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Thu Jan 10 13:55:14 CET 2008


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Guerra al signoraggio incostituzionale delle banche private
di Marco Della Luna

Nel pomeriggio di Sabato 17 Novembre, nella prestigiosa sede del Palazzo della Gran Guardia di Verona, auspice la Giusta comunale della città scaligera, si è tenuto un evento annunciato come “Congresso di Fondazione del Fronte Monetario Popolare”.

L’iniziativa nasce dal Comitato di Liberazione Monetaria fondato il 25 Aprile del 2006 dall’ing. Argo Fedrigo di Ronchi dei Legionari, e distintosi per una dura campagna di informazione e denuncia contro il signoraggio privato, ossia contro il fatto che i banchieri privati si sono presi, con la complicità dei politici e delle istituzioni, il potere sovrano di creare il denaro, fissare il suo costo, ridurre o ampliarne la disponibilità a proprio esclusivo e privato vantaggio e a danno della società, a cui con tale strumento continuano a sottrarre potere d’acquisto, libertà economica, sicurezza lavorativa, a rilevare a costo zero grandi aziende che essi stessi mandano in crisi.

Il Comitato di Liberazione Monetaria, in associazione con altri militanti per la sovranità monetaria popolare, come la Fiamma Tricolore, Padre Florian Abrahamovich (definibile come esponente del fondamentalismo cattolico), e il romagnolo Savino Frigiola, vecchio amico e discepolo del compianto prof. Giacinto Auriti, ha promosso un coordinamento delle forze politiche, sociali, economiche determinate a partecipare a questa battaglia di democrazia fondamentale, sotto l’insegna del Fronte Monetario Popolare.

Ho assistito al lancio del Fronte Monetario Popolare, assieme all’economista prof. Antonino Galloni e a una delegazione di una grossa associazione meridionale – Il Solco della Tradizione -, che da tempo sostiene energicamente e fattivamente nell’opera di divulgazione della conoscenza monetaria, e che appositamente era venuta da Bari, capeggiata dal suo presidente, Marco De Marco.

Oltre alla rappresentanza della giunta del sindaco Tosi, che dà la sua adesione, sono intervenuti, tra gli altri, l’on.le Mario Borghezio, capogruppo dei parlamentari leghisti al parlamento europeo; l’on.le Angelo Alessandri, segretario nazionale della Lega Nord per l’Emilia Romagna; l’on.le Teodoro Bontempo, della Destra di Storace; il prof. Antonio Pantano, economista, vecchio amico e compagno di partito di Bontempo, nonché collega del prof. Auriti.

I vari oratori hanno riversato sul numeroso pubblico una caterva di dati molto pesanti, di argomenti, di fatti, tali a dimostrare oltre ogni dubbio la realtà del signoraggio privato, delle centinaia di miliardi che esso ogni anno inutilmente costa alla società, della sovranità politica in mano ai banchieri privati che mettono su partiti e governi, fino ad andare direttamente al governo, come hanno fatto con Prodi, Padoa-Schioppa, Tononi, Visco, e fare i propri interessi direttamente dalla cabina di regia politica. L’audience era impressionata, talvolta attonita, sempre corale negli applausi.

L’orientamento del Fronte, fedele alla linea Frigiola, è apparso subito “statalista”: ossia in favore della statalizzazione totale della moneta, con molta fiducia, da un lato, che lo stato e chi sta nella stanza dei bottoni operi nell’interesse della gente; e, dall’altro lato, con poco interesse, anzi con palese diffidenza, verso le monete complementari e i gruppi che stanno cercando di portarle avanti, seguendo numerosi esempi esteri di successo.

Eppure, questo congresso di fondazione è stato segnato da due vistose assurdità.

La prima assurdità è che la battaglia per la sovranità monetaria popolare, contro il signoraggio privato dei banchieri, è intrinsecamente una battaglia di sinistra, sociale, egualitaria, democratica; mentre gli organizzatori del congresso di Verona, schierando sul palco e facendo parlare solo personaggi di destra o di estrema destra, hanno trasmesso l’impressione che quella battaglia sia una battaglia di destra, reazionaria, egoista. Certo, razionalmente sappiamo che la Lega non è di destra – ma come tale è percepita, soprattutto quando parla un Borghezio. Così non è di destra (economicamente) la Fiamma Tricolore né la destra sociale, nel senso che  sono essenzialmente socialiste, o per il sociale (la prima da sempre, la seconda, forse, solo quando elettoralmente utile), e in favore delle libertà della persona e dei sui diritti contro l’oppressività impersonale del sistema globalizzato. Ma anch’esse, in Italia, vengono percepite come di destra se non neofasciste. Così, assurdamente, l’impressione oggettiva, l’immagine offerta è stata quella che siano specificamente i leghisti, l’estrema destra e i vetero-cattolici a sostenere la riforma democratica della moneta e del credito. Che la battaglia per la sovranità popolare in economia sia una battaglia loro. Che chi si associa ad essa, si associ eo ipso al pensiero di destra.

