[Cslist] [Fwd: [Antifa] Una bella maturità]

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Wed Jun 23 11:36:29 CEST 2010


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Subject: [Antifa] Una bella maturità
From:    "Zeppe" <zeppe at posta.indivia.net>
Date:    Tue, June 22, 2010 8:43 pm
To:      antifa at lists.ecn.org
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Una bella maturità: temi su Mussolini e le foibe


“Chi controlla il passato, controlla il futuro. Chi controlla il
presente, controlla il passato” (George Orwell, 1984)

Oggi uno dei terreni della fascistizzazione dell’Italia è senza dubbio
la scuola e la formazione. Già il ministro Gelmini aveva prospettato
nuovi programmi scolastici che esaltano gli scrittori italiani come
momenti dell’«identità nazionale» e persino la tragedia greca come
fondamento dell’«identità occidentale» (la rivolta di Antigone contro il
potere potrà allora serenamente giustificare i crimini di guerra in
Iraq, Afghanistan, ecc.).

Così, nella prima prova della maturità il ministro ha voluto lasciare il
segno di questo nuovo corso. Un tema su «Il ruolo dei giovani nella
storia e nella politica. Parlano i leader» con una bella frase retorica
di Benito Mussolini del 1925, sei mesi dopo l’assassinio di Giacomo
Matteotti, che recita fra l’altro:

«Se il fascismo non è stato che olio di ricino e manganello, e non
invece una passione superba della miglior gioventù italiana, a me la
colpa! (Applausi). Se il fascismo è stato un’associazione a delinquere,
io sono il capo di questa associazione a delinquere! (Vivissimi e
prolungati applausi)».

E già il 16 giugno 2010 il ministro Meloni ostentava la sua «passione
superba» salutata da una selva di mani tese nel saluto fascista, in
piazza Vescovio davanti alla sede romana di Forza Nuova.

Ma il «leader» Mussolini non basta. C’è anche una bella traccia
revisionista dedicata al «giorno del ricordo al fine di conservare e
ricordare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime
delle foibe». Nel 2004 i partiti di destra hanno infatti istituito, per
bilanciare la «Giornata della Memoria» (il 27 gennaio, in ricordo dello
sterminio nazifascista di circa 6 milioni di ebrei), una mistificante
«Giornata del Ricordo» (il 10 febbraio, in memoria dei presunti eccidi
delle Foibe: 326 vittime accertate, 6.000 vittime ipotizzate senza
concrete prove storiografiche). E non riuscendo a documentare le proprie
fantasie, la destra giunge persino ad appropriarsi di partigiani
fucilati dai nazisti travestendoli da «vittime delle foibe».

Il «ricordo» istituzionale delle Foibe non è pietà verso i morti, ma una
strumentalizzazione volta solo a rivalutare storicamente l’esperienza
della dittatura fascista, screditando la Resistenza partigiana, mettendo
sullo stesso piano nazifascisti e antifascisti, sfruttando tragici
episodi del passato per manipolare la storia a proprio uso e consumo.

L’occupazione fascista della Jugoslavia comportò una feroce persecuzione
razziale delle genti slave (considerate «razza inferiore»),
l’italianizzazione forzata, il divieto di parlare la propria lingua, la
soppressione di tutte le scuole croate e slovene, il sequestro (spesso
reso superfluo dalla devastazione dei locali) di circa 4.000 sedi di
associazioni culturali slave. Già nel 1920 Benito Mussolini affermava:
«Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve
seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I
confini dell’Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche:
io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 500
italiani». Tra il 1941 e il 1945 l’occupazione nazifascista produsse la
distruzione di decine di migliaia di abitazioni, la morte di circa
45.000 civili sloveni e croati e l’arresto e l’internamento di altri
95.000.

Il regime fascista costruì in Jugoslavia 15 campi di concentramento e
14.000 prigionieri persero la vita nei lager italiani in Slovenia.
Quella fascista fu una delle prime e più feroci «pulizie etniche»
dell’età moderna secondo una politica di colonizzazione che prevedeva il
massacro delle popolazioni locali e l’esproprio di terre e proprietà a
favore della superiore «razza italiana». Come avvenne in Albania e
nell’Africa Orientale Italiana, anche con l’uso massiccio di armi
chimiche contro le popolazioni civili.

Proprio questa volontà revisionista di equiparazione e bilanciamento
simmetrico tra vittime e carnefici, tra repubblichini e partigiani, tra
sterminio nazista e presunti martiri delle foibe entusiasma la destra
italiana, a copertura delle sue violente politiche xenofobe. «Con le
tracce della maturità di quest’anno», ha dichiarato Giovanni Donzelli,
portavoce nazionale del movimento gggiovanile del PdL, «i giovani
saranno finalmente orgogliosi di essere italiani. La traccia sulle foibe
accanto a quella su Primo Levi mostra una scuola finalmente capace di
rappresentare tutta l’Italia».

«Questa», aggiunge il portavoce dei gggiovani del PdL, «è la scuola che
da sempre sogniamo: libera e meritocratica. È finita l’epoca in cui
sindacalisti ed ex sessantottini egemonizzavano la scuola trasformandola
in un ammortizzatore sociale utile a indottrinare i nuovi giovani a
ideologie vecchie e superate».

Già, mentre governo e sindacati istituzionali benedicono accordi
sindacali capestro, c’è chi s’impegna a spazzar via anche il ricordo di
una lotta di liberazione sociale che non è mai riuscita davvero a
defascistizzare questo misero, smemorato paese.

Ed esitante sembra anche la reazione degli storici di professione come
quella di Lucio Villari che ha dichiarato: «Il tema storico sulle foibe
si presta a strumentalizzazioni».

Comunque la scelta è varia. C’è la traccia artistico-letteraria su
«Piacere e piaceri» con D’Annunzio in prima fila controbilanciato da
Brecht. Ci sono pure gli Ufo, la cui minaccia ha inquietato di recente
la Lega Nord: il saggio breve di ambito scientifico-tecnologico
s’intitola infatti «Siamo soli?», ovvero un bel «tema sugli Ufo».

Oggi bisogna invero ribadire che la trasversalità bipartisan è un
progetto di normalizzazione autoritaria che, ovunque s’impone, divide
distrugge e impoverisce. Anzi, la trasversalità “condivisa” è stato uno
dei vettori della corruzione e del disastro sociale e culturale di
questo paese.

Per la verità, la memoria, la giustizia sociale, ora e sempre resistenza!
Costruiamo un movimento dal basso contro l’uso strumentale e
manipolatorio degli ambiti della formazione!



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