[Cslist] [Fwd: [Redditolavoro] 4 novembre a Milano, Novara, Trieste, Pisa, Spoleto, Catania, Novara.]

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Tue Nov 2 10:40:29 CET 2010


---------------------------- Original Message ----------------------------
Subject: [Redditolavoro] 4 novembre a Milano, Novara, Trieste, Pisa,
Spoleto, Catania, Novara.
From:    "clochard" <spartacok at alice.it>
Date:    Sun, October 31, 2010 11:29 pm
To:      redditolavoro at lists.ecn.org
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            Il 4 novembre sta diventando una giornata nazionale
antimilitarista

            Iniziative a Milano, Novara, Trieste, Pisa, Spoleto, Catania,
Novara, Cameri
            Per le info da tutte le città vedi su

            http://viceversa.megablog.it/item/il-4-novembre-sta-diventando-una-giornata-nazionale-antimilitarista


            TUTTE LE REALTA' CHE PROMUOVERANNO INIZIATIVE POSSONO INVIARE
UNA MAIL A info at disarmiamoli.org

            APPELLO DELLA RETE NAZIONALE DISARMIAMOLI PER UN 4 NOVEMBRE
ANTIMILITARISTA.
            LA GUERRA È FINITA?

            Il nostro paese ha espresso per decenni alti livelli di
coscienza, capacità di reazione e mobilitazione intorno ai
temi del no alla guerra e all'intervento militare in Iraq e
Afghanistan, al militarismo ed al riarmo unici in tutto il
mondo occidentale.
            Sino a pochi anni fa le piazze si riempivano per dire  NO alle
guerre di aggressione ed ai suoi sponsor, inchiodando alle
proprie responsabilità governi di diverso posizionamento
nell'emiciclo parlamentare.

            A vedere l'Italia di oggi sembra siano passati anni luce da
quelle grandi mobilitazioni.
            Il tema della guerra viene costantemente distorto o espulso
dal dibattito politico nazionale.
            Quasi tutte le nuove espressioni del dissenso
antiberlusconiano non annoverano tra le proprie parole
d'ordine il no alla guerra ed alle missioni all'estero.  Le
vertenze a difesa dei posti di lavoro e dei servizi sociali
non evidenziano la stridente contraddizione tra i tagli al
salario diretto ed indiretto e aumento esponenziale della
spesa militare.
            Una rimozione collettiva di tale portata troverebbe
giustificazione in una effettiva diminuzione dei pericoli di
conflitto nel mondo, quantomeno nell'area geografica prossima
al nostro paese. Potrebbe essere giustificata da una
diminuzione dei processi di militarizzazione dei territori e
della vita sociale e culturale interna.

            La realtà che ci circonda, le scelte politiche interne ed
internazionali ci raccontano una realtà ben diversa. Ci dicono
che

            LA GUERRA È TRA NOI.

            I dati macroscopici evidenziati dalle grandi agenzie
internazionali di calcolo economico ci parlano delle industrie
armiere come uniche capaci di chiudere con attivi di bilancio
annuali astronomici. Finmeccanica, holding italiana al 37%
pubblica è tra i colossi mondiali di questo commercio di
morte.
            Le missioni militari all'estero continuano a produrre debito
pubblico (3 milioni di euro al giorno per l'erario italiano) e
guadagni privati per i soliti noti, morte e distruzione per i
paesi aggrediti.
            La società nel suo complesso sta subendo un processo di
militarizzazione che arriva, con il protocollo La Russa -
Gelmini per i corsi paramilitari nelle scuole, ad investire
direttamente la formazione delle future generazioni.

            La rimozione di questa realtà dipende quindi dal venir meno di
una critica politica, sociale e culturale al meccanismo
bellico come ingranaggio centrale dell'attuale sistema di
produzione, specie in una fase di crisi sistemica come
l'attuale.
            In forme diverse si stanno velocemente ricreando le condizioni
dell'allucinante meccanismo - ben rodato durante il secolo
scorso - del "distruggere per ricostruire, per ricreare le
ragioni della produzione di merci e di profitto".

            LA GUERRA TRASFORMA I NOSTRI TERRITORI.

            Le basi della guerra sono essenziali per proiettare queste
politiche sui territori circostanti, vicini e lontani. Così
procedono i lavori al Dal Molin di Vicenza, crescono le basi
di camp Darby e si ipotizza di costruire il più grande Hub
militare d'Italia nel limitrofo aeroporto di Pisa, continuano
i lavori di potenziamento di Sigonella e delle basi radar a
Niscemi, si potenzia la produzione degli F35 a Cameri
(Novara).
            Territori che cambiano di segno, divenendo nei fatti grandi
aree a stretta sorveglianza militare. Una immensa seconda
linea organizzata per distruggere e depredare i paesi
limitrofi.

            SENZA UN NO ALLE POLITICHE DI GUERRA NON ESISTONO ALTERNATIVE
POSSIBILI ALLO STATO DI COSE PRESENTI

            Il nostro paese sarà progressivamente investito da una crisi
economica sempre più pesante, che già ha ridotto milioni di
lavoratori, giovani e pensionati in condizioni economiche
molto critiche. Uomini e donne che cercheranno di rispondere
ad una realtà senza futuro con lotte, rivendicazioni, istanze
di legittima affermazione esistenziale.
            L'assenza attuale della tematica antimilitarista, del no alla
guerra ed alle sue proiezioni rischia di contribuire al
sorgere di pulsioni nazionaliste e reazionarie all'interno dei
futuri movimenti di massa.

            È urgente che tutte le realtà sociali, culturali, sindacali e
politiche che si muovono sul terreno di una alternativa
radicale al modello sociale dominante rimettano al centro
delle proprie piattaforme i temi del
            NO ALLA GUERRA, ALLE SPESE MILITARI, ALLA MILITARIZZAZIONE
DELLA SOCIETA' E DELLA CULTURA.
            PER IL RITIRO DELLE TRUPPE DALL'AFGHANISTAN E DA TUTTI I
CONFLITTI BELLICI.

            Su questi grandi temi proponiamo a tutte le realtà pacifiste e
antiguerra presenti sul territorio nazionale di impegnarsi in
una scadenza comune di mobilitazione, attraverso cortei,
presidi, manifestazioni, iniziative. Indichiamo la settimana
del 4 novembre prossimo, per ribaltare i contenuti di una
giornata che invece galvanizza le forze armate.

            DA VICENZA A SIGONELLA, DA NOVARA A PISA E LIVORNO, DA ROMA A
MILANO, DA CAGLIARI A TRIESTE, DA COLLEFERRO A GHEDI,  SI ALZI
DI NUOVO FORTE E CHIARA LA VOCE DI CHI SI OPPONE ALLE
PRODUZIONI DI ARMI, ALLE POLITICHE DI MORTE ED ALLE SUE BASI.

            Chiediamo a tutte le realtà che decideranno di promuovere una
iniziativa nella prima settimana di novembre di darcene
notizia, in modo da poter rafforzare e socializzare la
mobilitazione.

            La Rete nazionale Disarmiamoli!
            www.disarmiamoli.org info at disarmiamoli.orgIndirizzo e-mail
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