[Internazionale] tutti a Roma per la Palestina sabato 17 gennaio

L'altra Lombardia - SU LA TESTA laltralombardia at laltralombardia.it
Wed Jan 14 15:35:08 CET 2009


Con preghiera di pubblicazione e diffusione.
Cordiali saluti
Mariella Megna
L'altra Lombardia - SU LA TESTA
sul nostro sito www.laltralombardia.it sezioni su Gaza,
Palestina e le schede dei nostri filmati

Fermiamo il massacro dei palestinesi a Gaza   
Basta con l'impunità  del terrorismo di stato israeliano 
Rompere ogni complicità  politica, militare, economica tra
lo stato italiano e Israele 
Le bombe uccidono le persone, l'informazione manipolata
uccide le coscienze 
Sabato 17 gennaio Manifestazione nazionale a Roma 
partenza ore 15.30 da piazza Vittorio

Di seguito il volantino che distribuiremo nel corso della
manifestazione

Continuano i crimini del sionismo imperialista contro il
popolo palestinese
  E’ ORA DI DIRE BASTA! BOICOTTARE ISRAELE ORA!
TUTTI A ROMA IL 17 GENNAIO 2009 A FIANCO DEL POPOLO
PALESTINESE
Boicottare permanentemente ed attivamente tutte le
attività economiche, culturali e politiche del governo
israelia-no. Boicottare attivamente le aziende, gli enti
italiani ed europei e le multinazionali che mantengono e
sviluppano rapporti economici con lo stato sionista.

Israele è uno stato imperialista e terrorista che occupa
arbitrariamente, con la protezione degli USA e della UE, il
territorio palestinese. Nelle ultime due settimana a Gaza, a
seguito degli attacchi militari israeliani, vi sono stati
più di 1000 morti, di cui più del 60% costituito da
civili, fra i quali centinaia e centinaia di bambini.
L’invasione da parte dell’esercito israeliano della
striscia di Gaza costituisce l’ennesimo criminale attacco
al popolo e al territorio palestinese. Questa operazione
tende ad annientare la resistenza, il legittimo governo
eletto dopo libere elezioni e le sue giuste rivendi-cazioni
di indipendenza. La violenza praticata dagli Israeliani
anche sui civili ricordano la violenza e la barbarie del
nazi-smo di cui peraltro gli ebrei furono vittime. Il
governo israeliano, con la complicità oggettiva di Abu
Mazen, vuole risolvere definitivamente la “questione
palestinese”, annientando Hamas e le sue milizie. Il tutto
con il pretesto che il governo di Hamas a Gaza metterebbe in
pericolo l’integrità dello stato di Israele attraverso
il lancio di razzi su alcune sue colonie.

Israele giustifica tutte le sue violenze, i suoi arbitri e i
bombardamenti contro i civili come guerra al terrorismo,
coa-diuvato in questo dai mass media internazionali e dai
governi di ogni colore politico. Vergognose sono nel nostro
paese le modalità con cui vengono date le notizie
provenienti da Gaza e dai territori occupati. Gli aggrediti
(i palestinesi) diventano gli aggressori; mentre gli
Israeliani sono trasformati in vittime. Gli oltre 300
bambini palestinesi uccisi in meno di una settimana non
fanno notizia, mentre 4 morti in tre anni nelle colonie
israeliane di confine diventano “odiosi episodi di
ter-rorismo”.

E’ in atto un’operazione di pulizia etnica. L’entità
israeliana sta cercando con ogni mezzo di creare condizioni
di vita talmente insopportabili per i palestinesi da
costringerli ad abbandonare la loro terra. Il vero scopo di
Israele e del suo al-leato USA è la dearabizzazione della
Palestina. Il popolo palestinese è coraggioso, ma quanto
ancora potrà resistere dopo 60 anni di umiliazioni,
sconfitte, tradimenti, morti e distruzione? Il diritto
internazionale e umanitario è dalla sua parte eppure viene
trattato sempre come un popolo di serie B che non merita
l’appoggio della comunità internazionale.

