From telviola at ecn.org Mon Mar 3 14:38:43 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Mon, 3 Mar 2008 14:38:43 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: Inoltra: T.S.O. per ordine pubblico] Message-ID: <1076.151.24.37.41.1204551523.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: Inoltra: T.S.O. per ordine pubblico Da: "telefono viola di milano" Data: Lun, 3 March 2008, 9:06 am A: telviola at ecn.org -------------------------------------------------------------------------- --- In psichiatriafuckyou at yahoogroups.com, ha scritto: T.S.O. PER ORDINE PUBBLICO Altro che 180, altro che democraticizzazione della psichiatria... Oltre hai gi? noti servizi psichiatrici territoriali, nati dopo la tanto decantata chiusura dei manicomi, la psichiatria dilaga nella societ? anche sotto altre forme, rivolta in questo caso a chi gli psichiatri stessi non possono definire "paziente da curare". Premettendo che per noi nessuno ? da curare dalla coercizione psichiatrica, ci sembra comunque ancora meno accettabile il ricorso al Trattamento Sanitario Obbligatorio in caso di sfratto. Non ? la prima volta che capita a Firenze. Gi? qualche anno fa avevamo denunciato il caso di una donna marocchina sfrattata per morosit?, portata via sotto sedativi somministratigli da medici e paramendici del 118 al momento dell?esecuzione dello sfratto stesso perch? mostrava segni di forte agitazione! La donna in questione, per giunta, era anche incinta, nonch? madre di una bambina piccola con cui sarebbe finita in mezzo a una strada. L'11 gennaio 2008 il T.S.O. ? toccato a Franco Bellini, 72 anni, invalido al 100% di Scandicci, durante lo sfratto, o meglio l?esproprio della sua casa di Scandicci sulla quale dovr? passare la terza corsia dell?autostrada. I giornalisti indignati, gli psichiatri indignati, ma intanto lui ? stato sedato, portato via da una casa di sua propriet?, caricato in ambulanza e ricoverato in un reparto psichiatrico. E tutto questo perch? non voleva abbandonare la sua abitazione, i suoi pianoforti, la sua terra, i suoi animali. Sembrerebbero pi? che legittime le sue rivendicazioni, cos? come la sua ferma volont? di non lasciare ci? che era suo e a cui era legato. La sua lunga lotta contro la Societ? Autostrade, iniziata gi? negli anni ?50, visto che l?autostrada stessa passava a un metro da casa sua, si ? cos? conclusa nel peggiore dei modi. Dopo il reparto, all?uomo ? stato riservata una camera in albergo, la promessa di un indennizzo, ma solo la promessa, e dei soldi per una nuova casa che corrispondono a circa un terzo del valore della casa abbattuta. Oggi il signor Bellini e l?anziana moglie sono ancora in albergo, ma non pi? a spese del Comune, che si ? limitato a pagare fino al 21 febbraio, mentre dei soldi dell?indennizzo non se ne parla proprio. (Per approfondire la storia vedi articoli di seguito allegati). Questo evento ci porta a fare alcune considerazioni. Innanzitutto il preoccupante ricorso al T.S.O. in casi di sfratto. La psichiatria, qui come altrove del resto, arriva in soccorso delle forze dell?ordine. Invece di ammanettare e di portare la gente a Sollicciano, si preferisce chiamare l?ambulanza e far intervenire un bel medico che col suo rassicurante camice bianco ti spara una dose di sedativo. Cos?, bello rincoglionito, lo sfrattato in questione si opporr? sempre meno al destino avverso che gli ? toccato. E non solo. Star? qualche giorno in reparto risolvendo anche il problema abitativo. Come spesso abbiamo sottolineato, riteniamo molto sottile, e a volte inesistente, la linea di separazione tra polizia e psichiatria; ed eventi come questo mettono in luce come la psichiatria intervenga laddove c?? chi si oppone, chi contesta, chi lotta per la propria libert? e per i propri diritti contro i poteri forti. Riteniamo la possibilit? di ricorrere al T.S.O. come l?elemento centrale che fa della legge 180 una normativa che continua a riconoscere un potere estremamente coercitivo alla psichiatria, che, anzi, esce dalla riforma ancora pi? libera di intervenire in maniera arbitraria, capillare e punitiva. Vorremmo infine far appello ai medici e ai volontari che lavorano sulle ambulanze al fine di portarli a ragionare sulla barbarie e sulla violenza che rappresenta un T.S.O., invitandoli a fare obiezione di coscienza a simili pratiche. Si fa un gran parlare della mostruosit? dell?aborto, ma nessun Giuliano Ferrara di turno nomina mai l?orrore psichiatrico, praticato quotidianamente su centinaia di migliaia di persone in tutto il mondo. articoli: Metropoli La Piana 18 gennaio 2008, "Il pianista strappato alla sua > casa ???io, trattato peggio di un cane??? ": > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080124/SIB4193. PDF > Metropoli La Piana 18 gennaio 2008, " Per mio padre una procedura > brutale???": > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080124/SIB4194. PDF > Metropoli 18-01-2008 "No caro Sindaco, cos? non va": > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080124/SIB4194. PDF > > La Nazione dal 12 gennaio 2008 in poi: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080112/SIM6048. PDF > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080112/SIH6128. PDF > http://www.comune.scandicci.fi .it/rassegne/bancadati/20080114/SIG1025.PDF > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080114/SIG1026. PDF > Articolo di Iannucci: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080115/SIG2118. PDF > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080115/SIG2117. PDF > Una commissione indaghi sul caso Bellini: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080116/SIP3063. PDF > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080117/SIB4113. PDF > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080117/SIB4112. PDF > Task Force demolir? casa Bellini: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080119/SIN6035. PDF > Demolita la casa del pianista dell'A1: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080121/SIH1047. PDF > Sfratto forzato, appelli e polemiche : > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080122/SI82100. PDF > ???Sedato con la forza per sfrattano: ??? inaudito???: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080123/SIB3144. PDF > Trivelle e ruspe al lavoro per costruire il nuovo cavalcavia di via > Triozzi: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080124/SIN4113. PDF > > Il Corriere Firenze dal 12gennaio2008: > Terza corsia, esproprio drammatico: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080112/SIG6122. PDF > Si oppone alla confisca della casa: polemiche sul ricovero in Tso di un > 72enne: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080114/SIC1134. PDF > La famiglia Bellini senza un tetto: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080115/SIC2056. PDF > Esproprio, la polemica cresce : > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080116/PG13219. PDF > Per i Bellini una casa in un agriturismo: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080117/SIB4159. PDF > Le ruspe sulla casa di Bellini: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080121/SIG1093. PDF > > Il Firenze dal 16gennaio2008 > Sfrattato dall 'Autosole si cerca una soluzione: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080116/SIC3016. PDF > "Sfrattato" dalla Terza corsia ora avr??? una casa temporanea : > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080117/SIC4017. PDF > > Repubblica da 12gennaio2008 > Si oppone all'esproprio della casa dei pianoforti: > http://www.comune.scandicci.fi.it/rassegne/bancadati/20080112/SIM6049. PDF --- Fine messaggio inoltrato --- From telviola at ecn.org Tue Mar 4 16:06:36 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Tue, 4 Mar 2008 16:06:36 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: Inoltra: articolo elettroshock su =?iso-8859-1?q?umanit?= =?iso-8859-1?q?=E0_nova=5D?= Message-ID: <1128.151.24.9.140.1204643196.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: Inoltra: articolo elettroshock su umanit? nova Da: "telefono viola di milano" Data: Mar, 4 March 2008, 10:18 am A: telviola at ecn.org -------------------------------------------------------------------------- --- In C_RAP at yahoogroups.com, ha scritto: A volte ritornano. I nuovi crociati dell'elettroshock "Dobbiamo smetterla una volta per tutte di descrivere gli effetti del potere in termini di negazione. Il potere 'esclude', 'reprime', 'censura', 'estrania', 'camuffa', 'occulta'. In realt? il potere produce. Produce realt?. Produce domini di oggetti e rituali di verit?." (Michel Foucault) Proprio mentre infuria l'attacco clericale e fascista (chiamiamo le cose con il loro nome) alla legge 194, ed attraverso questa alle conquiste delle donne, arrivano altri segnali, provenienti dalla parte pi? reazionaria della societ?, che potrebbero preludere a nuove campagne liberticide. Il prossimo aprile saranno passati 70 anni da quando venne sperimentata la "terapia elettroconvulsiva", meglio nota come elettroshock, e forse non ? un caso che proprio in questi giorni [1] un gruppo di psichiatri italiani ha annunciato di voler presentare una petizione nella quale viene chiesto a questo ed al prossimo ministro della Salute che "venga istituito un servizio di TEC almeno per ogni milione di abitanti" [2]. L'elettroshock nasce dal lavoro di un neuropsichiatra ungherese convinto che la schizofrenia e l'epilessia fossero malattie che si escludevano a vicenda: la sua "cura" consisteva quindi nel provocare, tramite la somministrazione di farmaci, degli attacchi epilettici nei pazienti con diagnosi di schizofrenia. Nonostante questa idea si sia rivelata completamente errata, due psichiatri italiani (Ugo Cerletti e Lucio Bini) pensarono di sostituire i farmaci con delle scosse elettriche e, nel giro di