[Internazionale] Fw: Fwd: [AW-NL] sequestrato server Indymedia (ancora)

rbk robi at ecn.org
Thu Jan 29 13:48:09 CET 2009



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Date: Thu, 29 Jan 2009 09:36:36 +0000
From: <liviet at inventati.org>
To: robi at ecn.org
Subject: Fwd: [AW-NL] sequestrato server Indymedia (ancora)





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Subject: [AW-NL] sequestrato server Indymedia (ancora)
Date: Wed, 28 Jan 2009 17:28:18 +0100
From: radium
To: aw-nl-list at autistici.org

Sequestrato di nuovo un server di Indymedia

I commenti dei visitatori hanno fatto intervenire la polizia, alla ricerca
degli indirizzi Ip. Invano, perche' gli Ip non vengono registrati.

[*ZEUS News* - www.zeusnews.com - 26-01-2009]

Mercoledi' 21 gennaio, nel Regno Unito, sette attivisti della campagna Stop
Huntingdon Animal Cruelty (Shac) sono stati condannati a *un totale di 50
anni di prigione* perche' riconosciuti colpevoli di cospirazione e ricatto
ai danni di Huntington Life Science.

Indymedia Uk ha pubblicato la notizia; tra i commenti, *qualcuno ha
inserito
anche i dati personali* (tra cui l'indirizzo) di Neil Butterfield, il
giudice che ha presieduto il processo.

Giovedì 22 gennaio la polizia ha sequestrato un
server <http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=9229#> di
Indymedia proprio a causa dei commenti e ha avanzato due richieste:
*che i dati personali del giudice venissero rimossi* e che le informazioni
sull'autore del commento fossero consegnate.

Indymedia, coerentemente con *la propria policy sulla privacy*, ha rimosso
le informazioni sul giudice Butterfield e quindi da questo punto di vista
non ci sono stati problemi.

I guai sono cominciati invece con la seconda richiesta: Indymedia non ha
potuto consegnare i dati relativi all'autore del commento (come l'indirizzo
Ip) semplicemente perche' non li registra, garantendo cosi' l'anonimato
agli utenti ma *contravvenendo in teoria alla direttiva dell'Unione
Europea* circa la conservazione dei dati, emanata nel 2006, che obbliga
i siti a registrare ogni visitatore.

La polizia ha così proceduto al sequestro del server, ma se si aspettava
di poter identificare il poster in questo modo, sara'  rimasta delusa. Non e'
riuscita nemmeno a mettere in difficolta'  Indymedia, poiche' *il server
sequestrato era solo un mirror*: il sito, pertanto, non e' mai stato
offline.


A complicare la situazione c'e' poi *la questione del mandato*. Secondo
quanto sostiene Indymedia, il personale
dell'hosting <http://www.zeusnews.com/index.php3?ar=stampa&cod=9229#> (Uk Grid)
che aveva in gestione il server avrebbe richiesto un mandato prima di
consegnare l'hardware. La polizia avrebbe risposto che non l'aveva, ma che
se lo sarebbe potuto procurato con una telefonata; intato, il sequestro e'
andato avanti.

Parrebbe quindi che il server sia stato portato via prima che Uk Grid
potesse vedere il mandato, con un *comportamento irregolare da parte della
polizia*.

Non e' la prima volta e probabilmente non sara' l'ultima che Indymedia
subisce il sequestro di qualcuno dei suoi server, ma questa in particolare sembra
interessante perche' *Indymedia sembra non aver commesso proprio nulla di
male*.

La direttiva europea sulla *data retention*, in realta', *entrera'  in
vigore solo il 15 marzo*; dato che l'indirizzo del giudice e' stato rimosso e che
non c'e' ancora alcun obbligo di registrare gli indirizzi Ip dei
visitatori, il server dovrebbe essere restituito subito e con tante scuse.




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