La vera questione morale è la situazione in cui versa il
popolo palestinese da 60 anni, che è compito di tutti noi
risolvere.  A questo proposito è bene ricordare che nel
1948 non è nato lo stato di Israele, Israele si è
au-toproclamato stato e non ha mai rispettato la condizione
imposta dall’ONU, con la risoluzione 194, per rendere
legittima la sua costituzione, cioè quella di consentire
il ritorno dei profughi palestinesi. 

La salvezza del popolo palestinese passa anche attraverso
atti di resistenza che tutti noi dobbiamo sapere
organizzare. Prendiamo le distanze dal “politicismo”,
dalle posizioni cosiddette “equidistanti”
(l’equidistanza è complici-tà con Israele), e anche
dall’ipocrita senso di sconfitta se le iniziative
intraprese  non hanno successo immediato.  Possia-mo
impedire che l’Italia abbia accordi commerciali con
Israele? A breve termine certo no, ma si possono creare le
condi-zioni perché questo avvenga in tempi ravvicinati, ad
esempio iniziando a compiere magari degli atti tipo quelli
di non comprare certi prodotti o di non frequentare luoghi
in cui sono venduti i prodotti israeliani. Se guardiamo alla
storia pas-sata chi di noi avrebbe mai pensato trent’anni
fa che Mandela sarebbe diventato presidente del Sudafrica?
Ebbene inco-minciamo a diffondere capillarmente
l’informazione che l’Italia è tra i 5 maggiori partner
commerciali europei di Israele; è uno dei più importanti
mercati europei per le esportazioni israeliane con l’11%
pari ai Paesi Bassi, segue solo la Francia con il 10% ed è
superata dalla Germania con il 21% e il Regno Unito con il
18%; che le esportazioni italiane in I-sraele hanno
raggiunto nuovi primati proprio nello scorso anno e che
anche le esportazioni israeliane verso l’Italia stanno
crescendo; che Israele è uno dei più importanti
esportatori mondiali di attrezzature militari con il 10% nel
2007; che Isra-ele importa dall’Italia il 4,8% delle sue
importazioni totali che comprendono attrezzature militari,
beni di investimento, diamanti grezzi, combustibili, beni di
consumo.

Nonostante tutto ciò l’Italia è il paese europeo in
cui la campagna di boicottaggio contro Israele si è
pro-gressivamente rallentata, diversamente da altri paesi in
Europa in cui negli ultimi tre anni si è invece
consolidata. E’ necessario riprenderla al più presto.
Ecco perché di fronte a questo quadro drammatico si
impongono scelte chiare anche per chi nel nostro paese
intende con-tribuire concretamente al sostegno della
resistenza e della causa palestinese.

Usciamo dall’ambiguità e diciamo basta al ricatto morale
dell’olocausto!
Lo diciamo con la serenità di chi lotta da sempre con
coerenza e determinazione contro i rigurgiti fascisti e
nazisti: non abbiamo paura delle critiche scontate di una
certa parte corrotta della società israeliana e di alcuni
rappresentanti della comunità ebraica italiana. Non è
più tollerabile il silenzio e la compiacenza verso i
crimini israeliani.

BOICOTTARE ISRAELE ORA PER AIUTARE CONCRETAMENTE LA
RESISTENZA PALESTINESE

A FIANCO DELLA RESISTENZA PALESTINESE	FERMIAMO IL MASSACRO
DI GAZA 
ABBATTIAMO IL MURO DELL’APARTHEID	DIRITTO AL RITORNO PER
TUTTI I PROFUGHI
RISPETTO DELLA SOVRANITA’ PALESTINESE	SMANTELLAMENTO DELLE
COLONIE
LIBERTA’ PER I PRIGIONIERI POLITICI	                    
FINE DELL’OCCUPAZIONE
NO AGLI ACCORDI COMMERCIALI UE-ISRAELE	PALESTINA LIBERA!

Milano, 14 gennaio 2008                                     
                                                            
                                  
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