qualche anno, il loro sistema venne adottato in tutto il mondo nella cura di numerose malattie psichiatriche. Le ragioni della diffusione di questa terapia furono molteplici: era pi? economica di quella farmacologica, gli eventuali effetti positivi erano veloci, era facile da somministrare. Da considerare poi anche il risvolto economico, costituito dalla costruzione e vendita delle apposite attrezzature. La maggior parte delle ricerche fatte sull'efficacia dell'elettroshock affermano che questa terapia funziona soprattutto quando viene applicata ai pazienti con diagnosi di "depressione maggiore" e produce effetti collaterali considerati "irrilevanti", se cos? si possono definire la perdita della memoria recente (ma a volte anche passata) o i cambiamenti di carattere. Resta per? il fatto che nonostante siano passati tanti anni, ancora oggi non si conoscono con sicurezza i danni che un trattamento del genere provoca al cervello e neppure il perch? a volte questa terapia funzioni. Alcuni dei suoi sostenitori tendono poi a mettere poco in evidenza il fatto che difficilmente si tratta di una cura risolutiva, vale a dire che non basta un ciclo di trattamenti. L'elettroshock deve essere somministrato per lunghi periodi (anche anni) e, tra un ciclo di scosse e il successivo, il paziente deve essere comunque trattato con psicofarmaci. Negli anni '40 l'elettroshock fu normalmente utilizzato da medici del III Reich, sia come strumento di ricerca che come un sistema rapido per sbarazzarsi in modo definitivo dei malati psichiatrici. In tempi molto pi? recenti tutti ricorderanno le foto che mostravano gli eroici paracadutisti italiani che, improvvisati psichiatri, si divertivano a somministrare scosse elettriche ad una persona impossibilitata a difendersi. Le fortune dell'elettroshock iniziarono a declinare negli anni '60 e '70 quando si svilupp? un movimento di opposizione alla psichiatria ufficiale, alle sue teorie e alle sue cure, considerate giustamente funzionali al sistema di potere capitalistico. Vennero pubblicati studi nei quali si dimostrava che, secondo le statistiche ufficiali, i poveri erano pi? matti dei ricchi, in quanto le diagnosi avevano uno stretto rapporto con la classe sociale del paziente: i ricchi avevano "l'esaurimento nervoso" i poveri erano, pi? semplicemente "pazzi". Venne anche denunciato che l'elettroshock veniva usato, non solo su pazienti consenzienti, ma anche come strumento di controllo dei rinchiusi all'interno dei manicomi e delle case di cura. In altre parole serviva, insieme agli psicofarmaci, a "tener buone" le persone, oltre che a fornire materiale di studio per le ricerche accademiche. Meno conosciuti gli usi, che pure sono in parte documentati [3], da parte degli apparati di repressione statali come metodo di tortura o punizione di soggetti pericolosi per il potere. Sempre in quegli anni, vennero criticate oltre che le categorie interpretative della psichiatria ufficiale anche le istituzioni totali, come i manicomi, che ne erano una conseguenza concreta. Anche grazie al collegamento tra questo movimento di "antipsichiatria" con quello di contestazione generale che in quegli anni sconvolgeva mezzo mondo, l'elettroshock inizi? a non godere pi? di una buona fama, e - sebbene non fosse esplicitamente vietata - la sua applicazione inizi? a diminuire gradualmente ma costantemente nel tempo. Fino a qualche anno fa, l'elettroshock era infatti considerata una terapia oramai "in disuso" da utilizzare, con le dovute precauzioni, solo in pochi e selezionatissimi casi. Attualmente, in Italia, esistono comunque almeno una dozzina di centri dove viene normalmente praticata, anche se in questi ultimi anni ? stata quasi completamente sostituita dalla terapia farmacologica. Addirittura in una recente legislatura, venne presentato un progetto di legge per l'abolizione totale della terapia elettroconvulsivante [4] e sempre nello stesso periodo fu chiesto un parere alla Commissione per la Bioetica che pilatescamente rispose: si "ritiene che non vi siano motivazioni bioetiche per porre in dubbio la liceit? della terapia elettroconvulsivante nelle indicazioni documentate nella letteratura scientifica." [5]. In seguito a questa, il Ministro della Sanit? diffuse una circolare [6] nella quale affermava che non ci fossero le basi per una "sospensione totale e generalizzata dell'uso" dell'elettroshock. Oggi, facendosi forti del momento storico che stiamo attraversando, che vede un generale arretramento di tutti i movimenti di opposizione allo stato di cose presenti ed un incalzare di quelle legate ad un passato oscuro, il gruppo di psichiatri citato all'inizio ha deciso che il tempo ? maturo per rilanciare la pratica di massa dell'elettroshock. Una terapia che oggi si preferisce chiamare con una asettica sigla, "TEC" (Terapia Elettro Convulsivante) che la fa somigliare fin troppo ad altre tecniche (ad esempio la "TAC", Tomografia Assiale Computerizzata) sicuramente meno problematiche. Oltre al significato politico che assume in questo momento una richiesta del genere, va sottolineato che l'elettroshock sottintende una concezione della personalit? che ? principalmente (se non solo) il risultato di una eredit? genetica o determinata da fattori biologici, mentre viene completamente sottovalutata l'influenza ambientale e sociale sullo sviluppo del carattere di una persona. Questa concezione porta inevitabilmente ad indicazioni terapeutiche tese a privilegiare terapie "pesanti" (farmacologiche, elettroshock, psicochirurgia) piuttosto che "leggere", come la psicoterapia. Gli studi effettuati [7] in questi 70 anni non hanno dato una risposta definitiva sull'efficacia della terapia elettroconvulsiva mostrandone di volta in volta benefici e limiti, n? hanno chiarito del tutto le patologie che dovrebbe curare. Questo significa che l'elettroshock non ? certamente, come vorrebbero farci credere coloro che propongono di rilanciarla, la cura migliore, se non l'unica, per alcune patologie. ? invece qualcosa di paragonabile ad una operazione molto rischiosa, alla quale sottoporsi solo volontariamente come estremo tentativo per provare ad uscire da una condizione di vita altrimenti insopportabile. Qualcosa che dovrebbe lasciare il posto a terapie meno distruttive piuttosto che diventare un campo di sperimentazione o di lucro per gli psichiatri in carriera, o un sistema di controllo del potere. Pepsy Riferimenti [1] Corriere della Sera del 15/2/2008. [2] http://www.terapiaelettroconvulsiva.it/pratica.htm [3] http://www.mindcontrolforums.com/news/eleo-treat.htm [4] http://www.camera.it/_dati/leg13/lavori/stampati/sk7500/articola/7258. htm [5] http://www.governo.it/bioetica/testi/220995.html [6] http://www.tmcrew.org/stopshock/bindi.htm [7] Per un panorama scientifico degli studi sull'elettroshock si veda http://www.cochrane.org/reviews/en/ab003593.html e http://www.cochrane.org/reviews/en/ab000076.html --- Fine messaggio inoltrato --- From telviola at ecn.org Tue Mar 4 17:52:57 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Tue, 4 Mar 2008 17:52:57 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: Inoltra: l'elettroshock =?iso-8859-1?q?=3F_=E8_una_tortura?= =?iso-8859-1?q?!=5D?= Message-ID: <3866.151.24.9.140.1204649577.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: Inoltra: l'elettroshock? ? una tortura! Da: "telefono viola di milano" Data: Mar, 4 March 2008, 4:10 pm A: telviola at ecn.org -------------------------------------------------------------------------- --- In C_RAP at yahoogroups.com, ha scritto: L'ELETTROSHOCK?E' UNA TORTURA! ? in questi giorni partita una petizione dal Congresso Nazionale della Societ? Italiana di Psicopatologia, appoggiata dall'AITEC (Associazione Italiana Terapia Elettroconvulsivante), rivolta al ministro della salute Livia Turco per aumentare i centri clinici autorizzati a praticare la terapia elettroconvulsivante o elettroshock, che in Italia sono oggi nove, sei pubblici (Brescia, Oristano, Cagliari, Brunico, Bressanone, Pisa) e tre privati (Verona, Bologna, Roma), per arrivare ad almeno un servizio per ogni milione di abitante in tutte le regioni. Pi? in generale l'obiettivo ? quello di ridestare il consenso popolare su una pratica dannosa e brutale da considerarsi una tortura, come le testimonianze di chi ha subito l'elettroshock documentano tristemente. Le modifiche nel trattamento (anestesia totale e farmaci miorilassanti che impediscono le contrazioni muscolari, in precedenza diffuse a tutto il corpo con la conseguente rottura di denti ed ossa) riescono solo a camuffare gli effetti esteriori ma non ne cambiano la sostanza: una scarica di corrente elettrica costante di 0,9 ampere (la cui tensione varia fino ad un massimo di 450 volt, collocandosi solitamente sui 220 volt) sui lobi frontali o sull'emisfero cerebrale non dominante -TEC monolaterale- che provoca un'intensa crisi convulsiva durante la quale il cervello aumenta il suo metabolismo, il flusso e la pressione sanguigna. Ci? provoca danneggiamenti alla barriera emato-encefalica e all'equilibrio biochimico del nostro cervello. A seguito del trattamento si riscontrano molti e gravissimi effetti collaterali, quali rottura di vasi sanguigni cerebrali, regressione della capacit? discorsiva, gravi e ampie perdite di memoria, persistenti emicranie, problemi cardio-circolatori e riduzione della massa cerebrale. La validit? scientifica del metodo ancora oggi non convince, o meglio non esiste: i meccanismi di azione della TEC non sono noti; l'unico dato certo, scoperto da Cerletti nel 1938, ? che scariche elettriche adeguate producono un coma epilettico reversibile (quando il soggetto sopravvive o viene rianimato con successo). Per la psichiatria ?l'ipotesi originale di Cerletti che l'effetto terapeutico di questa metodica fosse legato alle convulsione celebrale