From emmaz07 at libero.it Sat Apr 18 10:32:37 2026 From: emmaz07 at libero.it (Annamaria) Date: Sat, 18 Apr 2026 10:32:37 +0200 (CEST) Subject: [Ezln-it] =?utf-8?q?EZLN=3A_Ci=C3=B2_che_voi_chiamate_mondo_e_che?= =?utf-8?q?_noi_chiamiamo_tormenta?= Message-ID: <1286403467.344369.1776501157590@mail1.libero.it> Ci? che voi chiamate mondo e che noi chiamiamo tormenta https://chiapasbg.com/2026/04/18/cio-che-voi-chiamate-mondo-e-che-noi-chiamiamo-tormenta/ Il seminario zapatista a San Crist?bal de las Casas (Chiapas) apre un nuovo ciclo di incontri di Andrea Mazzocco - 18.04.2026 ?In questo seminario vogliamo presentare diverse visioni che si confrontano su una stessa realt?: ci? che voi chiamate mondo e che noi chiamiamo tormenta?. Con queste parole ? iniziato il seminario ?La tormenta dentro e fuori secondo le comunit? e i popoli zapatisti?, parole pronunciate dal Capit?n insurgente Marcos che, insieme al SubComandante Mois?s, ? stato l?unico relatore durante il seminario convocato nei giorni 2-3-4 aprile presso la sede del CIDECI-Universidad de la Tierra, San Crist?bal de las Casas (Chiapas). Il primo giorno ? stato incentrato sulla crisi climatica. Il SubComandante Mois?s ha presentato la visione collettiva che emerge dalle stesse comunit?, ponendo l'accento sui risvolti pratici di ci? che succede in Chiapas. ?Dove prima pioveva ora non piove pi?; dove c?? freddo comincia a fare caldo; gli alberi fioriscono in modo diverso: alcuni in anticipo, altri in ritardo e altri ancora non fioriscono affatto. Dovremmo tenerne conto, e sul serio, perch? per quanto lottiamo per la libert? non avremo case, non avremo vita se il pianeta Terra sar? completamente distrutto?, ha affermato il subcomandante zapatista. Il Capitano Marcos invece ha evidenziato la postura del potere politico ed economico, che, dopo aver passato decenni a negare il cambio climatico, ora si adopera per proporre ci? che vengono definite ?false soluzioni?. Perch? se il cambiamento climatico non ? un incidente della storia ma una direzione deliberata del capitalismo industriale, le soluzioni al problema che vengono proposte non saranno mai a beneficio dell?ecosistema e delle popolazioni che vi abitano, ma saranno solo un?altra possibilit? per il sistema capitalista di ri-legittimarsi. A conclusione della prima giornata, proprio il Capitano Marcos ha annunciato che nella prima settimana di agosto l?Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) organizzer? un seminario con esperti sul tema della crisi climatica. ?Non ci basta pi? essere d?accordo sull?analisi, abbiamo bisogno di conoscere esperienze di resistenza e ribellione. Cosa fare di fronte a questo, e se ? vero che l?umanit? ? nemica del pianeta Terra, o se il nemico ? un sistema?, ha affermato. La seconda giornata ? stata incentrata sul ruolo dello Stato-nazione, vittima sacrificale di questa ultima tappa del capitalismo globale. Il capitano Marcos ne ha analizzato la genesi, affermando che ?? l? che il capitalismo trova il suo terreno fertile e inizia a svilupparsi. Si sviluppa a tal punto che lo Stato-nazione diventa un ostacolo e il capitalismo, il sistema, ha bisogno che le merci circolino, che vengano vendute rapidamente e che generino il massimo profitto nel minor tempo possibile?. Ha concluso che per questo motivo ?lo Stato-nazione ? la vittima principale dell?attuale fase del capitalismo? e che la sua ricostruzione non ? possibile. Inoltre, ha affermato che ?la sovranit? ? una barzelletta mal raccontata?, dato che il governo messicano si dichiara sovrano, pur non avendo la libert? di decidere di inviare petrolio a Cuba. Il SubComandante Mois?s ha invece incentrato il suo intervento sui programmi governativi come ?Sembrando Vida?, da sempre identificati come una delle strategie controrivoluzionarie