In effetti, stroncature e accuse di egoismo, capitalismo, razzismo, sono immediatamente fioccate dallo stesso interno del movimento di riforma monetaria - e non solo da Andrea Tronchin, esponente di un movimento internazionale solidarista, che non era stato ammesso a parlare, ma pure da Pierluigi Paoletti, leader del movimento per la moneta complementare nazionale (SCEC), che ha preso subito le distanze. Quindi questo congresso, anziché portare all’unità e al coordinamento dei movimenti per la sovranità monetaria popolare, ha immediatamente prodotto fratture difficilmente sanabili tra questi stessi movimenti.

Come potranno, ora, gli esponenti di sinistra, partitici e sindacali, aderire a un movimento che si è presentato così, tutto composto di personaggi con quella tinta politica? Un miglior servizio ai padroni del signoraggio, Argo Fedrigo e i suoi, purtroppo, non lo potevano rendere!

E pensare che avrebbero potuto evitare questo boomerang, se solo avessero voluto chiamare a parlare il prof. Galloni, economista, alto dirigente di ministeri economici, con una chiara storia di sinistra sociale, di sinistra vera, e notoriamente sostenitore della riforma democratica del sistema monetario. Galloni avrebbe evitato che il discorso contro il signoraggio si identificasse, almeno nelle apparenze, con l’estrema destra della Fiamma e col leghismo intransigente di un Borghezio. Avrebbe così garantito che apparisse il carattere trasversale e sociale del Fronte, e che si preservasse la possibilità di aggregare forze di sinistra e sindacali.

Galloni, che ultimamente ha pubblicato uno studio sul signoraggio e sulla finanza devastatrice delle banche (Il Grande Mutuo, Editori Riuniti, con mia prefazione) avrebbe anche elevato il livello tecnico-scientifico del dibattito – e anche di questo si sentiva il bisogno, perché la qualità ‘scientifica’ complessiva dell’evento lasciava alquanto a desiderare. Mi chiedo però se intervenire in quelle circostanze non sarebbe stato compromettente per Galloni stesso.

La seconda assurdità è ancora più paradossale, perché riguarda la stessa ragion d’essere del Fronte. Il Fronte dovrebbe nascere specificamente per combattere il sistema del signoraggio privato e del dominio globale dei banchieri sull’uomo. Quindi ci si aspettava che i suoi fondatori presentassero il piano e i mezzi per raggiungere questo fine. Al contrario, i relatori, da un lato, hanno descritto il sistema in questione come un sistema ultrapotente, efficientissimo, padrone di tutto, della politica, dell’economia, degli stati; e, dall’altro, non hanno affatto spiegato in che modo e con che mezzi intendano combatterlo e rovesciarlo. I tre parlamentari presenti hanno anzi dichiarato candidamente e ripetutamente che, nella classe politica, non vi è interesse né disponibilità a occuparsi di una riforma monetaria democratica, di sovranità popolare sulla moneta. Anzi, quei pochi che in passato lo fecero non sono più stati ripresentati alle elezioni dalle loro segreterie di partito. Padre Abrahamovich ha fatto analoghe dichiarazioni al riguardo della Chiesa cattolica – la quale, con la sua banca di stato IOR,  è attivissima nella pratica del signoraggio.

Ma allora, se prendiamo atto che quello è un sistema di potere invincibile, che ha tutti dalla sua parte, che ha coinvolto persino la Chiesa, che non si dispone di mezzi efficaci per combatterlo, che contro di esso non c’è quindi speranza, quale senso ha il fondare un movimento per combatterlo? Che senso ha costituire un’organizzazione per raggiungere uno scopo, se non si hanno i mezzi per farlo, se lo scopo è irraggiungibile? Qualcuno, velenosamente, ha suggerito che i fondatori del movimento, sanno benissimo che le cose stanno cosi, e che il loro vero scopo potrebbe essere semplicemente quello di raccogliere dietro di sé un gruppo di seguaci idealisti e poco pratici, per usarlo al fine di conquistarsi vantaggi personali, patteggiando col sistema di potere effettivo. Esattamente come fanno pressoché tutti i leaders politici in Italia.

“Privo di conclusioni pratiche, purtroppo” ha commentato amaramente il prof. Galloni l’esito del congresso di Verona: “una splendida occasione bruciata” – e un vecchio militante di sinistra come lui conosce bene il dolore che lasciano le splendide occasioni bruciate. Qualcuno, come Borghezio, ha invece esortato alla rivoluzione popolare per abbattere il sistema – ma che rivoluzione si può mai fare contro chi dispone della potenza militare e poliziesca e fiscale, assistite dal controllo informatico della società, e ha governo e partiti a libro paga? Questa esortazione estrema conferma soltanto la brutta realtà dell’impotenza: mancano mezzi pratici e razionali per riformare il sistema, per quanto ingiusto e illegale lo si scopra. L’alternativa che rimane a chi non ama sognare rivoluzioni e non confida nell’intervento di benevole potenze soprannaturali, è vivere in questa conflittuale consapevolezza, oppure bere, dalle molte fonti che la offrono intorno a noi, l’acqua del Lete, che dona l’oblio e la pace.



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