generalizzata ?, fino ad oggi, l'unico dato documentato da numerose ricerche cliniche e pressoch? universalmente accettato? mentre ?rimane irrisolto il problema di come la convulsione cerebrale provochi le modificazioni psichiche? e ?non ? chiaro quali e in che modo queste modificazioni (dei neurotrasmettitori e dei meccanismi recettoriali) siano correlate all'effetto terapeutico? (G. B. Cassano, Manuale di Psichiatria). Ma per chi subisce tale trattamento i danni cerebrali sono ben evidenti e possono essere rilevati attraverso autopsie e variazioni elettroencefalografiche anche dopo dieci o venti anni dallo shock. La terapia elettroconvulsivante viene portata avanti da psichiatri di impronta organicista che, con i loro metodi autoritari, invasivi ed offensivi della dignit? umana, compromettono seriamente la salute di milioni di persone, prima prescrivendo farmaci e poi, quando questi non producono nel paziente i risultati sperati, suggerendo l'elettroshock, che giova alla "cura" della depressione e della tristezza nella misura in cui provoca vuoti di memoria, apatia e demenza. La stessa genesi e storia della terapia lascia perplessi: l'idea venne nel 1938 a Ugo Cerletti e Lucio Bini dall'osservazione di maiali anestetizzati con una scarica elettrica prima di essere condotti al macello. Nel corso del `900 migliaia di internati furono sottoposti alla lobotomia elettrica con grande entusiasmo degli psichiatri che operavano nei manicomi poich? con essa gli "agitati" erano pi? tranquilli. Ma l'elettroshock non rimase chiuso nei manicomi: venne utilizzato come tortura e punizione durante la Grande Guerra e serv? da ottimo strumento di repressione del dissenso durante gli anni Settanta, in Italia come in Argentina. Negli anni Ottanta quando ormai questa pratica brutale sembrava destinata al disuso, venne rivalutata e inizi? il suo riutilizzo a partire dagli USA. L'APA (Associazione Psichiatrica Americana) cre? appositamente nel 1986 una task force per la raccolta di tutte le sperimentazioni di nuovi metodi elettroconvulsivanti che condussero a risultati favorevoli alla reintroduzione dell'operazione elettrica equiparata, nella sua nuova forma, ad un intervento chirurgico, o meglio, di psicochirurgia. La spinta pi? grande alla ridiffusione dell'elettroshock non ? per? da attribuire a progressi medico-scientifici, quanto a fattori puramente economici, visto che le compagnie di assicurazione statunitensi pagavano dopo il settimo giorno di ricovero solo nel caso in cui i pazienti necessitassero di interventi chirurgici. In Italia gli studi favorevoli alla sua reintroduzione vengono recepiti nel 1996 da una circolare dell'allora Ministro della Sanit? R. Bindi che definiva l'elettroshock ?presidio terapeutico di provata efficacia? consigliandone l'utilizzo. Il Comitato Bioetico Italiano bocci? l'elettroshock nelle strutture pubbliche permettendolo solo in quelle private convenzionate. L'effetto principale della circolare fu quello di trasformare l'elettroshock da prestazione ambulatoriale a prestazione chirurgica con il conseguente aumento del costo (il ticket pass? da 70.000 ? a 500.000 ? pi? i costi per le prestazioni della clinica convenzionata); a presiedere l'intervento oltre allo psichiatra troviamo ora un medico anestesista e tre infermieri. Ci teniamo a ribadire che nonostante le moderne vesti di intervento chirurgico, l'elettroshock rimane uno strumento di tortura, una disumana violenza, un attacco all'integrit? psicologica e culturale, oltre che un grande trauma, per chi lo subisce. Insieme ad altre comuni pratiche della psichiatria come il TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e l'ASO (accertamento sanitario obbligatorio), l'elettroshock ? un esempio se non un'icona della coercizione e dell'arbitrio esercitato dalla psichiatria e dalla societ? nei confronti di chi non riesce o non vuole normalizzarsi. Collettivo Antipsichiatrico Antonin Artaud -Pisa Collettivo Antipsichiatrico Violetta Van Gogh -Firenze Telefono Viola Milano T28 Collettivo Antipsichiatrico di bergamo aderiscono al comunicato Collettivo Antipsichiatrico di Modena --- Fine messaggio inoltrato --- From baz at ecn.org Wed Mar 5 13:34:34 2008 From: baz at ecn.org (BAZ) Date: Wed, 5 Mar 2008 13:34:34 +0100 (CET) Subject: [Cslist] Comunicato area antagonista sul sequestro del Laboratorio Crash! - Bologna Message-ID: <1652.87.17.51.16.1204720474.squirrel@www.ecn.org> La magistratura all'attacco dell'ocupazione. Guai a chi ci tocca! Una sentenza che pesa come un macigno quella emessa ieri dal Tribunale del Riesame di Bologna per il sequestro del Laboratorio Crash! Un macigno scagliato contro tutte le esperienze, passate e presenti, di occupazione di centri sociali in Italia e contro la pratica dell'occupazione stessa. Genova, Cosenza, Firenze e ora anche Bologna, diventano teatro di un nuovo ruolo che la magistratura accoglie a s?. Un ruolo tutto politico di ridefinizione degli ambiti di agibilit? del movimento, un tentativo di arginare le lotte che si sviluppano nei territori passando non solo dalla criminalizzazione di significativi segmenti passati del movimento contro la globalizzazione e la guerra, ma anche andando ad attaccare nello specifico gli stessi luoghi di produzione e riproduzione di una politica antagonista, necessariamente elementi di ingovernamentabilit? dei conflitti nelle metropoli. Una sentenza che estende nei fatti i presupposti del sequestro cautelare: prima di oggi indirizzata esclusivamente alla confisca dei beni in possesso di organizzazioni mafiose e ad abusi edilizi, ora viene reinterpretata come applicabile a tutte le lotte sociali per la riconquista di spazi autogestiti, per la produzione di cultura e socialit? non mercificate, contro i percorsi di costruzione dei conflitti sociali. All'indomani della caduta del Governo Del Sacrificio Prodi, e dell'incapacit? reale della politica istituzionale di risolvere i problemi sociali ? dai tribunali che si cerca di mettere ordine per la salvaguardia dello status quo. E cos? l'antagonismo espresso a Genova contro i governi della guerra e della devastazione economica e ambientale, con il suo respirare assieme e le sue molteplici istanze, diventa per la magistratura il pretesto per riaffermare che mai pi? sar? concesso di tornare ad animare le strade e le piazze delle citt? per affermare in modo deciso il proprio dissenso. Cos? il processo di Cosenza diventa punto cardine di nuovi teoremi giudiziari che trasfigurano le lotte autonome portate avanti nei territori, leggendo ovunque complotti e pianificazioni sovversive. Cos? a Firenze la legittima opposizione alla Guerra Permanente, le cariche ingiustificate, a nove anni di distanza vengono a forza stipate nel cassettone della storia giudiziaria sotto coltri che parlano di violenza e resistenza pluriaggravata. Cos? la magistratura non solo legge bene la crisi della rappresentanza politica delle istituzioni, ma se ne fa immediatamente sostituto e nuovo protagonista dal pugno di ferro. In questo modo, nonostante la sospensione dell'esecuzione del sequestro fino all'ultimo grado di giudizio, necessariamente anche i centri sociali, come luoghi di autorganizzazione politica antagonista, ma anche come proposta alternativa e autonoma alla cultura ed alla socialit? di regime, vengono messi sotto accusa. Il tentativo ? chiaro: mai pi? in nessun luogo occupazioni, mai pi? luoghi altri da quelli istituzionali, mai pi? ambiti non immediatamente sussumibili e riciclabili nelle immediate esigenze dei palazzi del potere. Il teatrino non pu? crollare, lo show deve andare avanti, e per farlo bisogna creare adeguati precedenti giuridici. E va avanti mostrando, ad esempio, dietro a vetrine infarcite di lustrini l'inquietante e inaccettabile spettacolo di un Salone del Libro a Torino, autoelettosi a migliore espressione della cultura letteraria, che invita come ospite d'onore uno stato le cui istituzioni praticano politiche d'apartheid, quello d'Israele. Si riscopre palcoscenico di ammiccamenti e "miracolosi" avvicinamenti tra forze politiche che, stanche dei ruoli loro assegnati dal copione dell'alternanza, si riscoprono possibilisti su intese larghe per il sommo fine di "ridare dignit? al Paese"... una dignit? inevitabilmente di nuovo fondata sul sacrificio, sull'oppressione, sulla razionalizzazione del sociale a fini produttivi, sulla guerra, sull'assassinio delle libert? individuali e collettive. In tutto ci? evidentemente i centri sociali, non hanno ruolo. E di questo, diamo atto, siamo assolutamente certi anche noi. I terreni marcati dalle lotte popolari contro le nocivit? e le devastazioni ambientali, l'ingovernamentabilit? dei conflitti sociali, l'essere inevitabilmente dall'altra parte del fronte "interno" di questa Guerra che si vuole Permanente, la vivacit? data da una riscoperta capacit? di plasmare i nostri territori aldil? delle esigenze produttive, riqualificando dal basso, opponendosi alla segmentazione ed alla desertificazione sociale, combattendo la retorica del degrado e della sicurezza riportandole sul piano della soddisfazione di bisogni e desideri, ostacolando le speculazioni... questo oggi sono i centri sociali, gli spazi autogestiti a Bologna come nel resto d'Italia. E proprio per questo crediamo che, dopo la manifestazione del 6 ottobre, si debba tornare a progettare lotte e mobilitazioni che attorno a questo sappiano ridare il segno dell'insopprimibilit? degli spazi autogestiti, indipendentemente dal dove venga l'attacco. Urgente ? la necessit? di riaffermare come ci? che pertiene alle lotte sociali, ai loro obiettivi, non possa essere negato spingendolo a forza nelle aule dei tribunali, quando invece sono le strade, le piazze, gli spazi, le periferie delle citt? i nostri luoghi; e questo anche per garantire la percorribilit? futura di esperienze