[Antipro] [Fwd: I: [cpa-news] La morte di Stefano Cucchi]

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Ven 30 Ott 2009 14:23:34 CET


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Subject: I: [cpa-news] La morte di Stefano Cucchi
From:    "pietro clerici" <pietro_olmo a yahoo.it>
Date:    Fri, October 30, 2009 10:55 am
To:      territorio-msf a yahoogroups.com
         telviola a ecn.org
         csabarattolo a yahoogroups.com
         aa-forum a yahoogroups.com
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         riduzionedeldanno a yahoogroups.com
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--- Gio 29/10/09, newsletter del cpa fi-sud <cpa-news a hackbloc.net> ha
scritto:

> Da: newsletter del cpa fi-sud <cpa-news a hackbloc.net>
> Oggetto: [cpa-news] La morte di Stefano Cucchi
> A: "newsletter del cpa fi-sud" <cpa-news a hackbloc.net>
> Data: Giovedì 29 ottobre 2009, 19:19
> MEMORIA
>
> Giovedì 15 ottobre 2009
> Verso le ore 23.30 Stefano Cucchi viene fermato dai
> carabinieri nel parco degli acquedotti, a Roma.
> Venerdì 16 ottobre
> Alle ore 1.30 del mattino si presentano, con Stefano,
> presso l’abitazione della famiglia Cucchi in via Ciro da
> Urbino, due uomini in borghese, poi qualificatisi come
> carabinieri e altri due carabinieri in divisa della caserma
> dell’Appio Claudio. Iniziano a perquisire la stanza di
> Stefano mentre questi tranquillizza la madre dicendole
> “tranquilla, tanto non trovano nulla”. In effetti nulla
> trovano nella sua stanza, rinunciando a perquisire il resto
> dell’appartamento e dello studio, pur dopo l’invito
> della famiglia a procede. I carabinieri a loro volta
> tranquillizzano i familiari, dicendo che Stefano è stato
> sorpreso con poca “roba” addosso (20 gr. principalmente
> marijuana, poca cocaina e due pasticche, secondo alcune
> notizie filtrate da ambienti delle forze dell’ordine e
> degli inquirenti, “di ecstasy”: secondo il padre “di
> Rivotril”, un farmaco salvavita contro l’epilessia,
> regolarmente prescrittogli dal medico curante). I
> carabinieri comunicano inoltre che l’indomani alle 9 si
> sarebbe celebrato il processo per direttissima nelle aule
> del tribunale di Piazzale Clodio. Alle ore 12 circa del
> mattino Stefano arriva in aula scortato da quattro
> carabinieri. Il suo volto è molto gonfio, in contrasto
> impressionante con la sua magrezza (i genitori affermano che
> il suo peso prima dell’arresto è di circa 43 kg) e
> presenta lividi assai vistosi intorno agli occhi. Durante
> l’interrogatorio del giudice, si dichiara colpevole di
> “detenzione di sostanze stupefacenti, ma in quanto
> consumatore”. Stefano alle 13 circa viene condotto via,
> ammanettato, dai carabinieri, dopo la sentenza di rinvio a
> giudizio (udienza fissata per il prossimo 13 novembre) con
> custodia cautelare carceraria. Alle ore 14 viene visitato
> presso l’ambulatorio del palazzo di Giustizia, dove gli
> vengono riscontrate “lesioni ecchimodiche in regione
> palpebrale inferiore bilateralmente” e dove Stefano
> dichiara “lesioni alla regione sacrale e agli arti
> inferiori”. I carabinieri lo conducono quindi a Regina
> Coeli affidandolo alla custodia della Polizia penitenziaria.
> All’ingresso in carcere viene sottoposto a visita medica
> che evidenzia la presenza di “ecchimosi sacrale coccigea,
> tumefazione del volto bilaterale orbitaria, algia della
> deambulazione". Viene quindi trasportato all’ospedale
> Fatebenefratelli per effettuare ulteriori controlli: in
> particolare radiografie alla schiena e al cranio, non
> effettuabili in quel momento all’interno dell’istituto
> penitenziario. In ospedale viene diagnosticata “la
> frattura corpo vertebrale L3 dell'emisoma sinistra e la
> frattura della vertebra coccigea”.
