[aha] Su AHAcktitude: Proposta di una nuova cartografia della partecipazione

T_Bazz t_bazz a ecn.org
Gio 16 Dic 2010 11:41:24 CET


Ciao,

butto giu' un po' di riflessioni in vista del prossimo 
AHAcktitude...Anche dopo aver letto l'ultimo messaggio di Domenico, 
credo che sia importante condividere il processo di decisione e di 
organizzazione del prossimo evento, creando una sinergia attiva fra il 
gruppo di Carrara e la lista. Penso che sarebbe importante sapere meglio 
quali sono le problematiche di cui Domenico parla, se possono essere 
comunicate pubblicamente, in modo da dare il nostro contributo attivo.

Ovviamente ci sara' da mediare in base alle questioni organizzative e le 
esigenze dell'Accademia, ma credo che il valore di un'operazione come 
l'AHAcktitude sia quella del restare co-gestita con gli iscritti della 
lista, fra chi e' parte della comunita' aha e chi di volta in volta 
ospita l'evento - in questo caso l'Accademia. Del resto molti docenti 
fanno anche parte della lista, quindi la cosa mi sembra facilmente 
attuabile e gia' avviata. Finora la nostra metodologia e' stata quella 
di creare reti in collaborazione diretta, con un'organizzazione gestita 
dal basso, quindi dovremmo cercare di preservarla (ovviamente, a meno 
che non si decida il contrario). Non che si stia facendo diversamente, 
ma tanto per spiegare come ha funzionato finora la lista e come gli 
AHAcktitude precedenti sono stati realizzati.

-- anche per le date dovremmo coordinarci, perche' verso maggio-giugno 
si pensava di fare un altro AHAcktitude a Roma, quindi dovremmo 
probabilmente deciderle collettivamente quando l'evento di Carrara 
accadra' per evitare sovrapposizioni - ovviamente in base alla logistica 
dell'Accademia.

Seguendo questo ragionamento, penso che sia importante agire su un 
duplice livello: non solo considerare questo AHAcktitude come un'ottima 
occasione per presentarsi all'esterno, ma anche come laboratorio per la 
lista stessa. Cioe', dovremmo cercare di sforzarci come sempre a non 
creare solo eventi "di facciata", ma a realizzare una riflessione 
concreta sulle pratiche che stiamo portando avanti come aha.
Credo che ce ne sia assolutamente bisogno in un momento politico come 
questo.

La mia proposta, considerando anche che ci sara' un nutrito gruppo di 
gente con competenze sia pratiche che teoriche, e' quella di lavorare 
nelle giornate di AHAcktitude per produrre un documento collettivo. 
Molti di voi ricorderanno di "una nuova cartografia del reale", un 
documento realizzato nel Gennaio del 1993, presso la fondazione Mudima 
di Milano, da Mario Canali, Antonio Caronia, Gino di Maggio, Antonio 
Glessi, Maria Grazia Mattei, Paolo Rosa e Giacomo Verde.
In quel documento si parlava della nascente realta' del virtuale, che 
gli autori cercavano di posizionare in una prospettiva piu' critica, 
sottolineando la necessita' di una visione "reale" di pratiche 
artistiche e tecnologiche (ne ho parlato nella mia tesi di laurea del 
1999 e nel libro Networking al capitolo 3, per chi volesse approfondire: 
http://www.networkingart.eu/download.html).

Credo che sia arrivato un momento importante in cui stanno cambiando 
molte cose nel panorama dell'attivismo e della cultura della rete; 
stiamo assistendo a un radicale cambiamento del concetto di rete e 
networking e del significato di pratiche sociali. Inoltre, a mio parere 
c'e' bisogno di riflettere sulle pratiche politiche da adottare come 
forma di strategia tattica. Molte strategie del passato, sia sul 
versante politico che tecnologico, non funzionano piu'. Nel panorama 
artistico, a volta si tende a replicare modelli gia' visti, oppure a 
cercare semplicemente una legittimazione istituzionale senza riflettere 
adeguatamente sulle modalita' e sugli scopi del proprio operato. 
Soprattutto, bisognerebbe riflettere su cosa significa "partecipazione" 
oggi.

Penso quindi che un documento collettivo chiamato "per una nuova 
cartografia della partecipazione" (o come preferiamo chiamarlo) che 
rispecchi il nostro punto di vista critico, sia una risorsa importante 
non solo per l'evento che organizzeremo, ma per il significato della 
nostra comunita' in se'.
Piu' quindi che presentare solo le nostre idee al pubblico (che 
sicuramente ha la sua importanza), sarei per condividele e per 
scriverle, iniziando un processo critico i cui risultati potranno essere 
utili per molti e diffusi in rete successivamente.
Fatemi sapere che ne pensate...

Un saluto,

T_Bazz


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