di occupazione. Quello del sequestro cautelare sulle occupazioni, siano esse di case o di spazi, rischia di diventare un precedente giuridico molto pericoloso, che tolga di fatto la possibilit? di ricorrere a tale strumento all'interno dei percorsi di lotta del movimento, che neghi alle occupazioni ogni possibilit? di innescare un piano di legittimazione sociale, di rivendicazione e soddisfazione di bisogni e desideri. Anche e forse soprattutto per quanto riguarda il plausibile ricorso all'arma del sequestro per le occupazioni abitative questo provvedimento in corso rischia di divenire l'arma con cui negare la legittimit? dei movimenti di lotta per la casa che nelle grandi metropoli italiane rappresentano una forza significativa e vitale ed una risposta autonoma ai propri bisogni insoddisfatti. Diventa arma per bypassare a pi? pari le contraddizioni politiche poste dal movimento e di arginare a sola questione di "criminalit?" la legittima rivendicazione di migliori condizioni di vita. Occorre, crediamo, riaprire tutte le contraddizioni che il nuovo assetto politico cercher? inevitabilmente di sanare per garantirci non solo la sopravvivenza, ma anche lo spazio per esprimere quella nostra capacit? di essere forza vitale e prorompente negli altrimenti grigi e ristretti spazi metropolitani. Area Antagonista Laboratorio Crash! - Bologna Collettivo Universitario Autonomo - Bologna Csoa Askatasuna - Torino Collttivo Universitario Autonomo - Torino Csa Murazzi - Torino Csoa Ex Carcere - Palermo Collettivo Universitario Autonomo - Palermo Csa Dordoni - Cremona Coa Transiti - Milano Collettivo Autogestito Modenese - Modena Csa Godzilla - Livorno Officina Sociale Refugio - Livorno El Chico Male - Livorno Csoa Cartella - Reggio Calabria Cpoa Rialzo - Cosenza Gabbiotto Infoshop - Bari Csa Mattone Rosso - Vercelli -- Stay on line! Enjoy high tek proletariat infostreaming! BAZ - http://www.ecn.org/baz INFOAUT - http://www.infoaut.org Laboratorio CRASH! - http://myspace.com/laboratorio_crash Collettivo Universitario Autonomo - http://cua.noblogs.org From excarcere at ecn.org Wed Mar 5 15:06:02 2008 From: excarcere at ecn.org (CSOA ExKarcere) Date: Wed, 5 Mar 2008 15:06:02 +0100 (CET) Subject: [Cslist] area antagonista sul sequestro del Laboratorio Crash Message-ID: <3430.151.33.241.112.1204725962.squirrel@isole.ecn.org> La magistratura all'attacco dell'occupazione. Guai a chi ci tocca! Una sentenza che pesa come un macigno quella emessa ieri dal Tribunale del Riesame di Bologna per il sequestro del Laboratorio Crash! Un macigno scagliato contro tutte le esperienze, passate e presenti, di occupazione di centri sociali in Italia e contro la pratica dell'occupazione stessa. Genova, Cosenza, Firenze e ora anche Bologna, diventano teatro di un nuovo ruolo che la magistratura accoglie a s?. Un ruolo tutto politico di ridefinizione degli ambiti di agibilit? del movimento, un tentativo di arginare le lotte che si sviluppano nei territori passando non solo dalla criminalizzazione di significativi segmenti passati del movimento contro la globalizzazione e la guerra, ma anche andando ad attaccare nello specifico gli stessi luoghi di produzione e riproduzione di una politica antagonista, necessariamente elementi di ingovernamentabilit? dei conflitti nelle metropoli. Una sentenza che estende nei fatti i presupposti del sequestro cautelare: prima di oggi indirizzata esclusivamente alla confisca dei beni in possesso di organizzazioni mafiose e ad abusi edilizi, ora viene reinterpretata come applicabile a tutte le lotte sociali per la riconquista di spazi autogestiti, per la produzione di cultura e socialit? non mercificate, contro i percorsi di costruzione dei conflitti sociali. All'indomani della caduta del Governo Del Sacrificio Prodi, e dell'incapacit? reale della politica istituzionale di risolvere i problemi sociali ? dai tribunali che si cerca di mettere ordine per la salvaguardia dello status quo. E cos? l'antagonismo espresso a Genova contro i governi della guerra e della devastazione economica e ambientale, con il suo respirare assieme e le sue molteplici istanze, diventa per la magistratura il pretesto per riaffermare che mai pi? sar? concesso di tornare ad animare le strade e le piazze delle citt? per affermare in modo deciso il proprio dissenso. Cos? il processo di Cosenza diventa punto cardine di nuovi teoremi giudiziari che trasfigurano le lotte autonome portate avanti nei territori, leggendo ovunque complotti e pianificazioni sovversive. Cos? a Firenze la legittima opposizione alla Guerra Permanente, le cariche ingiustificate, a nove anni di distanza vengono a forza stipate nel cassettone della storia giudiziaria sotto coltri che parlano di violenza e resistenza pluriaggravata. Cos? la magistratura non solo legge bene la crisi della rappresentanza politica delle istituzioni, ma se ne fa immediatamente sostituto e nuovo protagonista dal pugno di ferro. In questo modo, nonostante la sospensione dell'esecuzione del sequestro fino all'ultimo grado di giudizio, necessariamente anche i centri sociali, come luoghi di autorganizzazione politica antagonista, ma anche come proposta alternativa e autonoma alla cultura ed alla socialit? di regime, vengono messi sotto accusa. Il tentativo ? chiaro: mai pi? in nessun luogo occupazioni, mai pi? luoghi altri da quelli istituzionali, mai pi? ambiti non immediatamente sussumibili e riciclabili nelle immediate esigenze dei palazzi del potere. Il teatrino non pu? crollare, lo show deve andare avanti, e per farlo bisogna creare adeguati precedenti giuridici. E va avanti mostrando, ad esempio, dietro a vetrine infarcite di lustrini l'inquietante e inaccettabile spettacolo di un Salone del Libro a Torino, autoelettosi a migliore espressione della cultura letteraria, che invita come ospite d'onore uno stato le cui istituzioni praticano politiche d'apartheid, quello d'Israele. Si riscopre palcoscenico di ammiccamenti e "miracolosi" avvicinamenti tra forze politiche che, stanche dei ruoli loro assegnati dal copione dell'alternanza, si riscoprono possibilisti su intese larghe per il sommo fine di "ridare dignit? al Paese"... una dignit? inevitabilmente di nuovo fondata sul sacrificio, sull'oppressione, sulla razionalizzazione del sociale a fini produttivi, sulla guerra, sull'assassinio delle libert? individuali e collettive. In tutto ci? evidentemente i centri sociali, non hanno ruolo. E di questo, diamo atto, siamo assolutamente certi anche noi. I terreni marcati dalle lotte popolari contro le nocivit? e le devastazioni ambientali, l'ingovernamentabilit? dei conflitti sociali, l'essere inevitabilmente dall'altra parte del fronte "interno" di questa Guerra che si vuole Permanente, la vivacit? data da una riscoperta capacit? di plasmare i nostri territori aldil? delle esigenze produttive, riqualificando dal basso, opponendosi alla segmentazione ed alla desertificazione sociale, combattendo la retorica del degrado e della sicurezza riportandole sul piano della soddisfazione di bisogni e desideri, ostacolando le speculazioni... questo oggi sono i centri sociali, gli spazi autogestiti a Bologna come nel resto d'Italia. E proprio per questo crediamo che, dopo la manifestazione del 6 ottobre, si debba tornare a progettare lotte e mobilitazioni che attorno a questo sappiano ridare il segno dell'insopprimibilit? degli spazi autogestiti, indipendentemente dal dove venga l'attacco. Urgente ? la necessit? di riaffermare come ci? che pertiene alle lotte sociali, ai loro obiettivi, non possa essere negato spingendolo a forza nelle aule dei tribunali, quando invece sono le strade, le piazze, gli spazi, le periferie delle citt? i nostri luoghi; e questo anche per garantire la percorribilit? futura di esperienze di occupazione. Quello del sequestro cautelare sulle occupazioni, siano esse di case o di spazi, rischia di diventare un precedente giuridico molto pericoloso, che tolga di fatto la possibilit? di ricorrere a tale strumento all'interno dei percorsi di lotta del movimento, che neghi alle occupazioni ogni possibilit? di innescare un piano di legittimazione sociale, di rivendicazione e soddisfazione di bisogni e desideri. Anche e forse soprattutto per quanto riguarda il plausibile ricorso all'arma del sequestro per le occupazioni abitative questo provvedimento in corso rischia di divenire l'arma con cui negare la legittimit? dei movimenti di lotta per la casa che nelle grandi metropoli italiane rappresentano una forza significativa e vitale ed una risposta autonoma ai propri bisogni insoddisfatti. Diventa arma per bypassare a pi? pari le contraddizioni politiche poste dal movimento e di arginare a sola questione di "criminalit?" la legittima rivendicazione di migliori condizioni di vita. Occorre, crediamo, riaprire tutte le contraddizioni che il nuovo assetto politico cercher? inevitabilmente di sanare per garantirci non solo la sopravvivenza, ma anche lo spazio per esprimere quella nostra capacit? di essere forza vitale e prorompente negli altrimenti grigi e ristretti spazi metropolitani. Area Antagonista Laboratorio Crash! - Bologna Collettivo Universitario Autonomo - Bologna Csoa Askatasuna - Torino Collttivo Universitario Autonomo - Torino Csa Murazzi - Torino Csoa ExKarcere - Palermo Collettivo Universitario Autonomo - Palermo Csa Dordoni - Cremona Coa Transiti - Milano Collettivo Autogestito Modenese - Modena Csa Godzilla - Livorno Officina Sociale Refugio - Livorno El Chico Male - Livorno Csoa Cartella - Reggio Calabria Cpoa Rialzo - Cosenza Gabbiotto Infoshop - Bari Csa Mattone Rosso - Vercelli http://infoaut.org From telviola at ecn.org Sat Mar 8 08:46:19 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Sat, 8 Mar 2008 08:46:19 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: Inoltra: le donne non sono dove ve le aspettate... comunicato prossime iniziative]] Message-ID: <1129.151.24.11.87.1204962379.