[Ezln-it] POLIZIA E MILITARI SCIOLGONO LO SCIOPEO NELLE MINIERE DI CANANEA

Annamaria Pontoglio maribel_1994 at yahoo.it
Sun Jan 13 17:00:38 CET 2008


  La Jornada – Sabato 12 gennaio 2007
   
  - 800 agenti di pubblica sicurezza si scontrano con i lavoratori; ci sono 40 feriti e 5 desaparecidos 
   
  SCIOLTO LO SCIOPERO A CANANEA CON L’INTERVENTO DI POLIZIA E MILITARI
   
  - La JFCA ieri ha dichiarato "illegale" lo sciopero
- Rappresentanti della corporazione presentano denunce   
  Ulises Gutiérrez Ruelas (Corrispondente) 
     
Hermosillo, Sono., 11 gennaio. Al meno 800 agenti di pubblica sicurezza, tra militari e poliziotti federali e statali, si sono scontrati con centinaia di lavoratori che bloccavano i tre accessi principali dell'industria Mineraria di Cananea ed hanno sgomberato strutture dopo che la Giunta Federale di Conciliazione ed Arbitraggio (JFCA) ha dichiarato “illegale” lo sciopero iniziato il 30 luglio scorso.
Sergio Tolano Lizárraga, segretario generale della sezione 65 del sindacato minerario, ha comunicato che lo sgombero ha lasciato un saldo di 40 minatori feriti, cinque dei quali hanno richiesto il ricovero in ospedale; cinque fermati che sono stati rilasciati poi alle ore 17, ed un ugual numero di desaparecidos, compresa la moglie di un operaio.

 "Le autorità hanno lanciato la notifica attraverso una porta della miniera; io non ero presente. Ora dicono che l’ho respinta", ha denunciato il dirigente, che condanna l'atteggiamento dei governi federale e statale per non aver consegnato in forma adeguata i documenti, cosa che avrebbe evitato lo scontro.
"Abbiamo sempre agito secondo la legge, perfino ora che il governo ha stabilito che lo sciopero è illegale. Abbiamo presentato ricorso a Città del Messico e l’accoglimento, a nostro favore, dovrebbe esserci questo venerdì (ieri)", ha detto Tolano Lizárraga. Fino alla chiusura di questa edizione non si conosceva questa sentenza.

Poliziotti mattinieri
La  Segreteria del Lavoro e Previdenza Sociale (STPS) ha reso noto di aver notificato al sindacato minerario la dichiarazione di illegalità dello sciopero alle ore 11:30 ; tuttavia, alle 5:24 della mattina erano arrivati alla miniera otto camion con truppe dell'Esercito e della Polizia Federale Preventiva.      Immediatamente la voce si è diffusa in città. Molti abitanti hanno deciso di non uscire in strada, i bambini non sono andati a scuola e negozi non hanno aperto. Ai tre principali accessi alla miniera i lavoratori di guardia si davano coraggio per non arrendersi e in difesa dei loro diritti. 
     Passate le 7 sono arrivati anche camioncini della polizia statale di investigazioni e di Pubblica Sicurezza, quasi 800 elementi chi si sono raccolti nella Casa della Cultura, ad alcuni isolati dall’entrata principale. 
     Alle 10 della mattina é partita la prima carica. I minatori non sono riusciti a mantenere il controllo della porta “Uno” davanti all'aggressione con gas lacrimogeni e pallottole di gomma. 
     "Sono arrivati e picchiano tutti", denunciava in quel momento Tolano Lizárraga, che confermava la caduta di una delle tre porte della miniera nelle ore successive, oltre alle aree di produzione e immagazzinamento. 
     Alle 13:40 c’è stato lo scontro più violento. Tolano Lizárraga ha invitato i suoi compagni a non mettere a rischio la vita e a raccogliersi negli uffici del sindacato, ad alcuni isolati di distanza, per analizzare le azioni da prendere. 
     Un comandante della PFP è andato in questi uffici nel tentativo di dialogare con i minatori per impedire che rioccupassero il giacimento, ma non ha avuto successo. In quel momento erano riuniti circa 800 lavoratori. 
     Riguardo ai desaparecidos, Tolano Lizárraga si è impegnato "a rintracciare dove si trovano i quattro compagni e la moglie di uno di loro, poiché non sono detenuti nell'agenzia del Pubblico Ministero". La riunione iniziata alle 17:30 era ancora in corso alla chiusura di questa edizione. 
     Il governatore Eduardo Bours ha affermato che la presenza della polizia statale si è resa necessaria per "permettere l'ingresso dei lavoratori alla miniera". Benjamín Bolaños, portavoce di Mexicana de Cananea, ha dichiarato che durante i 165 giorni di sciopero l'impresa ha subito perdite per 500 milioni di dollari. 
     Ieri sera, l'Industrial Minera México informava in un comunicato di aver ripreso il controllo dei tre accessi alla miniera, annunciando che "centinaia di lavoratori" sono tornati a lavorare nelle strutture; tuttavia, questa versione è stata smentita dai rappresentanti del sindacato.
   
  (Traduzione a cura di Giorgo e Comitato Chiapas “Maribel” – Bergamo)
  
       
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