[Cslist] [Fwd: [Redditolavoro] fiat termini imerese Gli studenti sono con gli operai]

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Thu May 13 10:02:03 CEST 2010


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Subject: [Redditolavoro] fiat termini imerese Gli studenti sono con gli
operai
From:    "CobasSindacatodiClasse" <cobasta at libero.it>
Date:    Wed, May 12, 2010 4:23 pm
To:      redditolavoro at lists.ecn.org
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Studenti del Liceo Meli di Palermo- Adesione e contributo
Gli studenti sono con gli operai

In tutto il territorio italiano si va profilando, ormai da diversi mesi,
la chiusura di diverse e importantissime fabbriche, motore dell’economia
del Paese. Migliaia di licenziamenti di operai e lavoratori che da 10, 20,
30 anni hanno un posto di lavoro sicuro e adesso si trovano a casa
disoccupati. Cassa integrazione, tagli di personale, licenziamenti di
massa sono le soluzioni che adottano i proprietari di aziende, fabbriche
per pagare i debiti che loro stessi hanno prodotto e capitalizzare al
massimo i loro profitti. Tutto questo sulla pelle dei lavoratori. La crisi
economica infatti, nonostante le previsioni che la vogliono passata,
continua a mietere ‘vittime’. Secondo gli ultimi dati, sarebbero due
milioni i disoccupati censiti dall’Istat nel 2009, in crescita
esponenziale rispetto al 2008. Sono circa 140 le vertenze di aziende che
annunciano il licenziamento di moltissimi dipendenti. La Sicilia una delle
regioni d’Italia più colpite. L’amministratore delegato Fiat Sergio
Marchionne ha dichiarato che la Fiat non è interessata a mantenere alcuna
attività a Termini Imerese, dove dal 2011 smetterà di produrre auto. Il
baricentro degli affari della multinazionale Fiat si sposta sempre di più
verso gli Stati Uniti (come ci mostra il piano Fiat-Chrysler) e si
preferisce chiudere lo stabilimento di Fiat, che da decenni produceva
automobili del gruppo torinese, dove gli operai sorreggono l’economia del
paese e adesso si troveranno senza più un lavoro e un futuro certo
davanti. La Fiat ha chiuso l’anno con grossi profitti, e proclama di
aumentare la produzione, aprendo nuovi stabilimenti nell’est europeo e
nelle zone dove il costo del lavoro è molto più basso; mentre tutti gli
stabilimenti sono in cassa integrazione. E’ evidente che della crisi ne
pagano le conseguenze solo gli operai e i lavoratori, la strategia delle
imprese capitaliste è di sviluppare una guerra tra poveri, aumentando
sempre più il divario fra miliardari e poverissimi. Gli operai della Fiat
di Termini Imerese così come quelli della Innse e dell’Alcoa di Portovesme
sono quindi da mesi in lotta per difendere il proprio posto di lavoro e
difendere il proprio diritto al lavoro. Non si può infatti restare
indifferenti e chinare la testa alle scelta delle imprese capitaliste, e
gli operai di queste fabbriche portano avanti una lotta che si fa sempre
più dura e decisa contro le decisioni padronali e le riforme anti-operaie
del governo Berlusconi. Le proteste degli operai Fiat, gli scioperi, i
cortei e i presidi davanti le sede istituzionali sono la dimostrazione
della lotta operaia a difesa del lavoro, che è un diritto sancito dalla
nostra Costituzione. I 18 lavoratori saliti sul tetto del capannone fiat e
prima ancora l’occupazione del municipio di Termini da parte degli operai
Fiat, segnano la protesta netta e decisa contro la chiusura dello
stabilimento automobilistico che negherebbe un futuro a migliaia di
famiglie. E’ stato poi dimostrato come una buona lotta organizzata porti a
ottimi risultati, ed è necessario l’unione di tutti gli operai, ma non
solo. E’ necessario che tutti prendano conoscenza della situazione di
questi lavoratori e del loro futuro, è necessario che gli studenti stiano
vicino agli operai e camminino vicino a loro nei cortei, nelle
manifestazioni. La solidarietà e l’impegno degli studenti deve essere
totale e deciso, vi è un legame fra gli operai e gli studenti che sono i
lavoratori del domani, il futuro per il nostro Paese. Bisogna esprimere il
proprio dissenso contro queste scelte e questo modello economico basato
sul consumo e sullo sfruttamento di chi lavora, dove tutto è basato sulla
logica del profitto e non si tiene conto della sicurezza nei posti di
lavoro. Aumenta il numero delle morti bianche, poiché all’industriale non
importa la condizione di lavoro del proprio dipendente, perché non vi è
una cultura della sicurezza, bensì una mentalità ferma e volta solo alla
competizione e all’arricchimento personale. In tutto questo manca
l’apporto delle forze politiche e di gran parte dei sindacati nello stare
accanto agli operai e alle loro giuste battaglie per il lavoro. I giovani
devono cambiare questa cultura e questo modello sociale, devono tagliare
le catene dello sfruttamento, devono rendersi partecipi di una battaglia
per il lavoro e in difesa dei diritti di ogni cittadino. E’ bene ricordare
che gli operai producono l’intera ricchezza della società con il loro
sudore, il loro impegno e il loro sangue. E cosa ricevono in cambio? Cassa
integrazione, licenziamenti e morte sul lavoro! Dopo le presunte 16
proposte di riconversione dello stabilimento, gli operai della Fiat sono
in cassa integrazione dal 14 aprile e vedono la loro unica fonte di
reddito, il loro lavoro e il loro futuro messi in grande pericolo.

Non restare indifferenti e obbedire alle scelte dei governi e dei
capitalisti ma lottare insieme agli operai!

Lo stabilimento Fiat di Termini Imerese non deve chiudere!
Basta licenziamenti e morti sul lavoro!
Le fabbriche agli operai!
Studenti e lavoratori uniti nella lotta!


Studenti “Liceo G.Meli” Palermo



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