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: Inoltra: le donne non sono dove ve le aspettate... comunicato prossime iniziative] Da: "pietro clerici" Data: Gio, 6 March 2008, 11:10 am A: telviola at ecn.org -------------------------------------------------------------------------- tundra ha scritto: Data: Tue, 04 Mar 2008 14:07:02 +0100 Da: tundra A: tundra at insiberia.net Oggetto: le donne non sono dove ve le aspettate... comunicato prossime iniziative] ciao a tutt* vi rigiro il comunicato per le prossime iniziative fate girare? ciao sandra *Le donne non sono dove ve le aspettate, le donne sono dappertutto! * Comunicato sulle prossime iniziative *Mercoled?? 5 marzo * La legge n.194/1978 stabilisce il diritto della donna all'assistenza sanitaria PUBBLICA e GRATUITA quando sceglie di interrompere una gravidanza non desiderata. Questo diritto oggi ?? nei fatti spesso negato per la netta presenza negli ospedali e consultori pubblici di medici OBIETTORI (a livello nazionale nel 2005 risultano avere opposto obiezione di coscienza il 58,7% dei ginecologi, il 45,7% degli anestesisti, il 38,6% del personale non medico), che si rifiutano di effettuare interruzioni volontarie di gravidanza e, in alcuni casi, anche di prescrivere la pillola del giorno dopo. Lavorare in una struttura sanitaria pubblica, che per legge ?? tenuta ad assicurare l'effettuazione di interventi IVG ad ogni donna che lo richieda, e nello stesso tempo rifiutarsi di praticare l'aborto o addirittura di prescrivere la pillola del giorno dopo ?? un paradosso inaccettabile e dimostra come nella stragrande maggioranza dei casi l'obiezione di coscienza non sia affatto dettata da convinzioni personali bens?? da pragmatismo e mere esigenze di carriera professionale. Quando una donna si rivolge a una struttura sanitaria pubblica ha diritto di conoscere chi e quanti sono i medici obiettori che ci lavorano cos?? come ha diritto di rifiutare di essere curata da costoro: OGNI DONNA HA DIRITTO DI OBIETTARE GLI OBIETTORI ed ESIGERE UN'EFFETTIVA ASSISTENZA SANITARIA A TUTELA DELLA SUA SALUTE. Anche tu puoi farlo! *Saremo il 5 marzo, dalle 9.30, davanti all'ospedale Macedonio Melloni con materiale informativo sulla campagna ???obiettiamo gli obiettori???. * * * * *Sabato 8 marzo * 8 marzo: tra la festa, il rito e il silenzio scegliamo la lotta Pochi giorni fa, ad una donna che lavora come cassiera nella filiale Esselunga di viale Papiniano ?? stato impedito, per oltre 4 ore, di lasciare la cassa per andare in bagno; siccome questa lavoratrice ha denunciato il fatto, in seguito ?? stata aggredita e massacrata negli spogliatoi. Perch?? donna. Perch?? migrante. Perch?? ha osato denunciare l'ingiustizia subita. Non ?? un caso, non ?? l'unico: la violenza ?? presente in ogni aspetto della vita di una donna. La violenza in famiglia ?? la stessa di quella subita nei luoghi di lavoro: ovunque sono presenti complicit? , negazione, oppressione, ricatto, sfruttamento, subordinazione. Quanto successo all???Esselunga corrisponde a ci?? che si verifica ogni giorno: la mattanza di donne tra le mura domestiche e quelle di lavoratrici e lavoratori procedono in una connivente indifferenza. Sta a noi dunque scegliere e riappropriarci di un agire collettivo opponendoci ad un sistema che legittima e alimenta la violenza contro le donne. *L'8 marzo a partire dalle 15.00, un'oka inkazzata si aggirer? nei dintorni dell'Esselunga di via Papiniano: scender? in strada con il suo gioco per incontrare altre donne, condividere e tramare con loro??? * collettivo femminista maistat at zitt@ collettivo ri/belle http://www.vieneprimalagallina.org maistatezitte at autistiche.org --------------------------------- Inviato da Yahoo! Mail. La web mail pi? usata al mondo. -------------- next part -------------- An HTML attachment was scrubbed... URL: From excarcere at ecn.org Sun Mar 9 13:09:29 2008 From: excarcere at ecn.org (CSOA ExKarcere) Date: Sun, 9 Mar 2008 13:09:29 +0100 (CET) Subject: [Cslist] Contestazione delle compagne a Palermo contro gli antiabortisti del movimento per la vita.]] Message-ID: <3254.151.33.246.131.1205064569.squirrel@isole.ecn.org> [8marzo]Contestazione delle compagne a Palermo contro gli antiaboristi del movimento per la vita. Un migliaio di persone sono scese in piazza a Palermo per la giornata Internazionale della donna. Noi come assemblea delle compagne non siamo mai scese in piazza in questa giornata proprio perch? nel corso dei decenni ? diventata sempre pi? un evento commerciale e istituzionalizzato Ma ieri aveva senso essere piazza proprio perch? negli ultimi mesi ? in corso un attacco reazionario ai diritti delle donne , che si ? manifestato sempre pi? arrivando al momento pi? grave per cui tutte noi ci siamo indignate che ? stato il blitz della polizia in un ospedale di Napoli dopo che una donna aveva abortito e ancora sotto effetti dell?anestetico ha subito un interrogatorio da parte della polizia Non possiamo tollerare da parte dello stato atti di violenza del genere.. e a tutte queste provocazioni e non, noi rispondiamo con la lotta ..per l?8 marzo e tutti i giorni della nostra esistenza. Il corteo di ieri a Palermo era stato indetto da una sigla costituitasi per la manifestazione che era coordinamento x la 194 nel quale partiti dal pd a rifondazione,sindacati dalla cgil ai cobas , arci e da alcuni centri sociali. Noi invece valutando che questa non e? un epoca storica in cui c?e? bisogno di calderoni costruiti con mediazioni e contenuti al ribasso , ma di una politica autonoma che costruisca processi di lotta reali , abbiamo deciso di non aderire al coordinamento, ma di essere in piazza con i nostri contenuti. Il nostro striscione : Gi? le mani dalla 194,contro chiesa e stato ,lottiamo per il diritto all?aborto. Siamo scese in piazza con dei grembiuli da cucina sporchi di rosso ( sangue ),un cucchiaio e del prezzemolo,proprio come simboli dell?aborto clandestino. Proprio per questo difendiamo la 194, nonostante la contestiamo e critichiamo in molti dei suoi punti ma meglio questa che niente. Ma la nostra giornata di lotta non ? terminata la mattina anzi il momento che noi riteniamo piu? importante si ? svolto in serata al teatro politeama dove abbiamo contestato un gal? organizzato dal movimento per la vita, entrando silenziosamente tra dame con pellicce, assessori e pezzi grossi della borghesia palermitana siamo saliti nei balconi del teatro e abbiamo esposto lo striscione urlando cori e slogan che difendevano la 194, il diritto all?aborto e la libera scelta di tutte le donne a decidere del proprio corpo. Subito sono arrivate le guardie del dis-ordine e le capoccia del movimento per la vita che volevano farci togliere lo striscione,dopo momenti di tensione siamo riuscite a restare li con il nostro striscione appeso . ASSEMBLEA DELLE COMPAGNE http://isole.ecn.org/excarcere http://infoaut.org segue il volantino distribuito in piazza: GIU? LE MANI DALLA 194,CONTRO CHIESA E STATO, LOTTIAMO PER IL DIRITTO D?ABORTO ! Da tempo stiamo assistendo ad un grave attacco nei confronti della libert? e dell?autodeterminazione delle donne. Questo attacco non riguarda solo il tema della libert? di scelta nella procreazione: ? un tentativo di imporre norme di regolazione e controllo sul nostro corpo, il nostro orientamento sessuale, i nostri stili di vita, e le forme della nostre relazioni. Per questo il tema portante della manifestazione di oggi giornata internazionale della donna sar? l?autodeterminazione, la libert? di scelta delle donne. L '8 marzo deve essere una giornata di lotta contro le vessazioni e i soprusi che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e a maggior ragione oggi siamo in piazza per difendere ci? che era stato conquistato con anni di lotte. La 194 ? una vittoria per le donne che vedono finalmente riconosciuta la possibilit? di decidere autonomamente sul loro corpo senza dover mettere in gioco la propria vita sui tavolacci di un ambulatorio clandestino; ma pi? in generale ? una vittoria per tutt* coloro che ritengono che a decidere sulla sessualit? e sugli aspetti pi? intimi dell'esistenza non dovrebbero essere le gerarchie ecclesiastiche. Questa legge ? un primo e minimo passo (a cui nella realt? ben pochi ne sono seguiti) per riconoscere alla donna un ruolo diverso nella societ?, svincolandola dall'unico ruolo in cui per anni ? stata relegata: quello di generare figli indipendentemente dai suoi desideri. In tutti questi anni gli attacchi alla libert? delle donne di decidere sul proprio corpo non sono venuti meno. Ci hanno pensato le gerarchie ecclesiastiche, i gruppi di "estremisti per la vita", come i clerico-fascisti del "movimento per la vita", che si sono subdolamente intromessi negli ospedali e nei consultori e, con strumenti di disinformazione hanno da sempre attuato un lavoro di intimidazione e colpevolizzazione contro quelle donne che, dovendo ricorrere ad un'interruzione di gravidanza, si sono trovate in una situazione ancor pi? difficile e dolorosa. E' davvero incredibile e davvero intollerabile che ancora qualcuno tenti di mettere in discussione la legalizzazione dell'aborto e che si parli delle donne come di menomate mentali non in grado di intendere e di volere, incapaci di gestire le proprie scelte responsabilmente o addirittura come delle mostruose omicide che senza scrupoli premeditano l'assassinio di ci? che potrebbe/dovrebbe diventare un nuovo essere umano. Se non bastasse, il concetto di autodeterminazione della donna, un'idea (nonch? una pratica) che parrebbe assodata e condivisa dopo decenni di faticose lotte, viene ora riletta e interpretata in chiave ideologica, come fosse una pretesa abusiva o un'invenzione e non un diritto. E' chiaro inoltre che qui non ? in gioco solo