[aha] Di Caterino vs Politi

mariopesceafore a lifegate.it mariopesceafore a lifegate.it
Lun 12 Mar 2012 19:30:37 CET


ASPETTANDO CHE IL MONDO CAMBI, I CAPELLI DIVENTANO BIANCHI

Caro Francesco,

tu mi ricordi un mio storico e impertinente interlocutore: tal Domenico
(Mimmo per gli amici) Di Caterino, che vive tra Napoli e Cagliari.
Imperterrito pittore amatoriale e insolente provocatore di professione,
diventato ormai una macchietta

napoletana, da oltre venti anni mi annuncia che il sistema dell’arte è
crollato e che ormai le gallerie storiche, tutte, sono andate a ramengo e
così pure gli artisti, i critici e curatori. Magari semplicemente perché
un quadro di Damien Hirst da un milione di euro che costava nella
primavera del 2008, ora ne costa “appena” 950 mila, o che Jeff

Koons da 5 milioni di allora, adesso è sceso a 4,8 milioni. E questo Di
Caterino, dall’alto delle sue tremende défaillance professionali, ogni sei
mesi mi annuncia la fine del sistema dell’arte che conosciamo e l’avvento
del suo sistema. Intanto quel giovane Di Caterino che io conoscevo è
diventato un adulto a cui stanno crescendo i capelli bianchi, ma lui
continua a regalare per strada i suoi quadri che nessuno vuole,
annunciando però, in tutti i

possibili blog marginali, la fine di questo sistema dell’arte e l’Avvento
del nuovo, cioè del suo. Come dire “dilettanti allo sbaraglio al potere”.
Ma poi, inevitabilmente, si ritrova, ahimè, sempre al palo, senza una
galleria, senza un riconoscimento, e forse senza un soldo in tasca. Caro
Francesco, non so quanto durerà l’era di Koons, Cattelan, Hirst; certo,
nulla è eterno, ma intanto loro da venti e più anni (Koons quasi da
trenta) continuano a imperversare, a essere richiesti da musei, gallerie,
collezionisti: insomma a essere i protagonisti della vita artistica
internazionale e a essere straricchi. Cosa vorrebbe di più un artista
oltre che essere celebre, ricco, richiesto, riverito? E Francesco Bonami?
Anche lui ormai da circa venti anni è sulla cresta dell’onda e il suo
potere si sta allargando e solidificando:

Corriere della Sera, La Stampa, Responsabile artistico del Comune di
Milano e sempre Direttore della Fondazione Sandretto, già Direttore di
Manifesta, della Biennale di Venezia e della Whitney Biennial: e qualche
altra cosa arriverà

ancora. Se questa è decadenza, tutti vorremmo viverla in questo modo.

G.P.


Replicato così, ovviamente come al solito, la mia risposta verrà occultata:

Aspettando che il mondo cambi i capelli meglio averli bianchi che calvi.

Carissimo e stimatissimo Direttore Politi,
quanti luoghi comuni nel ritratto che dall'alto della sua rubrica traccia
di me, non ho mai considerato la professione dell'artista limitata ad una
specializzazione, non è questa l'epoca del pittore contro pittore in nome
di un linguaggio, mi sembra anacronistico limitare oggi il processo del
fare artistico al fare pittura, scultura o quant'altro, una tale visione è
lontana da questo mondo e rivela una totale estraneità alla vita reale ed
alla ricerca di senso dell'arte, non mi meraviglia, tutti sanno che lei
antepone il prodotto al processo, io da docente pubblico ritengo il
processo più interessante del prodotto e questo tra di noi ha sempre
creato una sana divergenza d'opinioni che lei ancora oggi sembra incapace
di digerire.
I miei capelli bianchi aumentano è vero, nel frattempo mi sono sposato e
ritirato in periferia a Capoterra, La Maddalena spiaggia per la
precisione, non ho soldi in tasca e vivo con il mio pubblico stipendio con
il quale è impossibile evadere le tasse (lei può dire lo stesso?), non ho
una galleria di riferimento mai l'ho avuta e mai l'ho voluta, perché avere
un gallerista di riferimento quando chi è interessato al mio lavoro può
riferirsi direttamente a me?
Il mio lavoro non mira ad accontentare ma a riformulare schematismi che
non sono scontati in tempi come questi e forse mai lo sono stati, ma lei
ragiona con il listino prezzo degli artisti alla mano, fuorviante e da
vero ignorante, le sue gallerie frenano l'economia ed impediscono la
diffusione di interessanti ricerche artistiche che mai avranno l'onore di
finire sulla sua testata.
I galleristi al limite li ospitiamo in una macchina che sto gestendo con
mia moglie come fosse una galleria, ma a costo zero in rete con artisti ed
addetti ai lavori che con l'arte sanno giocare e con le sue differenze si
sanno confrontare, ma lei che cosa ne sa? Preso a rincorrere il mercato e
le polemiche per fare quadrare il bilancio della sua rivista? In fondo io
i miei capelli grigi li ho ancora tutti, lei quando è che ha perso i suoi?

Dalla Maddalena spiaggia a Capoterra, un sognatore canuto le manda il suo
beffardo saluto, Domenico Mimmo Di Caterino.


 
 



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