dimissioni in bianco per "liberarsi" di donne in maternità; l'accordo
azienda/sindacati confederali dell'Alitalia che si pone come pericoloso
modello pilota di nuovi attacchi a diritti fondamentali, nuove
discriminazioni che colpiscono e vogliono far tornare indietro soprattutto
le donne; la cassintegrazione anticamera soprattutto per le donne della
perdita definitiva del lavoro e i licenziamenti in aumento delle operaie
dalle grandi fabbriche alle piccole, tra le lavoratrici precarie nei call
left; la pesante condizione delle tante donne immigrate che sono il simbolo
della precarietà e dello sfruttamento fino a forme di schiavismo, tutto
questo è parte di un attacco sempre più pesante alle donne che viene portato
avanti da parte del governo e dei padroni e mostra che le donne sono le
prime a pagare la crisi.
Ma non subiamo solo peggioramenti alle nostre condizioni di lavoro. Per noi
donne tutto questo si traduce immediatamente in peggioramento delle nostre
condizioni di vita: i tagli dei servizi sociali vengono scaricati su di noi,
aumenta il lavoro di cura, ci  vogliono rinchiudere di più in casa al
servizio della famiglia e ci tolgono quel minimo di indipendenza che
costituisce il lavoro esterno. Ma anche sui posti di lavoro questi attacchi
si traducono anche in un clima più oppressivo, ricattatorio, che spesso per
noi donne ha il drammatico volto del mobbing, delle molestie sessuali, fino
a violenze sessuali da parte di padroni, capi, ecc.

In questo senso l'attacco alla nostra vita è doppio, non solo economico ma
anche ideologico, e mira a riaffermare costantemente la posizione di
"debolezza" e subalternità delle donne in questa società capitalista, la
condizione di oppressione in una famiglia che il sistema vuole sempre più
non solo come "ammortizzatore sociale" ma anche come strumento di controllo
della nostra vita e, per questo, principale luogo di violenza e di uccisioni
di donne. Anche la recente proposta del Vaticano riguardo lo "stipendio
mensile alle donne casalinghe", è volta proprio a farci tornare indietro,
tra le pareti domestiche - e ci aspettiamo da un momento all'altro una
ripresa alla grande dell'attacco al diritto d'aborto.
Sono questi attacchi ai diritti, alle nostre condizioni di lavoro,
allanostra vita che alimentano quel clima culturale e ideologico di
sopraffazione, di disprezzo per la vita delle donne, di sub
culturamaschilista che costituisce il miglior humus per le violenze
sessuali.
Noi donne, noi lavoratrici, noi precarie, noi immigrate, noi licenziate,
disoccupate, noi universitarie, Noi oggi diciamo forte NO!

E' ora che noi donne prendiamo il posto in "PRIMA FILA" nella lotta contro
padroni, governo e il loro marcio sistema che vuole scaricare ancor di più
su di noi la crisi globale.
E' ora più che mai necessario e urgente che come donne, unite, affermiamo
una nuova lotta che intreccia la questione di classe alla questione di
genere, che sia inconciliabile e radicale.
Una lotta per affermare, in maniera indipendente, il punto di vista delle
donne in tutti gli ambiti e il nostro protagonismo la nostra doppia
determinazione.

ORGANIZZIAMO UNO SCIOPERO DELLE DONNE!

UNO SCIOPERO PER LA PRIMA VOLTA AL FEMMINILE, perchè costruito autonomamente
dalle lavoratrici, dalle operaie, dalle precarie, dalle disoccupate, dalle
giovani e perché ha nelle sue ragioni, nella sua piattaforma l'insieme della
condizione di lavoro e di vita delle donne. Una novità, una rottura
inaspettata da parte di padroni, governo, vaticano, maschi, sindacato, e gli
stessi lavoratori.

CHIAMIAMO TUTTE A RACCOGLIERLO E FARLO PROPRIO E AD ORGANIZZARCI PER
REALIZZARLO.


INVITIAMO LE DELEGATE RSU A COSTRUIRLO INSIEME A LIVELLO NAZIONALE E NEI
VARI POSTI DI LAVORO.

Tavolo 4 "Lavoro/precarietà/reddito" della Rete sommosse
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