l'aborto ma anche il controllo della fertilit? e il diritto alla sessualit? scissa dalla procreazione. Tre cose che evidentemente ancora oggi, agli uomini e alla Chiesa, non piace che vengano gestite dalle donne. Eppure, che piaccia o no la decisione spetta solo alle donne e a nessun altro. Per millenni alle donne non ? stato concesso di decidere se e quando procreare. Da quando sono stati inventati i metodi di controllo delle nascite o i metodi contraccettivi, le donne hanno invece scoperto come evitare di fare figli contro la loro volont?, ma soprattutto hanno riscoperto il gusto di volere dei figli, di desiderarli veramente. Il fatto che i metodi anticoncezionali siano tanto invisi al Potere clericale e non solo, dimostra che ci? che d? fastidio ? proprio il fatto che a controllare la procreazione sia la donna. Essere donne significa lottare per l'aborto libero e gratuito, appartenere a noi stesse e non pi? allo stato, alla famiglia, ad un bambino che non desideriamo. Noi faremo dei figli se ne avremo voglia, se la societ? in cui viviamo ? conveniente per noi e per loro, se essa non far? di noi le schiave di questi bambini. Ogni donna ha il diritto inalienabile di gestire il proprio corpo e quindi la propria sessualit? da sempre finalizzata unicamente alla produzione dei figli. Siamo stanche di vederci scavalcate nelle scelte e di non poter gestire liberamente la nostra vita!!! - SUL NOSTRO CORPO DECIDIAMO NOI - PER L'AUTODETERMINAZIONE DELLA DONNA - CONTRO LE INGERENZE DEL VATICANO - CONTRO OGNI FORMA DI VIOLENZA SULLE DONNE - GIU? LE MANI DALLA 194,LIBERE DI SCEGLIERE SU SESSUALITA?, ABORTO, CONTRACCEZIONE E MATERNITA? ASSEMBLEA DELLE COMPAGNE Centro Sociale ExKarcere, Collettivo Universitario Autonomo (assemblea delle compagne tutti i gioved? alle ore11.00 aula 4/b facolt? di lettere e filosofia) assembleadellecompag at libero.it myspace.com/assdellecompagneexcarcere _______________________________________________ Ras mailing list Ras at autistici.org https://www.autistici.org/mailman/listinfo/ras _______________________________________________ Incontrotempo mailing list Incontrotempo at inventati.org https://www.autistici.org/mailman/listinfo/incontrotempo _______________________________________________ Precarity-zine mailing list Precarity-zine at inventati.org https://www.autistici.org/mailman/listinfo/precarity-zine From telviola at ecn.org Thu Mar 13 00:26:12 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Thu, 13 Mar 2008 00:26:12 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: cineforum antipsichiatrico itinerante anno 2008] Message-ID: <1108.telviola.1205364372.squirrel@webmail.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: cineforum antipsichiatrico itinerante anno 2008 Da: antipsichiatriapisa at inventati.org Data: Mer, 12 March 2008, 2:01 pm A: car at autistici.org Cc: lbaroncini3 at yahoo.it -------------------------------------------------------------------------- il Collettivo Antipsichiatrico A.Artaud presenta CINEFORUM ANTIPSICHIATRICO ITINERANTE una rassegna cinematografica contro la psichiatrica in diversi spazi e realt? nella citt? di Pisa mercoled? 19 marzo c/o lo Spazio Antagonista NEWROZ via garibaldi 72 buffet aperitivo ore 20 film ore 21:30 Morgan matto da legare di k.Reisz del 1966 mercoled? 26 marzo c/o Spazio Sociale REBELDIA via battisti 51 ore 21:30 Family life di k.Loach del 1971 gioved? 3 aprile c/o l'aula magna della facolt? di Scienze Politiche via serafini 2 buffet aperitivo ore 20 film ore 21:30 Psichiatria industria di morte mercoled? 9 aprile c/o il Circolo Arci Unit? al CEP via boccherini 14 buffet ore 20 film ore 21:30 requiem for a dream di D.Aronofsky del 2000 From excarcere at ecn.org Sun Mar 16 09:48:23 2008 From: excarcere at ecn.org (CSOA ExKarcere) Date: Sun, 16 Mar 2008 09:48:23 +0100 (CET) Subject: [Cslist] 14.03 Presidio e blocchi stradali in stazione centrale per il DIRITTO ALLA CASA]] Message-ID: <3916.151.33.246.18.1205657303.squirrel@isole.ecn.org> 14.03 Presidio e blocchi stradali in stazione centrale per il DIRITTO ALLA CASA Questa mattina decine di famiglie del comitato autorganizzato senza casa hanno presidiato per diverse ore la stazione centrale di Palermo. Volantinaggi e slogan hanno scandito la mattinata di lotta e il blocco del traffico per un'ora e mezza ha riscontrato una buona partecipazione della gente ed ha richiamato le forze dell'ordine in assetto antisommossa. CONTRO OGNI SFRATTO SARA' UNA BARRICATA OGNI MERCOLEDI' DALLE 11 ALLE 13 SPORTELLO ANTISFRATTO OGNI LUNED? ORE 15 ASSEMBLEA DEL COMITATO AUTORGANIZZATO SENZA CASA AL CENTRO SOCIALE EXKARCERE (via mongitore 77) *INFOAUT* il portale dell'antagonismo. http://infoaut.org _______________________________________________ Precarity-zine mailing list Precarity-zine at inventati.org https://www.autistici.org/mailman/listinfo/precarity-zine From telviola at ecn.org Tue Mar 18 10:17:25 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Tue, 18 Mar 2008 10:17:25 +0100 (CET) Subject: [Cslist] Fwd:FW: Spazio Entropia sotto sequestro Message-ID: <1714.telviola.1205831845.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: Fwd:FW: Spazio Entropia sotto sequestro Da: "agrigian" Data: Lun, 17 March 2008, 2:34 pm A: "telviola" -------------------------------------------------------------------------- Caro telviola, questo messaggio l'ho spedito sia psichiatria che a c.rap ma non so se verr? ricevuto. Potreste provvedere voi se non dovesse essere arrivato. Grazie ed a presto Con preghiera di diffondere. Grazie e saluti a tutti Gianni A.> Date: Sun, 16 Mar 2008 21:44:08 +0100> Subject: Spazio Entropia sotto sequestro> From: entropia at ecn.org> To: entropia at ecn.org> > > CHI SEMINA VENTO ...> > Venerd? sera, mentre si svolgeva uno spettacolo teatrale ("Lezioni di> giardinaggio per anonimi rivoluzionari"), i carabinieri della compagnia di> Alba (CN), comandati dal capitano Nicola Ricchiuti entravano nello Spazio> ENTROPIA. Con la loro caratteristica arroganza identificavano oltre 20> persone. 2 compagni arbitrariamente fermati (e in seguito rilasciati dopo> minacce sulla persona) sono accusati di resistenza a pubblico ufficiale.> Lo spazio messo sotto sequestro preventivo. L?azione delle guardie mira a> bloccare un progetto che sta avendo buoni risultati, coinvolgendo giovani> e interessando la popolazione, mentre i giornali titolano l?intervento con> "locale abusivo in centro".> Alba non offre spazi di aggregazione e di discussione che non siano quelli> vincolati al commercio e non tollera l?esistenza di realt? apertamente> critiche verso il sistema capitalista.> La citt? della nutella vuole essere un?enclave "svizzera" in Italia. La> struttura stessa della citt? lo dimostra: il centro ricco e inaccessibile> da una parte, e dall?altra le risacche sociali dei ghetti, ben nascosti> dietro i palazzoni lussuosi. Come un?aiuola di rappresentanza che viene> curata in bella vista mentre la casa crolla sul retro.> Qualcosa evidentemente ? cambiato. E farebbe bene a rendersene conto anche> quella sinistra che in citt? non ha mai fatto nulla se non partecipare> alle solite riunioni autoreferenziali di famiglia.> Lo Spazio Autogestito ENTROPIA ? tutt?altro che una discoteca o un locale.> E? un luogo sociale di confronto, di democrazia diretta, di organizzazione> di cultura. In una societ? atomizzata sono proprio gli spazi sociali ad> umanizzare, e certo non ci rinunceremo, perch? crediamo che sia ancora la> via da percorrere. La povert? che molti nuovamente sperimentano si> combatte con l?autogestione, con il ritrovarsi al di fuori della propria> abitazione in uno spazio condiviso ed autogestito in cui fare analisi,> critica e progetti.> Il ridicolo della situazione ? che l?entropia non ? uno stabile occupato,> ma affittato.> L?intervento delle guardie ha interrotto la rassegna teatrale (di cui> venerdi il primo appuntamento), ha messo in condizione di non proseguire> il laboratorio teatrale dei bambini (i bimbi stavano sviluppando il loro> spettacolino teatrale), il progetto nascente del Gruppo d?Acquisto dovr?> attendere, lo stesso vale per i dibattiti in programma per Aprile e la> biblioteca/libreria sar? inutilizzabile fino a che la buffonata non avr?> fine.> Ma i progetti seguono le persone, non gli spazi. Devono fermare le persone> di cui hanno paura, e non possono.> Pensano che mettere una catena al portone dello Spazio ENTROPIA voglia> dire chiudere con l?ENTROPIA. Non ? cos? e glielo dimostreremo.> I progetti continuano> L?entropia continua> La lotta ...anche> > Spazio Autogestito ENTROPIA> strada chiusa parallela a corso Torino - Alba (cn)> entropia at ecn.org> > A presto appuntamenti e comunicato di sostegno all?Entropia. Contiamo> sulla solidariet? dei/delle compagn* per una risposta ampia ad un grave> episodio di repressione di provincia.> _________________________________________________________________ Ti piace giocare con le lettere? Prova ABCLive! http://messengergiochi.it.msn.com/ From telviola at ecn.org Tue Mar 18 10:22:48 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Tue, 18 Mar 2008 10:22:48 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: cineforum antipsichiatrico itinerante anno 2008] Message-ID: <1742.telviola.1205832168.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: cineforum antipsichiatrico itinerante anno 2008 Da: antipsichiatriapisa at inventati.org Data: Mer, 12 March 2008, 2:01 pm A: car at autistici.org Cc: lbaroncini3 at yahoo.it -------------------------------------------------------------------------- il Collettivo Antipsichiatrico A.Artaud presenta CINEFORUM ANTIPSICHIATRICO ITINERANTE una rassegna cinematografica contro la psichiatrica in diversi spazi e realt? nella citt? di Pisa mercoled? 19 marzo c/o lo Spazio Antagonista NEWROZ via garibaldi 72 buffet aperitivo ore 20 film ore 21:30 Morgan matto da legare di k.Reisz del 1966 mercoled? 26 marzo c/o Spazio Sociale REBELDIA via battisti 51 ore 21:30 Family life di k.Loach del 1971 gioved? 3 aprile c/o l'aula magna della facolt? di Scienze Politiche via serafini 2 buffet aperitivo ore 20 film ore 21:30 Psichiatria industria di morte mercoled? 9 aprile c/o il Circolo Arci Unit? al CEP via boccherini 14 buffet ore 20 film ore 21:30 requiem for a dream di D.Aronofsky del 2000 From altromessico at gmail.com Thu Mar 20 14:37:15 2008 From: altromessico at gmail.com (L'Altro Messico) Date: Thu, 20 Mar 2008 14:37:15 +0100 Subject: [Cslist] A TUTTI (gruppi, associazioni, singoli) In-Reply-To: <508c2a680803200403t28087a2x5438d54107a8c7d2@mail.gmail.com> References: <508c2a680803191151n758d945crc95f6811da853b6e@mail.gmail.com> <508c2a680803191152k8f7ec72k7b730207ea695148@mail.gmail.com> <508c2a680803191200p37cfeadet4a917fc0e674205b@mail.gmail.com> <508c2a680803200111o6dde2b8cy42882d7a82584659@mail.gmail.com> <508c2a680803200155g1a167cdanfb8a037840bc50bd@mail.gmail.com> <508c2a680803200331i6f624050k3f2debb787f0f005@mail.gmail.com> <508c2a680803200403t28087a2x5438d54107a8c7d2@mail.gmail.com> Message-ID: <508c2a680803200637w69bb9ad0n38c44bb2165ed8e5@mail.gmail.com> *A TUTTI (GRUPPI, ASSOCIAZIONI, SINGOLI)* ** *Proposta per i gruppi/persone che vendono materiale sul Chiapas, ed anche per coloro che cercano o vendono materiale audio/video* Ad un anno dall'uscita in edicola sono disponibili a prezzo di costo i DVD del documentario *L'Altro Messico*, di Francesca Nava. L'ALTRO MESSICO ? stato un progetto audiovisivo solidale che ha permesso di raccogliere fondi per tre comunit? autonome in Chiapas.... http://altromessico.blog.com/ Per ragioni assolutamente pratiche (i costi di deposito in magazzino sono molto elevati) questi dvd rischiano di finire al macero. L'intenzione ? quella di evitare questo spreco e favorendo la diffusione del messaggio contenuto nel documentario, permettere nello stesso tempo a chi si adopera alla distribuzione (associazioni, circoli, centri sociali, gruppi, singole persone, ecc. ) di destinare i ricavi *per i propri progetti solidali*. Si consegnano infatti le copie dei DVD al prezzo di costo (oltre le spese di spedizione) garantendo un margine di guadagno interessante a chi volesse distribuirli. Chi fosse interessato pu? contattarci su altromessico at gmail.com Ringrazio fin da ora chi, ricevendo questo messaggio, pensi di inviarlo ad altre persone che potrebbero essere interessate: ? il metodo migliore per diffondere il nostro appello!!! Marco & Francesca. -- L'ALTRO MESSICO. IL SUBCOMANDANTE MARCOS E' TORNATO Il film in dvd in vendita sul sito www.carta.org www.altromessico.blog.com -------------- next part -------------- An HTML attachment was scrubbed... URL: From telviola at ecn.org Wed Mar 26 12:03:52 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Wed, 26 Mar 2008 12:03:52 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: 29 marzo A MILANO Presidio per la Palestina] Message-ID: <2002.telviola.1206529432.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: 29 marzo A MILANO Presidio per la Palestina Da: "csa vittoria" Data: Mer, 26 March 2008, 12:16 am A: destinatari-ignoti:; -------------------------------------------------------------------------- SABATO 29 MARZO ore 17 Presidio-volantinaggio davanti alla feltrinelli di piazza piemonte a Milano, in concomitanza con le iniziative di Torino e Roma per la fine dell'occupazione israeliana in Palestina e in preparazione del corteo nazionale del 10 maggio a Torino per il boicottaggio della fiera del libro BOICOTTIAMO ISRAELE * **OSPITE D'ONORE ALLA FIERA DEL LIBRO* * * *1948-2008: 60 anni di occupazione israeliana della Palestina//* * * L'attacco israeliano dello scorso mese contro la Striscia di Gaza, che ha provocato oltre 100 morti e pi? di 300 feriti e trasformato la zona in un lager a cielo aperto, ? purtroppo solamente l'ultimo episodio di una politica che sta provocando una vera e propria catastrofe umanitaria per la popolazione di Gaza, ormai priva di energia elettrica, acqua, cibo e di cure mediche. Questo assedio imposto da Israele e attuato anche dalla cosiddetta "comunit? internazionale" rappresenta una vera e propria "punizione collettiva", che viola i diritti umani di tutte e tutti. Anche il governo italiano, insieme all'Unione Europea , non solo tace di fronte alla politica israeliana, ma di fatto la rende possibile con i finanziamenti e gli accordi militari e tecnologici con Israele. Un comportamento omogeneo con le politiche di guerra che il governo ha praticato anche in questi due anni, con le missioni militari all'estero da poco rifinanziate e con l'aumento delle spese militari di oltre il 20% in due anni. Malgrado questa politica di apartheid e di progressiva colonizzazione e di distruzione delle condizioni di vita dei palestinesi, Israele viene invitata a festeggiare il 60? anniversario della sua nascita sia alla Fiera del Libro di Parigi sia a maggio alla Fiera del Libro di Torino. *_Denunciamo la dimensione politica e per molti aspetti strumentale della decisione di dedicare a Israele l'edizione 2008 della Fiera del Libro_*, che conferma il proprio incondizionato appoggio ad Israele come interlocutore in medio oriente delle potenze imperialiste occidentali, inclusa l'Italia, occultando la tragedia e la sofferenza del popolo palestinese, a cui viene negato il diritto all'esistenza e all'autodeterminazione, e che eroicamente resiste. Denunciamo ancora come questa dimensione tutta politica non possa essere nascosta dal tentativo di disegnare la contestazione, e il dissenso dalla scelta della direzione della Fiera del Libro di Torino, come una operazione tesa ad imbavagliare la cultura o di mettere a tacere la letteratura ebraica ed israeliana. Nulla di pi? falso. Al contrario riteniamo che proprio il tentativo di utilizzare la cultura come forma di legittimazione della politica di uno Stato sia un enorme mistificazione e una strumentalizzazione della libert? di espressione e del ruolo degli scrittori. * * *Il 10 maggio a Torino corteo nazionale per la fine dell'occupazione israeliana dei territori palestinesi e per il boicottaggio della Fiera del Libro.**//* * * *CONTRO L'OCCUPAZIONE ISRAELIANA DELLA PALESTINA* *CONTRO I FESTEGGIAMENTI DI 60 ANNI DI COLONIZZAZIONE* CONTRO LE POLITICHE DI GUERRA ITALIANE * * *Centro Sociale VITTORIA* *Via Friuli angolo via Muratori* *Tel:02/5453986 * *www.ecn.org/vittoria *** From telviola at ecn.org Thu Mar 27 12:03:56 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Thu, 27 Mar 2008 12:03:56 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: Inoltra: [psichiatriafuckyou] Fwd:Comunicato per il 2 aprile di Maria] Message-ID: <2383.telviola.1206615836.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: Inoltra: [psichiatriafuckyou] Fwd:Comunicato per il 2 aprile di Maria Da: "marco cavallo" Data: Gio, 27 March 2008, 11:18 am A: telviola at ecn.org -------------------------------------------------------------------------- mari41 at interfree.it ha scritto: A: psichiatriafuckyou at yahoogroups.com, puntocritico11 at virgilio.it Da: mari41 at interfree.it Data: 26 Mar 2008 23:47:51 -0000 Oggetto: [psichiatriafuckyou] Fwd:Comunicato per il 2 aprile di Maria VI INOLTRO IL COMUNICATO CHE MARIA CIUFFI HA INVIATO PER RINGRAZIARE CHI LE E' STATO VICINO. MANCA ORMAI QUEST'ULTIMO PASSO PER ARRIVARE A SAPERE LE RESPONSABILITA' DELLA MORTE ACCIDENTALE DI MARCELLINO. UNO SFORZO, UN DESIDERIO: VERITA' PER MARCELLO ! - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Caso Marcello Lonzi Appuntamento il 2 aprile al Tribunale di Livorno Ringrazio tutti per essermi stati vicino. Abbiamo combattuto una lunga battaglia durata 5 anni, una battaglia ingiusta perch? la Procura di Livorno poteva dire subito la verit?: ?Marcello Lonzi ? stato ucciso?. Invece di insabbiare. Ma la vostra solidariet? e il vostro supporto mi hanno fatto andare avanti. Oggi siamo arrivati a quella che potrebbe essere l'ultima puntata. Insieme abbiano lottato, sperato e sofferto contro un sistema che non funziona, che di carcere si muore. Nessuno potr? ridarmi il mio Marcellino, ma non possiamo pi? girare la testa dall'altra parte e far finta di niente. Per queste morti insabbiate, voglio dare una mano alla famiglia di Aldo Bianzino, morto nel carcere di Perugia. Stesse modalit?, archiviata la morte. Il 2 aprile alle ore 12 sar? davanti al Dott. Antonio Giaconi presso il tribunale di Livorno. Spero di potervi abbracciare e ringraziare tutti. Vi porto dentro il mio cuore, Maria Ciuffi SE NON NECESSARIO NON STAMPARE QUESTA MAIL: RISPETTA L'AMBIENTE ! ---------------------------------------------------------------------------- Vuoi essere presente online? Vuoi dare voce alla tua attivita`? Acquista un dominio su http://domini.interfree.it ---------------------------------------------------------------------------- ------------------------------------ Per annullare l'iscrizione a questo gruppo, manda una mail all'indirizzo: psichiatriafuckyou-unsubscribe at yahoogroups.com Link utili di Yahoo! 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URL: From telviola at ecn.org Fri Mar 28 11:30:38 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Fri, 28 Mar 2008 11:30:38 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: Inoltra: Dal Veneto: Funerali di un internazionalista, repressione e iniziative di lotta] Message-ID: <2926.telviola.1206700238.