[Redditolavoro] in sintesi, senza bandolo e senza matassa

marku at inventati.org marku at inventati.org
Thu May 15 12:31:44 CEST 2008


gentile anna
non pensare di trovarmi impreparato,
ho letto con  sintetica attenzione i tuoi
post e li ho trovati decisamente interessanti
quanto circostanziati e culturalmente approfonditi

io so, per mia esperienza, di essere
di cultura sintetica aiutata però da una certa misura di intuitività

credo comunque di poter avere la libertà di continuare a postare
a mia discrezione e senza invadenza mediatica
le mie opinioni da condividere con quanti lo vogliano

non chiedo altro che confrontare le mie con le altre

tu invece paragoni un quarantaseienne a tua figlia,
abbastanza giovinetta mi sembra di capire,
cadendo nella spocchia di coloro che come te
fortunatamente hanno la verità in tasca e e nel cervello e si rammaricano
che gli altri, e io in cima ad essi anzi la sintesi, non la intuiscano
e continuino a vivere nutrendosi e ragionando
non per conoscenza ma per sintesi

io grazie a google ho già imparato centomila e più cose di cui non avevo
minimamente idea
nè mai avrei avuto il tempo o la voglia di cercare con un mezzo più
sofisticato
e più a buon mercato

marku ovverossia il re dei sintetici

ps
per l'ultima volta ti rispondo in quanto non voglio trasformare anche
questa lista in un
condensato di polemiche personali tanto tristi quanto imbarazzanti
(soprattutto per me)

http://it.youtube.com/watch?v=iTZxdM47FvM

-------- Original Message --------
Subject: Re:[Redditolavoro] senza bandolo e senza matassa
Date: Thu, 15 May 2008 12:05:14 +0200
From: "anna" <a.grav at libero.it>
To: "marku" <marku at inventati.org>

Ecco l'esempio lanpante di quanto vado affermando!!!!! Il navigare e
ragionare
per sintesi!!!


> io personalmente non credo che ci sia nè un bandolo nè tantomeno la
> matassa
> vedo qui scrivere da una parte di governo operaio e dall'altra di lotta
di
> classe
>
> il governo operaio andava bene alla fine dell'ottocento primi del
novecento
> quando esisteva la classe operaia ben strutturata e dorganizzata
>
> la lotta di classe era speculare all'esistenza di classi bene definite
> il proletariato
> la borghesia
> il padronato
> che a me paiono essersi sfarinate tra il 68 ed il 77
>
> oggi sinceramente a me pare che l'ipotesi tutta propagandistica di un
> governo operaio sia anche simbolicamente l'anticamera
> della disfatta politico militare
>
> mentre per la lotta di classe se qualcuno di voi riesce a distinguere ed
> essere sicuro di poter scegliere i compagni di viaggio, nella melassa
> appiccicosa quanto indistinta dell'attuale società, chi appartiene a chi
e
> a che cosa,
> allora potrebbe avere sì un senso
>
> ma come capite siamo agli albori della formazione di nuove classi sociali
>
> i garantiti con privilegi di natura economico sociale incorporati ed in
> continua espansione
> delle loro prerogative
> quindi stipendi e rendite ogni giorno più laute e meno tassate,
abitazioni
> full comfort, scuole private, sanità privata
> cibo e divertimenti di qualità, accesso al credito etc. etc.
> possiamo annoverare tra questi personaggini ad esempio
> dall'operaio quadro (tipo caposquadra full-time) che ambisce
> all'avanzamento sociale, all'avvocato ladro, al sindacalista
> aziendal-aziendalista al politikante di qualsiasi rango e figura
>
> i non garantiti
> i professionisti della precarietà
> quelli che ogni giorno perdono un pezzetto di garanzie
> la coscienza di essere una parte di società con una storia ed un
avvenire,
> la garanzia invece di essere un consumatore in balia del caro prezzi
> il reddito fisso, la sicurezza sul lavoro, la sanità inefficiente, i
> trasporti tipo
> carrobestiame ed a caro prezzo, la scuola azienda a caro prezzo e
svuotata
> di contenuti umanistici,
> sanità ogni giorno più cara e più scadente, la sensazione mediatica di
> vivere in una società insicura
> di tutti contro tutti con i turchi ottomani alle porte pronti a fare
strage
> di bimbi e violentare le donne,
> il dolore infine di capire che quelli tra quelli dell'altra parte ci sono
a
> pieno titolo quelli che un tempo parevano essere i paladini del popolo, i
> delegati alla nostra rappresentanza ed al nostro benessere.
>
> io come leggete sempre sono un semplicista e/o un sempliciotto
> e credo che il bandolo ritroverà da sè la matassa quando il
> momento storico riuscirà a farli ritrovare, quando le giovani
generazioni
> dei non garantiti prenderanno coscienza da sè stessi di essere quel che
> sono
> o che gli altri perpetuano il dovrebbero essere
> allora forse
> essi riprenderanno in mano il loro destino e con le loro forze
> decideranno forme e modi della loro lotta
>
> a noi genti del presente, chi può e chi vuole, non resta altro da fare
> che agevolare con le nostre storie e con le nostre vite che tutto ciò se
> deve accadere
> (ed è matematico che accadrà) accada nel tempo più breve possibile
> che gli errori passati siano di possibile insegnamento (soprattutto
> nell'individuare i traditori
> i voltagabbana e quelli che puntualmente nella storia salgono solo ed
> esclusivamente sul carro dei vincitori)
> mentre abiurare il passato così come magnificarlo non è altro che il
> rotolarsi nel fango delle nostre sconfitte, così come il perorare la
causa
> solo e soltanto del nostro vicino ideologico
>
> io uomo del duemila non ho la forza di cambiare il mio destino
> e visti gli attuali rapporti di forza, figuriamoci quello di una
> generazione
> diamo quindi tempo al tempo
> e lavoriamo per costruirci un futuro
> o perlomeno far rivivere un utopia
> dove non vi sia spazio alcuno per lor signori
> e i loro cani da guardia
>
> solo i giovani possono dirsi rivoluzionari
> tutti gli altri al massimo assenti giustificati
>
> _______________________________________________
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