> Sabato 17 ottobre
> Nel corso della mattinata viene nuovamente visitato da due
> medici di Regina Coeli i quali ne dispongono nuovamente il
> trasferimento al Fatebenefratelli. Da qui, nel corso della
> mattinata (ore 13,15), viene trasferito all’ospedale
> Sandro Pertini. La famiglia viene avvisata del ricovero di
> Stefano solo alle ore 21. Alle ore 22 circa i genitori si
> presentano al pronto soccorso e vengono indirizzati al
> “padiglione detenuti”. Al piantone viene chiesto se è
> possibile visitare il paziente, ma la risposta che viene
> data ai familiari è: “questo è un carcere e non sono
> possibili le visite”. Alla precisa domanda rivoltagli dai
> genitori: come sta Cucchi Stefano?, il piantone li fa
> attendere per poi invitarli a ritornare il lunedì
> successivo (dalle 12 alle 14), per parlare con i medici.
> Lunedì 19 ottobre
> I genitori si recano alle ore 12 presso il padiglione
> detenuti e ripetono al piantone la richiesta di visitare
> Stefano. Vengono fatti accomodare nel vestibolo, gli vengono
> presi i documenti e nell’attesa chiedono a una
> sovrintendente appena uscita dal reparto quali siano le
> condizioni di salute del figlio. La risposta della
> sovrintendente è: “il ragazzo sta tranquillo”, ma
> ancora una volta viene negata ai genitori la possibilità di
> un colloquio con i medici con la motivazione che
> l’autorizzazione del carcere non è ancora arrivata. Di
> fronte all’insistenza dei genitori, che specificano di
> voler solo parlare con i medici, e non anche avere un
> colloquio con il figlio, la stessa sovrintendente li invita
> a ripresentarsi il giorno successivo, affermando che per
> l’indomani l’autorizzazione sarebbe sicuramente
> arrivata.
> Martedì 20 ottobre
> Alle ore 12 i genitori si recano nuovamente al
> “Pertini”, ripetendo al piantone la richiesta di
> visitare Stefano. Questa volta il piantone nega loro
> l’ingresso, dichiarando – ed è la prima volta che viene
> detto esplicitamente - che “sia per i colloqui con i
> detenuti sia per quelli con i medici occorre chiedere il
> permesso del Giudice del Tribunale a Piazzale Clodio”.
> Mercoledì 21 ottobre
> Alle 12.30 il padre di Stefano , dopo una mattina passata
> in tribunale, ottiene il permesso del Giudice della settima
> sezione per i colloqui. Decide di non andare a Regina Coeli
> per farsi vistare il permesso in quanto l’ufficio
> competente chiude alle 12.45, rimandando tutto al giorno
> successivo.
> Giovedì 22 ottobre
> Stefano Cucchi muore alle 6.20 di mattina. La
> certificazione medica rilasciata dal sanitario ospedaliero
> parla di 'presunta morte naturale'. Alle ore 12.10 un
> carabiniere si presenta a casa Cucchi trovando solo la madre
> del ragazzo, essendosi il padre recato a Regina Coeli per il
> visto, e chiede a questa di seguirlo in caserma per
> comunicazioni. La signora non può, trovandosi sola con la
> nipotina, e così il carabiniere dichiara che sarebbe
> tornato più tardi. Alle ore 12.30 alla madre di Stefano
> viene notificato il decreto del Pm con cui si autorizza la
> nomina di un consulente di parte. È in questo modo che la
> signora Cucchi viene a sapere della morte del figlio.
> Entrambi i genitori si recano al Pertini dove il
> sovrintendente e il medico di turno dichiarano di “non
> aver avuto modo di vederlo in viso in quanto si teneva
> costantemente il lenzuolo sulla faccia”. Si precipitano
> quindi all’obitorio dell’istituto di medicina legale
> dove si presenta loro un’immagine sconvolgente: il volto
> del figlio devastato, quasi completamente tumefatto,
> l’occhio destro rientrato a fondo nell’orbita,
> l’arcata sopraccigliare sinistra gonfia in modo abnorme,
> la mascella destra con un solco verticale, a segnalare una
> frattura, la dentatura rovinata.