implementate dallo Stato. Nello specifico caso messicano, questi programmi hanno l'effetto diretto di cambiare forma legale alle terre delle famiglie, spingendo la parcellizzazione e quindi successiva possibile privatizzazione delle stesse. Ma oltre a questo, allontanano le famiglie dal ricercare soluzioni collettive ai loro problemi, incentivando l'isolamento a scapito dell'organizzazione. ?Ci? che ci hanno insegnato i nostri nonni ? che bisogna difendere i propri diritti insieme (en Com?n, ndt), non da soli?, ha affermato il portavoce dell'EZLN. Un altro passaggio da evidenziare di questa seconda giornata ? stato un ulteriore intervento da parte del capitano Marcos: ?La governatrice di Campeche Layda Sansores, la prima ministra fascista italiana Giorgia Meloni e quella giapponese Sanae Takaichi, che ? un?ammiratrice di Hitler: certo, ci sono donne nei governi, ma qual ? la differenza tra queste donne e Trump?? Nel rispondere a questa domanda, e quindi nello smentire chi vede all'interno dello Stato-nazione e delle cosiddette democrazie liberali gli strumenti per riformarsi in meglio, Marcos ha utilizzato la metafora dello specchio sferico, gi? utilizzata in passato. Le persone hanno una visione parziale del mondo perch? la realt? ? come uno specchio sferico, ci? che vedi dipende dal punto di osservazione e l'immagine riflessa sar? solo una parzialit? dell'orizzonte che abbiamo intorno. Per questo alcune persone possono dire che s?, c'? stato un progresso perch? ci governa una donna, ma lo dice solo perch? sta vedendo una parte della realt?, riducendo infinitamente la sua complessit?. L'unico modo di vedere il mondo attraverso uno specchio sferico ? quello di farlo in collettivit?, en Com?n, in modo che ogni persona possa dire alle altre cosa vede, e mettendo insieme tutti i punti di vista si pu? avere una visione pi? complessiva. Il terzo giorno ? stato infine incentrato sulla risposta, o meglio sulle risposte possibili a questa fase. Con un punto di partenza ben chiaro: El Com?n ? la strategia adottata dai popoli zapatisti e non zapatisti per superare la tormenta, hanno evidenziato sia il Subcomandante Mois?s che il Capitano Marcos. La proposta del Com?n ? stata ufficializzata a fine del 2023 all'interno di una profonda riorganizzazione dell'autonomia zapatista in cui fra i grandi cambiamenti spicca un forte cambio di paradigma nelle relazioni con la popolazione non zapatista. Una forma ancor pi? radicale di collettivismo, non pi? rivolta solo all'organizzazione ma anche al suo esterno. ?Quello che stiamo cercando ? un modo per aiutarci a migliorare la vita che desideriamo. Non si tratta solo di costruire un governo comune o di lavorare insieme la terra, ma di costruire insieme una nuova vita, un nuovo mondo e una nuova societ?. Il cambiamento va pensato, non c?? nessuno che ci insegni come farlo; ma ? nell?aria, ? nel pensiero, ? nello sguardo, ? nell?ascolto. Il cambiamento dobbiamo farlo tutti: la gente della campagna e della citt??, ha detto il Subcomandante. All'interno dei tre giorni di seminario ha avuto ovviamente anche molto spazio la narrazione rispetto alle varie fasi che ha attraversato l'organizzazione zapatista dal 1994 a oggi, fondamentale per capire la proposta del Com?n, la sua genesi e la sua costruzione, iniziata ormai ufficialmente da un paio d'anni e che occuper? un posto di rilievo nel prossimo futuro. Non una proposta studiata a tavolino da teorici slegati dalla realt?, ma il frutto della pratica, degli errori e soprattutto della autocritica, motore fondante dell'evoluzione dell'organizzazione zapatista negli ultimi trent'anni. https://globalproject.info/2026/4/cio-che-voi-chiamate-mondo-e-che-noi-chiamiamo-tormenta -------------- parte successiva -------------- Un allegato HTML ? stato rimosso... URL: