[Ezln-it] Gianni Proiettis arrestato in Chiapas. Ora rilasciato.

Annamaria maribel_1994 at yahoo.it
Fri Dec 17 13:08:56 CET 2010



La Jornada – Venerdì 17
Dicembre 2010

 

Gianni Proiettis denuncia
che il suo fermo è un “attentato contro la libertà di stampa”

Fermato in
Chiapas per “confusione” un giornalista di origine italiana, già rilasciato

La Polizia statale aveva
accusato il docente universitario anche di possesso di marijuana

 

Elio Henríquez. San Cristóbal de Las Casas, Chis.,
16 dicembre. Gianni Proiettis, collaboratore del
quotidiano italiano Il Manifesto e professore universitario dell'Università
Autonoma del Chiapas (Unach), la mattina di oggi è stato fermato da poliziotti
statali con l'accusa di possesso di marijuana, ma nove ore dopo è stato
liberato dicendo che si è trattato di "confusione".

Il giornalista di
origine italiana ha dichiarato che il suo fermo rappresenta un "attentato
contro la libertà", perché è sicuro di essere stato fermato per aver
scritto alcuni articoli critici contro le autorità federali.  

Intervistato per
telefono dopo essere stato liberato, poco prima delle ore 22, Proiettis ha
raccontato che intorno alle 11.30 era uscito di casa nel quartiere di Cuxtitali
"per comprare delle sigarette e mi hanno afferrato tre civili con le
pistole; mi hanno caricato su un'auto senza dirmi che erano poliziotti statali;
l'ho saputo dopo".

Ha aggiunto che i
poliziotti non l'hanno nemmeno informato di cosa fosse accusato e l'hanno
portato nella sezione antidroga con sede a Tuxtla Gutiérrez, dove è rimasto
isolate per diverse ore.  

Ha raccontato che
un'ora prima di essere liberato gli hanno detto che era accusato "di avere
uno spinello (sic) di marijuana, cosa non vera. Mi hanno fatto questa accusa
falsa. E' stato solo in Procura che ho saputo di cosa mi accusavano di avere
una piccola bustina, che se anche fosse stata mia era assurdo, ma non era
neppure mia".

Dal 1993 Proiettis
insegna antropologia alla Facoltà di Scienze Sociali della Unach, con sede in
questa città, e dal 1994 quando insorse pubblicamente l'Esercito Zapatista di
Liberazione Nazionale, collabora con Il Manifesto.  

"Vedo la mia
detenzione come un attentato alla libertà di stampa. Sicuramente quello che ho
scritto non è piaciuto a qualche politico. Credo che sia questa la ragione di
fondo del mio fermo, non vedo altra ragione", ha aggiunto.

Ricorda che nei
suoi recenti articoli ha trattato il tema del narcotraffico in Messico, cosa
che irrita "particolarmente il governo federale", e recentemente ha
coperto il forum sui cambiamenti climatici di Cancun, Quintana Roo.  

Sostiene che i
poliziotti non lo hanno picchiato né maltrattato, "ma al momento di
entrare nel veicolo mi hanno minacciato con una pistola e mi hanno infilato un
cappuccio in testa, ma nient’altro di particolare".

E' stato liberato
intorno alle 21.30, dopo che Mónica Mendoza Domínguez, segretaria particolare
del vice-procuratore generale di Giustizia dello stato, Jorge Culebro Damas,
gli ha detto che si era trattato di una "confusione" e gli ha offerto
le proprie scuse.  

A Città del
Messico, l'Istituto Nazionale di Migrazione ha confermato che "non ha
citato né ha fermato" Gianni Proiettis. 


Ha detto di non
avere informazioni e che, eventualmente, questa responsabilità sarebbe delle
procure statale e Generale della Repubblica, perché fino alla notte di questo
giovedì la Migrazione non aveva partecipato a nessun operativo.  

 

Con informazioni
di Fabiola Martínez

(Traduzione "Maribel" -
Bergamo)




      
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