> Venerdì 23 ottobre
> Viene effettuata l’autopsia. Al consulente di parte,
> nominato dalla famiglia, non viene consentito di scattare
> fotografie. Il corpo di Stefano Cucchi ora pesa 37 Kg
>
>
> *La morte di Stefano Cucchi necessita risposte*
> /di Patrizio Gonnella e Luigi Manconi
>
> /
> La morte di Stefano Cucchi avvenuta all’ospedale Pertini
> (reparto detentivo) richiede un immediato chiarimento.
> Trentunenne, di corporatura esile, arrestato pare per
> modesto possesso di droga il 16 ottobre scorso. Al momento
> dell’arresto da parte dei carabinieri, secondo quanto
> riferito dai familiari, stava bene, camminava sulle sue
> gambe, non aveva segni di alcun tipo sul viso. La mattina
> seguente, all'udienza per direttissima, il padre nota
> tumefazioni al volto e agli occhi. Non viene inviato agli
> arresti domiciliari, eppure i fatti contestati non sono di
> particolare gravità.
>
> Dal carcere viene disposto il ricovero all’ospedale
> Pertini. Pare per “dolori alla schiena”. Ai genitori non
> è consentito di vedere il figlio. L’autorizzazione al
> colloquio giunge per il 23 ottobre ma è troppo tardi
> perché Stefano Cucchi muore la notte tra il 22 e il 23
> ottobre. I genitori rivedono il figlio per il riconoscimento
> all’obitorio e si trovano di fronte a un viso devastato.
> Ai consulenti di parte è stata negata la possibilità di
> fare le fotografie di quel viso.
>
> Una morte tragica, sospetta che richiede risposte dalla
> magistratura, dall’amministrazione penitenziaria, dai
> carabinieri, dai medici del Pertini e dalla Asl competente.
> Poniamo noi alcune domande e vorremmo che ci fossero le
> risposte: 1) Che traumi presentava Stefano Cucchi e chi
> glieli aveva provocati? 2) Perché è stato ricoverato
> all’ospedale Pertini? 3) La morte è dipesa dalle
> possibili violenze subite? 4) Perchè ai genitori è stato
> impedito di incontrare il figlio per lunghi sei giorni? 5)
> Perché non gli sono stati concessi gli arresti domiciliari
> neanche fosse il più efferato criminale? 6) Perché non
> vengono rese pubbliche le foto del viso tumefatto posto che
> in Italia capita spesso che i verbali degli interrogatori a
> base di inchieste importanti vengono immediatamente
> trascritti sui giornali?
>
> /(26 ottobre 2009)/
>
>
> Sabato 31 ottobre alle 11.10 su Radio Popolare Roma ( 103.3
> Fm o in streaming su www.radiopopolareroma.it
<http://www.radiopopolareroma.it> ) "Il tuffatore",
> trasmissione a cura della redazione de Linkontro.info,
> trattera' del caso di Stefano Cucchi, con Luigi Manconi,
> Fabio Anselmo (avvocato delle famiglie Cucchi e Aldrovandi),
> Ilaria Cucchi (sorella), Patrizia Moretti (mamma Federico
> Aldrovandi).
> Per mettervi in contatto con i conduttori della
> trasmissione: iltuffatore a linkontro.info
> <mailto:iltuffatore a linkontro.info>
> o susanna.marietti a antigone.it
> <mailto:susanna.marietti a antigone.it>
>
> In facebook ci sono delle foto terribili del corpo di
> questo ragazzo che aveva 31 anni ed era ridotto a pesare 37
> kg. Con il viso massacrato dalle botte.
> Se volete, credo possiate vederle a questo indirizzo,
> preparandovi ad uno spettacolo veramente disumano.
> http://www.facebook.com/profile.php?id=100000447153888#/album.php?aid=130221&id=86556801878
> <http://www.facebook.com/profile.php?id=100000447153888#/album.php?aid=130221&id=86556801878>
>
>
>
> _______________________________________________
> cpa-news mailing list
> cpa-news a hackbloc.net
> http://www.hackbloc.net/mailman/listinfo/cpa-news
>







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