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: Inoltra: Dal Veneto: Funerali di un internazionalista, repressione e iniziative di lotta Da: "pietro_olmo" Data: Ven, 28 March 2008, 11:15 am A: telviola at ecn.org -------------------------------------------------------------------------- --- In aa-forum at yahoogroups.com, "soccorsopopolare" ha scritto: Spinea 27 marzo 2008 Gino Don? per l'ultima volta tra i compagni Spinea la corona di rosse rosse di Fidel per Gino Centinaia di compagni di almeno tre generazioni si sono assiepati a Spinea a dare l'ultimo saluto a Gino Don? il partigiano veneto che costretto ad emigrare dalla canea antipartigiana si era unito ai rivoluzionari cubani ed era sbarcato a Cuba dal Gramna all'inizio della rivoluzione con Fidel e col Che. Vecchi partigiani delle brigate della zona Piave, del Veneziano, del Trevigiano, compagni del 68 e della nuova resistenza e compagni molto pi? giovani. Accanto alle bandiere, ai gonfaloni dell'anpi e a bandiere storiche del movimento operaio e comunista, bandiere col Che, due grandi corone di rose rosse portate da una omportante delegazione cubana con la scritta a Gino Fidel castro e l'altra a Gino Raul Castro. Grandissimo l'interesse e la partecipazione popolare, zoccolo duro di una resistenza che non muore in questi territori devastati pi? che mai da un sistema di morte ingordo solo di profitto e che comincia a usare sempre pi? pesantemente il bastone della repressione. Di stamattina le notizie delle perquisizioni ai danni di diversi componenti del "No Dal Molin". Sempre oggi a Milano si ? aperto il processo contro le "nuove br" che ha affastellato con incriminazioni pesantissime decine di persone ruotanti attorno al "Gramigna" incriminate di avere intenzioni cattivissime e ultraterroriste. Nella sostanza reale dunque si vuole togliere di mezzo qualunque seria resistenza alle basi americane da cui sono partite aggressione che hanno fatto migliaia di vittime, si vuole togliere di mezzo qualsiasi resistenza a questo sistema mortifero che ammazza nelle fabbriche e nel territorio. La folla grandissima che oggi partecipava ai funerali di Gino ha ben chiara la necessit? della resistenza e la sua dimensione larga, molto larga. Il grande grido finale di "hasta la victoria" che ? risuonato forte alla fine non aveva il valore di un malinconico addio, era un grido, una promessa. E intanto ecco un'altra iniziativa che unisce compagni lavoratori di diverse storie. Un altra iniziativa che comincia a ricucire e che viene lanciata proprio dal funerale di Gino dove c'erano numerosissimi gli operai di Marghera e dintorni. CONVOCAZIONE SCADENZA CONTRO I MORTI SUL LAVORO- MARGHERA 5 APRILE 2008__________________________________________________________________ ________________________________________________________________ BASTA MORTE SUL LAVORO La CAROVANA per LA SICUREZZA SUI POSTI DI LAVORO PASSA per MARGHERA LAVORATRICI E LAVORATORI SIETE INVITATI SABATO 5 APRILE 2008 ORE 17.30 a MARGHERA presso la ex Scuola Monteverdi in piazzale Giovannacci nei pressi del sottopasso FF.SS. Staz.di Mestre Interverranno MILITANTI SINDACALI ed OPERAI, INVALIDI ED INFORTUNATI SUL LAVORO, ITALIANI ED IMMIGRATI, di MARGHERA: RAFFINERIA, APPALTI FINCANTIERI, MONTEFIBRE, SIRMA, dell' AEROPORTO di Tessera, della BICA FRANCO BELLOTTO, ex operaio PETROLCHIMICO, ASSOCIAZIONE ESPOSTI AMIANTO E PROMOTORE DEL PROCESSO PER I 14 MORTI alla FINCANTIERI GINO BORTOLOZZO, operaio ROSSIMODA, del DIR. FILTEA-CGIL PADOVA GIGI GERARDI, operaio TYSSENKRUPP di TORINO SEBASTIANO LAMERA, operaio TENARIS DALMINE (BG) LUCIANO MAZZOLIN, di MEDICINA DEMOCRATICA CHE PARLER? DEL PROCESSO CVM E DELLE LOTTE CONTRO LA NOCIVITA' NEGLI ANNI 60 E 70 DOMENICO MELIA, LAVORATORE DELLA SCUOLA EMILIO VIAN, del SOCCORSO POPOLARE MIRESE al termine degli interventi seguir? il dibattito, introduce PAOLO DORIGO, del coord. prov. Ve-Pd di SLAI COBAS per il sindacato di classe http://www.slaicobasmarghera.org http://www.aeave.org bastamortesullavoro at ... info:334-3657064 (Marghera) 347-1102639 (nazionale) --- Fine messaggio inoltrato --- From telviola at ecn.org Fri Mar 28 11:31:30 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Fri, 28 Mar 2008 11:31:30 +0100 (CET) Subject: [Cslist] [Fwd: Inoltra: LE RAGIONI DELL'ASTENSIONISMO DI CLASSE] Message-ID: <2932.telviola.1206700290.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: Inoltra: LE RAGIONI DELL'ASTENSIONISMO DI CLASSE Da: "pietro_olmo" Data: Ven, 28 March 2008, 11:10 am A: telviola at ecn.org -------------------------------------------------------------------------- --- In aa-forum at yahoogroups.com, "olivavittoria" ha scritto: LE RAGIONI DELL'ASTENSIONISMO DI CLASSE NEL PERCORSO DELL'AUTORGANIZZAZIONE SOCIALE Eccoci di nuovo qui, davanti un'altra campagna elettorale. Crediamo sia possibile ribellarci a quest'ennesima truffa disertando le urne, non andando a votare. Il nostro rifiuto non ? per? ne una scelta qualunquista e ne una protesta per una legge elettorale pi? o meno democratica. Nel cielo della politica dove vivono abitualmente i potenti non ? possibile sentire battere un solo cuore umano, regnano la disuguaglianza, l'ingiustizia, la sete di potere, l'imposizione dell'interesse di pochi sulle spalle di molti, losfruttamento. Per difendere e perpetrare tutto questo negli ultimi anni si sono alternati governi di destra e di sinistra. I risultati raggiunti sono stati gli stessi: peggioramento delle condizioni di vita dei/lle proletari/e attraverso precariet?, flessibilit? ed aumento del costo della vita (affitti, bollette), sfruttamento sempre pi? massiccio dei migranti (costretti a sottostare al ricatto del lavoro e del permesso di soggiorno), devastazioni ambientali (basti pensare al progetto del TAV in Valsusa, portato avanti sia da destra che da sinistra), aumento della repressione contro ogni forma di lotta "non integrata" (sgombri di posti occupati, perquisizioni inchieste e anni di carcere a danno di decine di compagni/e, annientamento di ogni forma di autorganizzazione nei posti di lavoro), uno stato di guerra divenuto ormai globale (Iraq, Medio Oriente,Balcani). Il nostro rifiuto ? quindi una scelta cosciente. Non ci fidiamo dello stato perch? sappiamo che non fa i nostri interessi, ci fa ribrezzo l'idea di raccogliere le briciole che elargisce a destra e a sinistra. Per noi non si tratta di scegliere le persone fisiche che devono stare nella stanza dei bottoni, ma di mettere in discussione questa stanza in quanto tale. Per questo pensiamo che il rifiuto di partecipare a questo ennesimo teatrino elettorale non possa fare a meno dello sviluppo di lotte e battaglie nei luoghi dove ? presente l'oppressione di questa societ?. Nei quartieri, nelle scuole, nei posti di lavoro, nelle carceri la priorit? deve essere quella di agire in prima persona, rifiutando ogni delega, diffondendo coscienza e lotta, costruendo le basi per una vita migliore e radicalmente differente, che non trova spazio in questo marcio esistente. DISERTA LE URNE! RIEMPI LE STRADE E LE PIAZZE! SABATO 29 MARZO H.15.00 ASSEMBLEA PUBBLICA PRESSO LA SEDE DEL COMITATO DI QUARTIERE ALBERONE IN VIA APPIA NUOVA 357 coordinamento per l'autonomia di classe comitato di lotta quadraro corrispondenze metropolitane l'avamposto degli incompatibili rioters 77 o. p. la scintilla gruppo comunista rivoluzionario per contatti e adesioni: huambos at ... --- Fine messaggio inoltrato --- From telviola at ecn.org Sun Mar 30 11:18:26 2008 From: telviola at ecn.org (telviola at ecn.org) Date: Sun, 30 Mar 2008 11:18:26 +0200 (CEST) Subject: [Cslist] [Fwd: PROVOCAZIONE SIONISTA E POLIZIESCA A MILANO] Message-ID: <2131.telviola.1206868706.squirrel@www.ecn.org> -------------------------- Messaggio originale --------------------------- Oggetto: PROVOCAZIONE SIONISTA E POLIZIESCA A MILANO Da: "csa vittoria" Data: Sab, 29 March 2008, 9:05 pm A: "csa vittoria" -------------------------------------------------------------------------- PROVOCAZIONE SIONISTA E POLIZIESCA A MILANO Sabato 29 marzo all'interno della campagna nazionale di boicottaggio del governo israeliano nel ruolo di ospite d'onore alla fiera del libro di Torino si ? tenuta un iniziativa di controinformazione in preparazione del corteo nazionale del 10 maggio. Il presidio, con continui interventi al megafono, un volantinaggio di massa e l'affissione di striscioni per tutta la piazza, si ? svolto davanti alla Feltrinelli di piazza Piemonte per denunciare la sua partecipazione alla fiera del libro, avallando cosi di fatto la legittimazione del governo terrorista israeliano e l'occupazione militare della Palestina e delle sue politiche genocide e di apartheid. Il presidio ? stato oggetto, durante tutto il pomeriggio, di continue provocazione da parte di componenti della comunit? ebraica milanese a cui non abbiamo risposto se non con interventi politici di denuncia dell'arroganza e della violenza verbale del sionista di turno incapace di rispondere al carico di responsabilit? criminali del governo israeliano. Nel tardo pomeriggio per? le provocazioni hanno raggiunto un livello insostenibile quando un militante sionista ha platealmente strappato uno striscione di 10 metri su cui c'era la scritta "con il popolo palestinese che resiste". A questo punto, all'avvicinarsi dei compagni e delle compagne per allontanare il provocatore, la polizia presente ha caricato a freddo il presidio ferendo al volto e al torace con manganellate e colpi di casco alcuni dei nostri compagni e compagne. Denunciamo con forza questa provocazione combinata che fa capire come Israele sia e rimanga il nervo scoperto e intoccabile di una politica d'aggressione imperialista in tutta l'area mediorientale. Ribadiamo che siamo e saremo sempre a fianco del popolo palestinese in lotta per la propria autodeterminazione e che in sintonia con la campagna nazionale di boicottaggio lavoreremo per essere in massa al corte nazionale del 10 maggio a Torino. Boicottiamo Israele Con il popolo palestinese che resiste. I compagni e le compagne del Centro Sociale Vittoria -------------- next part -------------- An HTML attachment was scrubbed... URL: